January 21, 2012

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vita da operaio

Ero tornato da poche ore, l’ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odorava di olio e lamiera.
Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica.
L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo.
L’ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie.
L’ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’università.
L’ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro.
L’ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze.
Ho visto manager e industriali chiedere di alzare sempre più l’età lavorativa, ho visto economisti incitare alla globalizzazione del denaro, ma dimenticare la globalizzazione dei diritti, ho visto direttori di giornali affermare che gli operai non esistevano più, ho visto politici chiedere agli operai di fare sacrifici, per il bene del paese, ho visto sindacalisti dire che la modernità richiede di tornare indietro.
Ma mi è mancata l’aria, quando lunedì 26 luglio 2010, su “ La Stampa” di Torino, ho letto l’editoriale del Prof . Mario Deaglio. Nell’esposizione del professore, i “diritti dei lavoratori” diventano “componenti non monetarie della retribuzione”, la “difesa del posto di lavoro” doveva essere sostituita da una volatile “garanzia della continuità delle occasioni da lavoro”, ma soprattutto il lavoratore, i cui salari erano ormai ridotti al minimo, non necessitava più del “tempo libero in cui spendere quei salari”, ma doveva solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte

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January 21, 2012

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i tassisti

sono la mamma di un ragazzo di 25 anni che fa il tassista a Milano.
Chissà la maggior parte delle persone che leggono diranno che sono la solita buonista, che non capisco niente, che difendo le castine ecc ecc.

Come di recente detto anche da te noi italiani siamo un paese che crede agli asini che volano e questo governo che rappresenta le banche e le grandi corporations ci sta mettendo tutti uno contro l’altro.
La questione delle liberalizzazioni è fumo negli occhi, non è così che si creeranno maggiori posti di lavoro e non è così che si affronta la vera questioni delle liberalizzazioni. Perchè non liberalizzano sul serio la telefonia, i grandi apparati che detengono il monopolio in italia ?
Io vorrei solo far capire agli italiani quanto sia ipocrita questo governo che rappresenta le banche e i poteri forti di questo paese.

January 10, 2012

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lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi.

Una cosa sembra essere certa. Esistono due scuole di pensiero contrapposte.

Da un lato vi sono tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, dall’altra tutti i lavoratori autonomi.

I lavoratori dipendenti, le cui tasse sono pagate dal loro datore di lavoro, si ergono a campioni di probità. Eppure non mi è mai capitato, in 25 anni di mestiere, un solo dipendente che volesse la fattura con il relativo pagamento dell’iva. Mi capita invece di frequente vedere questi stessi lavoratori svolgere altre attività, dalle lezioni private alle prestazioni sanitarie, completamente in nero.

Nonostante sbraitino che loro “pagano tutte le tasse” mentre gli artigiani hanno il SUV e fanno le vacanze a Cortina, non ho ancora visto un dipendente, sopratutto pubblico, licenziarsi e fare il lavoro autonomo. Forse inconsciamente sanno che uno su dieci guadagna molto, e 5 su dieci vivacchiano nella continua incertezza.

Vedo invece tutti i giorni artigiani fare carte false per essere assunti nella pubblica amministrazione. Forse io vivo in una zona strana, mentre dove vive XXXX le cose vanno diversamente. Forse.

Sarei anche felice se il signor XXXX mi spiegasse in base a quale principio, a parità di reddito, un lavoratore autonomo deve pagare più tasse di un dipendente, senza comunque poter usufruire dei benefici del dipendente, dagli assegni famigliari alla malattia.
Se non è ferrato in materia fiscale ponga la domanda al suo commercialista, e si faccia fare due conti. Forse il lavoratore autonomo non è un lavoratore? E i sui figli sono forse figli di puttana?

Intanto ho molti amici ex finanzieri, quasi tutti in pensione ( a 50 anni) con i figli laureati e disoccupati. Ebbene stanno facendo l’impensabile per far entrare i figli nella pubblica amministrazione. Come mai?

Nella loro lunga esperienza avrebbero dovuto rendersi conto che gli autonomi sono tutti ricchi evasori, mentre i poveri dipendenti fanno una vita di stenti e sono obbligati a pagare tutto. Eppure si guardano bene

March 3, 2011

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lavoratori stranieri

abitante del nord sei un coglione se ragioni per l’integrazione degli italiani del sud al nord.testa di cazzo te e gli industriali che per risparmiare sulla manodopera italiana ha riempito il nord di mambrucchi non italiani.slavi, nordafricani etc.e meglio cosi secondo te coglione del nord?pensa piuttosto che tra qualche anno non ci sara’ neanke piu lavoro per te imbecille poike’ il ricco industriale non pensa a te ed ai toui figli tanto produce all’ estero.mi dici cosa rappresenta ancora il nord (ed io lo conosco bene)senza fabbriche e solo con piccole ditte ke fanno lavorare gli stranieri?non e ke voglio difendere i mafiosi ed i poltici del mio meridione xche so ke fa schifo giu,ma sappi in poche parole ke anke il nord e finito ormai.svegliati coglione del nord non essere leghista ed ignorante ke non serve;loro (i politici)si arricchiscono con la massa di gente ignorante.siamo rovinati rispetto a paesi civili come la Germania.guarda esempio il debito pubblico…

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January 14, 2011

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gli operai tedeschi

Ho un dubbio: gli operai tedeschi guadagnano molto più di quelli italiani eppure le auto tedesche si vendono sempre di più, sono migliori, sono costruite meglio, perdono meno valore nel tempo. Gli operai tedeschi vivono in un Welfare nettamente migliore, producono di più, e là nessuno si sogna di ricattare Stato, Enti e istituzioni. Non sarà che Marchionne e tutto il sistema che egli rappresenta sono un mero fuoco di paglia? Forse stiamo solo sopravvalutando un manager che guadagna cifre vergognose ed ha la residenza in Svizzera, passaporto canadese e di italiano, a quanto sembra, ha solo il classico motto mai caduto in disuso: “prendi i soldi e scappa”?

