December 21, 2009

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facili giudizi sull’arte

Quando i comunisti erano una chiesa (io sono ancora comunista, a scanso di equivoci) il conformismo generale istigava a facili giudizi sull’arte. Secondo i più l’arte sarebbe dovuta essere comprensibile alle masse e migliorarle; la sua utilità sociale poggiava ancor meglio sul famoso messaggio, soggetto nel nostro ambiente alla censura politica. Ricordo con orrore i gruppi di discussione.
Il contraltare di questo atteggiamento è il cafone che si chiede l’utilità di Klee. Stranamente, nessuno o quasi si interroga sulle prebende parlamentari o sul reddito dei maghi del pallone. Ancora più difficile sembra per l’uomo comune rendersi conto della immensa rendita parassitaria rappresentata dalla pubblicità e reinvestita in potere occulto…
Quando un giornalista gli chiese quale fosse il messaggio di Ran, Akira Kurosawa rispose risentito che preferiva affidare i suoi messaggi alle Poste. L’arte trasmette sè stessa, indipendentemente dai contenuti. Rappresenta l’evoluzione storica dello spirito umano nel senso più completo: perchè tramanda con la testimonianza dell’opera concreta; e perchè interroga le generazioni successive sulle molte questioni etiche ed estetiche che introduce. Fintando c’è questa capacità di cogliere e intendere i segni nell’opera d’arte, l’arte è viva. Un museo non è un magazzino, né tantomeno un mausoleo. Capiamo così il rispetto tra artisti ed intellettuali militanti su opposte sponde: per fare un esempio, Pasolini teneva in grande considerazione Ezra Pound.
Consideriamo un pittore che copia in piena luce l’opera di un grande davanti a lui. Non si tratta di un plagio meccanico, quanto del tentativo di ripercorrere l’esperienza dell’artista che lo ha preceduto. Una dimensione sconosciuta al pubblico è il fare arte. Un tempo la poiesi era circondata da un alone di rispetto: le persone ignoranti avvertivano la condizione unica dell’artista e così nobilitavano di un valore positivo la propria stessa ignoranza (perché su quell’assenza di sapere poggiava la forza dell’artista e dell’uomo di cultura); nel mondo di oggi, paurosamente livellato al basso, l’ignoranza dell’uomo-massa fonda invece se stessa come non-valore, negazione di esperienza creatrice.
Sono d’accordo con chi sostiene che un bombardiere ha una profonda ragion d’essere. Tutto ciò che concorre al potere non può essere considerato un semplice spreco. Ma allora dovremmo ragionare su come correggere o cambiare il sistema che produce queste aberrazioni.

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December 21, 2009

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le idee di Renzo Piano

(fonte: Corriere della Sera, 9 giugno 2000)
E non si nasconde più nemmeno l’architetto Massimo Napolitano, che con Vittorio Chiaia ha progettato Punta Perotti. “Quel progetto – confessa – è una bruttura urbanistica. Noi volevamo che gli edifici fossero paralleli al mare, così non avrebbero chiuso l’orizzonte. Poi è intervenuto Renzo Piano che ha preferito la posizione perpendicolare per dare a tutti i proprietari la possibilità di avere la vista sul mare e sul borgo antico e di essere al riparo dalla tramontana”. Tuttavia i due architetti baresi non hanno mai ritirato la loro firma dal progetto. “È vero – dice Napolitano – perché il nome di Renzo Piano ci dava lustro. E poi, lo confesso, siamo caduti non dico in una trappola, ma in quel giro d’affari”.

(fonte: Corriere della Sera, 11 giugno 2000)
– Intervista a Renzo Piano.
Domanda: ma lei li conosceva bene i progettisti di Punta Perotti?
Risposta: “Li conoscevo e li conosco, certo… Dopotutto questo erano Chiaia e Napolitano: solo i progettisti”. …
“Bé, ogni imprenditore fa sempre il suo interesse. E anche questa volta, non mi sembra appropriato accusare solo Matarrese, che avrebbe fatto appunto i suoi interessi. Ecco: come si può, in questi casi, affidare il rispetto dell’ambiente e tutto il resto al buon senso dell’imprenditore? E’ alla legge che bisogna affidarsi”.
——————————–

