La voglia di apparire

Questo popolo di biechi cafoni ripuliti, senza cultura, senza dignità, senza memoria, che fa mutui per possedere automobili alla moda puntualmente pignorate dalle banche nel giro di due anni, che non parla le lingue, nemmeno la propria, che idolatra il meno peggio, questo popolo pronto a prostituirsi al primo padrone che lo prende a calci meno frequentemente dei precedenti e gli allunga un osso ogni tanto, questo popolo italiano, fatto di individui disposti a tutto pur di ritagliarsi una briciola di godimento per appagare il proprio intrinseco bisogno di apparire, questo popolo delle fogne, immorale, indecente, disumano, bestiale, disonesto, materialista, dedito a trastulli infantili, incapace di ogni anelito al bene comune, che non fa altro che strisciare ai piedi dei potenti sia pure criminali, impossibilitato geneticamente a credere in un riscatto storico e morale, adultore dei furbi, dei falsi, degli accaparratori perchè in cuor suo bisognoso della furbizia, della falsità e di accaparrare il più possibile.
Questo popolo di famigli, servitori, camerieri e lacchè, che non conosce dignità, che ha dimenticato l’uso della forza ma è forte coi deboli e i diseredati, che non ricorda ormai più come ci si senta a camminare a testa alta o con la schina dritta o ad essere umani col suo prossimo.
Questo popolo di coprofagi, abiutuato a nutrirsi di escrementi, di disfunzioni, di anomalie, di soprusi, di sferzate, di aberrazioni a cui hanno fatto credere che il buco lercio in cui vive sia il migliore dei mondi possibili, che si è accontentato di un benessere da terzo mondo, per di più illusorio e l’ha barattato con diritti civili a cui ha ormai rinunciato e che probabilmente neppure capirebbe.
Questo popolo italiano, non è altro che immondizia, un cumulo di immondizia marcescente, da bonificare il prima possibile, un esercito di tombe, una mandria di scheletri da sotterrare, da far sparire.
Qualcuno, fortunatamente, a sua insaputa sta già provvedendo

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April 25, 2009

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Tim, Vodafone , wind e 3

C’è chi si lamenta per le angherie che Tim, Vodafone & Co., stanno facendo in questi ultimi tempi (aumento prezzi).
Prima ci hanno attirato come sirene poi ci hanno inchiapettato.
HANNO FATTO BENE! Ce lo meritiamo. Mi pare che siamo i primi o secondi AL MONDO sull’uso e consumo dei cellulari, quindi è giusto che ci freghino.
La colpa è solo ed esclusivamente nostra. Non nascondiamoci.
Io possiedo un vecchio philips genie che avrà dieci anni almeno, lo tengo spento sotto il sedile della macchia e lo accendo quando ci salgo, per emergenza.
Se ho bisogno di comunicare con gli amici vado da loro, li guardo negli occhi, beviamo un aperitivo, ci diamo una pacca sulle spalle, ci prendiamo in giro. Questo è comunicare.
Suonerie varie, tormentoni nelle suonerie, e giù soldi.
Fanno bene a fregarci perché siamo noi a permetterlo.
E così funziona anche in altri campi (vedi politica e affini).

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January 25, 2009

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LA CRISI E’ TRA LE PIU’ GRAVI MAI VISTE PRIMA!

La Bce, secondo Draghi, «non è rimasta passiva. Ha usato i mezzi a sua disposizione», mantenendo saldo il principio «cruciale» della separazione tra politica di immissione di liquidità e gestione della politica monetaria, che è particolarmente importante in questi frangenti. «Solo assicurando un ritorno alla stabilità dei prezzi in tempi ragionevoli – ha rilevato il governatore di Bankitalia – potremmo controllare le aspettative inflazionistiche, ridurre l’incertezza e i premi al rischio, sostenere nel lungo termine il potere finanziario e d’acquisto, rafforzando così le prospettive per un’attività reale e per la stabilità finanziaria.
Tradotto in lingua corrente significa:
Siamo nella merda come e peggio degli altri paesi, ma se ve la metto giù così state più tranquilli per un altro pò di tempo, poi tutti i santi aiutano e mi preparo a raccontarvi qualcosa d’altro, in base a quello che mi imboccano e che mi dicono di raccontarvi.

This post was submitted by vialli.

