November 27, 2011

Posted by: Ettore Colella

Category: Economia

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consulenza fiscale e consulenza tributaria

Qual’ è la differenza tra consulenza fiscale e consulenza tributaria? Si può occupare un avvocato tributarista di entrambe le consulenze? Anche di consulenza societaria & del lavoro? Queste sono alcune delle domande più frequenti nei forum on-line e non solo.
Nella sostanza non ci sono differenze. La figura del “Tributarista” tanto tempo fa era addirittura una attività regolata in apposita sezione di un registro tenuto dalla Camera di Commercio. Per l’iscrizione non era necessario nessun esame di stato. Successivamente l’elenco fu abrogato a “colpi di sentenze” della Cassazione alla quale si erano rivolte sia l’Ordine dei Dottori Commerciali che il Collegio dei Ragionieri per esercizio abusivo della professione. Oggi rimane un’Associazione di categoria la LAPET che cura gli interessi della “categoria”. Ad onore del vero, in tale associazione risultano iscritti fior fiore di “professionisti” ma attenti comunque a chi vi affidate. Recentemente la Cassazione ha liberalizzato le attività non riservate a soggetti iscritti ad albi professionali o provvisti di specifica abilitazione. Possono infatti essere legittimamente svolte consulenze da chiunque, perché in questo campo vige il principio generale della libertà di lavoro autonomo e della libertà di impresa. Da un lato si pongono le attività che comportano prestazioni di esclusivo appannaggio di soggetti iscritti ad albi o provvisti di specifica abilitazione (iscrizione o abilitazione prevista per legge come condizione di esercizio di quell’attività). Dall’altro tutte le altre attività di professione intellettuale, di assistenza o consulenza, che possono essere espletate liberamente e producono il diritto a un compenso.
Quanto sopra sancito dalla Cassazione non pone problemi per gli iscritti all’Albo degli Avvocati, infatti gli stessi possono svolgere tali attività senza problemi (avendone comunque le capacità cognitive nella sostanza delle materie). Nella pratica dubito però che un Avvocato, essendo in possesso di un titolo accademico ed un iscrizione ad un Albo di sicuro rango superiore, si metta fare i cedolini paga o fornire la consulenza del lavoro sul collocamento obbligatorio per esempio; l’Avvocato avendone una formazione specifica all’altezza potrà sicuramente costituirsi avanti tutte le giurisdizioni senza preclusione alcuna in materia di lavoro, tributaria, etc.
In generale, attenzione comunque all’art. 2231 del codice civile, in base al quale “Quando l’esercizio di un’attività professionale è condizionato all’iscrizione in un albo o elenco, la prestazione eseguita da chi non è iscritto non gli dà azione per il pagamento alla retribuzione.”.
Occorre verificare se la prestazione espletata dal professionista rientri in quelle attività riservate in via esclusiva a una determinata categoria professionale o, in altri termini, se l’esercizio della professione è subordinato per legge all’iscrizione in apposito albo o ad abilitazione.
L’esecuzione di una prestazione d’opera professionale di natura intellettuale effettuata da chi non sia iscritto nell’apposito albo previsto dalla legge, rende privo di effetti il contratto stipulato tra cliente e professionista, affetto in questo caso da nullità assoluta.

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Dott. Ettore Colella ha frequentato due master: uno in Business Administration a Londra ed uno in Contenzioso Tributario con il Prof. Cesare Glendi padre fondatore della legge sul contenzioso tributario (546/92).

Ettore Colella ha maturato una significativa esperienza nella revisione contabile nella prima società di revisione a livello mondiale Price Waterhouse Worldwide Network (oggi PriceWaterhouseCoopers) e successivamente presso lo Studio Internazionale Tributario corrispondente per l’Italia di PW.

Dott. Ettore Colella è abilitato all’esercizio della professione di Dottore Commercialista ed iscritto:

- all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Sezione A, di Milano e Lodi
- all’Albo dei Revisori Contabili presso il Ministero di Grazie e Giustizia

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December 1, 2010

Posted by: morena

Category: Economia, Tutto il resto

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Accor: vendita azioni Club Méd

buongiorno a tutti!!

sto affrontando un caso di studio riguardo il gruppo Accor, leader nel settore alberghiero.
Se qualcuno conosce questa impresa, o si applica a interpretare le mie informazioni mi sarebbe molto di aiuto a capire un particolare passaggio.!!