L’indifferenza di Renzo Piano verso le implicazioni sociali dell’architettura è disarmante.
Lo ha sempre dimostrato la neutralità tecnologica delle sue costruzioni; quindi non stupisce più di tanto il buon “Pilato” Piano.
Chiede leggi in una terra che ne somma il doppio di qualsiasi altro paese civile, sapendo benissimo che l’esuberanza le rende inefficaci.
Assolve l’”imprenditore” che, secondo lui, ha diritto d’essere ignorante, egoista, cinico per natura e privo di buon senso; ovviamente tacendo di stimarli molto.
C’è da chiedersi: come può un uomo totalmente privo di tensione morale, e quindi poetica, essere considerato il massimo architetto italiano? La cultura di un popolo è da sempre la sua coscienza sociale. Si può costruire una splendida architettura ma che senso ha culturalmente se sopra ci si pone un patibolo?
La perizia tecnica non ha rilievo se la responsabilità intellettuale la sovrasta. Per questa ragione, un qualsiasi uomo di cultura come minimo si sarebbe indignato e avrebbe denunciato con forza una tale volgarissima speculazione edilizia.
Come si può affermare: “Dopotutto questo erano Chiaia e Napolitano: solo i progettisti? ” Lo dissero anche gli avvocati che difendevano gli architetti nazisti dei forni crematori. La logica è la stessa, mi pare: una totale astrazione etica.
E’ quindi ora di dire basta a questi pseudo-tecnocrati-artisti figli di un razionalismo decotto e totalmente estranei alla realtà democratica della vita reale, che dissimulano la loro aristocratica indifferenza nascondendo la testa nella sabbia molle della neutralità professionale. O prendono posizione e si schierano con chiarezza o escano dal mondo della cultura che conta.
Questi personaggi, ed i loro difensori ed accoliti, alla cultura non servono e al paese, ma questa è una mia personale convinzione, sono infine dannosi perché sottraggono spazio all’azione impegnata, viva e schierata di quei pochi che ancora credono nella forza degli ideali.
E poi, per i giovani studenti, sono un pessimo modello

This post was submitted by wunster.

December 21, 2009

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I signori della truffa

Cosa è meglio l’agopuntura o l’antibiotico?
il rimedio della nonna forse è meglio?
Il modo come viene ad esssere intessuto il dibattito inerente agli specifici argomenti
crea una sorta di ruota del criceto, dalla quale è difficile scendere.
E’ mia convinzione che il dibattito/scambio/comunicazione non deve essere solo concentrato su cose specifiche, quanto sul modo come le cose vengono usate.
Mentre noi stiamo qui a girare nella ruota, i signori della truffa sono tranquilli.
Perchè sono tranquilli? Ma è semplice
perchè alla fine perdiamo di vista la cosa che
potrebbe fare la differenza.
Cosa potrebbe fare la differenza?
Un azione, che faccia capire che abbiamo capito,
il trucco:)
Il nostro stare insieme in questo blog ci dovrebbe
portare ad un punto in comune, al di là delle divergenze di opinione. dovremmo sforzarci di capire qual’è questo punto che ci accomuna.
I signori della truffa sanno benissimo che se noi troviamo il punto che ci rende uniti, diveniamo estremamente pericolosi:)
L’informazione così come ci viene data dai media
di regime è creata per sviare il punto.
La creazione di infiniti specchietti di richiamo per attrarre la nostra attenzione e fuorviarci.
La chiarezza è nella semplicità del nostro sentire
e loro questo lo sanno molto bene:))
i veri valori sono concentrati nel Punto che ci accomuna, e che è al di là delle opinioni, idee, bandiere…..quando si trova il punto tutto diviene semplice e immediatamente esperibile e comunicabile.
Invito tutti noi a sforzarci di trovare il punto, il cardine dove si regge il nostro stare insieme.
Là a mio sentire risiedono i valori dell’esperienza umana e della vita in generale:)
Bisogna trovarlo per ripartire da lì, e costruire così il pensiero,l’azione, il nostro confrontarci, il nostro vivere insieme.
Un abbraccio

This post was submitted by sallistonio.

December 20, 2009

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pubblicità e marketing

mi chiedevo

come sarebbe il mondo senza pubblicità e marketing(soprattutto quello subdolo)?

sono che mi becchero qualche critica ma io sono uno di quelli che pensa che il marketing e la pubblicita alla fine abbiano tolto a molti il libero arbitrio.