January 22, 2009

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l’illusione del progresso

Mio nonno buttava un vestito, un paio di scarpe, una pentola, … quando era vecchio o non recuperabile.
Cosa é cambiato da allora? Abbiamo piú soldi in tasca? No non credo … anzi non ci bastano mai. Mio nonno é riuscito ad accumulare peró i soldi per costruirsi una casa, lavorando e risparmiando. Non ha mai avuto debiti.
Noi? Senza mutuo non saremmo in grado in una vita intera di accumulare i soldi per acquistare una casa…
Ci illudiamo di stare meglio … alienati della moda, dal consumismo …
A volte quando sto per comprare qualcosa mi fermo un attimo e penso: “ma mi serve davvero?” istintivamente la comprerei senza indugio.
Se rifletto e´ soltanto perché costa e non ho soldi da buttare …. ma se li avessi …
La medicina?
Comincia dal basso. Non possiamo aspettarci nessuna “pubblicitá progresso” contro il consumismo smodato…
Dobbiamo cominciare noi per primi a vivere in modo sostenibile e insegnare da subito ai nostri figli a riflettere e ad agire in modo responsabile.
Il fatto che non in tutte le parti del mondo siano come in Svizzera o in Italia mi fa sperare.
I nostri FIGLI sono la CHIAVE, passiamo piú tempo con loro, insegnamogli come giá dovremmo fare a usare il cervello ad essere consapevoli.
Anche quegli stronzi lo sanno! E mentre siamo al lavoro gli riempiono la testa di merda!
La TV senza filtro fa piú danni alla lunga della distruzione della foresta amazzonica e neanche ce ne accorgiamo!
Genitori se amate i vostri bambini passate piú tempo con loro, parlategli delle cose del mondo delle illusioni che ci propinano e parlate loro dei vostri sogni di un mondo piú bello, tollerante e pulito …
Chissà magari loro riusciranno a realizzarlo anche per noi

La medicina?
Dal ciclo vizioso al ciclo virtuoso.
Ma per uscire dal ciclo vizioso occorreranno le maniere dure.

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December 25, 2008

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il consumismo esagerato

Consumiamo troppo perchè crediamo che il nostro pianeta durerà per sempre,bisogna far capire alla gente che non è più sostenibile lo stile “consumatore”, io preferisco dire stile “schiavo”, perchè siamo diventati schiavi, viviamo e lavoriamo per poter comprare qualcosa,una cosa che odio in questo senso è la moda, vedo questi ragazzi che fanno qualsiasi cosa per comprarsi un jeans firmato, scarpe, occhiali da sole,telefonini.., spacciano,rubano,si prostituiscono, MA COSA HANNO NEL CERVELLO ?!!?. Le persone sono egoiste, ecco cosa sono, andate a vedere su www.unitedcrueltyofbenetton.com, andate a vedere cosa fanno e vergognatevi voi che comprate firmato,DOVETE SMETTERE DI COMPRARE!!,io ho le stesse camicie e magliette da anni,le scarpe da anni,il cellulare non lo cambio finchè non si rompe,non spreco l’acqua con tre docce al giorno,mi lavo quando è necessario non per abitudine,ragionate,voglio dire che basta guardare le nuove generazioni per vedere dove stiamo andando,spero davvero di sbagliarmi, spero che la maggior parte siano coscenziosi, ma quando li guardo mi sembrano fatti con lo stampino,ma è così che la società ci vuole, teste vuote,tutti uguali e inquadrati,tutti che vogliono comprare le stesse cose,i potenti si arricchiscono,e il mondo si consuma.
Questo è il mio consiglio:
1- spegnete la tv,vi dicono solo cosa comprare,è falsa,nascondono la verità
2- andate in rete e imparate a cercare la verità.
3- Non comprate più niente,solo il necessario per vivere,vi stanno usando
4- ricordatevi sempre che l’acqua è vita,non sprecatela
5- Proteggette gli animali
6- Informate, divulgate la verità
io sono del parere che bisogna informare le persone,i fatti si fanno nelle piazze,nelle scuole, bisogna decidere e agire su rifiuti, ambiente,giustizia, ecc

This post was submitted by tyolli.

