La violenza a Roma
Nell’anno dell’anniversario dell’unità d’Italia, Roma capitale (i cui sfarzi, in piena crisi, sono stati finanziati con 150 milioni di euro) può vantare nel 2011 un altro triste primato: quello di essere la Capitale della violenza.
Oggi si conta il 35° omicidio del 2011/12; i tentativi di stupro, non si contano; le rapine, all’ordine del giorno; le aggressioni a danno degli immigrati, non fanno più notizia.
Ogni inutile parola di cordoglio istituzionale, dovrebbe cedere il posto al silenzio difronte alla brutalità di uno sparo in pieno viso di una neonata di 6 mesi che oltre lei, uccide il papà che la tiene in grembo.
Ma alcune considerazioni vanno fatte su una città che brillava storicamente per la sua tolleranza e civiltà, visto che è la culla del cattolicesimo e dell’impero Romano.
Nel 2008 il suo sindaco fascista Alemanno ha vinto le elezioni riempiendo i muri della capitale con cartelloni che ineggiavano alla sicurezza ed alla tranquillità dei suoi cittadini.
Oggi, nella tragicità del momento, si affida ad un comunicato stampa dal suo luogo estero di vacanza per chiedere lo Stato d’assedio.
Lui che fino al terzultimo omicidio parlava di piccola criminalità…
Oggi che Roma conta più omicidi del periodo della banda della Magliana.
Oggi che il Presidente fantasma di destra della regione, Polverini, non si sà nemmeno dove sia.
Oggi che a presidiare un territorio così vasto ci sono solo 40 volanti di Polizia a fronte di 200 di 10 anni fa.
Non ci sono i soldi per la benzina ed il questore chiama le volanti dalla provincia, ma poi i soldi spuntano per mantenere 1000 poliziotti per presidiare la Val di Susa.
Oggi dove la mancanza di socialià e di presenza dei cittadini nei quartieri più degradati,la ferocia della crisi economica, lascia campo libero alla malavita organizzata.

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