January 18, 2009

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Disoccupato e invalido

premetto che sono disoccupato e invalido e le aziende,dove ho fatto vari colloqui,non mi prendono anche se obbligati dalla legge preferiscono pagare le multe che assumere noi.
Quest’estate vado al mare a sori,ge,dopo anni che non ci andavo col mio motorino e mi danno una multa,36 euro,io gli vado a spiegare che sono disoccupato e mentre parlo me ne danno un’altra,44 euro.niente da fare a spiegare a sti vigili che ho dei problemi,niente per loro è legale 2 multe in 24 h;oggi invece mi arriva una cartella di 496 euro da pagare di multe del comune di genova per divieto di sosta del 2005 quando facevo l’unico lavoro che avevo trovato cioè il fattorino a 400 euro al mese;Adesso come faccio ho 38 anni e 250 euro di pensione;ho problemi a parlare e quando chiamo per un annuncio di lavoro
appena sentono la voce mi dicono che non hanno bisogno…i servizi sociali per l’inserimento degli invalidi mi propongono dei colloqui che poi vanno sempre a finire male..non ne posso piu

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November 2, 2008

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il futuro dei giovani

Caro Amico che mi leggi
sono una studentessa, lavoratrice anzi doppia lavoratrice visto che non solo devo fare un lavoro da dipendente, ma devo anche occuparmi della parte amministrativa dell’azienda di famiglia per vivere e mangiare….va beh qualcuno dirà ma quando studi? La notte è la mia risposta. Non posso fare altrimenti, perché altrimenti sarebbe lo scatafascio evidente. Non saprei da dove iniziare nel raccontarti i problemi di una ventisettenne…. La crisi finanziaria che ci sta portando sull’orlo di un baratro? Sui tagli alle università che ci porteranno al buio più totale? No, non parto da nessuna parte, da nessuna lamentela, da nessuna lucida analisi da nessuna “utopica”proposta (utopica perché non sia mai proporre una riduzione degli stipendi dei parlamentari!!). Semplicemente arrivo alla mia meta: dirti che quando mi fermo a pensare (l’ora e mezzo di treno per poter poi impegnarmi in una delle mille cose che devo fare nella giornata) mi viene da piangere e mi chiedo che cosa sto facendo dove vado e soprattutto perché tanto impegno se alla fine sarò una delle tante disoccupate o lavoratrici precarie che ci sono in Italia. Credimi ,amico ,ho paura: di non riuscire a vivere serenamente, paura di non poter costruire un giorno una famiglia, che al contrario vorrei con tutto il cuore. E allora con l’angoscia e le lacrime agli occhi, continuo a lavorare e soprattutto a sperare. Sì perché se viene meno la speranza, i sogni a sostenermi tutti i singoli giorni della mia vita, allora è inutile viverla.

This post was submitted by marilena.

October 28, 2008

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Tutto gira intorno al denaro

La gente muore perché non sono rispettate le regole di sicurezza, e queste non sono rispettate per risparmiare denaro
Se vai su un’auto, ci sono regole, puoi procurare dei danni, c’è l’obbligo dell’assicurazione; se investi uno o lo ammazzi, l’assicurazione paga, ma se c’è dolo o oltre certi massimali paghi tu, vai in galera o paghi multe salate o ti sequestrano la macchina o ti vietano di guidare
I morti sul lavoro hanno superati i morti sulla strada
Ogni lavoratore dovrebbe essere oggetto di una assicurazione. Se riceve dei danni o viene ammazzato, il datore di lavoro deve pagare. In uno stato civile non dovrebbero esistere casi orrendi come i 157 morti di Marghera e poi tutti assolti, o i morti della morti Thyssen krupp e nessuno va in galera o gli inquinati della diossina di Seveso e tutti assolti
Se ci sono danni, il padrone deve pagare. Ma se c’è stato dolo deve andare in carcere, o chiudere l’azienza
Finché nulla di questo avverrà, non ci sarà giustizia, non ci sarà democrazia, non ci sarà civiltà
A oggi tutti i datori di lavoro che hanno avuto morti tra i loro dipendenti per loro incuria o per inosservanza delle norme di tutela l’hanno fatta franca. E’ questa mancanza di responsabilità che moltiplica le morti. Ogni 7 ore un lavoratore muore. Lavorare è la prima causa di morte in Italia. Ci pensino quelli i convinti che l’unico nemico del popolo italiano sia l’extracomunitario e come ossessi non sanno pensare ad altro. Questo operaio che muore ogni 7 ore è spesso un migrante, uno che ha già sfidato la morte per arrivare da noi con un barcone fatiscente e spesso è un fantasma che lavora, senza garanzie, a minor paga, a rischio continuo, uno che viene a morire per noi
E noi gli rendiamo la vita un inferno, rendiamo quasi impossibile il suo ingresso, cerchiamo di vietargli ogni alloggio, respingiamo i suoi figli dalle scuole, gli neghiamo una chiesa, vorremmo chiudergli anche il pronto soccorso, lo insultiamo e picchiamo..