November 11, 2008

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i problemi delle famiglie

tutto giusto,io che sono all’inizio della mia vita avendo 17 anni nata in una umile famiglia poi trasformatosi in una famiglia malata avendo prima mio Padre ammalatosi ne 2000 e invalido al 100% e poi mia madre nel 2003 al 60%.
Quando mio padre lavorava 17 ore al giorno per non farci mancare niente,io non capivo il perchè non lo vedevo mai,ma dopo che si ammalo iniziai ha capire,parlavo con mio padre ore e ore,gli chiesi il perchè prima lavorava tanto,lui mi rispose raccontandomi la sua infanzia lascio la scuola per lavorare per aiutare la sua famiglia composta da 9 persone e anche perchè vedeva la sofferenza della madre,lui mi disse che se avesse messo su famiglia
ha i suoi figli non gli avrebbe fatto mancare niente,lui questo lo ha fatto.
Posso dire con voce alta che io ho provato la fame quella vera quando mio padre si ammalo per un anno
intero,oggi posso dire di essere fiera di me stessa e di avere dei genitori speciali,e anche se
mangio solo il primo sia ha pranzo che cena non mi pesa,non mi vergogno se indosso robe di altre persone ,ne se non vado vestita con robe griffate ha scuola,se mi va di uscire esco mi diverto anche se non ho 10 euro in tasca se esco mangio ha casa,non mi sento di dire che non mi diverto se capita una festa ci vado,non reclamo il cell di ultima generazione quello che uso e di mio padre.
Se oggi ci fossero persone che capiscono il vero problema di molte famiglie e non pensassero solo ha fare profitto fregandosene del resto,se un governo che si ritiene di prestare la sua attenzione al popolo senza favorire banche le grandi imprese ecc oggi non staremo qui ha dirci che L’ITALIA e una casta perchè questa è,mio padre
ha lavorato sempre con una idea di non essere schiavo di nessuno oggi ha 40 e nel arco della sua vita ha mandato padroni ha fare in c…. perchè lo sfruttavano o il lavoro che svolgeva non era ben retribuito,con questo dico che dove abito l’aria e quasi pesante,e credo che dal sud inizierà la rivoluzione.

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aumento prezzo della pasta

Prendiamo gli spaghetti. Sono il nostro simbolo, ma se va avanti così torneremo ai tempi del film Miseria e nobiltà, quando Totò e i suoi se li mettevano in tasca come fossero monete d’oro. L’Osservatorio del Tesoro ha diffuso dati allarmanti sulla fiammata dei prezzi di largo consumo, a cominciare dalla pasta, aumentata del 30,4 per cento nei primi sei mesi dell’anno, dal pane e dal latte, cresciuti rispetto allo scorso anno rispettivamente del 13,2 e dell’11,8 per cento. Le cause sono note: si parla di un’inflazione “importata”, poiché il principale motore del caro-prezzi è l’aumento del petrolio, che innesca a catena quello di tutti gli altri prodotti e servizi.

This post was submitted by tylone.

PREZZO DEI CARBURANTI

La Federconsumatori chiede provvedimenti per ridurre il costo dei carburanti, visto il crollo del costo della materia prima. Chiede anche la sospensione della Robin Tax di quel furbacchione di Tremonti. Certo ci voleva molto a capire che i petrolieri si sarebbero rifatti con gli interessi, sulle spalle di noi consumatori. Ci risiamo. Ormai è tempo di economia creativa, vedasi anche la questione Alitalia. Piace tanto ai nostri concittadini che evidentemente amano prendersela in quel famoso posto.
Lo troveremo ancora qualcuno che, dopo i nuovi disastri, saprà rimettere in sesto l’Italietta?
C’è da stare molto preoccupati.

This post was submitted by samuele.

vita frugale

Mio padre ce l’ha da tempo un bell’orticello. Per farlo, ha recintato nei limiti consentiti per legge dal comune, lo spazio sotto casa che ora è un fazzoletto di calda, fertile bruna terra pennellato di rosso dei pomodori, verde dei ciuffi di verdure, un piccolo sprazzo di arancione delle carote.
Dalla strada poco distante la gente passa e si ferma a guardare quel delizioso quadretto di natura viva, dove qui e là cammina dondolando una simpatica papera “cittadina”. Io la chiamo Guendalina. Le ho vietato severamente di dare confidenza ad un vicino di casa che ha un barbecue nel suo giardinetto.
I vicini di casa, dapprima perplessi, dato che i miei genitori abitano in città non in campagna ed era per loro alquanto singolare avere un orto, piano piano hanno iniziato a costruire piccoli recinti che abbracciano orticelli casalinghi.
Anzi, spesso mentre innaffiano e zollettano, chiacchierano con mio padre e si scambiano consigli su come coltivare al meglio i piselli.
E’ un piacere mangiare i sani prodotti di papà, che tra l’altro, insieme al nonno, ha trovato un’attività che gli riempie la dolce, tenera vita di pensione.

