immigrazione e integrazione
Per favorire i processi di integrazione c’è la necessità di combattere “la tendenza all’isolamento da parte delle minoranze di stranieri” e “impedire il prodursi di fenomeni di razzismo e xenofobia che nel nostro paese tendono purtroppo ad aumentare per effetto di paura, ignoranza, degrado”.
“C’è stata un po’ di accondiscendenza nei confronti di datori di lavoro che, a volte sono degli autentici sfruttatori degli immigrati”.
E’ indispensabile abbandonare gli schematismi ideologici e gli stereotipi, facendo leva su quella “identità mediterranea” che dà al nostro paese un patrimonio privilegiato di “universalità di valori”.
L’analisi del fenomeno migratorio, pone almeno due elementi che vanno messi in risalto. Il primo è “la lotta allo sfruttamento e al lavoro nero” perché “il problema non sono quelli che lavorano in nero, ma coloro che impiegano in condizioni di sfruttamento, chi arriva in Italia spinto dal bisogno”.
Il secondo elemento chiama in causa invece la capacità della politica di “costruire l’Italia del XXI secolo, quella che vogliamo lasciare ai nostri figli”, un’Italia, che “non abbia paura di riscoprire un’identità evolutiva, orgogliosa delle proprie tradizioni ma non chiusa”. Il “nostro obiettivo deve essere quello di definire “una via italiana all’integrazione, innovativa e anticipatrice, un modello che ben si inserisca nel quadro dei valori sanciti dall’Unione Europea”.
E quindi, eliminare ogni forma di discriminazione e affermare l’uguaglianza, certo, ma facendo attenzione al vero significato dell’integrazione: “Non è il formale rispetto delle regole, ma l’adesione ai principi comuni, l’indicazione di obiettivi comuni”. Evitando, il rischio che l’immigrato si chiuda in enclave auto referenziali, in grado di “congelare lo straniero nella propria identità”, fermandone l’integrazione. Un aspetto quest’ultimo favorito purtroppo, anche dalla tendenza a “un multi culturalismo ingenuo e ideologico, che nasconde il retro pensiero che la nostra cultura di paese ospitante sia per lo straniero un fattore di rifiuto aggressivo”.
Si tratta, di problemi che richiedono “l’impegno corale delle istituzioni, della società civile e delle stesse comunità di immigrati”, con un ruolo decisivo in particolare delle donne immigrate, per “la costruzione di una convivenza all’insegna del dialogo, dello scambio, dell’incontro e al riparo da tensioni, dall’intolleranza e dalla discriminazione”.
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Commenti (4)
yuio
October 31st, 2008 at 07:04
Per l’Italia, l’immigrazione selvaggia (rumeni i testa) è stata come l’acqua bollente su una scottatura.
Quando mai, infatti, l’Italia è stata un paese sicuro, almeno quanto gli altri stati europei?
Guerra civile negli anni ’40, terrorismo politico negli anni ’60 e ’70, (bombe, omicidi, centinaia di morti e feriti), mafia, camorra, ndrangheta, mafia del Brenta, banda della Magliana, rapine, omicidi, stupri, il mostro di Firenze, e via dicendo…
Secondo me c’è qualcosa di profondo che proprio non va in questa penisola, e non è roba recente.
La colpa non è soltanto della politica, a questo punto.
Pene corporali per gli stranieri? Esercito in ogni contrada, condominio, incrocio stradale? Licenza di uccidere per Polizia e Carabinieri?
Ronde nelle campagne? Porto d’armi per tutti?
Pena di morte? Sinceramente non so qual’è la soluzione giusta, ma certamente la malattia va curata all’origine, non somministrando palliativi.
freda
October 31st, 2008 at 07:04
IERI L’EX MINISTRO FERRERO IN TV HA DICHIARATO CHE LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEGLI EXTRA-COMUNITARI CHE SBARCANO IN ITALIA PROVENGONO DAL “CORNO D’AFRICA”, UNA ZONA AD OGGI ESPOSTA A GUERRE E CARESTIE…..QUINDI VANNO ACCOLTI TUTTI PERCHE’ RIFUGIATI POLITICI.