May 6, 2010

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il lavoro di commesso

si è bene guardare, ma è anche vero che a lavorare ci sono delle persone!!!!
non vorrei ma devo difendere la categoria dei commessi…. o meglio la mia….
e forse, magari genericamente, spiegando il meccanismo, riesco a togliere un pò di veleno alle persone che ogni giorno potrebbero inbattere in un caso simile….
( non so se funziona ovunque così…e non credo ma nelle grandi distribuzioni….forse …).
ogni giorno, le grandi capoccie, che possono essere dei responsabili di commercio, marketing,e fornitori, per un motivo o un’altro decidono che ….. un’articolo o più…… deve aumentare di prezzo…..
o… può capitare che magari ci siano state delle offerte nel mese precedente, scadute proprio quel giorno….
che il 4.98euro nopn era proprio bello ed è il caso di metterli a 4.99…
o ecc…
il tutto viene inserito all’interno dei com che la notte elaborano e…. stampano,
significa che il bravo commesso la matina seguente deve prendere queste etichette uscite … per la maggiore….. automaticamente… e cambiare i prezzi.
qualè il motivo losco perchè non dovrebbe farlo????
perchè non è solo questo il nostro lavoro… e qualcosa può sfuggire… o magari non hai fatto in tempo…o magari siamo di carne e sangue anche noi….e possiamo sbagliare……
credo che l’importante in certi casi… sia una buona educazione… un pò di tatto… per cercare di capire che magari per un centesimo non è proprio il caso di rompere i c……
e che comunque esiste una legge… non sò quale anche se un giorno…proprio per quel benedetto centesimo uno mi ha quasi detto il comma…
vale il prezzo esposto! se io lo vedo a4.00 e in cassa passa a5.00 il cliente deve pagare per il prezzo eposto!!!
è anche vero che bisogna fare attenzione!!! se vedo un pacco di caffè che solitamente costa.. non sò 10.00euro vicino alle bic a 0.60… c’è forse da pensare che quello non è proprio il posto del caffè e che forse qualcuno ci ha ripensato e… l’ha lasciato li per non tornare indietro….
se vogliamo possiamo tutti pensare male… anche io l’ho fatto ma dall’altra parte …
oggi ad es. mi anno chiamata dalle casse perchè un cliente haveva visto un prodotto ad un’altro prezzo e che per confermare aveva portato con se l’etichetta… io sono andata a controllare ma … dove aveva preso il prodotto l’etichetta non mancava e comunque il prezzo che passava era giusto… incuriosita … vado alla cassa per vedere cos’è che non andava…(premetto che il simpaticone aveva talmente spinto che la mia collega ha fatto passare il prezzo ovviamente più basso, e casualmente se ne era andato ) arrivata mi sono accorta che l’etichetta che il signore mostrava come uno scudo era vecchia di un’anno! Purtroppo non ho potuto fare nulla….. ma che avrei dotuto fare farmi dare i soldi io ?
cosa pensare?
se l’è portata da casa?
forse le signore delle pulizie hanno tirato fuori dai rack una vecchia etichetta?
ma???? secondome tutti e due…
dopo questo piccolo sfogo vi ringrazio se havete letto e compreso….
e vi lascio con una piccola richiesta…o morale… o follia, fate vobis…
se entrate in un negozio col sorriso anche se la persona che vi stà difronte li per li, non è al massimo, e vorrebbe cacciarvi perchè ha 20 bancali da mettere in ordine, e mantenete la calma per più di 20 sec. vedrete che tutto si volgerà a vostro favore. !!!! ………e non vale solo per i negozzi.!!!
ciao belliiiiiiiiiii

This post was submitted by martell.

