il tessile importato
Da artigiano del settore tessile vedo che è già da tempo che gli “imprenditori” del tessile italiano vanno all’estero. Ora è la Cina che ci insidia, ma prima tutti andavano nei paesi dell’est per risparmiare.
Il prodotto all’origine costava sempre meno, al punto di arrivare ad avere il 30% della produzione buttata (incompetenza lavorativa), tanto ci si guadagnava lo stesso (alla faccia dello spreco!) intanto il prezzo finale continuava ad aumentare.
Proporrei di imporre a questi “imprenditori” di immettere sul mercato il prodotto con lo stesso prezzo che avrebbe nel paese di origine, con un margine di profitto del 40-50 %, probabilmente dopo i loro dovuti calcoli riuscirebbero anche ad andare a produrre a Hong Kong (per applicare il ricarico maggiore!).
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