Nel 2004 Accor investe acquistando il 28,9 % delle azioni del gruppo Club med (azienda che fornisce servizi turistici), diventandone azionista di maggioranza!

All’acquisto Accor sottoscrive accordi con club med riguardo all’attuazzione di determinate strategie per creare insieme nuove sinergie.

Nel giro di DUE anni Accor rivende quasi interamente queste azioni, a MENO di quanto le aveva acquistate..

Le mie domande sono:
1) gli accordi presi con club med saranno quindi stati interrotti?

2) escludendo l’ipotesi di averla acquistata a puro fine speculativo poichè dalla vendita ricaverà una minus valenza, quali sono i motivi plausibili secondo voi??

grazie a tutti !!!

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November 17, 2010

Posted by: Brad

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R&S: nuovi strumenti per convincere gli investitori privati a rischiare

La ricerca e l’innovazione in Italia ed in Europa? Nonostante i buoni propositi previsti dalle diverse iniziative faro della strategia 20-20-20, continuo a chiedermi se sarà ancora l’ennesimo fallimento di una società che cerca di raggiungere degli obiettivi senza essere in possesso di strumenti idonei. Oggi una PMI come può investire in R&S convincendo ed ottenendo la partecipazione finanziaria di Banche?

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October 13, 2010

Posted by: matthew

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Leggere un bilancio – richiesta aiuto!

ciao a tutti
mi trovo con un bilancio davanti e vorrei avere qualche suggerimento per fare delle prime analisi e considerazioni al riguardo.

sapete dirmi quali sono le cose primarie da osservare per valutare la situazione?

ho sentito che ci sono degli indici da calcolare che possono dare qualche informazione utile, ho provato a calcolarli ma mi trovo in difficoltà.

potete darmi un pò di assistenza?

grazie

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September 10, 2010

Posted by: antpol

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Opa Fastweb

Salve a tutti

Ho deciso di iscrivermi a causa dell’ opa lanciata da Swisscom su Fastweb.
Se aderissi all’ opa perderei circa 5000 € e sono abbastanza inc….to perchè, con il senno del poi, ho capito di aver preso una bella fregatura.
Penso che questi di Swisscom avessero in mente il delisting da circa 3 anni, cioè da quando hanno staccato l’ ultimo dividendo da 3,77 € ad azione ad ottobre 2007 ed hanno speculato al ribasso fin da allora, nascondendo le magagne fiscali e giudiziarie; il titolo ha mantenuto per parecchio tempo prezzi oscillanti tra 15 e 20 €, poi hanno fatto trapelare i guai giudiziari ed il titolo è crollato nuovamente ad un prezzo abbastanza basso da poter fare l’ opa.
Ho letto il documento emesso da Swisscom e, sostanzialmente, ho capito che:
1)condizione di livello minimo di adesioni: se la partecipazione non arriva almeno al 95% Swisscom avrebbe la facoltà di rinunciare a tale soglia minima e procedere all’ acquisto di un numero di azioni inferiore
2)comunque Swisscom può prorogare la durata dell’ opa per un totale massimo di 40 gg di borsa aperta
3)se la partecipazione è maggiore del 90% ma inferiore al 95% e Swisscom rinuncia alla condizione di livello minimo di adesioni, Swisscom non ricostituirà il flottante ma procederà all’ acquisto delle azioni restanti da chi ne faccia richiesta
4)se, a seguito dell’ offerta, le azioni non venissero revocate dalla quotazione, Swisscom vuole revocare le azioni Fastweb tramite fusione ed a seguito della fusione, non essendo Swisscom quotata su un mercato regolamentato, gli azionisti Fastweb riceverebbero in concambio azioni Swisscom non quotate.
Chiedo per favore a chiunque possa e voglia rispondermi:
a)se la partecipazione dovesse risultare minore del 90% cosa succederebbe?
b)alla borsa di Zurigo esiste una società denominata Swisscom Reg (o Ltd); perchè nel documento c’è scritto che Swisscom non è quotata in alcun mercato regolamentato?
c)a vostro parere, quanto è difficile vendere azioni non quotate in borsa?
Per concludere, faccio appello a tutte le persone che sono in una situazione simile alla mia di NON ADERIRE ALL’ OPA. Tenendo duro l’opa fallirebbe e probabilmente, all’ opa successiva, si riuscirà a spuntare un prezzo più alto.
Quindi, a mio parere, questo è proprio il caso del “uno per tutti e tutti per uno.