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Cementificazione e Terreno Agricolo

 In Italia c’e’ tantissimo terreno agricolo disponibile e la superficie urbanizzata non supera il 10%. Non mi credete? Andate su google maps a date un’occhiata. Al di fuori delle citta’, fra citta’ e citta’, la presenza di abitazioni e’ insignificante e la campagna sembra quasi deserta. Allarmismi (come al solito) totalmente inutili. Semplicemente viviamo in citta’ molto affollate e cio’ da’ l’impressione di una cementificazione universale. Si possono impiegare 30 minuti per fare pochi kilometri da una parte all’altra di una citta’ e 30 minuti per raggiungere l’altra citta piu’ vicina a 25km senza notare gli spazi vuoti. Ecco spiegato l’inganno tutto mentale del cemento universale, 10% urbanizzato e rimanente 90% libero. Osservare per credere.
Facciamo due conti a spanne. Con una densita’ abbondante circa 200 abitanti per kmq ogni italiano ha a disposizione in media 5000 mq di territorio.
per produrre cibo per un anno per una persona bastano circa 400mq . Assumiamo la superficie effettivamente coltivabile in Italia a 1/5 del territorio ovvero 5000/5= 1000mq per italiano da confrontare contro i 400mq utilizzati sopra menzionati.
Dai conti della serva…..problemi zero.

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September 9, 2008

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Vita del contadino

Anche voi bestemmiereste: tanta qualità di lavoro qualificato – perchè il contadino toscano possedeva conoscenze stupefacenti sulla rotazione agricola, sul trifoglio che fertilizza la terra mentre nutre le vacche, sulla luna esatta in cui fare gli innesti, su una quantità di segreti e misteri che da ragazzino mi sarebbe piaciuto imparare – e tanto mal compensato.
Oggi, nella finanza, questi saperi si chiamano «know-how», saper-come-fare, e sono apparentemente molti apprezzati; la realtà è che sono apprezzati (in milioni di euro) il know-how del pubblicitario e della velina, dello speculatore Soros e dell’usuraio, ma già il know how dell’ingegnere è pagato molto meno, e quello del contadino meno di tutti. Perchè meno di tutti?
Come ho detto, perchè l’aumento dell’«investimento» non ha rapporto con l’aumento del «prodotto».
Anzi peggio: il ciclo agricolo ideale consiste nel «risparmiare» gli investimenti, ridurli al minimo indispensabile in cui il dono possa avvenire. Idealmente, è un ciclo chiuso di auto-produzione. Il concime è un sottoprodotto del bestiame e degli uomini (sterco, urina, strame fermentante), che non costa nulla – e ci mancherebbe che la cacca costasse.
Le sementi, una quota del raccolto messa da parte.
Mettetevi nei panni dello speculatore che vede il contadino tendere a non chiedere capitale per comprare il concime, perchè lo strame delle sue mucche glielo dà gratis. Il suo pensiero è: Crepa allora, villano! Ti faro sputare sangue!
Il contadino, posta in opera tutta la sua tecnica e la sua sapienza e il suo lavoro perchè il dono annuale possa avvenire, poi, prega: che la grandine non devasti il frutteto, che il verme non roda l’uva e le grandi foglie del tabacco. Altro riconoscimento che il prodotto, alla fine, non dipende da lui. Altro fatto degno della massima punizione.
Non sto idealizzando il contadino. Quand’ero ragazzino (parliamo di cinquant’anni fa’), ho passato estati in casa di parenti contadini toscani, e due cose mi stupivano di loro: quanto bestemmiassero, e quanto mancassero di quattrini. Non mancavano di cibo, nè lo lesinavano a me ragazzino che stava con loro un mese o più: il coniglio arrosto, l’uovo fresco, il pane con l’olio, la zuppa di fagioli li davano con generosità, per loro non erano un costo, o non lo calcolavano, perché per loro era gratis.
Mancavano però di denaro contante: comprare un paio di scarpe era una rarità, persino il sale – che andava comprato – era una spesa da fare oculatamente (il pane toscano è senza sale, come sapete). La tavola era abbondante, ma il portafoglio era vuoto, e i contadini erano tirchi. E bestemmiavano. Ora capisco che le due cose sono in relazione.
E’ la finanza che ha fatto sempre mancare i soldi ai contadini. Il mercato – quello vero – a cui portavamo i polli e le uova, il grano e le pesche, non pagava che il minimo indispensabile. In contanti, l’uovo valeva poco o nulla. Si tornava dal mercato con pochi spiccioli, bestemmiando.
Soprattutto, il maggiore investimento non accelera la produzione. Per quanto concime si butti, il grano ci mette sempre un anno a maturare. Per quanti ormoni inietti nella vacca, per quanto la alimenti di soya, quella non farà il vitello che nei soliti nove mesi.
Questa lentezza fa impazzire di rabbia gli usurai. Tanto più li esaspera la coscienza torbida che tutti i loro «valori» – quelli quotati in Borsa e sui «mercati» – dipendono, in ultima analisi, da quel solo valore, il cibo, prodotto con quella lentezza naturale.
Il dollaro e l’euro non valgono quello che dicono i «mercati», se il grano rincara (com’è avvenuto) del 200% in sette anni: valgono del 200 % in meno. Le azioni, le obbligazioni, i derivati, incommestibili, perdono ogni valore per la gente che non ha da mangiare.
Ma quello che davvero li manda in bestia è questo fatto: che, per giunta, le messi e i raccolti sono un dono. Qualcuno, alla base dell’economia, regala le cose: ciò davvero fa’ rabbia agli usurai. Sì, il contadino si affatica, spende e s’indebita per comprare carburanti e concimi; ma il processo di fabbricazione, quello per cui il seme diventa una spiga che moltiplica i semi, o un fiore si tramuta in albicocca turgida, non è lui a padroneggiarlo. Avviene da sè. Ed è gratis. Il contadino lo sa benissimo, e quando vede il suo grano dorare, lo chiama «questo ben di Dio». Il che è, per la finanza, imperdonabile.