May 5, 2010

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contratto a progetto

Lo sapete quando ho scoperto che l’Italia sta andando male? Non guardando la borsa, ne’ le misere promesse berlusconiane mai mantenute e neppure la bocciatura dell’economia creativa da parte dell’EU. No.
Da quando anche persone trilingue e bi-laureati, con la moglie architetto con un pacchetto professionale Cad e 3D di pluriennale esperienza e incinta, diventano disoccupati. Da questo momento ho capito che l’Italia non va e per stare bene servono o le conoscenze giuste oppure una famiglia di provenienza quotata in borsa.
Capisco e apprezzo tante iniziative per far capire ai governanti che le cose non vanno, da un semplice sciopero che vuole alzare lo stipendio non a 60 ma a 90 euro. Capisco che alcuni occupati si preoccupano per il rinnovo delle loro tredicesime e quattordicesime, permessi malattia o TFR. Capisco e condivido. Ma siamo sempre noi che dobbiamo prendere la macchina e mettere gli ultimi dieci euro del mese di benzina per arrivare a fare il monitoraggio. Avete penalizzato solo noi poveri ancora più poveri di voi. Personalmente ho un contratto a progetto e prendo attorno agli 800 euro, non vi devo spiegare cosa vuol dire a progetto. Che oggi si lavora e domani forse. Che se vuoi un permesso oppure le ferie chiedilo a te stesso nei tuoi sogni estivi, tanto non vengono retribuiti. Mia moglie, libera professionista appena rimasta incinta, al 4°mese l’hanno buttata fuori dallo studio dove lavorava. Senza motivo, era anche lei a progetto. All’improvviso il progetto era finito. E’ vero che appena nasce il bimbo prende dallo stato 3000 euro ma fino al 9° mese bisogna svaligiare la pensione del nonno per arrivarci. Io riesco appena pagare l’affitto di 800 euro, quindi fatevi i conti. Certo possiamo scioperare, sciopero di fame, tanto siamo già li.
Da questo momento nostro e da migliaia altri simili momenti ho capito che Italia non va’.
Non voglio lamentarmi, anzi sono felice nel nostro piccolo. Voglio far notare che non sta male solo la classe operaia, ma anche la classe laureata con un pacchetto professionale molto alto.

This post was submitted by wwoller.

January 8, 2010

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lavorare in Calabria

Mi accorgo ogni giorno di + quanto la Calabria sia fuori dal resto d’italia.

Cmq io vivo in calabria e vi assicuro che questo è davvero ma davvero ma veramente il minimo che ti possa succedere.
Oggi ad esempio x dirne una è venuta a casa una fisioterapista che lavora x l’asl x fare terapia a mia madre e con la faccia da ergastolana che si ritrova mi ha tramquillamente detto che la terapia x la quale bisogna solo pagare il ticket è invece a pagamento e che poi avrei dovuto pagare direttamente lei.
Per dirne un’altra: la mia ragazza è andata all’ufficio di collocamento ed ha trovato tutti i suoi dati anagrafici sballati, le hanno detto che a causa del loro errore dovevano iscriverla al collocamento da oggi facendole perdere 12 anni di anzianità di disoccupazione che poi cmq nn servono a nulla.
Io lavoro da quando avevo 13 anni ma ho solo 11 mesi di contributi previdenziali.
Conosco personalmente diverse persone che lavorano da una vita e nn sono mai state assunte.
In qualunque ufficio publico nn ti guardano neanche se nn ti manda l’amico dell’amico.
Negli uffici comunali della mia città gl’impiegati vanno solo x passare il tempo chiacchierando con gli amici.
E così via dicendo all’infinito.
Ma io purtroppo vivo in calabria.

This post was submitted by sinatra.

January 6, 2010

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lavorare in un ipermercato

Io lavoro in un ipermercato e, da canto mio posso dare una “spiegazione” per quanto riguarda comunque la mia esperienza…
Non so come sia organizzato nelle varie catene, ma nella mia vengono dati i cartellini e le variazioni di prezzo(per i banchi salum-pescheria etc..) alle 8:00 di mattina.
Peccato che nel primo caso si sia obbligati a sistemare prima il materiale e a volte capita che tocchi iniziare ben dopo l’orario d’apertura alla correzione del prezzo…
Può capitare e comunque nei casi in cui sia capitato di aver “perso”un cartellino e quindi non aver variato il prezzo si rimborsa comunque la persona che viene a reclamare…
Ricordiamoci comunque di controllare il prezzo del pèrodotto scelto utilizzando gli scanner che quasi tutti hanno sparsi per il negozio, la maggior parte delle volte sono proprio i clienti a cambiare posto ai prodotti, forse per “fatica fisica troppo intensa nel riporla al suo posto”
Poi chi passa dopo ne fa le spese…
Caso strano comunque, non capita mai che ci sia qualche reclamo per la ragione inversa.
E’ capitato di renderci conto per caso che un prodotto passasse a qualche euro in meno di quello esposto, ma si sa che l’onestà si crede abbia da percorrere una strada a senso unico….
Con questo non voglio difendere le catene di Iper o altro, ma non generalizziamo e ricordiamoci sopratutto di non aggredire SEMPRE(esperienza decennale)i commessi e le commesse che ci troviamo di fronte…
Grazie e scusatemi se l’intervento può sembrare un contrattacco, ma ripeto è solo per dare la mia esperienza.

This post was submitted by attilio.

January 5, 2010

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lavoratori dei call center

Cercasi lavoratori usa e getta!!!!

Una mia amica ha lavorato per 4 anni nel call center dell’Albacom diventando la vice responsabile del call center.
Era ormai così si cura che avrebbe lavorato li fino alla pensione che si è lanciata nella folle spesa, folle col senno di poi, per acquistare un piccolo appartamento dove vivere.
Era così sicura anche perchè la responsabile del call center era prossima alla pensione.
Si è ritrovata in mezzo ad una strada, col mutuo da pagare, una figlia che dovrebbe andare all’università, ma a questo punto ne dubito molto, e senza nessuna possibilità di essere riassunta da qualsiasi altra parte vista l’età.
Non so che contratto avesse, se le hanno concesso un mutuo non poteva certo essere un cococo.
Le motivazioni del licenziamento non si conoscono,
ma si sà che nelle grandi aziende si è solo dei numeri e che non gliene frega un cazzo se ti mettono nella merda e ti danno in pasto agli strozzini.
Che brutta fine stiamo facendo.