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August 18, 2010

Posted by: Studentessa

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Ragioniere interno all’azienda

Salve, sono una studentessa ed ho bisogno che qualcuno sia così gentile da togliermi alcuni dubbi. Vorrei sapere se un’azienda può assumere un consulente/ragioniere, insomma qualcuno che si occupa di contabilità, buste paga, ecc, all’interno dell’azienda e se si con il timbro come funziona, si firma a nome dell’azienda oppure bisogna essere iscritti all’albo e quindi avere un proprio timbro? e soprattutto nel contratto che l’azienda fa al consulente/ragioniere quale qualifica deve inserire? Grazie per la vostra attenzione e attendo una risposta al più presto, ho un’esame universitario e vorrei avere più informazioni possibili per essere preparato al meglio. Grazie ancora

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August 12, 2010

Posted by: mari

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ho un debito di 2000 euro con la banca

salve,
vorrei chiedere come comportarmi con la mia banca avendo uno scoperto sul mio C/C di circa 2000 euro…da premettere che non possiedo nulla, ho solo intestata l’assicurazione di una macchina che però nn è mia.(altro proprietario) e sono socia accomandataria di una sas, cosa possono farmi se non pago??? grazie anticipatamente…

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August 7, 2010

Posted by: House Company

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Rassegna stampa del 7 agosto 2010

7 AGOSTO 2010 – SOPRAVVIVERE IN TEMPO DI CRISI
Il virus muta e la finanza
infetta l’economia reale
Dalla Grecia alla Spagna
dagli Usa alla Cina è crisi

URBANISTICA – TERRITORIO – SOCIETÀ – ECONOMIA | Il virus della finanza continua a infettare l’economia, muta nel tempo e non si conoscono antidoti. L’epidemia è globale, il contagio partito dalle strutture finanziare: corporation, holding, banche si è esteso all’economia reale e da qui agli Stati e alle Banche centrali. Orde di barbari animati dai sette vizi capitali: superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia, accidia sono sempre pronti al saccheggio in ogni angolo del Villaggio globale. Il loro Dio? Il fine giustifica i mezzi, ma chi giustifica il fine?
Si crede che il mercato pulisca tutto, ma nel mondo circola una gran massa di titoli finanziari di cui si sa o si vuol sapere poco o niente. Quanti sono? Dove sono non è dato a sapersi. Le borse iniziano a cadere e le banche centrali sostengono sempre più le aziende di credito. Il virus, a questo punto, muta e attacca, ora, l’economia reale. Le Industrie annunciano un forte calo della domanda, la produzione scende, si acquistano titoli infetti da vendere quando i mercati si sono stabilizzati. Gli Stati sostengono incentivando i settori industriali, l’economia risponde agli stimoli, ma appena questi finiscono, l’attività si ferma. Gli aiuti poi costano e i bilanci pubblici si riempiono di buchi. La spinta, alla ripresa economica, si è ora attenuata, e ovunque si perde produttività. È avvenuto come per la scissione dell’atomo – l’acceleratore di particelle è la cosiddetta “Finanza strutturata” e il risultato è che si è spezzato il legame con l’economia reale e si è ottenuto energia… vitale.
GIOVANNI PIVETTA Direttore HOUSE, living and business