This post was submitted by bisiac.

I nuovi Poveri

Ci sono i poveri (sempre più numerosi) e i “mezzi poveri” (quelli che coltivano pomodori sui balconi di casa). Eppure, per entrambi, non c’è allarme generale, né “emergenza nazionale”. Non portano voti, non sono “di moda”, come la giustizia, la sicurezza e l’inutile “lodo Alfano”, approvato a razzo, in un solo giorno, dal Senato. Poi s’è discettato sull’inno di Mameli, dopo il dito medio di Bossi alzato al cielo della Padania, tra i rimproveri (apprezzati) di Fini e le spallucce (deprecabili) di Berlusconi.Ma in cento giorni, nessuno (neanche l’opposizione) ha dato un forte segnale contro povertà e recessione. Se le famiglie non ce la fanno più, che si arrangino! Nella Finanziaria, approvata con la fiducia (ma ci sono dubbi sulla fedeltà della maggioranza?), non c’è uno straccio di provvedimento a favore di salari e pensioni. Intanto, il divario del reddito familiare tra Nord e Sud è pari a 10 mila euro.
La politica, sempre più miope e lontana dai bisogni della gente, è solerte solo nei tagli e nei sacrifici da imporre alla gente, senza dare l’esempio. Anzi. Al Senato, nonostante i gruppi parlamentari dimezzati (da 11 a 6), si spende ancor di più. Il limite invalicabile dell’inflazione programmata vale solo per i comuni cittadini, non per gli “spendaccioni” senatori.
In un’Italia in piena crisi (il 40 per cento degli italiani non fa nemmeno una settimana di vacanza all’anno), anche un gesto di sobrietà sarebbe apprezzabile. E invece, il Palazzo abdica alla moralità, abbandonando a sé stesse milioni di famiglie. Bastano propaganda politica (ma la campagna elettorale non è finita da mesi?) e fumo

This post was submitted by caprino.