This post was submitted by alllano.

December 29, 2009

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i CO CO CO

Salve a tutti è la prima volta che entro nel blog, e volevo solo dire che, è vero che sono aumentati i posti di lavoro, ma quasi tutti sono lavoratori gallina come dico io, ovvero i famosi CO CO CO ( O meglio ora sono detti collaboratori a progetto).
Comunque si vogliano chiamare restiamo(perchè purtroppo anche io sono una di loro)solo dei lavoratori presi per il culo, senza ferie pagate, spesso sottopagati rispetto a quanto prenderemmo con un contratto di assunzione regolare, che in teoria dovrebbero prendere una specie di fisso mensile indipendentemente da quante ore lavori ma poi non è così e se provi ad ammalarti riscuoti persino meno visto che la malattia non è pagata.
Perlomeno la mia situazione è questa, sono solo io in questa situazione?
Inoltre non provarti a chiedere un mutuo in banca per comprare casa o anche solo se vuoi affittarne una, perchè con ‘sto ca..o di contratto ti ridono in faccia perchè per loro non dà alcuna garanzia,… e poi al tg dicono che noi giovani siamo mammoni… per forza, che dobbiamo fare occupare abusivamente le case sfitte?
Io ho la fortuna di avere una casa grande(anche se da ristrutturare) di proprietà dei miei genitori e dovrei solamente dividerla e rimettere a posto la mia parte,ma anche qui non è affatto semplice: innanzitutto se mio padre mi fa la donazione non mi danno il mutuo per ristrutturarla perciò devo per forza fare la compravendita, inoltre per ristrutturarla devo condonare una parte di casa che attualmente al catasto risulta come stalla pagando “solo” 85€ al mq(e sono circa 60 mq!), poi fare tutti i permessi(che sono carissimi), la divisone dal notaio, i progetti dall’architetto… tutto questo per dire che solo per cominciare i lavori di ristrutturazione devo pagare almeno 10.000,00 €…
… Viviamo proprio in un paese del ca..o, con leggi di merda che invece di facilitare i giovani ad uscire da casa dei genitori e crearsi una famiglia(che per lo stato sarebbero anche entrate in più: più ici, più enel, più tasse…)fa di tutto ostacolarli.
Ciao a tutti

This post was submitted by antonio bill.

December 24, 2009

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le agenzie interinali

Sapete cosa sono le agenzie interinali?
Per chi non lo sapesse in breve si può dire che sono agenzie che mediano i contratti di lavoro a tempo DETERMINATO guadagnandoci sopra molti quattrini.
Innanzitutto un’azienda che vuole usufruire di queste agenzie deve sborsare una cospicua cifra, ma non è tutto.
Ho lavorato più volte per una agenzia (non faccio il nome, ma credo sia la più famosa) e negli ultimi due casi sono rimasto di stucco e forse lo sarete anche voi dopo questa breve desrizione.
Quando il 15 di ottobre mi presento per ritirare il stipendio (notare il 15 del mese, se un’azienda paga il 10 sono 5 GIORNI DI INTERESSI GRATIS!) mi hanno detto che a Milano (io abito in provincia di Venezia) hanno sbagliato e il mio stipendio non c’è? Inutile dire niente tanto “hanno sbagliato a Milano e noi non possiamo farci niente”.
La volta successiva (gennaio, dopo altri 4 giorni di contratto) il mio stipendio non c’è come? ancora? allora sono andato su tutte le furie finchè non hanno tirato fuori i soldi in contanti (e non assegni e che, ripeto in contanti) dopo circa 10 giorni.

Allora secondo voi questo fatto è plausibile?
Se io arrivo a avoro 5 minuti in ritardo mi tolgono il lavoro e loro possono pagarmi dopo un mese?
E siccome io sono uno studente e vivo di questi lavoretti cosa devo fare?

Non si può andare avanti così chi sta rovinando l’italia non siamo noi perchè certe cose siamo costretti a farlo per me l’alternativa alle agenzie è il lavoro in nero che è ancora peggio anche se più remunerativo

This post was submitted by mawer.

