December 22, 2009

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Gli incidenti chimici

CAri amici

Gli incidenti nucleari sono eclatanti, ma quelli che giornalmento accadono in ambito chimico (si parla di grandi rischi industriali con tanto di leggi fatte apposta) sono all’ordine del giorno.
Vuole qualche esempio? Elettrofiltri spenti di notte, scarico nelle fogne, discariche abusive, ecc.
Ha dimenticato i pesci pescati in diversi mari che possono essere usati come termometri (inquinamento da Hg)?
Aveva ragione Aristotele: non conta la realtà dei fatti ma come i fatti vengono presentati.
L’auto scomparirà con il tempo…ma i pressapochisti e le persone a digiuno delle nozioni elementari riguardanti la scienza aumenteranno, soprattutto in Italia…

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December 22, 2009

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le risorse del pianeta

Leggendo questo blog mi rendo conto che , tanto per cambiare, la “necessita’” comanda.
Le risorse di questo pianeta non sono infinite e sopratutto non reggeranno ancora a lungo.
Avremo presto problemi di acqua potabile,anche noi.
Avremo presto problemi di energia perche’ invece di limitarne l’uso ne abusiamo, perche’ chi ce la vende tendera’ sempre a renderla indispensabile per tutti e a farcela usare il piu’ possibile.
Avremo problemi di inquinamento e problemi di vivibilita’, sempre piu’ compressi e sempre piu’ vessati.
Schiacciati dagli interessi di chi ha potere,sembra che la massa conti sempre meno e venga spremuta sempre di piu’.
Continuo a non vedere il futuro roseo…

This post was submitted by rivaldo.

December 22, 2009

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aumento temperatura della terrra

Porto una riflessione che mi è venuta in mente a seguito dell’ennesimo servizio TG sul caldo incombente.
Ogni cosa che facciamo scalda.
Ho studiato un po’ di fisica… beh… vogliamo fare qualcosa? ..non riusciamo a farla senza produrre calore. Certo! il frigo raffredda.. ma non produciamo freddo dalla materia come produciamo caldo con il fuoco.. no! per fare freddo dobbiamo produrre caldo.. mentre per produrre caldo non è necessario produrre freddo.
Non so se mi seguite.. la produzione di calore è un processo irreversibile… non si torna indietro.
Quando cuciniamo in casa accendiao i fornelli.. trasformiamo della materia (gas) in calore (e altri residui).. questo calore dove va a finire? nel mondo! Possiamo recuperare il calore e trasformarlo in materia per creare un ciclo?
Allo stato attuale delle cose no! per lo meno non ne ho sentito parlare..
Allora chiunque può capire che:
1) Ogni giorno, ogni cosa che brucia, trasofrma della MATERIA in CALORE:
MATERIA => CALORE
2) Non sappiamo come tornare indietro quindi:
NO CALORE => MATERIA
3) Viviamo nel mondo che è il luogo da cuo prendiamo MATERIA
4) Viviamo nel mondo che è il luogo in cui buttiamo il CALORE

Stiamo trasformando il mondo in calore.

ma non solo… quando trasformiamo materia in altra materia (produciamo oggetti) produciamo anche un po’ di calore, e produciamo degli SCARTI. Praticamente tutte le attività produttive sono irreversibili (anche il riciclaggio perchè dalla carta non puoi rifare il legno)e producono:
MATERIA = CALORE + SPAZZATURA + PRODOTTO
Il prodotto dopo pochi anni diventa spazzatura quindi quello che otteniamo è:
MONDO => CALORE + SPAZZATURA
( il simbolo => equivale a “diventa” o “trasformiamo”).

In pratica siamo come dei piccoli parassiti che rodono il mondo per trasformarlo in una massa di roba inutile e dannosa a noi stessi.
Perchè???
Cosa stiamo cercando???
COMODITA’!

Avete altre risposte?
Spero di aver interessato almeno una persona sulle 100 che ho annoiato.
Scusate ma mi sembra importante condividere questa cosa.
Ciao

This post was submitted by calione.

December 22, 2009

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la benzina ecologica all’etanolo di Raul Gardini

Questo e’ un’argomento delicato come quello dei Farmaci e i varii rimedi alternativi.

Qui si scende in un campo dove entriamo in un conflitto d’interesse.
Questi qua sono una sorta di “gang” che decide le sorti di tutti attraverso decisioni di comodo.

Le idee alternative ci sono, ma bisogna stare attenti a portarle avanti.
Ho gia’ sentito storie di personaggi che avevano la soluzione giusta per risolvere il problema energia in modo sano e pulito, senza fare nomi, che sono morti in circostanze sospette.
Gli interessi sono troppo alti. C’e’ gente disposta a tutto pur di fare andare avanti il loro sistema.

Siamo controllati da una sorta di “Dittatura Democratica”. Bisogna stare attenti a non pestare i piedi a chi non ha scrupoli.

Personaggi che vogliono cambiare per il meglio:

“Gardini era un uomo di carattere molto impulsivo. Di cultura tipicamente romagnola con componenti anarcoidi e antisistema. Era un battitore libero. Non aveva arretrato di un passo nella battaglia sulla benzina ecologica all’etanolo (quella ricavata dai cereali) che metteva in discussione il potere delle multinazionali petrolifere. E anche sull’Enimont non ebbe esitazioni. Rilanciò sempre e alla fine si mise contro tutti i partiti”.

Raul Gardini era una persona che secondo me stava provando a fare qualcosa di grande, ma si e’ suicidato, o forse e’ stato ucciso. Nessuno lo sapra’

This post was submitted by zanella.

December 22, 2009

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i maggiori incidenti nucleari

amici leggete:

I grandi incidenti nucleari

Gli incidenti nelle centrali nucleari sono classificabili da 0 (guasto) a 7 (incidente molto grave) in una scala denominata INES (International Nuclear Event Scale). Elenco i principali incidenti di cui si è avuta conferma:

Kyshtym (Unione Sovietica 1957) – scala Ines 6.
Un bidone di rifiuti radioattivi prese fuoco ed esplose contaminando migliaia di Kmq di terreno. Furono esposte alle radiazioni circa 270.000 persone.

Sellafield (Gran Bretagna 1957) – scala Ines 5.
Un incendio nel reattore dove si produceva plutonio per scopi militari generò una nube radioattiva imponente. La nube attraverà l’intera Europa. Finora sono stati ufficializzati soltanto 300 morti a causa dell’incidente. Il dato è chiaramente sottostimato e ottimistico.

Three Mile Island (Harrisburgh, Usa 1969) – scala Ines 5.
Il surriscaldamento del reattore provocò la parziale fusione del nucleo rilasciando gas radioattivi pari a 15000 terabequerel (TBq). In quella occasione vennero evacuate 3.500 persone.