Vivere in citta e vivere in campagna

La gente in città è esaurita. Anche gli agenti della pula. Non capisco come facciate a vivere in città come Milano Roma o Napoli, Bologna Palermo o che so io. Ogni volta che ci vado mi viene la paranoia. Vivo in un piccolo paese e i Carabba sono del sud. Il maresciallo è un po’ stronzo ma si regola (il paese è piccolo… se fanno qualche cazzata succede un casino penso).
Noi abitanti di paese siamo tarpani e burini però la vita che facciamo è più vivibile. Abbandonate le città manicomi, scappate finché siete in tempo e venite a vivere in paese. Non è vero che non c’è l’ADSL. Molti ce l’hanno, magari non tutti, e comunque ci si può sempre connettere con un cellulare nel frattempo.
La mafia è in città. Montecitorio dovrebbero ricostruirlo in aperta campagna, con 2000 ettari di bosco intorno.
La politica è esaurita prima che corrotta., La tv idem. , Scappate dalla città specialmente se avete bambini. Un lavoro in paese si trova sempre.
visitate i centri minori con le tue tournée. Molti paesi hanno un teatro o un cinema o il campo sportivo. A molti come me piacerebbe venire ad un tuo spettacolo, ma non metterebbero piede in città per tutto l’oro del mondo. Personalmente le detesto tutte.
La polizia è composta da esseri umani e in città anche i poliziotti risentono del male comune che accompagna anche il cittadino normale. Molti di loro hanno vissuto la povertà del sud e catapultati nella realtà del nord, molto spesso isolati dai loro stessi colleghi perchè ‘terroni’, si trasformano.
Cominciate a vivere. Cominciate a pensare di andarvene.

This post was submitted by sanvity.

August 24, 2008

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Come migliorare la nostra vita

Tutti noi possiamo fare moltissimo per neutralizzare il piu’ possibile la crisi morale ed energetica che causa anche quella economica.
1) tutti coloro che possiedono un pezzetto di terra possono coltivare un orticello ed una serra risparmiando in soldi ed in salute.
2) usate il piu’ possibile mezzi a costo ed impatto ecologico minimo come i piedi, la bici, l’auto e la moto elettrica, spostatevi in treno per i tragitti lunghi se usate l’auto cercate di caricare piu’ persone che fanno lo stesso tragitto.
3) montate un pannello fotovoltaico sul tetto se e’ a sud, la banca vi finanzia e non dovete cacciare una lira lo ripagate il finanziamento con il conto economia dopo 15 anni l’impianto sara’ vostro gratis.
4) usate caldaie a legna o pellet e sistemi di irraggiamento termico a battiscopa eliminate i termosifoni.
5) mettete i doppi vetri alle finestre.
6) evitate il consumismo sfrenato acquistate solo cio’ che e’ necessario.
7) mangiate cibi che sono stati prodotti vicino a casa o non piu’ lontani di 300 Km.
8) riciclate il piu’ possibile i rifiuti con la differenziata.
9) diventate vegetariani perche ogni animale per essere allevato contribuisce all’inquinamento globale
10)non finanziate la borsa, ma prestate denaro a chi ne ha bisogno con tassi equi a vostri amici e parenti
11) adottate un bambino, anche se non ha il vostro viso avra’ sicuramente il vostro cuore
12)Aiutate a tutti coloro che hanno iniziative eco-sostenibili almeno diffondendo notizie e facendogli propaganda.
13) questo ultimo punto e’ il piu’ importante, dedicatevi ad una vita spirutuale, vivete senza egoismo ed in armonia con la natura e i vostri simili, per far cio’ e’ indispensabile un introspezione profonda ripulendosi di tutto cio’ che negli anni avete accumulato, odio, rancore, gelosia, invidia, dispetto, rancore, paura, rimpianto, offese, ecc, ecc, e PERDONATE rompete questa catena causa ed effetto che produce la guerra nei rapporti umani e su larga scala fra le nazioni

This post was submitted by sebans.

August 23, 2008

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Vita solitaria

Non ho famiglia (mi sono morti tutti) non ho voluto fare figli (sarei ancora in tempo ma non ci penso manco se mi pagano) ho madato affanculo tutti, pure l’uomo che amavo più della mia vita, perchè era un pezzo di stronzo . Non ho un lavoro stabile, compro il minimo indispensabile, uso pochissimo il cellulare (è un modello del 2004, brutto quanto la fame ma funziona da Dio)la macchina la uso pochissimo, inquino il meno possibile, i termosifoni d’inverno li accendo solo 2 ore la sera, non seguo la moda, non vado in vacanza e non sono mai andata in discoteca. Detto ciò, nonostante ami la natura, i miei cavalli, purtroppo mi fa piacere mandare al diavolo i politici, le cagne della tivù, gli arricchiti, i furbetti e chi specula sul prossimo.

This post was submitted by wenere.