This post was submitted by ruttolo.

October 28, 2008

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Direttiva Bolkestein

Ovviamente una Comunità Europea costruita su misura per favorire il lucro e gli interessi di potere di imprenditori e banchieri non sarà mai a favore dei lavoratori, per cui ci aspetta un futuro ancora peggiore
La Direttiva Bolkestein è stata subito contestata ma non in Italia dove la gente è deviata dalla stampa e dalla tv verso falsi obiettivi come i rom o i migranti e dove le direttive europee godono del silenzio dei media, dominati da veri criminali faziosi come Scalfari, Pansa, Panebianco, Battista, Feltri, Ferrara, Farina…, tutta gente al servizio del padrone e a cui del lavoratore non interessa un piffero, cortigiano di basso livello tesi solo a favorire il neoliberismo più spietato e le sue sopraffazioni e a criticare le giuste rivendicazioni popolari
Gli oppositori della Bolkestein pensano che leggi come questa causino dumping sociale, cioè un abbassamento progressivo e senza limite delle tutele sociali, i diritti dei lavoratori e i livelli di salari e stipendi
Inutile che l’UE dica che la Bolkestein non è ancora applicata perché mente
Vedi in Svezia, il caso Vaxholm. In Svezia il salario minimo viene concordato tra sindacati e associazioni di datori di lavoro. Una ditta lettone, che aveva vinto un appalto di costruzione nella cittadina di Vaxhlom, si sentiva autorizzata, alla luce della direttiva 96/71/CE, di applicare il salario lettone. I lavoratori si sono preoccupati perché era l’inizio di una corsa al ribasso che avrebbe potuto tentare altri datori di lavoro.
Le stesse minacce riguardano la tutela dell’ambiente o la salute dei consumatori
I sostenitori della Bolkestein dicono che ci sarebbe più produttività e più occupazione
Ma ci sarebbe solo un aumento dei loro utili e una ulteriore diminuzione dei loro obblighi, il che, vista la diffuzione del precariato e il peggioramento delle condizioni dei lavoratori sarebbe proprio l’ultima cosa desiderabile

This post was submitted by zanissi.

October 28, 2008

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da precari a disoccupati

In calabria come in altre regioni italiane grazie ai tagli sulla pubblica amministrazione quest’anno centinaia di docenti di strumento musicale non lavoreranno (me compreso) siamo passati da precari a disoccupati!!
CI serve aiuto, o da settembre ci toccherà inventarci un lavoro.
Hanno tagliato sulle ore e si rischia che la non formazione di nuove classi porti alla chiusura dello strumento musicale nelle scuole medie.
Al sud esistono più scuole che al nord è uno dei pochi casi dove il lavoro è più al sud che al nord, le vogliono far scomparire.
Abbiamo bisogno di aiuto di far conoscere la nostra condizione.
Abbiamo avviato un corso per la formazione dei docenti ( a pagamento) ma si potrebbe rivelare tutto inutile.
Mentre nelle scuole si spendono CENTINAIA di migliaia di euro per progetti e progettini PON POR finanziati dallUnione europea con risultati discutibili sul piano formativo, docenti vengono deliberatamente messi ad un angolo a guardare, non possiamo lavorare perchè nelle scuole si spendono troppi soldi per il superfluo.
C’è bisogno che qualcuno se ne occupi.
a davide…

This post was submitted by aritolo.

