guerra all’orso polare
Legge pro-orsi polari, lobby petrolifera fa causa al governo
In Alaska è guerra aperta all’orso polare. Mentre nove orsi bianchi nuotano disperati alla deriva nel Mar Artico a causa dello scioglimento dell’iceberg su cui si trovavano (immagine simbolo di un surriscaldamento globale che rischia di toccare il punto di non ritorno), l’Istituto Americano per il Petrolio (Api) e altri quattro gruppi petroliferi, scrive il Washington Post, hanno fatto causa al ministro dell’Interno Dirk Kempthorne e al direttore del Servizio per la fauna protetta, Dale Hall per aver inserito gli orsi polari nell’elenco delle specie protette.
Azione che li pone al fianco della neo-vice di John McCain, la ‘barracuda’ Sarah Palin, che nel maggio scorso, pochi giorni dopo la modifica all’Endangered species act, aveva annunciato un ricorso legale contro la decisione del governo federale americano perché, a suo dire, questa legge avrebbe danneggiato la ricerca di petrolio e gas nelle regioni a nord dell’Alaska, habitat principale degli orsi.
Il 4 agosto lo Stato dell’Alaska ha fatto causa contro l’inserimento nella lista degli orsi sostenendo che il numero di questi animali nella regione è stabile, e che lo scioglimento dei ghiacci non rappresenta una minaccia. Inoltre, la specie nel passato è riuscita a sopravvivere a periodi di surriscaldamento climatico senza particolari problemi. Il governo federale ha 60 giorni di tempo per contestare.
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