Concorrrenza e Riduzione Prezzi

Un home computer Ibm dei primi anni 80 costava quanto una Fiat Argenta (l’ammiraglia della Fiat in quegli anni; circa 12 milioni di vecchie lire).
Oggi vediamo computer milioni di volte piu’ potenti ed accessoriatissimi che costano infinitamente molto meno.
Qualcosa deve essere cambiato.
Se l’Ibm avesse continuato a rimanere la marca regina, assieme a poche altri marche concorrenti, sicuramente non avremmo assistito a questi abbassamenti di prezzo. Non avrebbe ritenuto opportuno “darsi da fare” per allettare un numero maggiore di clienti proponendo loro computers costruiti risparmiando sui costi di produzione.
Non si puo negare che il meccanismo che ha portato all’abbattimento del prezzo sia stato proprio questo.
Hai fatto l’esempio di marche di abbigliamento molto prestigiose che nonostante le delocalizzazioni non hanno diminuito il prezzo. Ma questo puo’ significare che l’intento è quello di far rimanere il capo di abbigliamento come qualcosa di “esclusivo” e non di massa.
E’ normale che un Armani non voglia diventare una marca popolare come ve ne sono altre. Egli infatti ha una clientela molto facoltosa che paga bene e non gliene fotte nulla di far diventare popolare il suo abbigliamento (è comprensibile

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August 22, 2008

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Il costo dell’acqua

Qualcuno ha pensato a cosa succederebbe se l’acqua corrente costasse come l’acqua minerale?
La gente comincerebbe a guardare con sospetto docce, lavatrici e lavastoviglie.
I datori di lavoro, gli artigiani, le piccole industrie, dove il margine di profitto è minimo, troverebbero conveniente vietare ai propri dipendenti di farsi la doccia a spese dell’azienda. Costringendo i lavoratori ad andare a lavarsi a casa propria, a spese proprie. Ma questo potrebbe incentivare il lavoratore con difficoltà econimiche a pensare che, per risparmiare, la doccia non è necessaria tutti i giorni, si può fare anche una o due volte alla settimana; tra l’altro il sapone secca la pelle!
Avremo sempre più gente con un livello igienico decrescente.
In grandi metropoli, come Milano, Genova, Torino, Roma, Napoli, etc. etc. cosa potrebbe accadere?
Qualcuno ci pensa?
il ricco se ne può anche fregare dell’acqua privatizzata a costi più elevati, tanto Lui, problemi di soldi non ne ha.
Ma i lavoratori a basso reddito? I pensionati? Le casalinghe? I disoccupati?
I ricchi, come molti del resto, sparano sentenze senza pensare alle conseguenze, aggrappandosi a teorie terzomindiste o alla opinione comune che l’occidente se ne frega del resto delmondo.
Quelli che se ne fregano del resto del mondo sono i ricchi di tutti i paesi, sia poveri che meno poveri, senza bandiere e nazionalità, che li contraddistinguano.
Quella dell’acqua troppo economica, mi ricorda la teoria dei sacchetti di plastica troppo economici, che avvallò la tassa ecologica, portando i prezzi dei sacchetti della spesa da 10 lire a 200 lire, con grandi guadagni per i produttori di sacchetti e per lo stato, ma zero significato per l’inquininamento.

This post was submitted by viscolo.

potere d’acquisto delle famiglie

Dare più potere d’acquisto alle famiglie! Questo è il ritornello, una sorta di “mantra” che ci arriva da tutte le parti, dai nostri rappresentanti politici, e non solo. Utilizzando esclusivamente la “leva fiscale”, senza scatenare la rincorsa salariale che danneggerebbe la ripresa economica delle imprese. Io sono un lavoratore dipendente privato, un cosiddetto “reddito fisso” al limite della terza settimana, ma questi discorsi non mi incantano. Li ritengo solamente un provvedimento tampone, che può rivelare qualche efficacia solo nel “breve periodo”, destinato a produrre esclusivamente ulteriore ricchezza per i soliti noti: le caste strutturate intorno a noi; dovunque. Beh, io non sono un “insigne economista” che propugna le teorie di chi lo paga meglio, sono solo una persona che cerca di usare il sano “buon senso”; forse con esiti incerti. Io riesco solo a vedere “un’utopia”, astrattamente idonea a risolvere il problema economico, un indirizzo a cui puntare, passo dopo passo, nella giusta direzione. Senza farsi scoraggiare da esigui risultati, destinati ad amplificare la loro portata nel tempo, con la naturale progressione delle iniziative. Occorre, in primo luogo, stroncare tutte le forme di parassitismo. Ma non partendo dal “basso” come ci mostra l’On.le Brunetta, gloriandosene. Quelle forme di parassitismo sono indotte dall’incapacità della “classe dirigente”, che dovrebbe governarle senza riuscirci. D’altra parte, cosa mai potranno fare le “ultime ruote del carro” se non imitare le “furbate” dei propri superiori? Non esistono, tanto nel Pubblico che nel Privato, meccanismi di carriera in grado di premiare il merito e le capacità individuali. Solo assunzioni e carriere “clientelari”. E, pertanto, parassitismo diffuso, generato dalle associazioni di categoria, che soffocano la “concorrenza” nelle strutture che governano. Favorendo i meccanismi di “filiera” che, furbescamente, fanno e faranno levitare i prezzi al consumo.

