le vacanze

Ormai non ci sono più i soldi e la gente ha limato la propria vacanza perchè si potesse incastonare in un fine settimana.
Una volta c’era il periodo di vacanza, oggi la gente è stressata e ha creato l’anno lavorativo variegato con granella di pezzetti di vacanza.
Significa avere meno vacanza e mantenere tutte le scomodità del viaggio.
Io vivo in pseudo-campagna, nel senso che a un chilometro ho la rotonda, le strade ecc.
Ma non sento il bisogno di viaggiare, il punto è che la vacanza è solo una parola, siamo noi che possiamo scegliere di stare in pace, non sono due giorni a farti stare bene, sei tu, ma solo se vuoi mandare al diavolo tutto il resto.
Allora chi se ne frega del villaggio vacanze, delle attività forzate, dell’animatore che sinceramente ho sempre odiato.
Posso stare un mese in vacanza e tornare più triste e stressato di prima.
Il lavoro è sempre quello e quello che hai lasciato è sempre lì ad aspettarti.
La vera vacanza è vivere arrivando a non aver lasciato il propio stato di serenità in vacanza.

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May 7, 2010

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Categoria: Tutto il resto, Viaggi

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Commenti (7)

ritallo

May 7th, 2010 at 13:07    


Odio i viaggi, le vacanze, i bagagli, farli e disfarli.
Odio le vacanze nei “villaggi” con il cocktail di benvenuto.
Odio gli animatori sempre allegri, il tennis alle 8, la pallavolo
alle 10, lo snorking alle 14 e il calcetto alle 18:
torni a casa che sei uno straccio!
Odio gli aeroporti con il duty free, il check point e la sala vip e il “grazie signore da quella parte”.
Ma odio soprattutto l’aereo, le compagnie aeree che ti tengono in ostaggio con qualche minuto di ritardo, i sedili per nani, le hostess con i loro “prego lo zainetto”, “scusi lo schienale”.
Odio la spiegazione delle dotazioni di sicurezza. Quando tua moglie assume l’espressione della hostess mentre spiega devi velocemente divorziare.
Odio gli alberghi tutti uguali, i last minute, quelli che viaggiano senza muoversi di casa.
Odio i viaggi alternativi come http://www.latourex.org, l’archeoturismo (rifare un viaggio già fatto), il dodecaturismo (si parte il giorno 12 alle ore 12 con il treno e si scende alla dodicesima stazione), il retroturismo (quello in cui si parte velocemente e si torna lentamente).
Odio il turismo alternativo, in cui parti a piedi, volti alla prima a sinistra, quindi a destra fino a che non prendi una facciata contro un muro.

arilow

May 7th, 2010 at 13:09    


Certo a odiare si fa presto, si mette tutto in una pattumiera e si butta là senza pensarci più.
La verità credo sia che siamo arrivati al punto che ognuno, ogni estate, deve fare il “Gran Tour” deve potersi vantare con gli amici delle foto, dei posti che ha visto (magari da un autobus o semplicemente per 5 minuti) alimentando ulteriormente il proprio, già grandissimo, ego.
Il viaggio è anche solo andare a trovare un amico lontano, vivere la vita di un posto adeguandosi a essa e non viceversa, arricchirsi scattando migliaia di foto mentali (non miliardi di digitali). Anche Milano durante l’estate è un buon posto da visitare, da godersi, non c’è nessuno! Ma forse meglio non dirlo troppo forte, altrimenti va a finire che anche andando controcorrente si troverà traffico!!

zalla

May 7th, 2010 at 13:10    


anchio odio le vacanze ,
l ultima volta a new york mi chiesero ben 7000 dollari per noleggiare una limosine un giorno,
cavolo ,l anno scorso era solo 6700!!!
quando a tokio per un pranzo con solo 3 ragazze ho speso piu del equivalente di 3000 dollari ,
esagerati!!!!!
quando per ormeggiare il mio yacht a montecarlo mi chiedono 1500 euro al giorno!!!
dio mio!!!!
dovre andremo????
meno male che poi torno sempre a casina mia dove la mia tata mi vuole tanto bene…….

wuster

May 7th, 2010 at 13:11    


E’ da parecchi anni , che non faccio vacanze.
La pensione è una vacanza!
Ma cinque anni fa, con degli amici, mogli e figli, sono stato, per oltre una settimana, a Barcellona,(Spagna.) Sono ancora stravolto, dalla bellezza………. Ma quello che mi ha impressionato positivamente, è stato che per abbellire la città, hanno il coraggio di tagliare gli spigoli dei palazzi!!! Se non ci diamo una mossa, e parlo delle mie zone, incominceranno a costruire, i palazzi nella piazza principale delle città. Quanto prima ritornerò in Spagna, magari a Madrid.

zazza

May 7th, 2010 at 13:19    


sulle vacanze non so se sono d’accordo…

forse perchè non ho mai fatto vacanze-vacanze, ma mi piace immergermi a fondo nei posti che visito.

