I Sindacati e la sicurezza sul lavoro
Sindacati uniti nel giorno della Festa del lavoro in difesa del testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Il nuovo testo non va cambiato, dicono i leader di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Bonanni e Angeletti intervenendo a Ravenna alla manifestazione nazionale per la celebrazione della Festa del lavoro. “Quella delle morti sul lavoro è una tragedia reale che porta tanto dolore nelle famiglie dei lavoratori che ne vengono colpite”, per questo, dice il segretario della Uil Luigi Angeletti, “dal nuovo governo ci aspettiamo che non cambi la legge sulla sicurezza” né che vengano attenuate le sanzioni. “Le imprese dicono che le sanzioni sono troppo forti, ma le sanzioni forti ci sono solo in caso di violazioni gravi e in questi casi l’inasprimento delle sanzioni è sacrosanto e doveroso”, ha detto anche il leader della Cgil Guglielmo Epifani sostenendo che se queste fossero state già in vigore “non ci sarebbero stati né i morti di Molfetta né quelli di Porto Marghera né quelli della MecNavi”, tragedia simbolo delle morti bianche accaduta proprio qui a Ravenna poco più di 20 anni fa. “Oggi siamo qui a testimoniare la vicinanza a tutti quei lavoratori che ogni mattina rischiano di morire per vivere. Noi ci battiamo per la sicurezza”, ha detto il leader della Cisl Raffaele Bonanni che torna a chiedere una maggiore selezione tra le imprese. “Non ci possono essere leggi draconiane, punitive e poi nessuna selezione delle imprese: lo dica la Confindustria e lo dica forte e chiaro invece di chiedere di abbassare le multe”, ha detto ancora Bonanni. “Quello della sicurezza è un problema che si è incancrenito” e nei confronti del quale concorrono tantissime responsabilità, ha detto ancora il leader della Cgil Epifani, secondo il quale “bisogna fare di tutto per ridurre la portata di questa tragedia” a partire dal decreto sulla sicurezza che non va cambiato. “Non bisogna farlo. Quale sarebbe il segno? Rivedere al ribasso le sanzioni?
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Commenti (1)
turturro
September 17th, 2008 at 05:23
Vorrei sapere come è possibile far assurgere a “morti bianche”anche quei lavoratori che non portano divise. che non richiamano l’attenzione dei media,per la poca spettacolarità del loro trapasso.che muoiono assistiti solo dai loro cari che si estinguono dolorosamente ma se ne vanno modesti come il loro stipendio. si crea intorno ,il silenzio assoluto perchè altrimenti alte cariche finirebbero nei guai,non avendoli informati della gravità del posto di lavoro.il palazzo è stato chiuso e scoibentato,perchè?che chi è preposto ad indagare,visto che se ne vanno alla spicciolata,prefinisce definirle”morti fisiologiche”. ecco questi sono i morti del c.m.p.di poste-verona ferrovia.
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