Chernobyl (Unione Sovietica, 1986) – scala Ines 7.
L’incidente in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provocò la fusione del nucleo del reattore e l’esplosione del vapore radioattivo. Una nube pari a 12.000.000 di TBq di materiale radioattivo disperso nell’aria (per avere un’entità del disastro confrontate questo valore con i 15.000 Tbq del precedente incidente nucleare registrato nel 1979 a Three Mile Island negli Usa) si sollevò dalla centrale. Circa 30 persone morirono immediatamente, altre 2.500 nel periodo successivo. Il vero problema fu l’esposizione radioattiva dell’intera Europa alla nube radioattiva. Milioni di cittadini europei furono esposti alla radioattività aumentando pertanto il rischio di contrarre tumori e leucemia nel tempo. Non esistono dati ufficiali.

Tokaimura (Giappone, 1999) – scala Ines 4
Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare causò la reazione a catena incontrollata. Tre persone morirono all’istante mentre altre 400 furono esposte alle radiazioni.

La lista non può considerarsi esaustiva. Molti incidenti non sono balzati in cronaca perchè coperti dal segreto militare. La lista “nera”, quindi, si presume molto più lunga di quella che abbiamo presentato. Sulle conseguenze degli incidenti abbiamo già osservato come manchi ancora oggi un dato ufficiale che consideri l’impatto sulla salute dei cittadini nel lungo periodo.

This post was submitted by mario b.

December 21, 2009

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bambini africani

Basta!!!!!!!
Mi avete stancato con questa storia dei bambini africani che muoiono di fame e sono stufo di sentir dire che dovremmo indirizzare i soldi (che usiamo per fare qualsiasi altra cosa) per salvare questi bambini!!!!
Innanzitutto vorrei che fosse ben chiaro a tutti che se il nostro modo di vivere è quello che è (benessere, lusso, consumismo ecc.) lo dobbiamo forse più che a tutto il resto al fatto che lo sfruttamento dei popoli del terzo mondo ci permette di continuare a stare nella bambagia!
Siamo stati noi che siamo andati a degradare le loro culture ( che seppur meno basate sullo studio ) vecchie di secoli, ad imporre loro le nostre volontà! Ed il tutto rigorosamente con la forza!!!!!
Tanto per gradire vi consiglio un libro in cui si parle, oltre che di molte altre cose, anche di questo. L’autore è MASSIMO FINI ed il titolo è “Il vizio oscuro dell’occidente”. Ve lo consiglio! Io l’ho trovato a dir poco illuminante!!!!!!!
Quindi se proprio vogliamo salvare quei bambini, smettiamola di fare gli ipocriti! Smetiamola di indossare le scarpe NIKE (anche se “forse” con quelle i bambini africani non c’entrano e ne c’entrano degli altri) e cose simili!
Un mio amico è stato assunto da una società italiana ed è andato a fare il perito geominerario in Congo in una miniera d’oro! Ora io mi chiedo: con che c…o di diritti si può presentare in Congo una società italiana a depredare terre che con noi non c’entrano niente????? Se le ricchezze della loro terra ce le fottiamo noi paesi ricchi, come c…o faranno mai quelle povere persone a non morire più di fame???
Questo era per dire che i soldi che vengono spesi per un museo o altro, non sono certo malspesi!!!! Forse dovremmo domandarci qualche volta in più come ce li siamo guadagnati!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

This post was submitted by africaman.

December 21, 2009

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Poetto, spiaggia di Cagliari

Sono sardo, abito in Sardegna e proprio due giorni fà sono andato al mare.
Precisamente al Poetto, spiaggia di Cagliari.
Ci vado sin da quando ero un bambino, mi piace ed è vicino a dove abito.
Mi aspettavo di tutto, ma nn di trovarmi di fronte ad una discarica a cielo aperto, e se mi permettete ribadisco: “D I S C A R I C A”.
Per terra c’era di tutto: bottiglie, cartacce, lattine, plastica e chi più ne ha…….
Nn è possibile, vogliamo basare sul turismo la nostra economia quando poi nn riusciamo a raccogliere la carta del panino che abbiamo mangiato 5 minuti prima.

E’ UNA VERGOGNA!!!!

Sardi svegliatevi!!
Basta con i piagnucolii, con le solite scuse:
“…è colpa del comune, dello stato, dei politici ladroni.”
Comunque sempre colpa di qualch’un altro.
Ma smettiamola!!!!
Basterebbe solamente un pò più di coscenza civile.
Capire ed insegnare che se nn abbiamo rispetto per il bene pubblico chi paga ,se pur indirettamente, siamo sempre e comunque noi stessi. Grazie

This post was submitted by sardusman.

December 21, 2009

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lo smaltimento lampadine contenente mercurio

L’Azienda Generale Servizi Municipali di Verona s.p.a., presa da un attacco di generosità, sta regalando ad ogni famiglia 2 lampadine fluorescenti a risparmio energetico.
Dicono che servono per risparmiare energia e quindi per l’ambiente. E’ vero.
Non dicono, e sulle confezioni non c’è scritto, che sono composte da mercurio!
Non dicono che, una volta esaurite, dovrebbero essere smaltite in appositi contenitori per rifiuti pericolosi così da evitare la dispersione nell’ambiente.
E la salute…che effetti potrebbero avere se accese magari nella cameretta dei bambini?
La cosa strana è che da quest’anno oltre alle lampadine al mercurio danno gratis anche i tanto raccomandati vaccini antinfluenzali (composti da mercurio). Sarà un caso???
Oppure sarà perchè la Commissione europea si appresta a bloccare tutte le esportazioni di mercurio entro il 2011 e l’azzeramento dell’uso di mercurio in tutte le attività umane!
Regalarlo è un modo facile ed economico per smaltire le scorte sulla nostra pelle!
La mancanza di informazione a riguardo è il principale campanello d’allarme.

This post was submitted by arstide .

December 20, 2009

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allarme emissioni CO2

Sono d’accordo sulle emissioni, ed è vero che stiamo immettendo molta più CO2 di quanta ne sia mai stata emessa in ambiente dall’uomo, ma poiché non sappiamo ancora bene come funziona il ciclo della CO2 potremmo parlarne a lungo.
Ma i punti che vorrei osservare sono altri, ENI ha il monopolio del gas in Italia, Enel il monopolio dell’energia elettrica prima, ora quello della distribuzione (la rete).
è vero che il carbone emette più CO2, ma ci sono modi per ridurre altre emissioni inquinanti. Ad esempio un’azienda ha brevettato un sistema di catalizzazione delle caldaie per cui si riducono pm10 ed NOx (http://www.zeropm.net/) per cui si potrebbero ridurre di molto gli inquinanti urbani dovuti al riscaldamento.
Inoltre vorrei dire che il carbone non costa poco perché lo esporta la Cina, la Cina non lo esporta perché serve internamente (lo stesso aspetto vale anche per il mercato dell’acciaio). Il carbone costa meno perché si prende da miniere, alcune a cielo aperto (vedi Germania) mentre il petrolio si trova nei pozzi e ora quelli in superficie sono stati sfruttati, se ne cercano sempre più profondi ed il trasporto si può fare con petroliere o oleodotti. Il gas si trova in giacimenti simili a quelli del petrolio (semplificando molto) ma il trasporto con gasdotti costa di più, mentre con navi e gas liquido costa molto molto di più! Anche se è il trend attuale del mercato del trasporto per il gas. Secondo qualcono i gasdotti sono economicamente sostenibili fino a qualche migliaio di Km.
Potrei continuare con molte altre osservazioni, ma mi fermo per non essere troppo pesante e farmi prendere dallo sproloquio.
Un saluto, CC

This post was submitted by salustro.