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July 16, 2010

Posted by: tijji

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prestito di denaro

Il denaro, insieme alla paura, è la maggior arma di controllo dell’umanità. Il sistema prevede che alla gente si presti del “denaro” che non esiste, sul quale vengono imposti degli interessi. Quando andate in una banca e sottoscrivete un “prestito”, non viene stampata una sola banconota nuova, non viene coniata una sola nuova moneta, né viene spostato di un millimetro un solo grammo di metallo prezioso. Viene solo digitata sul vostro conto corrente la somma che avete deciso di prendere in “prestito”. Così si crea, cioè, denaro dal nulla, un’operazione che non prevede alcun costo. Ma da quel momento voi cominciate a pagare gli interessi su quel “denaro” che non è mai esistito e mai esisterà. Questo sistema viene chiamato “credito”.

La stessa forza che ha creato il sistema bancario e controlla tutte le banche, ha creato anche i vari sistemi politici e controlla tutti i maggiori governi. Ciò ha consentito a questi governi di promulgare leggi bancarie che consentano alle loro banche di prestare almeno, e dico almeno, dieci volte tanto la somma che hanno in deposito. In realtà si tratta di una cifra di gran lunga superiore. Ogni volta che depositate in banca un euro o un dollaro, date alla banca la possibilità di prestare dieci euro o dollari che non possiede. Questo sistema del cosiddetto “denaro a corso forzoso” e “prestito della riserva proporzionale” implica che le banche possano creare denaro dal nulla, ogni qualvolta vogliano.

La marea di debiti con cui le persone, le aziende e i governi lottano costantemente si basa ugualmente su “denaro” che non esiste. Debiti personali, debiti nazionali, debiti del “Terzo Mondo” – ogni tipo di debito.

Nessuno di essi esiste veramente, se non sotto forma di cifre sullo schermo di un computer. Pensate alle sofferenze, alla miseria e alla morte che questi debiti schiaccianti causano ogni giorno, pur non essendo altro che cifre scritte su un computer da un impiegato di banca. Niente altro. Vi immaginate come cambierebbe il mondo se venisse creato denaro senza interessi? Vi dicono che è impossibile farlo perché questo è ciò che vogliono farvi credere

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July 16, 2010

Posted by: sebans

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la vendita di Finsiel

Che affarone ha fatto Tronchetti Provera a vendere Finsiel, 4° gruppo informatico d’Europa per ampiezza e fatturato! Il valore di carico dell’azienda era agli ultimi mesi dello scorso anno di ben 365 milioni di euro, e le aziende in corsa per accaparrarsela erano fino a due mesi fa di tutto rispetto: IBM, Engeneering, Accenture (meno rispetto, ma…) ed altre finanziarie importanti, più una illustre sconosciuta: la COS di tale Tripi, neore dei call center, il cui principale cliente è ovviamente Telecom stessa. Secondo te a chi è andato il gruppo Finsiel, dopo agguerritissime offerte dei competitors? A Tripi, ovviamente. Fin qui nulla di eclatante, ognuno vende il suo a chi crede, se non l’amarezza di finire tutti (me compreso, infimo impiegatucolo a progetto) in mano al monarca dei centralini, che della nostra comprovata professionalità chissa cosa vorrà farne. La cosa grave, è che per adeguarsi al livello dell’offerta di Tripi, che non avrebbe mai avuto il danaro necessario per acquistarci, il Tronchetto della felicità ha svalutato il gruppo Finsiel (QUATTROMILA DIPENDENTI PER 670 MILIONI DI FATTURATO NEL 2004) di ben 254 milioni di euro, esitandolo poi, con magheggi contabili alla ridicola cifra di 111 milioni di euro (neppure il 60% del valore netto -185 milioni- delle attività acquisite).
Cui prodest, visto il buco abnorme dei conti Telecom, ed alla luce dell’affarone dell’esitazione di Lottomatica?
E soprattutto: ma non si doveva costituire il “polo informatico”? Questo disse il governo lo scorso anno, nominando a tale scopo un consulente di cui ora mi sfugge il nome, ma che in seguito ha lasciato l’incarico istituzionale per andare a lavorare per Telecom. E ha lavorato bene: si è infatti occupato della svendita di… Finsiel!!!

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