October 26, 2008

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Previdenza complementare

4,6 milioni di lavoratori nella previdenza complementare
Nel 2007 sono stati 4,6 milioni i lavoratori iscritti alle varie forme pensionistiche complementari, 1,4 milioni in più (+43 per cento) del 2006. A dirlo è la Covip, presentando oggi a Roma la relazione annuale, precisando che la crescita e’ stata realizzata soprattutto grazie alle nuove norme sul trasferimento del Tfr. ‘Nel complesso – spiega il presidente della Covip Luigi Scimia – le adesioni dei lavoratori dipendenti del settore privato a forme pensionistiche complementari supera i tre milioni di aderenti, ossia +1,2 milioni di iscritti, pari al 66 per cento in piu”.
Nei soli fondi pensione negoziali si sono sfiorati i due milioni di unita’ (+63,8 per cento, pari a circa 800.000 iscritti in piu’) mentre i fondi pensione aperti sono arrivati a quota 745.389 iscritti (+69,2 per cento, rispetto ai 440.486 di fine 2006). Per i fondi pensione aperti c’e’ stato un vero e proprio boom di adesioni per i dipendenti privati che sono passati da 83.585 a 326.490 (+290 per cento).
Il tasso di adesione complessivo dei lavoratori dipendenti del settore privato ai fondi e’ passato dal 15 per cento di fine 2006 al 24,9 di fine 2007 (tre milioni su 12,2 milioni).
Solo il 2% dei lavoratori dipendenti non ha preso decisioni sul proprio Tfr ricadendo quindi nella norma del silenzio assenso che prevedeva che la liquidazione fosse conferita al fondo pensione di categoria. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, intervenendo alla presentazione della relazione della Covip. Per Damiano si tratta dunque di una ”scommessa vinta”.
“Possiamo essere tutti soddisfatti – aggiunge il ministro – perche’ abbiamo vinto una scommessa. Il terreno era gia’ preparato da un precedente accordo con le parti sociali, ma noi abbiamo avuto il merito di accelerare i tempi”.

This post was submitted by turzolo.

October 22, 2008

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La piccola impresa

Salve,sono un piccolo artigiano edile,mi sono messo in proprio per realizzare un mio sogno,ho comprato l’attrezzatura,un po alla volta,prima la betoniera,il martello demolitore,l’autocarro,cose che costano,quindi quando vai da un cliente e lavori,come si dice ad “economia” chiedi 18-19€ l’ora ,perche ti devi ripagare tutta l’attrezzatura che ti sei comprato,indebitandoti (anche se poco) con la banca poi,il commercialista ha la sua parcella,poi ce l’irpef,l’irap,i contributi ,l’inail e le tasse,facendo un rapido conto a casa mia pagato tutto questo,io lavoro per 8-9€ l’ora, una volta avevo un ragazzo che mi aiutava ed era assunto regolarmente.
Mi arriva una circolare tramite il commercialista che devo mandarlo a fare dei corsi sulla sicurezza,e io a mia volta dovevo seguire un corso sulla sicurezza,e poi pensandoci su,sul fatto di non farsi male e che la gente non deve morire sul lavoro,mi sono chiesto,ma sei lui va a fare i corsi,io devo fare i corsi chi va a lavorare?
L’ho licenziato e non ho fatto piu corsi.
Secondo me dovrebbero incentivare la piccola impresa non farla chiudere.

This post was submitted by dini gommi.

October 21, 2008

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i bassi stipendi e i sindacati