December 23, 2009

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PENSIONI D’ORO

Caro Controversial
Mando un trafiletto, dove si capisce subito che in Italia non ci sono solo pensioni da fame, ma anche rendite equparabili ai diritti petroliferi!!.
Sino a € 2.500 di pesnsione AL GIORNO ci sono arrivato, oltre no. Non sarebbe giusto un tetto massimo delle pensioni pubbliche, ridistribuendo tra la marea di pensioni da fame le eccedenze ? Penso poi che queste famose “pensioni d’oro” sono elargite non in base a contributi versati, ma in base agli ultimi stipendi.
Ecco il trafiletto che ho trovato in Internet
“PENSIONI D’ORO: Si abbassa il tetto delle pensioni d’oro, cui si applica il contributo di solidarieta’ del 3%. Scende da 30 a 25 volte la pensione minima, la soglia oltre la quale scatta il contributo di solidarieta’. Il tetto e’ pari a circa 13.000 euro mensili rispetto ai quasi 16.000 previsti dal testo originario. Di fatto, annualmente si scende dagli originari 205.097 euro a a 170.914.”
Penso che un tetto massimo di € 3.000/mese potrebbe andare bene. O no?
Cordialità

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December 20, 2009

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i dipendenti bancari

Cari amici di Controversial,
Non so se ricordi, ma circa tre-quattro anni fà le maggiori banche diedero notizia che il numero del personale dipendente era oltre ogni limite consentito dai loro bilanci. Cosi cominciarono gli esodi volontari e no……Quelli volontari non raggiungessero certamente i livelli auspicati “dai signori” (come si può pensare che ci sia tanto personale pronto o quasi per essere acccompagnato alla pensione? Opzione buona per quelli che avevano superato i trent’anni di contributi. Cosi i signori cosa hanno inventato? La mancanza di fiducia. Quindi il primo che sbaglia viene licenziato. Viene cosi trattato alla stessa stregua di chi ha rubato, quindi va a casa colui che ha dimenticato di effettuare un controllo e chi ha sottrato delle somme, chi non ha compilato un modulo e chi ha sottrato dei moduli di assegni. Mentre rimangono a lavorare chi è stato bravo a piazzare delle polizze ventennali agli 80enni o chi ha venduto le parmalat. Siamo a conoscenza che in alcune banche sono stati creati degli uffici appositi con il compito di licenziare quando se ne presenti la minima occasione.
La minima occasione è purtroppo inserita nel CCNL dei bancari dove la mancanza di fiducia è a insindacabile fiducia. Tranne che avviare costose e lunghe azioni giudiziarie nei confronti della banca.
Sarebbe interessante conoscere quante persone sono state licenziate dalle banche negli ultimi tre-quattro e se per tutti ricorreva la famosa mancanza di fiducia.
E’ un altro scandalo nascosto, sò per certo che la mia banca (sic!) in quattro anni ha licenziato con questa motivazione, moltissime persone. Forse tra i dipendenti si annidavano e si annidano il peggio del peggio della società umana? Oppure – Per carità diamo a Cesare.ma poi mi sembra eccessivo. Tante famiglie sul lastrico non credo sia giusto.
Un bel lavoro fatto ad arte.
Senza citare coloro i quali intraprendolo la via del ricorso e vincono, allora le banche sborsano l’uno e l’altro…e allora…beh tanto paga pantalone. Si dice che la mia banca abbia oltre 5000 cause legali in atto di cui l’80% riguarda il personale. Puzza?..tanto

