Prezzo esposto e…prezzo alla cassa

Carrefour Casalecchio di Reno – Bologna il giorno 15/06/2005

Vado per comprare un televisore, esattamente un MIVAR 20 pollici … ahimè l’unico prodotto di mercato che riesce ad entrare come dimensioni nella nicchia del mio mobile in camera.

Prezzo esposto euro 119,90 …prezzo alla cassa euro 159,90 !!!!

Mi sono accorto immediatamente dell’errore e ho provato a bloccare l’acquisto… ahimè era troppo tardi la cassiera aveva già inviato la transazione della carta di credito..

vado all’ufficio reclami immediatamente, mandano un ragazzo a prendere il prezzo esposto e dopo qualche minuto mi ridanno il maltolto …

ma se io non me ne accorgevo ??
e se io non mi incazzavo ??

40 euro di differenza… non brutolini.. 40 euro

This post was submitted by assuio.

January 5, 2010

Inserito da:

Categoria: Casa Famiglia, Tutto il resto

Tags:

Commenti (4)

maria

January 6th, 2010 at 00:03    


Un paio di mesi fa, andando a fare la spesa, ho incontrato una vecchietta, amica di mia nonna. Beh, la poverina non riusciva a spiegarsi come mai fosse riuscita a spendere tutto ciò che aveva, dei 50 euro di cui disponeva. Secondo i suoi calcoli, qualcosina sarebbe dovuta avanzare.
Io, che conosco la vecchina, ho cercato di confortarla e poi, quasi distrattamente, l’ho invitata a rientrare con lo scontrino nell SMA (scusate la pubblicità) in questione, per ricontrollare se i prezzi corrispondessero a quelli delle etichette.
Ragazzi, è successo un casino! Praticamente più della metà dei prezzi aumentavano di qualche decina di centesimi alla cassa!
La signora (solitamente mite) era imbestialita e voleva chiamare i carabinieri. Il direttore del supermercato ha dovuto sudare per convincerla ad accettare indietro il maltolto (pochi euro, ma insomma…), ed ha dovuto anche regalarle qualcosa, tra il disprezzo del cassiere, complice, e il livore dei clienti che si sentivano truffati.
Dopodichè, il direttore stesso si è dovuto occupare di sostituire i cartellini incriminati…
Ma si può continuare così?

annata

January 6th, 2010 at 07:02    


Sono andato 10′ minuti fa alla Standa del mio paese Bresso (Milano) per comprare il caffè e l’acqua. Ho comprato una confezione di Segafredo doppia che sul bancone veniva indicato al prezzo di € 3,56. Vado alla cassa e sullo scontrino mi trovo 3,65. Vado a controllare per sicurezza, vado in cassa e dico “non avrà mnica ragione Controversial Controversial”. Ciamano il responsabile e preso in castagna da le due motivazioni che sono scritte sul blog:
1 – non è stato ancora aggiornato il prezzo alla cassa;
2 – il cliente è tenuto a controllare.
Non ci ho visto più e davanti a tutti ho detto che quando si danno spiegazioni devono essere date con il cervello. Come fa un cliente a controllare. Deve andare a fare la spesa davvero con la calcolatrice e dopo vaer pagato controllare che il prezzo alla cassa sia uguale a quello del banco?
Mi sono fatto ridare i 9 centesimi di differenza e ho detto loro che da domani farò il cavilloso…con un piccolo particolare: se l’episodio si dovesse verificare li denuncerò per truffa.
BASTA FARSI PRENDERE PER IL CULO

dttordog

January 6th, 2010 at 07:09    


Gente diamoci una sveglia, accidenti !!!!
La legge dice che il prodotto acquistato debba essere pagato al prezzo esposto al pubblico.
La cassiera ha l’obbligo di farci pagare l’importo indicato sul tagliandino; nè un centesimo di più, nè uno di meno.
Quando accadono queste cose bisogna essere più furbi di queste “volpi”, tornare sullo scaffale e togliere l’etichetta davanti a testimoni. Poi chiamare i vigili urbani o i carabinieri e chiedere che venga applicata la legge.
Se lasciamo che un incaricato della grande-distribuzione (perchè tanto queste trappole, il più delle volte, sono pensate e realizzate da loro) a fare sparire il tagliandino che riporta l’importo al pubblico, faranno sempre in tempo a dire che ci eravamo sbagliati.

Altro sistema, più veloce, è lasciargli tutta la spesa alla cassa e cambiare posto nel quale andare a fare la spesa.

wunno

January 6th, 2010 at 20:14    


Ho lavorato nel settore della grande distribuzione. Per quanto riguarda il prezzo del prodotto vale, per la legge, il prezzo esposto ( anche se palesemente errato in difetto/eccesso purchè la dicitura corrisponda esattamente all’articolo in questione ) nel punto vendita al momento in cui il cliente decide di acquistare il prodotto stesso.
Questa situazione passa sopra anche ad eventuali prezzi divulgati tramite volantino promozionale ( perchè il punto vendita si può appellare all’errore di stampa ).
Dove lavoravo io non si facevano trucchi sui prezzi, però ci sono supermercati che adottano le “sviste mirate” del tipo ” sistemare merce in linea con un prezzo di articolo quasi analogo allo scopo di ingannare l’acquirente ” ( Es. Bottiglia di Coca Cola da 2 lt. esposta in linea con il prezzo della Coca Cola da 1,5 lt, mancante…e quindi con un’etichetta dal prezzo inferiore ). Alla protesta del cliente si fa passare la cosa come una svista del cliente ( perchè l’etichetta specifica la dicitura Coca Cola lt. 1,5 ). Il più delle volte funziona perchè il cliente imbarazzato decide di acquistare lo stesso l’articolo.
Per cui stare molto attenti quando si fa la spesa !!
A me è capitato di avere per le mani un cd musicale con un prezzo palesemente sbagliato ( ovviamente inferiore al prezzo reale ) e di decidere di acquistarlo. Alla cassa è passato al suo prezzo reale. A questo punto ho chiesto di parlare con un responsabile ( basta un capo reparto ) al quale ho detto che intendevo acquistarlo al prezzo esposto, come prescrive la legge. A brutto muso ha dato istruzione alla cassiera di correggere lo scontrino aggiornandolo al minor prezzo esposto…ma per legge è costretto a farlo e chiunque ha la libertà di voler acquistare facendosi valere.

INSERISCI COMMENTO

Name *

Mail *

Sito Web