roberto saviano e i savianesi
resto stupito…delle volte folgorato…quasi schifato…da questa savianite acuta che ha colpito milioni e milioni di italiani…come se avessimo bisogno del suo libro per capire cosa sia il concetto CAMORRA, come se prima dell’edizione di tale racconto euristico, gli italiani non sapessero cosa fosse.
ma è possibile che l’operato di un giudice quale falcone o borsellino, debba essere screditato da una favoletta raccontata da questo ignoto scrittore , che per voglia di celebrità,ha appunto messo in scena il teatrino della camorra…mistificandone i salotti del potere presso cui la stessa organizzazione mafiosa si insinua(e da cui trae linfa vitale, legittimità alla sua azione),
sicuramente è più facile mostrare ragazzini con le armi in mano, subculture camorristiche interiorizzate dalla stragrande maggioranza degli abitanti residenti in zone campane e napoletane, di valori sociali sovvertiri in funzione di uno sfrenato abuso collettivo,
tutto questo non è solo che l’aspetto terminale del fenomeno camorristico…è solo la base, la sua visione romantica,
già il solo fatto di aver localizzato la camorra in quel di napoli e campania…è un errore fuorviante per la comprensione dell’enorme vastità del fenomeno…
ci sono voluti 50 anni per capire cosa fosse realmente la mafia e quali fossero i suoi attori(il siciliano con il cappellino e la lupara è sicuramente la visione ultima del mafioso…e soprattutto la più irrosoria..quella che serve ad eludere la vera comprensione del mafioso: il politico).
la storia insegna: chiunque indaga sulle reali dinamiche di tali organizzazioni(in quanto quest’ultime in stretto legame con diversi sistemi legali e legalizzati all’interno della società,quali economia, politica), non deve vivere,(falcone e borsellino),
pertanto mi sembra surreali le richieste di aiuto e di protezione di questo fantomatico scrittore…(borsellino e falcono non hanno avuto neanche il tempo di fare appelli simili).
intanto ciò che è certo: tale roberto saviano è colpevole di falsificazione della realtà, attraverso il suo libro non fa altro che orientare il giudizio dell’opinione pubblica verso Aspetti che io chiamerei microdelinquenziali..di manovalanza…che sicuramente non rendono chiara l’idea di cosa sia il concetto camorra….è un riproduttore dello status quo…dell’esistente…del falso…
rendiamoci conto che per gestire un organizzazione di stampo internazionale, con fatturari da capogiro, con transazioni legali o meno che si estendono in tutto il mondo, ci vuole almeno un minimo di esperienza pratica e organizzativa: cioè ci vuole conoscenza…(così come è richiesta per l’avanzamento e sviluppo di qualsiasi forma organizzativa), sarebbe impossibile per un “semplice soggetto” riuscire a gestire un tale sistema, allora la figura del latitante diviene metafora del capo espriatorio, di colui verso il quale deve essere concentrata l’attenzione per far si che altri (coloro che gestivano in prima persona, i fascisti borghesi)passino inosservati,
è attraverso queste dinamiche che si riproducono concetti quali criminalità e devianza…tralasciando tutto ciò che è deviante , ma che viene dall’alto..prestando attenzione esclusivamente sugli aspetti infinetesimali di tale problema: la devianza dal basso…e dipingendola come aberrazione della società e come gesta da non intraprendere :pena l’etichettamento di criminale…
svegliamoci…….saviano la prossima volta si più realista.
This post was submitted by antonio.

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