Inculchiamo nella gente le mode, i complessi, i gusti cosi facendo oltre a drogare il mercato teniamo distanti le persone tra di loro perché il marketing sembra basarsi su modelli inarrivabili che portano alla competizione tra di noi.

Forse senza ci accontenteremmo di meno, saremmo piu felici e forse ritroveremmo il senso della nostra società e della semplicità della vita.

ciao

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December 20, 2009

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marketing sanitario

Carissime

Anche oggi il tema è rovente. Dovrei spendere ore (pagine) a parlare sull’argomento, avendo una vasta esperienza in materia. Ma preferisco non farlo, per tanti motivi. Dico solamente questo:

Sono d’accordo con chi si dice preoccupato. Infatti il livello attuale raggiunto dalla sanità nazionale, secondo me, è il massimo teorico. Non è più ipotizzabile che le regioni aumentino le risorse destinate alla spesa sanitaria. Certo il livello raggiunto non è scadente x tutte le regioni. Però siamo lontanissimi da una sanità per così dire “a misura di malato”. L’aspetto emotivo e psicologico della persona malata è troppo trascurato.

Il malato rappresenta un costo per posto letto giornaliero. Da qui anche il ricorso al merketing sanitario.

In regioni come la Sicilia poi……appunto non ne parliamo!!

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December 20, 2009

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Crescina : per far ricrescere i capelli

Stiamo preparando un articolo sul prodotto Crescina (R), quella per far “ricrescere” i capelli.

Da premettere che la Ditta dice di essere una multinazionale Svizzera con sede anche in Italia, con brevetto svizzero ecc. ecc.

Premessa: La ditta non sembra svizzera per niente, qui in svizzera il prodotto non si trova neanche, su Internet ho trovato diverse persone che si lamentavano sul prodotto, praticamente non è servito a nulla.

E`una ditta Multilevel?

Ma perchè si parla di svizzera se la sede è italiana, ha in logo la bandiera svizzera e qui neanche la conoscono?

Chi di voi fosse a conoscenza ed aiutare noi con notizie per il nostro articolo scrivete al Forum di Grillopedia le vostre esperienze e scoperte.

This post was submitted by bulloni.

December 20, 2009

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tempo di marketing

Carissimi

In principio c’era la religione, venne poi la filosofia, seguita a sua volta dalla psicoanalisi; oggi e’ il tempo del marketing…………………

Marketing come welthanshauung, come visione del mondo

Oggi le nostre vite sono maggiormente condizionate e modellate da pubblicita’, moda, design, di quanto non lo siano da religione, politica, scuola, etc.

Alcune strategie:

1) Dissimulazione e mascheramento del reale

- non pubblicita’, ma consigli per gli acquisti
- non pubblicitario, ma creativo
- non operazione militare, ma missione di pace

Il confine tra pubblicita’, informazione, intrattenimento ed altri aspetti del reale e’ sempre piu’ sfumato, sino al punto da risultare indistinguibile.

- Il quotidiano La Repubblica riserva almeno una pagina al giorno alle ultime novita’ in fatto di moda; naturalmente si tratta di cronaca………

- Il TIM TOUR della scorsa estate (a cui ha partecipato il tenero Piero Pelu’ che pero’ – parole sue – non farebbe mai pubblicita’ per una multinazionale) cos’e’, pubblicita’ o intrattenimento?

- E OK il prezzo e’ giusto?

2) Creazione di simulacri, di mondi immaginari

Per essere eternamente giovani, sexy, liberi, alla moda, e realizzare i propri sogni basta acquistare un capo di abbigliamento Benetton o un prodotto Wodafon.

TUTTO IL MONDO INTORNO A TE

Scopo della pubblicita’ non e’ informare, ma persuadere, manipolare

Fingendo di descrivere, la pubblicita’ in realta’ prescrive modelli di comportamento, di relazioni, di corpi, etc………..

Il contenuto del messaggio pubblicitario e’ implicitamente ideologico.

Io sono per i cibi precotti, per i videogames, per i ristoranti raffinati, e per scavolini….

Il messaggio di fondo della pubblicita’, considerata nel suo insieme, e’ un invito al consumo.

This post was submitted by bario.