December 18, 2009

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SCIE CHIMICHE O CHEM-TRAILS

Aldilà di tutto quello che si può dire di serio a riguardo dell’argomento Sanità-Salute, vorrei sottoporvi un “caso” che forse è molto meno serio, ma che ugualmente ha attirato la mia attenzione da un po’ e per cui ho cercato di approfondire l’argomento cercando di rimanere più obbiettiva possibile.
Argomento: SCIE CHIMICHE O CHEM-TRAILS.
Sinteticamente (lascio a voi il compito per casa dell’approfondimento) le scie chimiche non sarebbero altro che ipotetiche sostanze emesse dagli aerei durante il loro volo che niente pare abbiano a che fare con il vapore acqueo e ghiaccio, per sperimentazioni illecite.
Ci sono varie teorie, alcune parecchio estremiste e rivolte verso il “complotto mondiale” contro l’umanità però…
Se togliamo la parte dove si fa riferimento a tali sperimentazioni non autorizzate, resta un dubbio riguardo ad una sorta di inquinamento atmosferico che forse non è indifferente, e che sicuramente è trascurata come al solito dall’informazione “regolare”.
Questo perchè effettivamente, queste scie lasciate nel cielo dagli aerei durante le loro tratte (spesso a “reticolo” tra loro ed un po’ “strane”) creano un effetto lattiginoso nel cielo.
Infatti, che sia per il vento o che sia per altre cause, a volte queste scie si allargano e si sfilacciano intorpidendo un cielo limpido estivo che altrimenti inviterebbe a passaggiate e abbronzature al mare. Forse quindi, sempre non tirando in ballo niente di particolarmente catastrofico, queste emissioni hanno la capacità di “catalizzare” il vapore nell’atmosfera attorno a loro, oppure hanno una consistenza, una struttura che si diffonde con questo sgradevole risultato. Vi chiedo solo di osservare il cielo, e di esprimere le vostre considerazioni in proposito, tanto per saperne di più tutti me compresa. Potete trovare qualcosa su www.disinformazione.it e su un altro sito che ora purtroppo non ricordo, ma che mi pare curasse anche una rivista “scientifica” e che se ritrovo pubblicherò qui.
Ad ogni modo con qualunque motore di ricerca troverete qualcosa.
Grazie. Saluti a tutti.

This post was submitted by bulldog.

December 17, 2009

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PERICOLO URANIO E AMIANTO

PERICOLO URANIO E AMIANTO A TORINO
>
>Se il treno ad alta velocita (TAV), si farà, è certo che realizzando le due
>gallerie previste troveranno amianto e uranio.
>Di amianto si muore.
>Non tutti sanno che in un millimetro quadrato, vi sono circa 50 mila fibre
>di “amianto”.
>E’ sufficiente che poche di queste fibre, liberate nell’aria, penetrino
>attraverso
>la bocca e il naso, si facciano strada lungo laringe, trachea e bronchi e
>si insinuano nei polmoni e il danno e fatto; sono fibre talmente piccole
>che difficilmente vengono espulse. Semplicemente stanno li, affondano nelle
>membrane del polmone, risalgono verso la pleura e la danneggiano. Nel
>tempo,
>si manifestano i primi sintomi: affanno, tosse e qualche linea di febbre.
>Si fanno gli esami, arriva la diagnosi e, da allora, meno di un anno di
>vita.
>E’ sufficiente respirarne pochissime, infinitesimali fibre, per morire dopo
>qualche anno di mesotellioma.
>Come dimostra il rapporto di un gruppo di geologi dell’Universtita di
>Siena,
>Il Musine è ricco di amianto 1 milione e 151mila metri cubi di macerie
>contenenti
>amianto verranno estratte per realizzare i 23 km di galleria e verranno
>stoccate
>qui in valle, esposte ai costanti venti verso Torino.
>Un rapporto meteorologico sulla zona, spiega chiaramente che per 21 ore al
>giorno una brezza leggera spira dai versanti in ombra della valle a quelli
>soleggiati, mentre correnti più forti spirano dalla Francia verso la città.
>Inoltre per più di 30 giorni all’anno tira il phoen, il proverbiale vento
>con raffiche fino a 100 km sempre verso Torino. L’amianto che è un
>materiale
>estremamente leggero e per questo molto volatile prenderà il volo verso la
>città.
>Torino non puo dormire sonni tranquilli !!
>Ha sollevato enorme scalpore, il mese scorso, l’intervento del dott. Gays
>(oncologo del S. Luigi) durante una delle serate informative sul TAV: “Se
>si scava, il rischio è enorme”.
>Per Gays andiamo incontro a qualcosa di peggio del Vajont: i morti saranno
>molti di più, ma saranno morti silenziosi, “diluiti” in decine di anni. E
>saranno nella stragrande maggioranza morti “nostrani”. Tutti sanno che
>l’amianto
>è pericoloso. I lavoratori del tunnel e i trasportatori di terra saranno
>tutelati come prescrive la legge: camion con cabine climatizzate e
>microfiltrate,
>docce e bagni specifici, mascherine e tute speciali
>”usa e getta” da stoccare come materiale pericoloso. Il problema é tutto
>degli ignari cittadini: 20 anni di mascherina per tutti? Impossibile!!
>Eppure i dati parlano chiaro. L’Amianto uccide, e certo, non per niente la
>legge 257 del 27 marzo 1992 ne vieta l’estrazione, l’importazione,
>l’esportazione,
>la commercializzazione.
>Il professor Severino Bruna, primario del reparto di pneumologia del San
>Luigi, ha dichiarato che: “L’Amianto rappresenta da sempre uno dei
>componenti
>principali della crosta terrestre e, finche riposa sotto terra non è in
>grado
>di rivelare la propria attivita patogenetica. L’intelligenza sta nel non
>smuoverlo”.
>Per quanto poi riguarda l’uranio, forse la situazione è ancora più grave.
>Dai siti di stoccaggio delle macerie, non solo voleranno le polveri
>d’uranio
>(per capirci quelle di Cernobyl), ma verranno anche contaminate le acque
>della Dora, che si sa, vengono usate per irrigare. Se i nostri soldati nei
>balcani muoiono a causa dell’uranio impoverito, che ne sarà di noi a
>contatto
>con quest’uranio che impoverito non è?
>Da 10 anni Legambiente e la comunita montana della Valle Susa, lottano per
>difendere anche la tua salute, ma ora serve la collaborazione di tutti.
>Prendiamo esempio da Scanzano, dove la gente è scesa in strada a protestare
> pubblicamente contro lo stoccaggio delle scorie radioattive nel loro
>territorio.
>E’ solo manifestando apertamente la volontà popolare che verremo ascoltati.
>Una legge europea stabilisce che per la realizzazione delle grandi
>infrastrutture
>ci deve essere il consenso del territorio. Aiutaci a salvaguardare la
>salute
>dei nostri figli.
>Contattaci, ti spiegheremo come collaborare, anche solo inviando una
>semplice
>e-mail di dissenso.
>

This post was submitted by umbriqano.