ALLORA IO CHIEDO A QUESTO MALEDETTO POLITICANTE:
SIGNORINO FERRERO E SE LA GUERRA SI ESPANDESSE A TUTTA L’AFRICA ?
COSA FACCIAMO ? RISOLVIAMO IL PROBLEMA IMPORTANDO IN BLOCCO L’INTERO POPOLO AFRICANO IN ITALIA ?
HA MAI PENSATO CHE IN ITALIA (paese fra i piu’ densamente popolati al mondo) CI SIA UN TETTO LIMITE D’ACCOGLIENZA ?
LEI CREDE DAVVERO CHE L’ITALIA POSSA ANDARE OLTRE I GIA’ PRESENTI 5 MILIONI DI IMMIGRATI SENZA RIPERCUSSIONI SOCIALI DEVASTANTI ?
NON CREDE CHE L’ITALIA ABBIA BISOGNO DI RISOLVERE PRIMA L’ANNOSO PROBLEMA DELLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE AL SUD ? (i dati sono impressionanti)
PERCHE’ NON EMIGRA LEI UNA VOLTA PER TUTTE INVECE DI ROMPERE LE BALLE QUI ?
fcollioniello
October 31st, 2008 at 07:10
IN ITALIA C’E’ UNA LEGGE CHE DICE CHE NON SI PUO’ ANDARE IN GIRO COPERTI FINO AGLI OCCHI POICHE’ TUTTI DOBBIAMO POTER ESSERE RICONOSCIBILI. CAZZO SICURAMENTE SARA’ SBAGLIATA TUTTO QUELLO CHE VI PARE MA PORCA DIQUELLA PUTTANA CHI VIENE IN ITALIA DEVE STARE ALLE NOSTRE LEGGI GIUSTE O SBAGLIATE CHE ESSE SIANO!!! POI POSSIAMO ANCHE TOGLIERLA MA FINO A QUANDO C’E’ TUTTI LA DEVONO RISPETTARE !!! UN MIO AMICO E’ ANDATO IN SLOVENIA E’ NON HA COLLOCATO IL TAGLIANDINO DELL’AUTOSTRADA SUL PARABREZZA , BENE LO HANNO FERMATO, LO HANNO MULTATO DI 350 € E NON E’ VALSO A NULLA SPIEGARE CHE LUI PUR TROPPO NON ERA A CONOSCIENZA DI QUESTA REGOLA , GLI AGENTI LO HANNO MULTATO E BASTA!! SE IL BURCA PER PROBLEMI DI SICUREZZA NON PUO’ ESSERE INDOSSATO IN ALCUNI LUOGHI IO NON CAPISCO DOVE’ LA POLEMICA, LE RELIGIONI SU QUESTIONI CHE RIGUARDANO IL REGOLAMENTO INTERNO DI UNO STATO NON DEVONO ASSOLUTAMENTE INTERFERIRE PUNTO E BASTA!! LO STATO DEVE ESSERE LAICO SEMPRE E NON SOLO QUANDO RIGUAEDA UNA RELIGIONE! IL BURCA E’ UNA COSA RELIGIOSA E SE UNA NAZIONE HA DECISO CHE IN DETERMINATI POSTI NON SI PUO’ ANDARE IN GIRO TRAVESTITI QUESTA COSA DEVE ESSERE RISPETTATA!!!!!!
arema
November 11th, 2008 at 21:37
rumeni ed albanesi con la cittadinanza italiana che sfilavano a fianco dei veneti a fare la ronda la sera.
Ho visto anche qualche persona con la pelle scura.
Dici che non è possibile? L’Unità non lo mai scritto, pero’ io ho visto qualche servizio su Italia 1, tempo fa. DIco la verità, non mi sono meravigliato piu’ di tanto. In fondo la sicurezza è una questione che riguarda anche chi si trova in Italia ed arriva da fuori.
Se non sbaglio, infatti, i violentatori di solito non si curano troppo della nazionalità delle vittime.
Direi che la gente con le fette di salame agli occhi sta dappertutto, anche tra i cosidetti “antirazzisti”. Anzi, quasi sempre da loro.
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