LA CRISI E’ TRA LE PIU’ GRAVI MAI VISTE PRIMA!

La Bce, secondo Draghi, «non è rimasta passiva. Ha usato i mezzi a sua disposizione», mantenendo saldo il principio «cruciale» della separazione tra politica di immissione di liquidità e gestione della politica monetaria, che è particolarmente importante in questi frangenti. «Solo assicurando un ritorno alla stabilità dei prezzi in tempi ragionevoli – ha rilevato il governatore di Bankitalia – potremmo controllare le aspettative inflazionistiche, ridurre l’incertezza e i premi al rischio, sostenere nel lungo termine il potere finanziario e d’acquisto, rafforzando così le prospettive per un’attività reale e per la stabilità finanziaria.
Tradotto in lingua corrente significa:
Siamo nella merda come e peggio degli altri paesi, ma se ve la metto giù così state più tranquilli per un altro pò di tempo, poi tutti i santi aiutano e mi preparo a raccontarvi qualcosa d’altro, in base a quello che mi imboccano e che mi dicono di raccontarvi.

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January 25, 2009

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Categoria: Tutto il resto, Vita Frugale

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Commenti (3)

xilomo

January 25th, 2009 at 07:13    


IL SISTEMA FINANZIARIO SCRICCHIOLA? LE BANCHE CENTRALI VI IMMETTONO LIQUIDITA’
Ma che “roba” strana. Le grandi Banche d’affari rischiano il fallimento; e i finanziatori privati, ritirano i capitali distogliendoli da “speculazioni”, divenute rischiose, sulle merci. Come gli ingordi topi che, quando la nave sbanda, l’abbandonano, prima che rischi di affondare insieme a loro. Le quotazioni del petrolio e dei cereali, come delle altre merci, invertono la loro tendenza all’esponenziale rialzo; gli organi di informazione parlano degli EVENTI che, fino a qualche tempo prima, associavano all’imminente aumento delle quotazioni, senza accennare a quest’ultimo, fondamentale alle speculazioni, riferimento. Le Banche Centrali, mentre i titoli azionari crollano, testimoniando la fuga in massa degli “ingordi topi”, immettono ingentissimi capitali per ridare liquidità al “virtuale sistema finanziario”. Per riparare i danni che ha prodotto? Macché, per ridare vigore alle “creative” Istituzioni Finanziarie, perché possano riprendere le loro speculazioni. Gli organi di informazione definiscono l’immissione di liquidità come necessaria conseguenza della recrudescenza della crisi dei “mutui sub prime”. Ma non si riscontrano tangibili variazioni in quella crisi: le case gravate dai mutui, hanno sempre il cartello “in vendita”, e restano così, avviate alla fatiscenza. Però, nel frattempo, le quotazioni delle merci, invertono di nuovo la loro tendenza e riprendono a salire. In attesa di prendere nuovo vigore dagli organi di informazione che, presto, riprenderanno ad attribuire significati “rialzisti” ai più risibili avvenimenti di cronaca.

mollom

January 25th, 2009 at 07:18    


“Per arginare la crisi la Banca Centrale Europea ha reso noto di essere intervenuta fornendo liquidità sul mercato in coordinamento con le altre maggiori banche centrali mondiali: Fed, Bank of Canada, Bank of England, Bank of Japan e Banca Nazionale Svizzera. L’intervento, si legge in una nota, è stato effettuato “per affrontare le persistenti ed elevate pressioni nei mercati della provvista a breve termine in dollari statunitensi”.”

gianni

February 7th, 2009 at 08:56    


Aumentano le famiglie italiane in difficoltà: due italiani su cinque non riescono a mettere un euro da parte perché consumano tutto il reddito. Sempre più spesso è necessario ricorrere a prestiti o ai risparmi accumulati per arrivare alla fine del mese. Prevale il pessimismo tra gli italiani: ben il 43% degli italiani (nel 2001 erano il 26%) dichiara di non vivere tranquillo se non riesce a mettere qualcosa da parte. E alla maggioranza degli intervistati, il Belpaese non sembra attrezzato a fronteggiare queste emergenze, mentre qualche speranza rimane guardando all’Europa, pur se rispetto a essa, le aspettative sono meno elevate che nel passato. È questa, in sintesi, la diapositiva che emerge dal sondaggio «Gli italiani e il risparmio», realizzato in collaborazione con Ipsos e presentato a Roma dal presidente dell’Acri «Le difficoltà ci sono – spiega Guzzetti – ma anche i successi: l’economia reale cresce e il debito pubblico rispetto al Pil (c’è per favore qualche anima pia che mi spiega come si calcola questo benedetto PIL???) diminuisce, anche se non ce n’è una percezione adeguata. Dunque al pessimismo che sembra prevalere va opposta la tenacia dell’impegno di tutti, dalle istituzioni, al mondo produttivo, ai cittadini: è soprattutto da questo che nasce e si mantiene lo sviluppo».
Il nostro paese una volta era un bel paese, c’era capacità di risparmio e le famiglie avevano da parte un tesoretto……le banche usavano i vari tesoretti e tutto funzionava abbastanza bene anni 1950-1960 Ora nel nostro bel paese è tutto l’opposto capacita di risparmio 0,0000 tutte le famiglie sono indebitate e le banche vivono sui debiti delle famiglie…..

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