December 17, 2009

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il vertice di Copenhagen

Cari amici,

A soli 3 giorni dalla sua conclusione, l’importantissimo vertice di Copenhagen sul clima sta fallendo.

Domani i leader mondiali si riuniranno per avviare negoziazioni senza precedenti di 60 ore. Gli esperti affermano che senza una grande ondata di protesta e pressione pubblica il vertice non riuscirà a fermare il catastrofico aumento della temperatura globale di 2 gradi.

Clicca qui sotto per firmare la petizione per un vero accordo a Copenhagen – la campagna ha ormai attratto 11 milioni di sostenitori – facciamo nelle prossime 72 ore che questa diventi la petizione piú imponente della storia! Ogni singolo nome sara infatti letto ad alta voce nel vertice – firma nel link qui sotto e inoltra questa e?mail a tutti!

http://www.avaaz.org/it/save_copenhagen/98.php?cl_taf_sign=PbYDTIZ

Un team di Avaaz si sta radunando ogni giorno nel vertice con dei negoziatori che organizzeranno una spettacolare consegna di petizioni ai leaders mondiali quando questi arriveranno, costruendo un muro gigantesco con le scatole di petizioni e leggendo ad alta voce i nomi di ogni persona che ha firmato la petizione. Di fronte alla petizione piú imponente della storia, i leaders non avranno nessun dubbio sul fatto che il mondo intero li sta tenendo d’occhio.

Milioni di persone hanno visto ieri in TV la veglia organizzata da Avaaz al vertice di Copenhagen, in cui l’Arcivescovo Desmond Tutu ha detto a centinaia di delegati e bambini:

“Marciammo su Berlino e il muro cadde.
“Marciammo per Sudafrica e l’apartheid cadde.
“Nous avons marché à Copenhague. Adesso marciamo a Copenhagen – e OTTERREMMO un Vero Accordo. ”

A Copenhagen stiamo cercando il mandato piú grande della storia per fermare la piú seria minaccia che l’umanita abbia mai fronteggiato. I prossimi giorni scriveranno la storia. Come ricorderanno i nostri figli questo momento storico? Diciamo loro che noi abbiamo fatto tutto il possibile.

This post was submitted by ingrid.

December 17, 2009

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come eliminare le polveri sottili

Caro amici di Controversial, vi mando una mia idea per risolvere il problema delle polveri sottili.

Nella società moderna c’è un tema che perennemente è citato dalla cronaca: l’inquinamento dell’aria dalle polveri sottili. Attanaglia piccole e grandi città, che aspettano vento o pioggia per ritornare in un ambiente perlomeno vivibile.
Per molto tempo ho pensato ad un modo per migliorare l’aria nelle città e sono arrivato un’unica conclusione: un modo pulito economico e invisibile per salvare definitivamente la questione!
Il primo problema era il modo di poter trasportare fuori delle città gli inquinanti dell’aria, senza creare strutture che potessero deturpare o creare intralci nelle vie e la scelta è caduta sulla nostra rete fognaria.
Come noi ben sappiamo le nostre fogne sono collegate ad ogni parte delle città da una serie infinita di tombini; in questo modo abbiamo una rete sicura e invisibile per sfruttarla come condotto d’aria.
Le fognature a valle finiscono nei nostri depuratori, che con economiche modifiche possono funzionare da aspiratori, (fuori della città) ma correlati a lei da una rete capillare d’aspirazione, è il principio dell’aspirapolvere.
Un altro problema è lo smaltimento di questi inquinanti e qui ci viene in aiuto la natura per comportarsi come lei, lavando l’aria con il sistema dell’idromassaggio, in altre parole immettendo l’aria aspirata nel fondo di una di queste vasche per portare a liquido i vari agenti inquinanti come avrebbe fatto la pioggia normalmente.
Per lo smaltimento di queste sostanze, il depuratore d’acque nere farà il resto.
Un altro problema è il poter decidere dove e quando aspirare e la cosa è ancora più semplice; ogni tombino ha il suo sifone, (per non permettere il ritorno degli odori) noi riempiendolo o togliendogli l’acqua dallo scarico possiamo decidere se quel tombino funzionerà da aspiratore o no, salvaguardando le aree che non necessitano d’eliminazione d’inquinanti e dando la priorità alle zone più trafficate.
La costruzione di questa mia idea è economicissima e non sarebbe più un tamponare i problemi ma risolverli.

Ciao a tutti.

This post was submitted by waterman.

la gestione dell’acqua potabile

Carissimi

vi scrivo in merito ad una questione che non rappresenta propriamente un problema, ma che se affrontata potrà forse incrementare la partecipazione e la coscienza dei cittadini riguardo la tutela della salute da un lato e la gestione dei servizi pubblici dall’altro: mi riferisco ALL’ACQUA POTABILE.
Da qualche tempo ho scelto di abbandonare le acque minerali in commercio per l’ “acqua di rubinetto”, con notevoli vantaggi ecologici, nonché economici; come chimico quale sono, ho la tendenza a leggere le etichette, pertanto mi sono informata appurando che in effetti la qualità dell’acqua potabile è ottimale essendo io in buona salute e non avendo particolari esigenze.
Tuttavia nutro qualche dubbio riguardo il numero e il tipo di controlli che HERA esegue sulle fonti di approvvigionamento: tali dubbi nascono dalla necessità di una Società per Azioni di aumentare i profitti riducendo i costi del servizio e dalla constatazione che HERA sta praticamente sponsorizzando di tutto (addirittura le famose “gocce” di piazza Re Enzo), quasi dovesse pubblicizzare un marchio piuttosto che fornire un servizio ai cittadini.
Poiché fortunatamente HERA è ancora a maggioranza pubblica, non sarebbe il caso di coinvolgere i cittadini su come vengono reinvestiti gli utili? Penso infatti che siano pochi quelli che prendono l’iniziativa di cercare e leggere il bilancio societario.
Come possiamo sentirci sicuri sul grado di sorveglianza dell’acqua che beviamo, quando l’Azienda che la fornisce assume sempre di più connotati liberisti? (riduzione del personale nei laboratori nonostante l’incremento della mole di lavoro dopo la fusione con le province della Romagna, assunzione con contratti a breve termine, preferenza di controlli poco costosi come i parametri indicatori piuttosto che chimici).SULL’ACQUA POTABILE VENGONO CONTROLLATI DI ROUTINE SOLO COLORE E ODORE E POCO ALTRO
Io penso che i cittadini apprezzerebbero di sapere che la loro Azienda di fornitura di acqua potabile investe risorse in controlli per tutelare la loro salute piuttosto che in pubblicità. Personalmente mi piacerebbe trovare allegata alla bolletta l’etichetta relativa alle analisi eseguite, proprio come per le acque minerali. Ne deriverebbe senz’altro una maggiore responsabilizzazione nei comportamenti alimentari e nell’utilizzo dell’acqua potabile, una riduzione dei rifiuti, un ritorno in termini di trasparenza e fiducia nel servizio pubblico.

