La diffusione delle fumonisine
Caro Controversial
non bisogna fare di ogni erba un fascio e considerare che oltre alleaflatossine,del resto presenti solo in annate con particolari condizioni climatiche, sono dannose le fumonisine sostanze cancerogene. Al riguardo la situazione in Italia è la seguente:
(ACCUMULO DI FUMONISINE IN IBRIDI DI MAIS DI DIFFERENTE MATURITA) O- EFFETTI DELLA PRECOCITA’ DEGLI IBRIDI, DELL’EPOCA DI RACCOLTA E DELL’AMBIENTE SULLA DIFFUSIONE DELLE FUMONISINE IN MAIS.
1Berardo Nicola., 1Pisacane Vincenza, 2Vannozzi GianPaolo, 2Baldini Mario,3Miele Sergio, 3Salera Estilio, 4Marocco Adriano, 5Colombo Giorgio, 5Maggiore Tommaso.
1Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura, 24126 Bergamo, 2DPVTA, Università di Udine 3Dip. Agronomia e Gestione Agroecosistema, Università di Pisa, 4Università Cattolica S. Cuore, 29100 Piacenza, 5DIPROVE, Università di Milano.
Metodologia sperimentale
Nel 2002 e nel 2003 sono stati valutati 8 ibridi commerciali di mais di diversa classe di maturità FAO (300 – 700) in prove replicate, in 6 località. Le località erano così distribuite: 2 in Lombardia, 1 in Piemonte, 1 in Toscana; in Friuli erano presenti due località nel 2002 ed una nel 2003. Lo schema sperimentale adottato è stato il blocco randomizzato con quattro ripetizioni. La parcella elementare era costituita da quattro file, distanti 0.7 m e lunghe 5.2 m. Gli ibridi sono stati allevati secondo le normali tecniche agronomiche. Allo stadio di 4a foglia si è provveduto al diradamento manuale per ottenere una densità di 7-7.5 piante per metro quadrato.
Sono stati effettuati due campionamenti di spighe: a 60 ed a 75 giorni dalla fioritura. Le spighe sono state raccolte su una delle file centrali. I campioni così prelevati sono stati pesati e posti in essiccatoio a 40 °C fino a raggiungimento di peso costante. Successivamente si è determinato il peso dei campioni essiccati e calcolata l’umidità delle spighe alla raccolta. Dopo la sgranatura è stato ottenuto un subcampione di 500 g che è stato conservato per le successive valutazioni analitiche. Un campione di circa 200 grammi è stato macinato utilizzando un mulino tipo Cyclotec con vaglio di 1mm ed i campioni così ottenuti sono stati conservati in barattoli di polietilene a chiusura ermetica fino al momento delle analisi. E’ stato determinato su ogni singolo campione di farina di mais il contenuto in fumonisine con il metodo immunoenzimatico RIDASCREEN®FAST Fumonisin (R-Biopharm).
Risultati
Confronto tra classi FAO nelle due epoche di raccolta.
La diffusione delle fumonisine è stata rilevante nei due anni di prova superando sempre la soglia limite di 5ppm (Figure 1 e 2). Tuttavia fra i due anni si sono rilevati intervalli di concentrazione diversi: da 5 a 11 ppm nel 2002 e da 7 a 30 ppm nel 2003. Per quanto riguarda le differenze tra gli ibridi, quelli di classe 700 presentano in entrambi gli anni un maggior accumulo di fumonisine. Differenze più contenute si sono registrate tra gli ibridi appartenenti alle classi più precoci. L’epoca di raccolta ha avuto un effetto significativo nel 2003, in cui il grado di infezione è stato elevato per tutte le classi di maturità considerate. Nel 2002, invece, le differenze tra la prima e la seconda epoca di raccolta sono risultate significative solo per le classi FAO 600 e 700. In particolare il contenuto medio in fumonisine nei due anni è stato compreso fra 6 e 14 ppm nella prima epoca e da 11 a 20,5 ppm nella seconda, passando dalle classi più precoci a quelle più tardive.
