La globalizzazione in Italia

Alla prima globalizzazione, fra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento, l’italietta reagì con la reinvenzione di un “glorioso passato imperiale” a difesa dell’italianità. Tutta la retorica che provocò un grande consenso di massa che poi sfociò nel fascismo.
Nella seconda globalizzazione l’italietta si rifugia ancora nel passato. Questa volta negli anni 50 con i suoi grembiuli, il suo Dio, la sua Patria, la sua famiglia, le puttane chiuse fra quattro mura, i soldati rassicuranti in mezzo alle strade, la “nostra” compagnia aerea, e l’odio verso tutti gli immigrati che inquinano le nostre tradizioni.
Gli intellettuali di destra(?) si sono ribellati alla candidatura di Gomorra agli Oscar perchè “porta nel mondo un’immagine miserabile dell’Italia”. Le stesse parole usate nel dopoguerra per boicottare le candidature agli Oscar dei film neorealisti.

LA STORIA SI RIPETE SEMPRE MA NON INSEGNA MAI NIENTE, PURTROPPO!

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October 3, 2008

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Categoria: Globalizzazione, Tutto il resto

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Commenti (2)

sebans

October 17th, 2008 at 11:20    


Con l’avanzare della globalizzazione, la sovranità degli stati-nazione ha subito un progressivo declino. Il denaro, la tecnologia, il lavoro e le merci – attraversano con crescente facilità i confini nazionali; lo stato-nazione ha sempre meno potere per regolare flussi e per imporre la sua autorità sull’economia ma il declino della sovranità dello stato-nazione non significa che la sovranità, in quanto tale, sia in declino.
La sovranità ha assunto una forma nuova, composta da una serie di organismi nazionali e sopranazionali uniti da un’unica logica di potere. Questa nuova forma di sovranità globale è ciò che Negri chiama “Impero”, emerge al crepuscolo della sovranità europea. Al contrario dell’imperialismo, l’Impero non stabilisce alcun centro di potere, non poggia su confini. E’ un apparato di potere decentrato e deterritorializzante che progressivamente incorpora l’intero spazio mondiale all’interno delle sue frontiere aperte e in continua espansione. Il capitale è di fronte a un mondo levigato, la riduzione del ruolo del lavoro di fabbrica è accompagnata dalla priorità attribuita al lavoro basato sulla comunicazione, sulla cooperazione e sull’affettività. Nella post-modernizzazione dell’economia globale, la creazione della ricchezza tende verso ciò che definiamo produzione biopolitica – la produzione della vita sociale stessa – in cui l’elemento economico, quello politico e quello culturale si sovrappongono sistematicamente.
Se il XIX secolo è stato il secolo britannico, il XX è stato quello americano, in altri termini, se la modernità è stata europea, la postmodernità è americana. L’accusa più grave che gli oppositori rivolgono agli Stati Uniti è che questi ultimi ripetono le stesse pratiche dei vecchi imperialisti europei; i loro sostenitori, invece, vedono negli Stati Uniti un leader assai più efficiente e magnanimo, in grado di riuscire laddove gli europei hanno fallito

franco verde

February 19th, 2012 at 19:10    


ma tutti questi discorsi a quale soluzione
portano ad eliminare la crisi?
inoltre,quale futuro ci attende nell’ambito globale?

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