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December 20, 2009

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i Lavori saltuari

vi scrivo per parlare un pò del mondo del lavoro che purtroppo non funziona.
ebbene io non conosco il serio mondo del lavoro.
conosco solo il lavoro duro e poco gratificante dal punto di vista professionale.
mi sono laureata in giurisprudenza due anni e mezzo fà, ed ho subito iniziato la pratica forense presso lo studio legale del vice-presidente della provincia di lecce.
ho sudato tanto per laurearmi.
durante il corso di studi, dalle scuole superiori alla laurea, ho sempre lavorato.
ho fatto la rappresentante di cosmetici, la baby sitter e, dopo che la bambina è cresciuta, c’è stata quella che può essere definita simpaticamente una “promozione”, cioè sono diventata la “donna delle pulizie” della stessa famiglia presso cui facevo la baby sitter, che pur di non farmi rimanere senza lavoro (e per questo li ringrazio tantissimo, è una famiglia adorabile!!!), aveva deciso di tenermi con sè collaborando in quelle che erano le faccende domestiche.
è chiaro che una persona non può mantenersi con l’aria e con i libri e proprio per questo, nonostante la laurea, andavo a fare le pulizie tre volte alla settimana e il resto del tempo lo dedicavo agli studi giuridici per poter realizzare il mio sogno: diventare un bravo e serio avvocato.
ma così non poteva di certo andar bene nè le cose potevano andare avanti in questo modo.
a 26 anni decido di lasciare la mia bella e adorata terra – santa maria di leuca – i miei cari affetti e, decido di trasferirmi a milano per poter trovare un lavoro che mi facesse crescere professionalmente e che mi consentisse di non fare più le pulizie per mantenermi, evitando, così, di sprecare le mie energie per un lavoro così duro, che non mi consentiva di studiare e lavorare seriamente.
sono stata assunta con contratto di somministrazione di lavoro temporaneo presso la segreteria generale del comune di milano.
sottolineo il temporaneo per far capire le ragioni della mia insoddisfazione.
il temporaneo non mi consente, purtroppo, d lavorarare come vorrei.
questo non vuol certo dire che non svolgo le mie funzioni, come richiesto dal contratto e dalla mia coscienza.
i miei capi sono soddisfatti del mio operato, mi hanno riconfermato per ben 5 volte.
un unico grande problema: non ci metto il cuore nel lavoro che svolgo.
non lo sento mio, nonostante svolgo un lavoro gratificante per il quale la mia laurea è proprio azzeccata, considerato che mi occupo dell’istruttoria delle proposte di deliberazione del comune di milano, cioè, controllo che le stesse siano legittime.
che strano, ci mettevo più il cuore nel vendere trucchi e fare le pulizie che non per quello che attualmente faccio.
sicuramente erano lavori duri ma che mi facevano raggiungere un obiettivo con serenità: poter studiare.
economicamente in questo momento stò bene.
ma per quanto altro???
mi guardo attorno alla ricerca di un altro lavoro.
offerte???
si, ma certo che ci sono, ma sempre a tempo determinato.
se invece trovo un offerta di lavoro con assunzione a tempo indeterminato, devo cambiare tipologia di lavoro, decidere di fare, ad esempio, e vi dirò, mi piacerebbe anche, la responsabile di selezione e tanti altri lavori che non hanno molto a che fare con la mia laurea.
ma tanto non mi assumono lo stesso; mi dicono che non ho esperienza in quel campo.
ma se non mi fanno cominciare in qualche modo come faccio ad acquisire l’esperienza!!!
e poi il maledetto inglese.
ho studiato solo francese, non per mia scelta; la scuola presso cui ho studiato non aveva ancora attivato, all’epoca, un numero tale di corsi di inglese che soddisfasse le numerose domande di iscrizione.
l’altr’anno mi sono iscritta ad un corso serale.
l’ho completato, ma ancora so solo le regole elementari e niente più.
ma senza inglese non si và da nessuna parte.
niente assunzione, anzi, niente colloquio.
non è mica giusto e non và mica bene, così.
ho 28 anni, sono lauretata in giurisprudenza da quasi tre anni, ho lavorato presso uno studio legale per un anno, presso il comune di milano per un anno e mezzo, esperienza ancora in corso, ma mi sento di non valere nulla professionalmente.
non mi sento gratificata e soddisfatta.
potrei cmq ridecidere di ricominciare la pratica legale presso uno studio e cercare di realizzare quello che è il mio sogno.
certo, però, che a milano non si può di certo vivere con un misero rimborso spese di 300 euro.
non ho alle spalle una famiglia economicamente forte.
come ti cambia la vita e come ti demoralizzano queste cose.
che si fà ora???
andrò alla ricerca di un nuovo lavoro.
lo so e me lo sento.
prima o poi ce la farò!!!
è dura, ve lo garantisco.
è dura convincere i propri genitori che sono distanti 1200 km, che tutto fila liscio e che tutto và bene.
questo per farli stare tranquilli e non farli stare in pensiero.
è dura lavorare e non sapere per quanto altro.
è dura andare a letto la sera e sperare che qualcuno si accorga di te e che qualcuno riconosca l’impegno profuso per creare ogni rigo del proprio curriculum.
spero tanto che le cose cambino e che migliorino.
spero che qualcuno, un pò più coraggioso degli altri, cominci ad assumere le persone non solo per il saper fare ma anche per il saper essere.
non sempre è meglio uno che sà bene l’inglese, che ha esperienza in un preciso campo, se poi non vale niente come persona e non riuscirà mai a migliorarsi con il tempo.
se non ha voglia di lavorare e rispondere ai bisogni delle altre persone.
sarei disposta anche a fare un lavoro che non ha nulla a che vedere con la laurea in giurisprudenza e all’esperienza professionale maturata, pur di lavorare bene e con l’entusiasmo e la tranquillità che in questo momento mi manca.

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December 19, 2009

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codice condotta imprese

Tempo fa c’era una campagna di Amnesty International e moltissime altre associazioni… si chiamava “meno beneficenza, più diritti”, Una campagna per incentivare le imprese a comportamenti rispettosi
dei diritti umani e dell’ambiente in tutto il mondo…
e gli obiettivi erano:
1)definire un codice di condotta per le imprese europee basato sui più importanti trattati internazionali in tema di lavoro, diritti umani e protezione dell’ambiente;
2)introdurre una base giuridica vincolante per la disciplina delle attività delle imprese europee all’estero;
3)introdurre l’obbligo della presentazione di un bilancio socio-ambientale accanto a quello finanziario;
4)attivare degli incentivi fiscali e finanziamenti per le imprese che possono dimostrare il raggiungimento di adeguati standard;
5)introdurre parametri etici e ambientali vincolati per le imprese che operano per conto degli stati e dell’unione europea, ed un adeguato meccanismo di controllo.

Sarebbe un bel passo avanti… se il prezzo della manodopera diventasse umano comincerebbe ad esserci un certo equilibrio…

Associazioni promotrici:
ARCI
AMNESTY INTERNATIONAL
ACTIONAID INTERNATIONAL
LEGAMBIENTE
COORDINAMENTO LOMBARDO NORD SUD
CTM ALTROMERCATO
LIBERA
CITTADINANZA ATTIVA
BANCA ETICA
UNIMONDO
ROBA DELL’ALTRO MONDO
SAVE THE CHILDREN
TRANSFAIR Italia
MANI TESE
AIFO – ASSOCIAZIONE ITALIANA AMICI DI RAOUL FOLLEREAU

This post was submitted by zuini.