Confronto tra località nelle due epoche di raccolta.
Nel 2002 il livello di contaminazione in fumonisine nelle diverse località di prova è variato per la prima epoca di raccolta da 3 ppm fino a 8 ppm rispettivamente per le località di Rottaia in Toscana e Camino in Friuli (Fig. 3). La seconda epoca di raccolta ha evidenziato mediamente valori più elevati in tutte le località di prova, in un intervallo compreso tra 5 e 12 ppm corrispondenti, rispettivamente, alle località di Vigone in Piemonte e Luignano in Lombardia. Nel 2003, i valori medi di fumonisine sono stati decisamente più elevati rispetto all’anno precedente. L’unica località che ha fatto registrare un livello di contaminazione vicino al valore soglia è risultata Vigone in Piemonte, alla prima epoca di raccolta con un contenuto medio di 5ppm mentre, alla stessa epoca il valore più elevato è stato misurato a Luignano in Lombardia con 22ppm. Anche nella seconda epoca Vigone si è mostrata la località meno contaminata da fumonisine con un valore pari a 9 ppm, superiore comunque al limite in discussione. Alla stessa epoca, la località maggiormente contaminata da fumonisine è risultata Rottaia con valori superiori a 50 ppm.
Variazioni percentuali in fumonisine in relazione all’epoca di raccolta e alle classi FAO.
Dal confronto fra le classi FAO degli ibridi impiegati e le due epoche di raccolta nei due anni di prova risulta evidente la maggiore contaminazione in fumonisine nella seconda epoca di raccolta rispetto alla prima (Tab. 1). Solo l’ibrido della classe FAO 400 mostra una contaminazione pressoché analoga nelle due epoche di raccolta., mentre il confronto è sempre decisamente sfavorevole della seconda epoca rispetto alla prima con differenze che vanno dal 24 fino al 62 % di contaminazione in più, rispettivamente per le classi 500 e 700 nel primo anno di prova. Un situazione simile è stata registrata anche nel 2003 dove le differenze tra epoche di raccolta per le diverse classi di maturità sono diventate decisamente più significative ed evidenti con differenze percentuali che variano dal 32 all’85% corrispondenti, rispettivamente, agli ibridi di classe 400 e 500.
Conclusioni
E’ stata rilevata una maggior suscettibilità alla contaminazione da fumonisine delle classi FAO più tardive. Un fattore che è in grado di influire negativamente sul livello di contaminazione è rappresentato dall’epoca di raccolta. Si è osservato, infatti, che ritardando di 15 giorni questa operazione, si ottiene un incremento della concentrazione in fumonisine compreso fra il 60 e l’85%, a seconda dell’anno considerato e legato alle classi FAO tardive.
La presenza di fumonisine è un aspetto caratterizzante la produzione nazionale di mais nonostante si osservino variazioni in funzione della stagione agraria, dell’andamento climatico, e della località. Le possibilità di controllo derivano dall’impiego di ibridi di classi di maturità idonee per un particolare ambiente di coltivazione, dall’assenza di stress idrico, dall’adozione di rotazioni e arature adeguate per contenere le fonti di inoculo e dal controllo della piralide per mantenere l’integrità delle spighe e degli stocchi.
DIDASCALIE
Figura 1 -2 Contenuto in fumonisine totali (media di 6 località) negli 8 ibridi in prova (A – H) e nelle 2 epoche di raccolta nel 2002 e 2003. In parentesi il numero totale dei campioni analizzati per ciascun ibrido.
Figura 3 Contenuto in fumonisine totali (media di 8 ibridi) in 6 località, per 2 epoche di raccolta nel 2002 e nel 2003.
Se interessa posso mandare anche le figure
Grazie
This post was submitted by mario.

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