Assistiamo in questi giorni a valanghe di soldi pubblici che, con l’eslpicito assenso dei pù ed il tacito accordo di tutti, corrono al capezzale della grande finanza e delle imprese in crisi per tentare di mettere in atto un “salvataggio”!
Perche’ non fare altrettanto per color che lottano quotidianamente per sopravvivere all’indigenza e alla precarietà? Perchè i soldi per i più deboli non ci sono mai e per “loro” sempre? II Governo Berlusconi, in totale assenza di opposizione ed in sostanziale continuità con quanto ereditato da Prodi, ha deciso di sostenere senza riserve le pretese di Confindustria ed in nome del liberismo sta pesantemente attaccando i diritti ed i salari dei lavoratori, dei pensionati e delle loro famiglie. Questo governo si occupa solo dei banchieri, dei palazzinari, delle imprese, degli “amici degli amici”, riservando lacrime e sangue ai ceti popolari, come testimonia un rapporto redatto sulla base di dati forniti dalla Banca Europea, per cui 120 miliardi di euro sono stati dirottati dai lavoratori alle imprese. Invece di mettere mano a questa vera e propria emergenza, la “TRIADE” Governo-Confindustria-Sindacato ha avviato la stagione del definitivo smantellamento di salari, pensioni, scuola, sanità, giustizia, sicurezza. E’ in atto un evidente tentativo di cancellare le conquiste ottenute dai lavoratori grazie a decenni di dure lotte ed enormi sacrifici. E’ in atto la “svendita totale” della res pubblica per affermare la supremazia degli interessi dei “padroni” rispetto a quelli della “gente”!
NON POSSIAMO PERMETTERLO!
E’ ORA DI FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE!
E’ arrivato il momento, considerata la latitanza di tutti i sindacati – ovvero di quelle organizzazioni nate e finanziate dai lavoratori per la difesa e la tutela del lavoro – di comunicare alle OO.SS. medesime, per iscritto, l’intenzione di non voler più contribuire al “loro-sostentamento”!!!

This post was submitted by trixo.

October 10, 2008

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I consulenti finanziari

le professioni? io vedo bene fra qualche anno o forse solo mese una marea di consulenti.. eh sì
sarà il mestiere del domani corsi di consulenza finanziaria brokeraggio carte sim pc cerchi un lavoro ma non sai come organizzarti? ne fai già uno e lo stato ti magna tutto quello che fai? c’è il consulente per ogni cosa ed è l’unica cosa che viene finanziata da tutti da tutto… altro che acquistare macchinari per progredire nel lavoro altro che raccogliere le famose pesche lasciate cadere e marcire sotto gli alberi c’è il consulente … te lo dice lui o lei se vale la pena comprare e vendere o sposare un miliardario
anche le banche ti mandano il consulente … non vai piu’ allo sportello.. viene lui che bello tanto lo paghi tu e ti senti un consulentato
il fatto è che non c’è via d’uscita purtroppo
e oggi ho letto di un uomo della tribù degli uomini piccoli che ha dichiarato la comparsa di un piano salvabanche e il cittadino non perderà neanche un euro… eh sì ma prima lo deve trovare il cittadino quell’euro poi vedrà come puo’ fare a non perderlo …ce stà il mi-consenter consulence association
dal primo ottobre ho assunto una ragazza che avevo già conosciuto con degli stages si è dimostrata interessata appena terminato gli studi e ora lavora da me… è bellissimo quando passo di là in mezzo alle altre persone vedere lei così indaffarata a portare avanti il suo lavoro…
qui facciamo le maglie dal filo che arriva poi le spediamo già pronte nel sacchetto con le etichette di chi vuole un prodotto italiano da essere orgoglioso e forse il consulente è uno dei primi che le comprerà….
io voglio solo dire che se le regole sono diventate il regime che uccide la gente e il lavoro allora è a quelle che si deve fare la guerra e non sostituirsi a chi le applica tanto ipocritamente
non c’è da guardarsi uno con l’altro per scovare un nemico basta fermare le regole iciano

This post was submitted by crozzi.