This post was submitted by rischiatutto.

December 17, 2009

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il foie gras e la lega antivivisezione

Gentilissimi di Controverrsial,
l
Qualche settimana fa, leggendo Panorama, sono venuta a conoscenza del procedimento che si attua per produrre il foie gras. Lo riassumo brevemente:
si somministra in modo forzato ad un’oca costretta a vivere in una gabbia delle sue stesse
dimensioni,una palla di mais cotto e salato del peso di 500 grammi fino a otto volte al giorno
utilizzando un tubo infilato nella gola.
Il trattamento, prolungato per alcune settimane porta alla fine ad una malattia la steatosi Epatica, con un ingrossamento del fegato da 7 a 10 volte.
Questa crudele pratica, vietata l’anno scorso è tornata in vigore quest’anno,grazie alla legge 306 art.12bis del 27/12/2004.
Di seguito elenco i nomi dei parlamentari che hanno proposto gli emendamenti peggiorativi in materia di ingozzamento e spiumature di oche ed anatre:
- Sen. Gaetano Antonio Pellegrino – UDC – Grigliano (Napoli)
- Sen. Gino moncada – UDC – Roma
- Sen. Ugo Bergamo – UDC – Chioggia Merano (Venezia)
- Sen. Michele Forte – UDC – Terracina Fondi (Latina)
- Sen. Piergiorgio Stiffoni – Lega Nord – Traviso, Castel Franco Veneto
- Sen. Luciano Falcieri – Forza Italia – Porto Gruaro (Venezia)
- Sen. Cosimo Ventucci Sottosegretario (Roma Ciampino)
- On. Filippo Misuraca – Forza Italia – Caltanisetta
- On. Maria Burani Procaccini – Forza Italia – Roma
- On. Manlio Collavini – Forza Italia – Udine
- On. Pieralfonso Fratta Pasini – Forza Italia – Verona
- On. Ugo Maria Grimaldi – Forza Italia – Enna
- On. Giovanni Jacini – Forza Italia – Soresina (Cremona)
- On. Giuseppe Marinello – Forza Italia – Sciacca (Agrigento)
- On. Mario Masini – Forza Italia – Marino (Roma)
- On. Riccardo Ricciuti – Forza Italia – Aprilia (LAtina)
- On. Giuseppe Romele – Forza Italia – Brescia Roncadelle
- On. Gianluigi scaltritti – Forza italia – San Benedetto del tronto
- On. Francesco Zama – Forza Italia – Fermo (Ascoli Piceno).

La LAV (Lega anti-viviseszione) si é già appellata in Parlamento e quindi c’é speranza che la situazione muti, ma i tempi sono purtroppo sempre molto lunghi.
Oggi in Italia soprattutto in provincia di Pavia, circa 25.000 volatili subiscono l’atroce uccisione per intubamento.
Sofferenza muta, devastante imposta con metodicità e freddezza, estrema violazione dei più elementari diritti alla vita.
Volevo che lei sapesse.
L’Oca, da sempre compagna dell’uomo, é un animale ricco di emotività, generoso, intelligente.
La sua sofferenza assurge a simbolo di tutte le sofferenze che ogni giorno gli animali subiscono per mano dell’uomo.
Basti pensare alle migliaia di animali che vengono utilizzati per test di laboratorio, per esperimenti cruenti e scientificamente inaffidabili.
Conigli, topi, criceti,scimmie vengono avvelenati, ustionati, accecati,mutilati,obbligati ad ingerire sostanze di ogni genere.
Se a ciò si aggiunge che la vivisezione é praticata soprattutto per interessi commerciali e di carriera e per mettere sul mercato numerose specialità farmaceutiche in gran parte inutili (oltre 13.000 nel nostro servizio sanitario mentre L’Organizzazione mondiale della Sanità ne considera necessarie solo 400) ecco che la lotta agli scandali, alle frodi. alle ingiustizie, diventa lotta per la Vita, rispetto per la sofferenza nelle sue forme più umili, amore profondo ed incondizionato per la natura e per tutte le sue manifestazioni.
Scrive Asor Rosa :
“Se ci si sofferma a riflettere anche solo per pochi istanti sull’attuale, terribile, nefanda bestialità degli uomini, si diventa più disposti a concedere la nostra attenzione ed il nostro vigile ascolto alla mite umanità delle cosiddette Bestie”.
La ringrazio di cuore per l’attenzione accordatami e, in attesa di applaudirla a Genova la sera del 5 maggio, le porgo i miei più cordiali saluti.

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December 16, 2009

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La diffusione delle fumonisine

Caro Controversial
non bisogna fare di ogni erba un fascio e considerare che oltre alleaflatossine,del resto presenti solo in annate con particolari condizioni climatiche, sono dannose le fumonisine sostanze cancerogene. Al riguardo la situazione in Italia è la seguente:
(ACCUMULO DI FUMONISINE IN IBRIDI DI MAIS DI DIFFERENTE MATURITA) O- EFFETTI DELLA PRECOCITA’ DEGLI IBRIDI, DELL’EPOCA DI RACCOLTA E DELL’AMBIENTE SULLA DIFFUSIONE DELLE FUMONISINE IN MAIS.
1Berardo Nicola., 1Pisacane Vincenza, 2Vannozzi GianPaolo, 2Baldini Mario,3Miele Sergio, 3Salera Estilio, 4Marocco Adriano, 5Colombo Giorgio, 5Maggiore Tommaso.

1Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura, 24126 Bergamo, 2DPVTA, Università di Udine 3Dip. Agronomia e Gestione Agroecosistema, Università di Pisa, 4Università Cattolica S. Cuore, 29100 Piacenza, 5DIPROVE, Università di Milano.
Metodologia sperimentale
Nel 2002 e nel 2003 sono stati valutati 8 ibridi commerciali di mais di diversa classe di maturità FAO (300 – 700) in prove replicate, in 6 località. Le località erano così distribuite: 2 in Lombardia, 1 in Piemonte, 1 in Toscana; in Friuli erano presenti due località nel 2002 ed una nel 2003. Lo schema sperimentale adottato è stato il blocco randomizzato con quattro ripetizioni. La parcella elementare era costituita da quattro file, distanti 0.7 m e lunghe 5.2 m. Gli ibridi sono stati allevati secondo le normali tecniche agronomiche. Allo stadio di 4a foglia si è provveduto al diradamento manuale per ottenere una densità di 7-7.5 piante per metro quadrato.
Sono stati effettuati due campionamenti di spighe: a 60 ed a 75 giorni dalla fioritura. Le spighe sono state raccolte su una delle file centrali. I campioni così prelevati sono stati pesati e posti in essiccatoio a 40 °C fino a raggiungimento di peso costante. Successivamente si è determinato il peso dei campioni essiccati e calcolata l’umidità delle spighe alla raccolta. Dopo la sgranatura è stato ottenuto un subcampione di 500 g che è stato conservato per le successive valutazioni analitiche. Un campione di circa 200 grammi è stato macinato utilizzando un mulino tipo Cyclotec con vaglio di 1mm ed i campioni così ottenuti sono stati conservati in barattoli di polietilene a chiusura ermetica fino al momento delle analisi. E’ stato determinato su ogni singolo campione di farina di mais il contenuto in fumonisine con il metodo immunoenzimatico RIDASCREEN®FAST Fumonisin (R-Biopharm).