December 19, 2009

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Made in China

amici

Guardiamo una persona “normale” non il solito imprenditore o “padrone” che dir si voglia… ovvero il comune cittadino. Nella sua mirco-economia cosa fa quando deve fare la spesa ? : Per i “grandi investimenti” va al super-iper-mercato o negli hard-discount, per le piccole cose dal verduriere sotto casa.
Magari a voi il paragone sembrerà forzato, ma se ci pensate bene… tutto è rapportabile.
Ora scusate se parlo da uno che sulla barricata dell’Imp-Exp. dai paesi asiatici ci è stato per molti anni, ovviamente traendone dei vantaggi economici.
Oggi che sono “fuori dalla mischia” quindi super-partes, senza volermi assumere il ruolo dell’economista, che perlatro non mi compete, credo semplicemente nella logica delle cose.
Lasciatemi fare giusto qualche esempio:
Guarda caso quando nel 1990 la Piaggio era praticamente l’unico produttore di Scooter ed a Taiwan già circolavano migliaia di scooter, gli stessi che oggi girano per le ns. strade.
Tutti prodotti a Taiwan all’80%. E’ bastato far cadere alcune restrizioni doganali.

Stesso periodo… la “Fiat” aveva praticamente il monopolio in Italia (sempre grazie alle barriere doganali) mentre in Belgio (ove le stesse non esistevano) il mercato era già saturo delle varie Toyota,Nissan, Honda ecc.
Entriamo in Europa (1993) apriamo le frontiere ed il gioco è fatto, anche noi siamo pieni di auto giapponesi (seppur a onor del vero prodotte parzialmente in Europa)

Se scrivessi l’avevo detto… probabilmente non mi credereste, ma l’avevo detto.

In certi settori (quello auto x es.) il prodotto Made in China non è ancora arrivato solo ed esclusivamente per mancanza di omologazione del prodotto (standard euro-2 euro-4).

Ma non illudetevi.. questa “barriera” è solo una carta velina.

Ci sarà poi sicuramente un “periodo tecnico” in cui l’utenza dovrà assimilare il nuovo prodotto, ma poi non c’è speranza, saremo invasi da auto e moto cinesi.
Un’altro settore di mercato ove il Made in Europe andrà “a gambe all’aria”.

Per contro, non dimentichiamoci di alcuni fattori:
1) la concorrenza del “Made in Asia” se da un lato ha fatto dei danni enormi alle aziende europee (ed ai suoi lavoratori) dall’altro canto ha favorito un abbattimento dei prezzi al consumo.

Se oggi entrate in un ipermercato ed uscite con una Mountain-Bike spendendo solo 50-60 Euro, dite grazie ai “cinesi”

Ora decidiamo bene da che parte della barricata vogliamo stare, e comunque credo che non esista la medecina che sana tutti i mali.

In un paese come il Brasile dove il blocco delle importazioni dei prodotti esteri è stato per anni quasi totale applicando i dazi doganali, il risultato è stato che il prodotto “made in Brazil” in generale era una porcheria, tecnologicamente antiquato e caro.
Solo ed esclusivamente perchè mancava la concorrenza dei prodotti esteri.

Oggi il Brasile ha liberalizzato l’import ed anche i Brasiliani possono finalmente premettersi la loro bella Mountain-Bike ed il loro Computer a prezzi decenti.

L’Italia non è piu’ libera di decidere autonomamente dazi e sanzioni, fa parte della Comunità Europea e tutto viene deciso a Bruxelles.

A mio personale giudizio, l’unico modo per “bloccare i cinesi” è molto semplicemnte porre nuovamente delle barriere doganali che siano esse sotto forma di dazi o quant’altro.

Fare poi degli accordi bilaterali dove vi sia un bilancio dell’import-export dall’europa verso la cina e viceversa.
Ovvero: volete venderci 1 Euro di merce ? Acquistaeci 1 Euro di merce.

E’ impensabile che cosi’ all’improvviso il mercato interno del lavoro in Cina possa cambiare ed assimilarsi allo “Statuto del Lavoratori” del sig. Gino Giugni (era Lui ?)

Vedrei comunque benissimo la proposta di Controversial Controversial (che saluto, ringraziandolo per questo spazio)di mandare i ns. sindacalisti in Cina.

Magari è capace che li mettono ai lavori forzati in una risaia e cosiì finalmente almeno una volta nella vita lavorano anche loro.

Perchè non dimentichiamocelo i comunisti non mangiano i bambini… ma su certi argomenti s’incazzano e, a loro se gliela conti troppo in un attimo ti rimettono i carri armati in piazza.

Però buffa il destino…. l’europa socialista e/o socialdemocratica.. messa in ginocchio dai comunisti neo-capitalisti.

Grazie a chi mi ha letto, un saluto a tutti i cervelli liberi.

This post was submitted by zuini.