October 9, 2008

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Assenze per malattie

(Ritornando al tema delle assenze dal servizio per malattia, mi permetto di farle notare che, per il lavoro che svolgo, essere malato non è sinonimo di svogliatezza, ma al contrario è sintomo di responsabilità verso il collega e verso tutte quelle persone che credono ancora nelle divise. Mi spiego; vedere un’agente andare al lavoro con quaranta di febbre per timore di perdere parte dello stipendio, ( e le assicuro che già si fa fatica ad arrivare a fine mese con quello che si ha, tra tagli degli straordinari e tasse varie), probabilmente per la S.V. significherebbe aver raggiunto lo scopo, centrato l’obiettivo !; per noi, contrariamente, vorrebbe dire mettere a repentaglio la vita del collega e quella degli utenti, perché in qualunque situazione la mancanza di riflessi o il ritardo nell’operare potrebbe essere determinante… ed in questi casi non mi sembra logico dire, come spesso si fa, “tanto non succede niente”, e poi magari ci scappa il morto.
Ho assistito alla vergognosa eliminazione delle spese di cura per gli incidenti occorsi ad operatori di Polizia in servizio, fortunatamente poi eliminato, ho accettato che il mio infortunio costatomi otto mesi di assenza e due interventi chirurgici, mi venisse indennizzato con 516 euro, ma mi permetta l’essere etichettato quale “fannullone”, non lo accetto, sicuramente non lo accetto senza dire quello che penso.
Alle ultime elezioni amministrative io, mi spiace ma è così, non sono andato a votare. Mio malgrado ritengo di avere dei principi morali per cui, qualsiasi cosa voglia fare, deve avere un senso, e sicuramente dare il voto alle attuali coalizioni ritengo che senso non ne avrebbe avuto. Farsi carico dei problemi della gente comune per la campagna elettorale, dimenticandosi poi delle promesse fatte subito dopo non è corretto; ed oggi, o siamo tutti incapaci perché non siamo in grado di fare due conti, o l’attuale governo ci sta mettendo con la schiena al muro. (continua)

This post was submitted by malatone.

October 7, 2008

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i politicanti corrotti

Berlusconi è solo il risultato più evidente e catastrofico di una pianificazione voluta ed attuata da due generazioni di politicanti corrotti e privi di scrupoli,che come scopo principale hanno sempre avuto il Loro interesse personale,e non certo il bene della Nazione.
Noi discutamo ancora di questi cialtroni in termini politici,non rendendoci conto che è proprio questo il grande imbroglio,la subdola macchinazione con la quale fanno in modo che gli Italiani credano ancora alle favole ideologiche;La politica è morta,ma non soltanto da Noi ,e a farcelo capire dovrebbe bastare la tanto osannata globalizzazione che sta arricchendo oltre misura bande di malavitosi di ogni latitudine,e riducendo alla fame milioni,se non miliardi d ingenui che credono ancora ci siano persone che pensano al bene comune.Mi chiedo da un po’ di tempo,il perché la malavita,le intolleranze verso altri popoli non siano contrastate dai vari Governi,ma anzi,quasi ignorata la prima e fomentata la seconda,ma poi mi rendo conto che è un giochetto molto antico quello di far scaricare le tensioni delle masse su problemi inesistenti,ma gonfiati ad arte,e far così passare inosservate le porcherie fatte da chi detiene il potere,che gli dovrebbe servire non per arricchirsi,ma per fare in modo che i Popoli non si riducano a branchi di animali senza cervello,ma anzi instradarli in un percorso di Umanità e Civiltà sempre maggiori.

This post was submitted by politick.

October 7, 2008

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paga di 1000 Euro

. Caratteristiche, attitudini, usi, costumi e abitudini del lavoratore dipendente con guadagno
inferiore  a 1000 euro mese
.
.

1. Elevata predisposizione a essere inchiappettato da banche, maghi e
venditori telefonici o porta-a-porta; non potrebbe essere diversamente,
se credono a un ex venditore di aspirapolveri. E’ quello che il
marketing chiama “target sviluppabile” (trad. “inchiappettabile”).
2. La sua (inutile) esistenza si fonda sul piccolo imbroglio, sulle
piccole evasioni, sul fregare quanto più possibile il prossimo; se è un
pubblico dipendente è un fannullone e fare il lecchino e la spia per il
capoufficio sono motivi di grande orgoglio personale.ù
3. Il suo appoggio a Berlusconi è per lui espressione di senso di
appartenenza (sebbe virtuale) a una classe ricca e agiata che
(ovviamente) vota per definizione Berlusconi; l’unico modo per sentirsi
ricco, per tifare ricco, perché la televisione gli ha fatto capire che
apparire (ricchi) è un dovere, uno status-symbol che puoi anche comprare
senza avere un soldo.
4. Dal punto precedente, scaturisce un elevato indebitamento con società
di credito al consumo. Non ammette che i suoi figli, non possano non
permettersi quello che può invece permettersi il figlio
dell’imprenditore. Se non arriva a fine mese la colpa è sempre di Prodi
che non ha cambiato l’euro a 1000 Lire non delle sue scellerate
politiche economiche familiari.
5. Per lui denigrare tutto ciò che è cultura e onestà è uno stile di
vita così come tifare per tutto ciò che sia ricchezza facile.
Lo fa sopratutto al bar, dove non manca di dire “Prodi era un morto di
fame e poi vi rendete conto di quante femmene c’ha Berlusconi?”
In questo modo lui è alla moda, si sente alla moda e sente di essere un
appartenente della casta dei ricchi: “io sto con i ricchi che votano
Berlusconi, non con i morti di fame”….come me…