December 20, 2009

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il marketing ospedaliero

Il marketing si sta impadronendo di tutti gli ambiti della nostra vita: dall’industria al commercio, dalla scuola alla politica, e adesso anche la sanità.

Un esempio che trovo esplicativo è un editoriale scritto da Francesco Berti Riboli, Ammnistratore Delegato della casa di cura Villa Montallegro S.p.A. di Genova, per la loro newsletter, dal titolo “Sarà meraviglioso…”, di cui pubblico uno stralcio:

“Sarà meraviglioso … e adesso va alla grande così! Continua il nostro appuntamento che ci permette di raccogliere un po’ le idee a fine anno…

…Si inizia subito a gennaio, il giovedì 15 a Villa Spinola con un appuntamento – “What’s new in … breast” – per promuovere in maniera combinata “Più Donna” e il link con Partners International, con la formula vincente già sperimentata per gli “Aperitivi Radiologici”: 4 relazioni sulla mammella tenute via web da specialisti del Massachussets General Hospital…

…”Più Donna” viene inaugurata ufficialmente il giorno 14 febbraio(una data non scelta a caso), con una giornata “a porte aperte”, dedicata alle nostre Clienti…

…Nel mese di maggio, insieme a TMA, abbiamo organizzato due “Aperitivi Radiologici” dedicati a temi di approfondimento neurologico e ortopedico (la sclerosi multipla e le lesioni della spalla)…

Il marchio “What’s new in … “ viene ancora una volta sfruttato in occasione dell’inaugurazione di una nuova iniziativa che ci vede protagonisti, questa volta “in trasferta”; per venire incontro alle esigenze dei nostri Clienti provenienti dal Ponente Ligure… abbiamo pensato di strutturarci in un Montallegropoint, una sorta di ufficio consolare per le nostre attività su Pazienti che vivono nei territori delle Asl 1 e 2 liguri. L’esperimento sembra soddisfacente…

…E ancora vogliamo raccontarVi del nostro contributo al “Festival della Scienza”, giunto ormai alla seconda edizione, che ha concentrato a Genova… alcuni fra i più noti scienziati al mondo; noi abbiamo voluto partecipare insieme all’Acquario di Genova (e all’Associazione degli Amici dell’Acquario) organizzando un evento che (a metà strada tra lo sportivo e lo scientifico) ha richiamato un
gran numero di spettatori proprio nella giornata inaugurale della manifestazione. “Il giro del mondo in apnea”…

…Lo sport, l’attività fisica rimane sempre una delle nostre passioni e riteniamo possa anche diventare fonte di business già dal prossimo 2005…”

Verrebbe quasi voglia di farsi ricoverare per un happy hour ginecologico o un digestivo gastro-addominale.

This post was submitted by ospedia.

December 20, 2009

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le false attribuzione di proprietà ai prodotti alimentari