forse perchè preferisco “vivere” nei posti che mi colpiscono e non passarci pochi giorni.

forse perchè i miei viaggi durano mesi e in quei mesi lavoro, esploro, vivo… respiro l’aria e un pò alla volta la faccio mia…

e quando torno a casa so di avere molto di più di un pacco di foto da guardare.

nuiort

May 11th, 2010 at 17:02    


Io amo quel turismo che fa muovere i soldi e fa incontrare le persone, amo, quando ne ho l’occasione andare in un luogo e visitare innanzi tutto le chiese ed i luoghi storici che mi possono dire molto sul luogo nel quale vado, capire le persone, parlarci, capirne la lingua o il dialetto (che per me sono la stessa cosa).

Andare solo in quei posti dove si mangia bene, tipo Liguria, Toscana, Umbria, Italia insomma… ma non solo. ingrassare dieci chili in vacanza alla faccia di chi si fa un mazzo così per mentenere la linea per il ritorno, la linea me la rifaccio con lo stress quotidiano.

Dormire quanto voglio (nel senso che se ne ho voglia mi alzo alle cinque, se ne ho voglia mi alzo a mezzogiorno) in un comodo letto di un comodo albergo con persone gentili.

Meglio, amerei se potessi farlo ma non per questo odio chi lo può fare.

Odio chi va ad Amstredam per farsi dei cannoni (ma statevene qua e fateveli qua) o per prendere un po’ di patata dai quattordici anni in su, quelli che vanno a Rimini per conoscere qualcuno o che vanno in quei posti tipo quelli dello tsunami dove gli hotels hanno retto all’onda e le case della gente sono state spazzate via.

Odio chi va in crocera, parte felice (o meglio stupito di avercela fatta) e torna più incazzato di quando è partito perchè la crociera costa pochissimo ma alla fine era con genete che non gli piaceva ed ha speso lo stesso un sacco di soldi.

Odio chi fa spinning, jogging, sport in genere anche in vacanza.

Odio chi viene nella mia città e la devasta ed ha ancora il coraggio di criticare.

Odio quelli che vengono a Genova per vedere l’acquario con un centro storico che è il più grande d’Europa che è come un libro di storia, e farebbero così in qualsiasi altro posto. I turisti con l’occhio spento che guardano in terra o, nella più felice delle ipotesi, guardano il vuoto fichè non sono arrivati a destinazione, che guardano la cartina e non si azzardano a chiedere informazioni e se gli dai una dritta ti guardano come guarderebbero un marziano.

Odio quelli che vanno in discoteca fino alle cinque tutte le sante sere perchè è impossibile che alla fine non siano più devastati di prima che iniziassero le vacanze.

Abbiamo perso il senso di cosa vuol dire godersela gente è questo e niente più.

byoblu

May 13th, 2010 at 18:30    


Mi dà fastidio lo stesso concetto di “ferie”, “vacanze”, tra l’altro tipico dei nostri tempi e penso inesistente nel passato, un altro dei tanti modi per schematizzare la vita, per rendere sempre più l’uomo simile ad un ingranaggio, “il tempo del lavoro”, “quello delle vacanze” “quello del dolore e quello della gioia”…se il viaggio è inteso come fantasia, desiderio di conoscere e di trovare magari situazioni in cui sentirsi in sintonia con sè stessi lo trovo gradevole ed interessante, se invece è solo un accodarsi a questi schemi, perchè lo fan tutti, perchè ci si vergogna di esser da meno degli altri, per aver qualcosa da raccontare, allora lo trovo penoso, come l’animatore ride sempre, anche il vacanziere ride sempre, perchè se si va in vacanza è obbligatorio ridere e divertirsi, ma il ridere tanto è come una recita per molti stampata sulla bocca…a volte si viaggia anche solo leggendo un libro, che ci fa, appunto, viaggiare con la fantasia…c’è anche che si vive lo star fermi, l’oziare, come se fosse una paranoia e bisogna sempre correre, traferire la frenesia dal lavoro, dentro le vacanze….c’è anche che si è costretti a partire perchè intorno resta il deserto e per restare bisogna saper vivere nel deserto…anche la vacanza non è che uno dei tanti aspetti del consumismo, vissuta come un rito, con la stessa ritualità con cui si può fare un regalo, tutti insieme a prendere il regalo e tutti insieme in vacanza, è molto più bello il regalo che nasce da un estro improvviso e assente di ogni convenzionalità ed ugualmente lo sarebbe la vacanza vissuta con lo stesso spirito…comunque accettare l’idea che la vacanza è quel momento dell’anno in cui veramente si vive bene (anche se non è così), è come accettare una vita che per i suoi 11/12 fa schifo, forse sarebbe meglio, invece di proiettare le aspettative su quel solo mese, cercare per tutto l’anno una migliore sintonia con sè stessi…

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