Risultati

Confronto tra classi FAO nelle due epoche di raccolta.

La diffusione delle fumonisine è stata rilevante nei due anni di prova superando sempre la soglia limite di 5ppm (Figure 1 e 2). Tuttavia fra i due anni si sono rilevati intervalli di concentrazione diversi: da 5 a 11 ppm nel 2002 e da 7 a 30 ppm nel 2003. Per quanto riguarda le differenze tra gli ibridi, quelli di classe 700 presentano in entrambi gli anni un maggior accumulo di fumonisine. Differenze più contenute si sono registrate tra gli ibridi appartenenti alle classi più precoci. L’epoca di raccolta ha avuto un effetto significativo nel 2003, in cui il grado di infezione è stato elevato per tutte le classi di maturità considerate. Nel 2002, invece, le differenze tra la prima e la seconda epoca di raccolta sono risultate significative solo per le classi FAO 600 e 700. In particolare il contenuto medio in fumonisine nei due anni è stato compreso fra 6 e 14 ppm nella prima epoca e da 11 a 20,5 ppm nella seconda, passando dalle classi più precoci a quelle più tardive.

Confronto tra località nelle due epoche di raccolta.

Nel 2002 il livello di contaminazione in fumonisine nelle diverse località di prova è variato per la prima epoca di raccolta da 3 ppm fino a 8 ppm rispettivamente per le località di Rottaia in Toscana e Camino in Friuli (Fig. 3). La seconda epoca di raccolta ha evidenziato mediamente valori più elevati in tutte le località di prova, in un intervallo compreso tra 5 e 12 ppm corrispondenti, rispettivamente, alle località di Vigone in Piemonte e Luignano in Lombardia. Nel 2003, i valori medi di fumonisine sono stati decisamente più elevati rispetto all’anno precedente. L’unica località che ha fatto registrare un livello di contaminazione vicino al valore soglia è risultata Vigone in Piemonte, alla prima epoca di raccolta con un contenuto medio di 5ppm mentre, alla stessa epoca il valore più elevato è stato misurato a Luignano in Lombardia con 22ppm. Anche nella seconda epoca Vigone si è mostrata la località meno contaminata da fumonisine con un valore pari a 9 ppm, superiore comunque al limite in discussione. Alla stessa epoca, la località maggiormente contaminata da fumonisine è risultata Rottaia con valori superiori a 50 ppm.

Variazioni percentuali in fumonisine in relazione all’epoca di raccolta e alle classi FAO.

Dal confronto fra le classi FAO degli ibridi impiegati e le due epoche di raccolta nei due anni di prova risulta evidente la maggiore contaminazione in fumonisine nella seconda epoca di raccolta rispetto alla prima (Tab. 1). Solo l’ibrido della classe FAO 400 mostra una contaminazione pressoché analoga nelle due epoche di raccolta., mentre il confronto è sempre decisamente sfavorevole della seconda epoca rispetto alla prima con differenze che vanno dal 24 fino al 62 % di contaminazione in più, rispettivamente per le classi 500 e 700 nel primo anno di prova. Un situazione simile è stata registrata anche nel 2003 dove le differenze tra epoche di raccolta per le diverse classi di maturità sono diventate decisamente più significative ed evidenti con differenze percentuali che variano dal 32 all’85% corrispondenti, rispettivamente, agli ibridi di classe 400 e 500.

Conclusioni

E’ stata rilevata una maggior suscettibilità alla contaminazione da fumonisine delle classi FAO più tardive. Un fattore che è in grado di influire negativamente sul livello di contaminazione è rappresentato dall’epoca di raccolta. Si è osservato, infatti, che ritardando di 15 giorni questa operazione, si ottiene un incremento della concentrazione in fumonisine compreso fra il 60 e l’85%, a seconda dell’anno considerato e legato alle classi FAO tardive.
La presenza di fumonisine è un aspetto caratterizzante la produzione nazionale di mais nonostante si osservino variazioni in funzione della stagione agraria, dell’andamento climatico, e della località. Le possibilità di controllo derivano dall’impiego di ibridi di classi di maturità idonee per un particolare ambiente di coltivazione, dall’assenza di stress idrico, dall’adozione di rotazioni e arature adeguate per contenere le fonti di inoculo e dal controllo della piralide per mantenere l’integrità delle spighe e degli stocchi.

DIDASCALIE

Figura 1 -2 Contenuto in fumonisine totali (media di 6 località) negli 8 ibridi in prova (A – H) e nelle 2 epoche di raccolta nel 2002 e 2003. In parentesi il numero totale dei campioni analizzati per ciascun ibrido.

Figura 3 Contenuto in fumonisine totali (media di 8 ibridi) in 6 località, per 2 epoche di raccolta nel 2002 e nel 2003.

Se interessa posso mandare anche le figure
Grazie

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December 16, 2009

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le onde elettromagnatiche e i tumori

Caro Controversial,

Siamo sicuri che non esistano correlazioni fra onde elettromagnatiche, cibi “sofisticati” o altro, con i tumori, leucemie e altre malattie, soprattutto infantili ?
Sono il padre di un bimbo di 3 anni e mezzo a cui è stato diagnosticato un “neuroblastoma surrenale” in data 12.12.2005.
Mio figlio è stato operato il 20 novemgre, il 24 fortunamente siamo riusciti a rientrare a casa; da allora abbiamo effettuato diversi esami per “studiare” il tumore e molto fortunamente, per mio figlio e per noi, non è necessaria nessuna cura, nemmeno la chemio.
Dovremmo eseguire diversi controlli per i prossimi 5 anni, per verificare l’eventuale formarsi di masse tumorali, ad oggi non diagnosticate.
Io vivo in Romagna, abbiamo curato ns figlio all’ospedale Infermi di Rimini, trovando personale competente, umano e solidale con il dolore che abbiamo sopportato.
Ho scoperto mio malgrado che in questo momento, presso il medesimo ospedale sono presenti in cura diversi bambini, dai 6 mesi agli 8 anni, residenti in una zona di 15 km di raggio, con epicentro Cesenatico.
Sarà una casualità?
Vi scrivo per sapere come posso collaborare per capire o aiutare a sensibilizzare quanti sono indifferenti a questo problema.
Una battuta molto semplice:
“dicono che la fortuna è cieca; ma la sfortuna ci vede benissimo !!!!”