Ciao, volevo aprire una parentesi sulla moda dei prodotti alimentari “di riso”. Improvvisamente ci è scoppiata la fobia del riso da mettere in tutte le salse: olio di riso, biscotti di riso, latte di riso, gelato di riso, farina di riso, pasta di riso (ma che controsenso!).. tra poco ci sarà anche il caffè di riso! Non ho nulla contro questo buonissimo cereale.. e capivo che questi prodotti fossero fondamentali per i celiaci (in particolare mi stanno a cuore due amiche Orietta ed Emilia)che sono allergici al glutine.. ma la cosa che mi ha fatto insospettire è che improvvisamente il riso sia diventato “dietetico”, che sia leggero, faccia stare in forma… se penso a come mi sento dopo un piatto di risotto alla milanese.. mi sento tutto tranne che leggera! Fino all’altro giorno la “sciura” Maria comprava l’olio meno costoso che c’era, ora va a cercare quello che ha sentito dire per “PassaParola” (si capisce?) che fa “stare in forma” e fa bene.. Seguendo la pulce che mi ha messo Controversial Controversial, mi sono detta: cosa vuol dire “dietetico”, e soprattutto “olio dietetico”?
Magari voi lo sapevate, magari no, ma ecco cosa dicono: ” Un olio può essere chiamato dietetico se è addizionato con vitamine, di solito vengono addizionate agli oli le vitamine liposolubili come la A, la E e la D. Di solito gli oli raffinati vengono addizionati con vitamina E come antiossidante poiché il processo di estrazione distrugge la maggior parte di questa vitamina naturalmente presente in tutti gli oli, soprattutto in quelli di semi in quanto più bisognosi di protezione contro l’ossigeno rispetto all’olio di oliva.
Alcune industrie produttrici di olio di semi (e ultimamente anche di olio di riso) sfruttano il fatto che il loro prodotto può essere definito “dietetico” per convincere il consumatore che l’olio possiede caratteristiche salutari (senza nemmeno indicare quali). L’unica caratteristica di questi oli (verificatelo di persona) è che sono quasi insapori. Alcuni potrebbero pensare che siano per questo motivo più leggeri, in realtà sono insapori grazie al (o meglio, a causa del) processo di estrazione.”
E ancora:
“Paradossalmente, gli oli di semi sono sì più benefici di quello di oliva, ma solo quelli spremuti meccanicamente, un processo piuttosto costoso non utilizzato dalle grandi industrie. Ecco un classico esempio di come la legge può essere sfruttata per spacciare come migliore (è detetico!) un prodotto che in realtà è peggiore”.
ma anche sul sito di un’azienda olearia:
“L’olio dietetico o l’olio light non fa ingrassare? Falso: l’olio dietetico è un olio addizionato di vitamine e altri componenti essenziali, del resto già presenti e caratteristica fondamentale degli oli di oliva, mentre l’olio light è un olio con colorazione non troppo intensa e che all’apparenza da una sensazione di bassa densità; l’apporto calorico-energetico è identico per tutti gli oli (compresi quelli di semi) e l’assunto secondo cui ad una colorazione più “carica” corrisponderebbe un olio più “pesante”, e perciò meno digeribile, è assolutamente falso.”

Naturalmente si parla anche della pasta:
” In realtà la pasta di riso ha circa le stesse calorie della pasta di frumento. Ma il consumatore può essere ingannato in mille modi: ecco che su alcune confezioni troverete le informazioni nutrizionali per 60 grammi invece che per 100 grammi: il consumatore che si limita a leggere il valore delle calorie scoprirà che la pasta di riso ha veramente meno calorie della pasta normale!”

ciao

This post was submitted by martiano.

December 19, 2009

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L’avvocato Carlo Taormina

Carlo Taormina è il noto avvocato che da tempo impazza sui media, l’uomo capace di sorprendere la nazione con le sue dichiarazioni esplosive, sia che vertano su delitti insoluti e seguitissimi (come quello di Cogne), sia che si tratti di presunti scandali internazionali (come la controversia su Telekom Serbia del 2003). Nato il 17 dicembre 1940 a Roma, Carlo Taormina è e cresciuto nella capitale e si è laureato in Giurisprudenza nella gloriosa università “La Sapienza”.

In un primo momento della sua carriera, dopo un percorso accidentato e faticoso come avvocato in vari studi legali, decide di entrare in magistratura. In seguito, forte del suo spirito combattivo e indomito, prende consapevolezza che le maglie della burocrazia giudiziaria gli vanno troppo strette e preferisce dedicarsi alla libera professione.

E’ così più libero di seguire le sue piste e i suoi interessi, spesso indirizzati in molteplici direzioni. La carriera non gli impedisce infatti di coltivare un’altra grande passione: quella per l’insegnamento. Nel 1975 diventa dopo regolare concorso professore ordinario presso la cattedra di Procedura penale della facoltà di giurisprudenza di Macerata.

In veste di Avvocato attento agli aspetti più reconditi di ogni vicenda, patrocina i procedimenti giudiziari più importanti della recente storia d’Italia. La faciloneria non gli appartiene e infatti si incarica dei casi più intricati e difficili. La strage di Ustica è fra questi.
Sprezzante dell’opinione comune, difende gli ufficiali e i sottufficiali accusati di aver nascosto elementi utili a stabilire le cause dell’incidente aereo che sui cieli di Ustica il 27 giugno del 1980 costò la vita a 81 persone.

Una decina di anni più tardi scoppia il bubbone di Tangentopoli, un evento che non poteva non trovare Carlo Taormina in prima linea. Molti dei protagonisti eccellenti di quella stagione non trovano di meglio che affidarsi alle sue mandibole d’acciaio, mandibole che quando agguantano un caso non lo mollano neanche a morire. Le sue dichiarazioni contro i “giudici giustizialisti” sono rimaste famose e gli hanno attirato molte antipatie, soprattutto da parte della sinistra.

