i Lavori saltuari

vi scrivo per parlare un pò del mondo del lavoro che purtroppo non funziona.
ebbene io non conosco il serio mondo del lavoro.
conosco solo il lavoro duro e poco gratificante dal punto di vista professionale.
mi sono laureata in giurisprudenza due anni e mezzo fà, ed ho subito iniziato la pratica forense presso lo studio legale del vice-presidente della provincia di lecce.
ho sudato tanto per laurearmi.
durante il corso di studi, dalle scuole superiori alla laurea, ho sempre lavorato.
ho fatto la rappresentante di cosmetici, la baby sitter e, dopo che la bambina è cresciuta, c’è stata quella che può essere definita simpaticamente una “promozione”, cioè sono diventata la “donna delle pulizie” della stessa famiglia presso cui facevo la baby sitter, che pur di non farmi rimanere senza lavoro (e per questo li ringrazio tantissimo, è una famiglia adorabile!!!), aveva deciso di tenermi con sè collaborando in quelle che erano le faccende domestiche.
è chiaro che una persona non può mantenersi con l’aria e con i libri e proprio per questo, nonostante la laurea, andavo a fare le pulizie tre volte alla settimana e il resto del tempo lo dedicavo agli studi giuridici per poter realizzare il mio sogno: diventare un bravo e serio avvocato.
ma così non poteva di certo andar bene nè le cose potevano andare avanti in questo modo.
a 26 anni decido di lasciare la mia bella e adorata terra – santa maria di leuca – i miei cari affetti e, decido di trasferirmi a milano per poter trovare un lavoro che mi facesse crescere professionalmente e che mi consentisse di non fare più le pulizie per mantenermi, evitando, così, di sprecare le mie energie per un lavoro così duro, che non mi consentiva di studiare e lavorare seriamente.
sono stata assunta con contratto di somministrazione di lavoro temporaneo presso la segreteria generale del comune di milano.
sottolineo il temporaneo per far capire le ragioni della mia insoddisfazione.
il temporaneo non mi consente, purtroppo, d lavorarare come vorrei.
questo non vuol certo dire che non svolgo le mie funzioni, come richiesto dal contratto e dalla mia coscienza.
i miei capi sono soddisfatti del mio operato, mi hanno riconfermato per ben 5 volte.
un unico grande problema: non ci metto il cuore nel lavoro che svolgo.
non lo sento mio, nonostante svolgo un lavoro gratificante per il quale la mia laurea è proprio azzeccata, considerato che mi occupo dell’istruttoria delle proposte di deliberazione del comune di milano, cioè, controllo che le stesse siano legittime.
che strano, ci mettevo più il cuore nel vendere trucchi e fare le pulizie che non per quello che attualmente faccio.
sicuramente erano lavori duri ma che mi facevano raggiungere un obiettivo con serenità: poter studiare.
economicamente in questo momento stò bene.
ma per quanto altro???
mi guardo attorno alla ricerca di un altro lavoro.
offerte???
si, ma certo che ci sono, ma sempre a tempo determinato.
se invece trovo un offerta di lavoro con assunzione a tempo indeterminato, devo cambiare tipologia di lavoro, decidere di fare, ad esempio, e vi dirò, mi piacerebbe anche, la responsabile di selezione e tanti altri lavori che non hanno molto a che fare con la mia laurea.
ma tanto non mi assumono lo stesso; mi dicono che non ho esperienza in quel campo.
ma se non mi fanno cominciare in qualche modo come faccio ad acquisire l’esperienza!!!
e poi il maledetto inglese.
ho studiato solo francese, non per mia scelta; la scuola presso cui ho studiato non aveva ancora attivato, all’epoca, un numero tale di corsi di inglese che soddisfasse le numerose domande di iscrizione.
l’altr’anno mi sono iscritta ad un corso serale.
l’ho completato, ma ancora so solo le regole elementari e niente più.
ma senza inglese non si và da nessuna parte.
niente assunzione, anzi, niente colloquio.
non è mica giusto e non và mica bene, così.
ho 28 anni, sono lauretata in giurisprudenza da quasi tre anni, ho lavorato presso uno studio legale per un anno, presso il comune di milano per un anno e mezzo, esperienza ancora in corso, ma mi sento di non valere nulla professionalmente.
non mi sento gratificata e soddisfatta.
potrei cmq ridecidere di ricominciare la pratica legale presso uno studio e cercare di realizzare quello che è il mio sogno.
certo, però, che a milano non si può di certo vivere con un misero rimborso spese di 300 euro.
non ho alle spalle una famiglia economicamente forte.
come ti cambia la vita e come ti demoralizzano queste cose.
che si fà ora???
andrò alla ricerca di un nuovo lavoro.
lo so e me lo sento.
prima o poi ce la farò!!!
è dura, ve lo garantisco.
è dura convincere i propri genitori che sono distanti 1200 km, che tutto fila liscio e che tutto và bene.
questo per farli stare tranquilli e non farli stare in pensiero.
è dura lavorare e non sapere per quanto altro.
è dura andare a letto la sera e sperare che qualcuno si accorga di te e che qualcuno riconosca l’impegno profuso per creare ogni rigo del proprio curriculum.
spero tanto che le cose cambino e che migliorino.
spero che qualcuno, un pò più coraggioso degli altri, cominci ad assumere le persone non solo per il saper fare ma anche per il saper essere.
non sempre è meglio uno che sà bene l’inglese, che ha esperienza in un preciso campo, se poi non vale niente come persona e non riuscirà mai a migliorarsi con il tempo.
se non ha voglia di lavorare e rispondere ai bisogni delle altre persone.
sarei disposta anche a fare un lavoro che non ha nulla a che vedere con la laurea in giurisprudenza e all’esperienza professionale maturata, pur di lavorare bene e con l’entusiasmo e la tranquillità che in questo momento mi manca.

This post was submitted by annalisa.

December 20, 2009

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Categoria: Lavoro, Tutto il resto

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