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gli additivi nei cibi

Nei paesi industrializzati le persone mangiano
tra i 6 e 7 chili di additivi ogni anno

Un panino di grano tenero con prosciutto e senape in una bella confezione triangolare di plastica, un pacchetto di patatine salate all’aceto, e una bottiglietta di una bevanda gassata all’arancia: è il genere di pranzo che le persone dei mondo occidentale mangiano ogni giorno. Sembra gustoso, non è particolarmente consigliato per la salute, ma è sicuramente un pranzo conveniente e che sazia. E si trova sulla mia scrivania.
Il panino al prosciutto contiene non meno di tredici additivi con funzioni strane: emulsionanti, agenti trattanti, stabilizzatori, regolatori di acidità (indicati sulla confezione con una « E » seguita da un numero). Ci sono anche degli ingredienti sorprendenti: che cos’è il frumentone e perché non lo ho mai usato quando ho fatto il pane? Perché il prosciutto affumicato dovrebbe avere bisogno di acqua? Apparentemente le patatine sono adatte a vegetariani e ai celiaci, ma contengono ancora degli esaltatori di sapidità: glutammato monosodico e ribonucleotide di sodio. E la bibita? Contiene l’8% di succo d’arancia e poi sciroppo di glucosio-fruttosio, zucchero, aspartame e saccarina, conservante, aroma, colorante e qualcosa chiamato cloud (che, a chi interessa, è lo stabilizzatore E1450).
Nel 2000, l’industria alimentare ha speso circa venti miliardi di dollari per dare al nostro cibo un aspetto più carino, un gusto migliore e una durata maggiore. Si tratta di un grande giro di affari, indotto dall’enorme bisogno che i paesi industrializzati hanno di nutrire a buon mercato – e con profitto – moltissime persone. L’industria degli additivi alimentari è convinta che questi prodotti chimici semplifichino la nostra vita. Permettono al nostro cibo di rimanere fresco per un tempo maggiore e hanno reso possibile il concetto di «cibi pronti». Senza gli additivi, sostengono, dovremmo spendere molto più tempo in cucina. Dovremmo anche impiegare più tempo per fare la spesa, dato che il nostro cibo durerebbe solo un paio di giorni prima di iniziare ad andare a male. E poi dimenticatevi la margarina (che non contiene grassi saturi), i piatti a basso contenuto calorico e i prodotti con vitamine aggiunte. Come dice la Federation of European Food Additives and Food Enzymes Industries, «l’utilizzo di additivi alimentari… ha reso possibile la preparazione in larga scala di cibo buono e sano a prezzi economici… in effetti, molti dei cibi odierni non esisterebbero senza additivi».1

E’ facile immaginare la discussione sugli additivi alimentari come un dibattito tra chimica e natura, ma non è affatto così semplice. Per secoli, gli uomini hanno usato sostanze naturali, quali sale e fumo, come mezzo per conservare il cibo. Nelle società primitive dove l’esito di una battuta di caccia non poteva essere certo e i raccolti potevano facilmente essere vittime di malattie, la ricerca di un modo per conservare le eccedenze di cibo era di vitale importanza.
Ai giorni nostri, in rapporto al loro peso, meno dell’1% degli additivi alimentari servono alla conservazione del cibo. Il 90% è rappresentato da quelli conosciuti come additivi «cosmetici»: aromatizzanti, coloranti, emulsionanti (per rendere il cibo più omogeneo nella vostra bocca), addensanti e dolcificanti. Sono queste sostanze quelle che preoccupano maggiormente chi si batte contro gli additivi. Mascherando ingredienti base insipidi e di bassa qualità, sostanze dei genere possono convincerci che stiamo mangiando qualcosa che è migliore dell’insieme delle sue parti. Solo chi ha un’elevata conoscenza di come agisca ogni sostanza può essere sicuro dì quello che sta mangiando. E ciò è preoccupante.
Il mercato mondiale degli aromi è di tre miliardi e seicento milioni di dollari ogni anno.(2) La sintesi degli aromi è un processo estremamente complesso e molti produttori custodiscono gelosamente le loro formule. Anche un sapore che potremmo considerare semplice – per esempio, di banana o di mela – è il prodotto dì un centinaio di reazioni chimiche. La quantità di aromi chimici necessaria a rendere la mia bevanda gassata più «aranciosa» è minima. I produttori non devono nemmeno fornire i dettagli di cosa sia contenuto in questo aroma, tutto quello che devono dire è se è naturale o artificiale.

Anche questa distinzione è ingannevole. Le disposizioni dell’Unione Europea prevedono che il termine «aromi naturali» possa essere usato solo per sostanze aromatizzanti estratte da materiali animali o vegetali, ma non viene richiesto che l’aroma naturale alla fragola dei vostro yogurt debba provenire da una fragola. Tutto quello che vuole dire è che è stato estratto da una fonte naturale.
La lettura dei siti Internet dei produttori di aromi è un’esperienza surreale. Un sito descrive un’«emulsione di aroma naturale al lime… omogeneizzata, resistente al calore, con certificazione kasher e senza sali». Puoi comprare concentrato di birra in polvere, liquidi che imitano il sapore di panna densa e di torta al burro. Finché provengono da fonti naturali, molti consumatori non lo sapranno mai.
I dolcificanti artificiali sono un altro settore immensamente redditizio. Il gruppo industriale Britain’s Food Additives and Ingredients Association giustifica la popolarità dei dolcificanti facendo riferimento alla salute: «Il sovraconsumo è collegato all’obesità e al diabete, per cui i dolcificanti senza contenuto energetico sono ovviamente desiderabili in molti cibi»(3) Le persone preoccupate dall’assunzione di zuccheri, possono ora scegliere tra un’ampia varietà di cibi con pochi zuccheri, senza sacrificare quel dolce sapore che cercano.
Ma c’è un’altra potente ragione per esagerare la dolcezza senza zuccheri: il costo. Mentre addolcire un litro di bevanda con lo zucchero costa circa sei centesimi di sterlina, il dolcificante privo di zucchero più venduto, l’aspartame, ne costa solo due. La saccarina costa meno di mezzo centesimo.(4) In tutto il mondo vengono usati ogni anno approssimativamente quindicimila tonnellate di dolcificanti sintetici.(5)