This post was submitted by sebans.

October 7, 2008

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La legge Biagi

La legge 30 chiamata anche legge Biagi (Legge 14 febbraio 2003, n. 30 o, più brevemente, legge 30/2003) – “Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro” è una legge di riforma del mercato del lavoro che fu varata dal secondo governo Berlusconi. La legge prende il nome del giuslavorista Marco Biagi che vi ha contribuito come consulente e che è stato assassinato il 19 marzo 2002 a Bologna dalle nuove Brigate Rosse. Coloro che non vogliono associare alla memoria di Marco Biagi la legge (perché ritengono che il progetto ideato da Biagi differisca con la legge effettivamente poi varata dal governo), la chiamano alternativamente: legge 30, legge Maroni o legge Sacconi (esponenti del governo che l’ha emanata). In realtà è improprio attribuire la regolamentazione del mercato del lavoro alla legge n.30/2003, in quanto quest’ultima è solo una legge delega al Governo. Ad essa ha fatto seguito il D. Lgs. 10 settembre 2003 n. 276, “Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30″, che è invece la fonte normativa definitiva.

This post was submitted by aristide.

October 4, 2008

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Infortuni sul lavoro

Tutte le “situazioni” che mettono a rischio la salute delle persone in generale e dei lavoratori in particolare, hanno una matrice in comune. Naturalmente non intendo parlare degli eventi naturali, che, potendo in buona parte essere giudicati “imprevedibili”, li rendono difficilmente arginabili. Le situazioni prodotte direttamente dagli uomini, hanno solitamente una matrice economico/speculativa, che avvantaggia coloro che hanno responsabilità aziendali e amministrative. Già, le cosiddette “responsabilità amministrative”, che garantiscono grasse remunerazioni e, sostanzialmente, una sorta di impunibilità per i reati commessi in assenza di violazioni fiscali. Le spese indispensabili, per attuare una sufficiente sicurezza lavorativa ed ambientale, sono considerate “economicamente improduttive”; e, pertanto, scrupolosamente evitate. Complici tutte le “caste”, a vario titolo “economicamente interessate”. Se è così per gli infortuni sul lavoro, dove, peraltro è immediatamente riscontrabile il nesso di causalità fra “sistemi di sicurezza” e vittima, figuriamoci per le “malattie professionali”… dove le contrapposte perizie tecniche possono essere agevolmente confutate. E dove, l’inadeguata “sicurezza aziendale”, può, al massimo, essere considerata “possibile concausa” della patologia emersa. Il nesso di causalità deve essere dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio, e, pertanto, l’esito di un’azione legale diviene estremamente incerto. È così, non solo nelle attività lavorative, ma in tutti i disastri ambientali. Dove i diffusi interessi economici distribuiscono effimere ricchezze. Ricchezze che consentiranno, agli stupidi facoltosi sopravvissuti, il dominio del mondo di macerie che avranno prodotto.

This post was submitted by anika.

