puttanelle italiane
Queste puttanelle la danno via con ostentazione e sfarzo in cambio di denaro, potere, posti, ma quante ce ne sono come loro?
Io ne conosco, che l’hanno data anche solo per l’esame di diritto privato, per un contratto, per un posto di ricercatore, eccetera. O per un posto di dattilografa, o in regione o all’asl. E quanti ce ne sono, che l’hanno dato o che l’hanno data per interposta persona (la morosa, la sorella, la moglie) allo stesso scopo? E quanti ce ne sono, che metaforicamente l’hanno dato, ossia che hanno ottenuto lo scranno (qualsiasi scranno) grazie a papà, alla parrocchia, al partito, alla loggia? in ansiosa prosternata attesa di poter ripagare con interesse usurario, mille volte, il favore così graziosamente concesso.
Molti diranno, io no, non è il mio caso. No non è mai il tuo caso, tu sì che sei l’eccezione. Diranno, nessuno che io conosca. Figurarsi, proprio a te lo vengono a dire. Diranno, ma capita ogni tanto, anzi raramente. Sicuro, per minimizzare la tua responsabilità, rarissimo.
Fatto sta che questo è il pilastro dell’organizzazione nel paese. Dappertutto, perché questa è la gente sulla quale ogni singola organizzazione (privata o pubblica) poi può contare quando ce n’è bisogno, per ogni decisione, cooptazione, contratto. Fedeltà e obbedienza. E ce n’è bisogno spesso, perché se questa è la selezione, facile che gli incapaci comandino, facile che non sappiano niente, e quindi facile che si presentino problemi, uno dietro l’altro.
Credo insomma che le puttanelle rappresentino molta Italia, un’Italia che si manifesta e si mimetizza e si propaga in varie forme, ma che non molla, non mollerà quando il suo alfiere cade, non si disperderà perché la bandiera s’infanga. Non si disintegrerà per il nostro odio e non soccomberà sotto il peso dell’incompetenza e del fallimento.

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