Sia le industrie di additivi alimentari sia gli organi regolatori, come la Food Standard Agency della Gran Bretagna, sono convinti che i dolcificanti naturali siano sani. Ma coloro che sono contrari sostengono che sussistano dubbi considerevoli a proposito di molti dei prodotti più usati. Gli esperti di tumori hanno espresso dubbi circa gli esperimenti su un dolcificante, l’acesulfame-K, e hanno richiesto controlli più rigorosi; un vice Direttore Generale Federale della Sanità degli Stati Uniti in riposo ha detto che «è probabile che l’acesulfame-K può essere cancerogeno… e che dovrebbe essere eseguita un’apposita ricerca a lungo termine su topi e ratti».(6) E’ stato dimostrato che la saccarina provoca il cancro nei roditori e a quanto si dice l’aspartame è stato collegato ad effetti neurologici come le vertigini e l’emicrania.(7)
In Gran Bretagna la sicurezza degli additivi alimentari è determinata dalla Commissione Europea sulla sicurezza dei cibi. Ci sono prove di grandi pressioni dietro le quinte, con l’industria alimentare che cerca di influenzare l’Unione Europea. E neppure la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ne è immune. Nel 1977 uno studio canadese confermò dei test iniziali che avevano dimostrato che i ratti sviluppavano il tumore alla vescica quando venivano nutriti con alte quantità di saccarina e la Food and Drug Administration propose un bando totale. In seguito a una protesta pubblica, senza dubbio sovvenzionata dai produttori, il Congresso ordinò una moratoria e poi emanò una legge che richiedeva che i prodotti contenenti saccarina dovessero portare l’indicazione sull’etichetta di essere potenzialmente nocivi. Anche questa richiesta ora è stata limitata.
E’ chiaro che il pubblico inglese è preoccupato per la sicurezza dei cibo: una ricerca della compagnia di sondaggi Mintel ha mostrato che il 44% dei consumatori è preoccupato al riguardo e il 36% degli adulti crede che dovrebbe esserci un’etichettatura più chiara a proposito degli ingredienti, degli additivi e degli «E seguiti dai numeri». Non c’è dubbio che facciano bene a preoccuparsi. Ma inasprire le condizioni di etichettatura non porterà necessariamente a una soluzione. Mentre i comitati di controllo stimano che ci sono cinquecentoquaranta composti di additivi alimentari sicuri per il consumo umano, sussistono dubbi sulla sicurezza di centocinquanta di questi. Trenta potrebbero addirittura causare danni duraturi a chiunque li consumi. (8)

L’Autorità sulla Sicurezza Alimentare dell’UE ha annunciato nel marzo 2003 che avrebbe cambiato i criteri di regolamentazione degli aromi: dal luglio 2005 saranno autorizzati solo gli aromi che fanno parte di un «elenco sicuro». L’elenco comprenderà solo sostanze valutate secondo una procedura stabilita e risultate appunto sicure. è un buon inizio, ma ancora una volta il messaggio sembra essere chiaro: se il cibo viene considerato «sicuro», l’Europa non si preoccuperà di controllare di che cosa è fatto. Dunque non c’è differenza tra vere fragole e l’aroma di fragola frutto di dozzine di composti chimici?
Ebbene, in questo momento, no. Ma ciò di cui noi vogliamo parlare è che cosa ci mettiamo in bocca e il fatto che tutti questi additivi alimentari stiano perpetrando una sorte di frode a danno di tutti noi. Se compro un panino al prosciutto voglio sentire il sapore reale dei prosciutto, non uno strano miscuglio di tessuto animale aromatizzato con prodotti chimici. Non voglio dover leggere le parti stampate in piccolo sulla mia bibita alla frutta per vedere se contiene dolcificanti.
Il cibo fresco e ben cotto possiede già di per sé tutto l’aroma e la consistenza di cui ha bisogno.
Alcune di queste cose interessano le scelte che compiamo, ma la maggior parte riguardano scelte che sono fatte per noi dai venditori e dai produttori. Fare pressioni per introdurre delle regole migliori è una cosa facile, e la prossima volta che andate al supermercato fermatevi un momento a dare un’occhiata alle scritte piccole: se c’è qualcosa che ha un aspetto che non vi piace, non compratela. I produttori e i rivenditori non ci metteranno molto a capire l’antifona.

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vivere al di sotto della soglia di povertà

Pensate che certe popolazioni dei cosidetti “paradisi tropicali” che vivono al di sotto della soglia di povertà (anche con i messaggini), non sanno nemmeno cosa è un interruttore per accendere una lampadina! E non mi venite a dire che esistono le multinazionali che hanno messo su delle fabbriche in questi paesi e che quindi il “benessere” arriva o arriverà anche lì. Se così fosse perché allora quelle popolazioni continuano a vivere al di sotto della soglia di povertà????? Forse lo sapete già, ma in quei paesi le multinazionali fanno delle pressioni sui rispettivi governi per “uccidere” la democrazia a loro vantaggio, facendo in modo che vengano emanate delle leggi che permettano a loro di sfruttare il lavoro anche dei bambini!!! Quindi per me l’idea è senza dubbio costruttiva. Però mi permetto di allargare, ma di poco, il discorso sugli aiuti. Quanti di voi sanno che le popolazioni, non solo quelle colpite dallo tsunami, possono essere aiutate attraverso gli strumenti della finanza etica e del microcredito (www.finanza-etica.org) e del commercio equo e solidale (www.equo.it)? Informatevi e vedrete quanto è possibile fare per avere un mondo migliore. E cioè tanto! Anche boicottando le multinazionali che hanno fabbriche in questi “paradisi tropicali”. Come al solito, basta informarsi per capire chi sono queste multinazionali…
Mi chiedo quanti di quelli che hanno mandato i messaggini, che è un modo velocissimo per mettere a tacere la propria coscienza, sono disposti a rinunciare all’uso del cellulare per un mese, dando i soldi risparmiati a quelle popolazioni? Anche attraverso l’idea proposta dal signor Alberto Sumbo. Ci guadagnereste per diversi motivi, anche per la vostra stessa salute, perché non crediate che i cellulari non facciano male. Sia chiaro.
Ritornando all’idea del signor Sumbo, io direi che gli eventuali soldi raccolti potrebbero essere usati non solo per avere delle auto che non inquinano, ma anche per produrre energia pulita per le quotidiane attività della vita, non vi pare?
Saluti

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December 15, 2009

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Le lampadine a led

Ai pazzi che scrivono su questo blog.

Le lampadine a led da installare al posto delle lampadine tradizionali esistono già e sono in vendita all’estero. Date uno sguardo a questo sito:
www.ledtronics.com
Però come vi renderete conto costano una follia.
Ho trovato in un noto negozio di elettronica le lampade dicroiche a led (consumo 1W) da sostituire alle corrispondenti alogene nei faretti. Costano 20 euro l’una!!
Se tentate di comprare i led in un negozio di elettronica italiano per costruirvele pagherete i led da 1 a 2 euro ciascuno e ancora il gioco non vale la “candela”.
Io ho comprato da un tizio di Hong Kong dei led superluminosi a un ottimo prezzo e mi sono costruito un kit di retrofit per i lampioncini del giardino. Eccone uno in funzione (inaugurato la sera del “M’ilumino di meno”):
www.geocities.com/lucazaggia/Lampioncino.jpg
vanno ch è una meraviglia ma alla fine non si risparmia molto sull’acquisto (anche se si risparmia comunque sull’energia). Le vecchie lampade a basso consumo le ho messe in pensione.
Nell’altra immagine i miei collettori solari autocostruiti (ieri 16 Febbraio mi hanno dato 200 litri di acqua a 40 gradi):
www.geocities.com/lucazaggia/Pannelli.jpg
Saluti Luca

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