October 2, 2008

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lavoratori delle piantagioni di banane

In Costa Rica poi non esiste libertà sindacale. Spesso, quando mi reco in una piantagione, sono minacciato dai gruppi paramilitari al soldo delle multinazionali che mi invitano ad andarmene. La Dole si avvale di questi “pistoleros” per la protezione delle fincas. Esistono delle vere e proprie “liste nere” sulle quali sono registrati i lavoratori iscritti al sindacato. Non c’è diritto di riunione e se si vuole incontrarsi bisogna farlo nelle chiese o di notte, di nascosto, nei bananeti”.
La produzione su contratto
Sono molti gli immigrati clandestini impiegati nelle piantagioni, soprattutto nicaraguensi, e anche i minori vengono utilizzati nel trasporto delle banane. In alcuni casi poi la Dole ricorre alla “produzione su contratto”, impegnandosi a comprare quanto ordinato, ma solo se il raccolto è di buona qualità e a patto che sia consegnato nei tempi stabiliti. Ciò significa che il “rischio” grava interamente sul contadino, che è in balia del potere discrezionale della Dole, la quale giudica la qualità delle banane sulla base dell’andamento del mercato, per cui il coltivatore può vedersi rifiutare anche il 50% della produzione.
Pesticidi letali
Ma i sindacalisti del Sitrap non denunciano solo le condizioni dei lavoratori, hanno raccolto informazioni per far conoscere l’altro grave aspetto della produzione Dole: l’impatto ambientale. Infatti, per proteggere le piante dall’attacco dei parassiti l’impresa ricorre ad un ampio uso di pesticidi, che vengono irrorati anche tramite aerei. I fitofarmaci hanno causato un vasto inquinamento dei pozzi e delle falde acquifere e una volta giunti in mare hanno intaccato la barriera corallina e provocato la morte della fauna marina con gravi conseguenze per i pescatori della costa atlantica. Altre cause sono in corso, non solo in Costa Rica, ma anche in Honduras.

This post was submitted by saturnino.

September 27, 2008

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Meritocrazia

MERITOCRAZIA E LADRONERIA
ancora qualcuno che riesce per meriti , per sacrificio , perchè riesce ad acquisire un consenso o altro c’e’. In tutti i campi , dalla scuola , al lavoro. In tutti i settori competitivi c’e’ appunto chi
cresce come posizione , visibilità e chi rimane
fermo. Spesso non basta essere bravi o
impegnarsi , spesso non siamo noi a sciegliere ,
ma gli altri .
Un settore competitivo come l’azienda attira gelosie , invidie , ritorsioni di chi non si sente considerato e sopratutto di chi si sente scavalcato da persone che non rispettano le regole ; ” eh, si è scopato il capo…..ed eccola li’….eh un grande leccaculo….eh…a suon di colpi bassi ce l’ha fatta , emmm ha rubato le idee altrui e se le è rivendute .

This post was submitted by xtrex.

September 27, 2008

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impiegato pubblico oggi

Sono molto triste e sconfortato, sono un impiegato pubblico con un mutuo sulla testa , bistrattato dall’opinione pubblica e abbandonato dal proprio datore di lavoro (governo) ormai da decenni.
Non voglio stare ad elencare vantaggi e svantaggi di un impiego pubblico rispetto ad uno privato ma desidererei evidenziare che il pubblico impiegato dovrebbe essere il garante per quanto riguarda i controlli sulla vita civile del popolo che lo stipendia. Ma se all’impiegato pubblico si tolgono risorse, si tagliano stipendi, si ghettizza e soprattutto gli si fornisce una dirigenza che prima pensa ai propri interessi, poi a quelli del partito o dell’amico a cui deve il posto e che quando sbaglia per premio viene o promossa o accolta la domanda di trasferimento da tanto tempo presentata, si può forse comprendere perché oggi siamo arrivati ad un elevatissimo numero di incidenti sul lavoro (x mancanza di Ispettori, di fondi per pagare le trasferte, il carburante per i necessari controlli sia da parte dell’Ispettorato del Lavoro che delle ASL) di violazione delle norme ambientali (x stesse ragioni) di violazione delle norma nelle telecomunicazioni (dove il vecchio Ministero delle Comunicazioni è sparito in modo da non dare più fastidio a certe autorità), violazione delle norme sanitarie (certo w la sanità privata il cui unico obbiettivo è il profitto a discapito della pubblica cui unico interesse dovrebbe essere la salute appunto pubblica) di scarsi o nulli controlli sulla vera evasione fiscale … ma di esempi se ne potrebbero citare all’infinito … ma mi scuso per questo sfogo che vorrebbe far capire all’italiano che il pubblico non è il male, il male sta nella sua dirigenza che non ha alcun interesse ad oggi perché esso funzioni correttamente, il male è la classe politica che ad oggi non vuole che il pubblico possa controllarla ed infastidirla … ma all’italiano basta che gli venga assicurato il calcio in tv, le telecazzate quotidiane …. il nuovo oppio dei popoli …