December 19, 2009

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il mondo del lavoro oggi

“In questi anni il mondo del lavoro è in rapida trasformazione. Sono finiti gli anni d’oro delle assunzioni facili, quel periodo della quasi piena occupazione che dal miracolo economico ci ha accompagnato fino a quasi tutti gli anni ’80. Oramai nel settore pubblico si assume pochissimo, la grande industria è in crisi ed oramai garantisce una piccola percentuale di posti di lavoro, i lavori di gran parte del terziario sono lavori a tempo determinato, con contratti a termine o lavori interinali. C’è molta più flessibilità che in passato, non c’è dubbio. Ma altri aspetti del vivere sociale non mostrano la medesima “flessibilità”…ad esempio se vuoi accedere ad un mutuo o a un prestito devi portare alle banche delle garanzie che il sistema lavoro di oggi non garantisce più, questa è un evidente contraddizione ma le cose funzionano così. Gli aumenti degli stipendi sono legati al tasso di inflazione programmata…ma per acquistare una casa oggi serve il doppio della cifra che serviva soltanto tre anni fa…nel frattempo gli stipendi non si sono certo raddoppiati rispetto a tre anni fa…ed acquistare una casa di proprietà è diventato sempre più difficile (e affittarla è altrettanto difficile…non basta uno stipendio intero…)…però i giornali insistono sul fatto che i giovani italiani sono “mammoni”…non vogliono lasciare il tetto di mamma e papà…ma seppur lo volessero…come mai potrebbero farlo viste le dinamiche dei prezzi delle case in costante crescita? E visti i lavori interinali che non garantiscono quelle certezze che però le banche ti chiedono se vuoi accedere ad un mutuo o a un prestito? Insomma…mi sembra che in questa nostra società di oggi ci siano delle evidenti contraddizioni…l’ultima, ma non in ordine di importanza…si fanno rimanere a lavoro coloro che sono in età da pensione (di anzianità) aumentandogli pure lo stipendio per restare…con buona pace dei posti di lavoro che non si liberano più….e ai giovani si offrono lavori interinali, part-time, a tempo determinato (altro che scontro tra generazioni…). E’ possibile per un giovane d’oggi, a queste condizioni, costruirsi un futuro?”

This post was submitted by zanella.

December 19, 2009

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i lavoratori cinesi

Ciao a tutti,
vorrei esprimere un concetto molto semplice che spero serva a calmare le anime di chi come noi soffre e percepisce la situazione economica difficile in cui l’Italia versa da un po’ di tempo.
La stessa situazione della Cina c’era circa 15 anni fa in ungheria, in repubblica ceca, vi erano le aziende con i dipendenti che dormivano nei pressi della azienda e mangiavano panino con metallo o legno o quant’altro avevano per le mani 15 ore al giorno. Tutti i nostri genitori del dopoguerra hanno fatto quella vita, la stessa dei Cinesi, per parecchi anni fino a che la situazione non è migliorata grazie anche al sudore degli operai. Il mondo evolve e le aziende in Italia ora sono costrette a “emigrare” per non soccombere al mercato, non crediate che faccia gola a nessuno trasferire anima e bagagli in Cina (almeno i manager che ci vanno). Le regole del mercato sono spietate e spetta a noi cercare di trovare una via di uscita. Io suggerirei intanto ai milioni di italiani di iniziare a risparmiare con spese intelligienti, ad usare poco o niente il cellulare e ad accontentarsi di quello che si ha. Vedo troppa gente sprecare montagne di soldi per avere cio’ che hanno gli altri solo perchè altrimenti si sentono disadattati. Ho visto coppie appena sposate chiedere finanziamenti alle banche (e qui mi scapperebbe una parolaccia … ) per le ferie !!! Ma siamo impazziti !! Gente con uno stipendio da 1000 euro cambiare il telefonino ogni 2 mesi e cambiare una suoneria alla settimana !! Ho letto da qualche parte che abbiamo speso una cifra pazzesca solo per i cambi di suoneria !! In Germania per far fronte alla crisi economica hanno ridimensionato gli stipendi e lavorano un pochino di piu’. Io credo che dobbiamo farci tutti un esamino di coscienza e pensare che si puo’ vivere anche in modo un pochino piu’ conforme alle nostre possibilità e fare il possibile per prepararci, studiare, elevare il nostro livello medio di cultura (pensiamo a come le lauree nuove vengono praticamente regalate agli studenti facendo corsi di 20 ore ed esami a quiz !! Io la Moratti la farei al forno con due patatine). Uno dei modi per trovare lavoro è usare un pochino di piu’ la testa e fare cio che non fanno le basse manovalanze cinesi .. secondo me chi si da da fare e non si fa prendere dal panico e si aspetta sempre qualche cosa da qualcuno troverà una via di uscita. Il mio vuole essere un messaggio di incoraggiamento a tenere duro in questo momento difficile per tantissime famiglie in difficoltà. Gli italiani sono da sempre un popolo che riesce a sollevarsi da mille tipologie diverse di situazioni. Tiriamo fuori la nostra creatività e facciamo cio’ che gli altri non sanno fare.
Tanto fra 10 anni i Cinesi chiederanno due cellulari a testa come noi … se non ci estinguiamo prima 10 anni non sono poi molti no ?

This post was submitted by vale vilo.

December 19, 2009

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i cinesi

vi preoccupate tanto dei cinesi??
questi lavorano…mentre i nostri ragazzi vogliono fare tutti i manager e le veline,la nostra è una società in declino inevitabile,esportiamo le fabbriche all’estero e nei paesi sottosviluppati per tenerci la managerialità a casa nostra.
tutti in mercedes e gli extracomunitari a casa loro lavorando nelle fabbriche degli occidentali a basso stipendio,
questo è il fututo e io compro cinese,

This post was submitted by chinese.

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