treni ad alta velocità

Il treno ad alta velocità o ad alta capacità come viene ultimamente
chiamato, al di là del fatto che è un’opera faraonica dai costi
elevatissimi
( oltre 40 miliardi di Euro ) che sottrarrà denaro di tutti noi alla
ricerca, alla sanità, alla scuola, ai servizi ecc., è un vero e proprio
disastro ambientale che non solo minaccia la Valle di Susa, ma tutta la
cintura di Torino e Torino stessa. Infatti il problema più grave di
quest’opera è l’aspetto sanitario: la galleria di 23 chilometri che dal
Musinè risalirà lungo la valle porterà da fuori terra solo nella zona
di
Almese più di un milione e 200.000 metri cubi di roccia finemente
triturata
ricca di AMIANTO che sarà stoccata a cielo aperto a Sant’Ambrogio e a
Rivera
di Almese. Il vento della Valle di Susa distribuirà democraticamente le
fibre di amianto finemente triturate dagli scavi e dalle mine di
galleria su
tutta la cintura di Torino e su Torino compresa, vista la velocità e
forza
del vento della valle che spesso raggiunge i cento chilometri l’ora.

Basta inalare una fibra di amianto per sviluppare il mesotelioma,
tumore
del
polmone con mortalità del cento per cento e senza possibilità di
terapia.

Una fibra di amianto in sospensione nell’aria impiega 24 ore ad un
metro di
altezza prima di arrivare al suolo.

I sondaggi sulla montagna commissionati dalle Ferrovie stesse alla
Università di Siena, hanno evidenziato su 39 carotaggi ben 14 positivi
per
la presenza di amianto: da Balangero ( tristemente nota per essere la
più
grande cava di amianto d’Europa e con il primato insieme a Casale per
la
più
alta mortalità da tumore del tipo mesotelioma da esposizione
all’amianto) la
stessa dorsale amiantifera si prolunga fino al Musinè e risale per la
Valle
di Susa: per le Olimpiadi la pista da Bob non è più stata fatta a Sauze
d’Oulx per la presenza di grandi quantità di amianto già in superficie.

L’amianto finchè non è triturato e quindi le sue fibre non possono
essere
inalate, non presenta pericoli: il pericolo arriva dalla triturazione
della
roccia durante i lavori di scavo.

Oltre a quello di Sant’Ambrogio e a quello di Almese sono previsti
altri 24
siti di stoccaggio sparsi per la Valle!

Per non parlare del dissesto idrogeologico, delle centinaia di migliaia
di
camion e mezzi movimento terra che per anni renderanno invivibile e
intransitabile la valle, dell’uranio presente nella montagna tra
Francia e
Italia dove sarà scavato il tunnel di 53 Km, del fatto che l’attuale
linea
ferroviaria è sfruttata solo al 38% delle sue potenzialità per il
trasporto
merci, della non sostenibilità economica dell’opera tanto che tutte le
banche e i capitali privati hanno fatto marcia indietro, del fatto che
a
breve entrerà in funzione a pieno regime il nuovo potenziato
collegamento
ferroviario del Gottardo che soddisferà ampiamente il traffico merci su
rotaia dal Nord Europa senza tagliare fuori il Piemonte,del fatto che
la
gestione e la sicurezza di due gallerie rispettivamente di 53 e di 23
chilometri sarà difficilissima e costosissima, del fatto che i deficit
gestionali previsti che hanno dissuaso i capitali privati dalla
partecipazione a quest’opera saranno a totale carico delle nostre
tasche,
esattamente come accade attualmente per il tunnel ferroviario sotto la
Manica spacciato come opera indispensabile e che invece è risultato
essere
un clamoroso insuccesso con un deficit pauroso ormai vicino al
fallimento e
a totale carico degli enti pubblici.

Naturalmente le lobbies politiche ed economiche fanno di tutto per
promuovere questa follia: importante è che i soldi siano spesi,
l’utilità
dell’opera è del tutto secondaria agli interessi economici in gioco.

Stampa,tv, radio, settimanali boicottano in modo quasi totale la
controinformazione dei comitati spontanei nati dalla base, dalla gente
comune.

Vi invito a consultare il sito _www.legambientevalsusa.it_
: qui troverete
tutti i dati tecnici e gli approfondimenti che desiderate aggiornati al
21
Maggio scorso.

Come potete vedere già da una prima sommaria documentazione questo
problema
non è solo della Valle di Susa, ma coinvolge la salute anche della
popolazione che risiede nella cintura di Torino e nella stessa Torino,
mantenuta all’oscuro dalla informazione ufficiale.

This post was submitted by minchione.

December 22, 2009

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Categoria: Trasporti, Tutto il resto

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