This post was submitted by dinella gin.

il caporalato preferisce le Rumene

Ho ricevuto ieri la visita di un tizio del luogo dove abito di cui diffido, però, siccome io ho una fame di lavoro spaventosa e questo conosce tutto e tutti, gli ho chiesto se magari era a conoscenza se qualcuno cercava manovalanza agricola, donna delle pulizie, o badante. Il tizo mi nicchia e dice che lui loca meglio e più facilemnte le romene che non quelle come me cioè le italiane. Gli chiedo perchè, e lui risponde che le romene ci stanno, ossia pur di lavorare si sottopongono a favori di carattere sessuale, cosa che io, non farei mai. Siccome mi sono indignata, m’ha risposto: “se vuoi lavorare me la devi dare, se no t’attacchi al cazzo e muori di fame” Se io mi sono rivolta a questa merda umana, significa che non so più cosa inventarmi per trovare uno straccio di lavoro. Sono diventata pure razzista verso ste troie dell’est che ci fottono il lavoro accettando salari più bassi e la sbattono in faccia coem niente. Per noi italiane, serie, che abbiamo voglia di lavorare dobbiamo, se vogliamo, passare le forche caudine di questo nuovo caporalato.

This post was submitted by annalisa speri.

September 19, 2008

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Morti sul lavoro

cerchiamo di evitare l’estensione arbitraria di morte sul lavoro, che sta sconfinando nella retorica.
I sette della Thyssen o gli edili che cadono dalle impalcature sono “morti sul lavoro”.
Ma il contadino che si rovescia col suo trattore nel suo campo la chiamerei “imprudenza”.
I cinque che entrano in una cisterna (addirittura uno di seguito all’altro!)che non si sa cosa abbia contenuto, mentre fuori c’è un cartello che vieta appunto l’ingresso senza adeguati dispositivi, la chiamerei “faciloneria”.
L’artigiano che cade dal tetto perchè non ha applicato a sè stesso le regole di sicurezza, (per le quali ha obbligatoriamente sostenuto un apposito corso, altrimenti non può lavorare), lo chiamerei “suicidio”.
Quest’ultimo caso potremmo anche chiamarlo “disperazione”, se si tiene conto del peso crescente dei nullafacenti (la Pubblica Amministrazione) su quelli che lavorano, che si traduce in tasse crescenti, adempimenti continui, petulante invadenza. In questi casi il disperato la prima cosa che taglia e la propria sicurezza.
Conoscendo quelli che già ci sono non credo che aumentando gli ispettori del lavoro, diminuiranno i morti sul lavoro. Anzi, poichè a pagarli saranno i “disperati” è probabile che aumentino.

This post was submitted by ubertone.

September 15, 2008

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Category: Lavoro, Tutto il resto

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La colpa dei Sindacati

leggendo i vari interventi sono incappato spesso nel ‘è colpa dei sindacati’…..
azz… fermi un attimo… i sindacati fanno il loro lavoro, aumentare i posti di lavoro, difendere i posti di lavoro è nel loro mandato, è la loro mission… sono i politici, sono loro che nella continua ricerca del consenso elettorale che hanno deciso i vertici, che hanno assegnato le cariche e stipendi avulsi dai risultati, quelli che hanno riempito l’azienda di raccomandati, SONO LORO I RESPONSABILI !!!!!!!!!!
difendere i posti di lavoro è nella mission del sindacato (potremmo discutere se quel lavoro è stato fatto bene o male, se è stato condizionato dai politici o meno ma non certo del lavoro di base!!!!)
la colpa è sempre e solo della politica, di chi ha deciso i vertici, di chi ha imbottito l’azienda di raccomandati !!!!!!!!!!!!!!!!!!
azz… ragazzi… cerchiamo di capire sempre la differenza tra causa ed effetto… l’infezione arriva sempre e solo da chi sta al comando….

This post was submitted by tiziano.

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