Provaglio d’Iseo

Provaglio d’Iseo è un grande esempio per tutti i comuni…ma a pochi Km da questo comune ce ne sono altri che NON concedono i permessi per l’installazione di Pannelli Solari dichiarando che sono ‘antiestetici’ e che il comune ha scelto altre metodi di energia alternativa. La cosa è molto italiana. I Comuni in questione hanno accordi per la distribuzione sul loro territorio del “Teleriscaldamento” ottenuto dai Termovalorizzatori oggi tanto osannati dal Governo.
Visto che alcuni Pannelli Solari potrebbero essere quelli per la produzione di acqua calda e che questa cosa priverebbe la Società che fornisce il Teleriscaldamento di alcuni guadagni, i comuni si accordano per NON concedere permessi per l’installazione di alcun tipo di Pannello Solare. Noi cosa dovremmo pensare ??? Che guadagni ne trae il comune se un privato cittadino vuole dotarsi di un impianto fotovoltaico o termoconduttore con pannelli solari invece che ricorrere al teleriscaldamento?
Forse sono io a pensar male ma le cose non mi tornano… Presto ne pagheremo le conseguenze mentre qualcuno pensa a riempirsi le tasche alla faccia dell’ambiente e anche dell’economia nazionale.
Per questo ancora Grazie all’amministrazione comunale di PROVAGLIO D’ISEO che ha dimostrato grande attenzione e ha pensato a migliorare la vita dei suoi cittadini ! GRANDI !!!

This post was submitted by sannoloo.

October 30, 2008

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Categoria: Energia, Tutto il resto

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Commenti (1)

xanut

October 30th, 2008 at 13:18    


Volevo solo segnalare un paio di piccole imprecisioni riguardo all’esposizione del comune di Provaglio.
L’affermazione:
“La Legge Finanziaria 2007 ha disposto interessanti incentivi per il risparmio energetico e per la produzione di energia pulita.
Tra le varie agevolazioni anche quella relativa all’installazione di impianti fotovoltaici(…)” non è esatta in quanto la legge finanziaria 2007 ha introdotto la detrazione del 55% sulle opere di risparmio energetico (cubentazione, sostituzione impianti, installazioni solare termico ecc.) mentre l’incentivazione del fotovoltaico con il cosiddetto “conto energia” fu introdotto nel 2005 dal noto “ecologista” Scajola. Tale provvedimento in verità favoriva più che l’installazione domestica, l’insediamento di grossi impianti. Il governo di centrosinistra che si è insediato nel 2006, ha variato alcune cose del conto energia, cioè ha semplificato l’iter burocratico (prima piuttosto complesso, ne parlo per esperienza personale) ed ha ritoccato le tariffe incentivate sulla produzione di energia elettrica rendendo più favorevole l’installazione domestica (da 1 a 20 kW).
La seconda imprecisione riguarda: “…può essere venduta dallo stesso cittadino al Gestore del Servizio (ENEL o Enti simili).” Anche questo è sbagliato. Il cittadino percepisce la tariffa incentivata non dall’ENEL o da altra compagnia di distribuzione, bensì dal GSE (Gestore del Servizi Elettrici, ente terzo governativo). L’ENEL o altro distributore entra in gioco solo in merito all’immissione o prelievo dalla rete di energia elettrica. Cioè provvede a conteggiare quanto si è ceduto e quanto si è prelevato dalla rete nazionale. Se il prelievo è maggiore dell’immissione, fattura al proprietario la quota consumata.

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