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August 16, 2008

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tarifffe assicurative e percorrenze

Come si paga il premio (non ho mai compreso perché una “coltellata” come l’assicurazione dobbiamo chiamarla “premio”, non capisco…) assicurativo per una vettura? In anni, o mesi. Strana incongruenza, che un bene per il quale si misura tutto in Km percorsi – i tagliandi di garanzia, i cambi dell’olio, i pneumatici, le distanze da percorrere, ecc – sia valutato mediante il tempo dalle assicurazioni.
Altra deduzione: la possibilità che una vettura provochi incidenti, deriva dal tempo che trascorre in strada?
Se la tengo parcheggiata regolarmente sotto casa per un anno intero (ammesso di non sospendere l’assicurazione), quale probabilità ha di causare un incidente? Zero. Potrà subire un incidente, ma in quel caso la responsabilità sarà d’altri.
Senza estremizzare il concetto, hanno la stessa probabilità di causare incidenti, due automobilisti che percorrono rispettivamente 10.000 e 100.000 chilometri l’anno? Dipenderà certo dalla prudenza, dalla bravura – anche dalla fortuna – ma, se ammettiamo statisticamente che abbiano le stesse capacità e siano nelle medesime condizioni, il primo pagherà dieci volte tanto la probabilità di causare un incidente rispetto al secondo.
In parte c’è la compensazione della clausola “bonus malus”, ma – in definitiva – chi percorre 10.000 Km avrà un decimo di probabilità di causare un incidente rispetto all’altro. Quindi, ha più senso agganciare la probabilità di causare un incidente alle percorrenze, piuttosto che al tempo

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August 7, 2008

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l’inflazione in Italia

Secondo l’ISTAT l’inflazione si attesta al 3,6% su base annua. Secondo i cittadini è certamente superiore. Ma questo è un altro discorso, che riguarda la composizione del “paniere” di rilevamento. Si parla, talvolta, di inflazione “percepita” con un certo sussiego, come si fa con i malati immaginari, dimenticando maliziosamente che la “percezione” è lo strumento primo dell’individuo per mettersi in contatto con tutto ciò che è “altro da sé”.
Nel ’93 i Sindacati strinsero un patto di ferro con il governo dell’epoca, impegnandosi a chiedere aumenti salariali per i lavoratori dipendenti strettamente rapporti all’inflazione “programmata”, cioè assunta dal governo in via preventiva come presumibile, probabile, auspicabile (scegliete voi l’aggettivo).
Nel corso degli ultimi quindici anni, i Sindacati hanno rispettato con scrupolo e zelo questo patto, anche se l’inflazione “reale” (cioè, certificata dall’ISTAT) si rilevava “a consuntivo” quasi sempre superiore.
Per meglio comprendere questa fenomenologia, si consideri che le categorie, quelle fortunate, che sono riuscite a chiudere i contratti, lo hanno fatto spuntando un aumento per l’anno in corso dell’1,7% (se non ricordo male).
Non è mia intenzione procedere all’indicazione certa (sempre secondo l’ISTAT) di quale sia stato il depauperamento reale dei salari percepiti dai lavoratori italiani nel corso di questi anni; eviterò di procuravi fastidioso brividi lungo la schiena.
Secondo me, nel corso di questi ultimi anni i governi, pur diversi per molti aspetti, hanno lavorato tenacemente a preservare gli interessi dei più forti e ricchi, non facendosi scrupolo di spingere sempre più verso il basso le fasce più deboli del ceto medio, sia attraverso la riduzione dei salari reali.

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