Da quel momento in poi l’aggressività di Carlo Taormina si è potuta esercitare su molti altri casi scomodi, a partire dallo scandalo che ha coinvolto l’ex capitano delle “SS” Erich Priebke, che Taormina ha debitamente rappresentato nel processo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine, fino all’omicidio di Marta Russo, dove il prode avvocato è arrivato a denunciare i PM Italo Ormanni e Carlo La Speranza per una registrazione dell’interrogatorio di Gabriella Alletto, in cui sembra non siano stati rispettati i diritti del testimone e le procedure canoniche.

In seguito si è buttato nel vortice della politica attiva, assommando così sulla sua persona ben tre cariche diverse: avvocato, docente e parlamentare. Dopo aver aderito alle file di Forza Italia, è stato sottosegretario all’Interno del governo Berlusconi, carica da cui ha dato le dimissioni – con grande sorpresa di tutti – dopo la pubblicazione da parte del quotidiano “la Repubblica” di un articolo su Telekom Serbia, in cui lo si accusava di essere il manovratore occulto di quello scandalo.

Lo stesso Taromina, interpellato dall’Ansa, ha così dichiarato: “Confesso, sono io il burattinaio, il puparo di tutta questa vicenda, mi autodenuncio per concorso in calunnia con Paoletti, Marini e Pintus”, aggiungendo di aver “creato difficoltà a Forza Italia e a Berlusconi”.

Ma l’imprevedibile Carlo Taormina non è tipo che rimane a girarsi i pollici a vuoto ed è più che probabile che ci sarà da aspettarsi da lui, per il futuro, più di una sorpresa.

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December 19, 2009

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Boicottare i prodotti mediaset

Boicottare i prodotti mediaset non è difficile…sono per la maggior parte cose completamente superflue(alla mia università a Firenze c’è un poster con tutti i loghi delle aziende pubblicizzate …ma la maggior parte dei ragazzi(anche i contrari al boicottaggio) non compra neanche un decimo dei prodotti sponsorizzati.
Piuttosto bisogna stare attenti alle reti aziendali…evitare la nestlè ma comprare danone è completamente inutile.
E dirglielo, sì. Io non vi compro perchè il vostro comportamento fa schifo. Alla Coca cola gliel’ho detto. Ma non mi hanno considerato molto.

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December 19, 2009

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DECALOGO DI SOPRAVVIVENZA

-NON FARE PRESTITI DI NESSUN TIPO.
-ESTINGUERE I PRESTITI ESISTENTI.
-NONA ACQUISTARE AUTOMOBILI ALMENO PER I PROSSIMI DUE ANNI.
-NON FARE VACANZE A RATE .
-NON VENDERE O COMPRARE IMMOBILI IN QUESTO MOMENTO.
-COMPRARE TRAMITE GRUPPI D’ACQUISTO TECONOLOGIA.
-NON USARE TELECOM O TIM PER TELEFONARE.
-COMPRARE SOLO PRODOTTI MADE IN CINA O KOREA, per indurre il mercato italianoa rivedere i prezzi.
-sa andate DAI MECCANICI AUTO, CONCORDATE PRIMA IL MONTE SPESE.
- SE CHIAMATE SOCIETà DI SERVIZI CONCORDATE PRIMA LP’AMMONTARE DEI COSTI PER I SERVIZI, E PAGATE DOPO LA SOMMINISTRAZIONE DEGLI STESSI.
-USATE I MEZZI PUBBLICI.
-METTETE I PANNELLI SOLARI NEL CONDOMINIO O NELLA CASA INDIPENDENTE.
-MONTATE I RIDUTTORI DI FLUSSO IDRICO NEI RUBINETTI.
-SPEGENTE LA TELEVISIONE E NON PAGATE PIU’ IL CANONE, è GIà PAGATO DALLA PUBBLICITà MILIARDARIA.
-SPEDITE LETTERE DI PROTESTA AI TG PER LA FAZIOSITA’ DEGLI INTERVENTI.
-BOICOTTATE I SUPERMERCATI CHE ATTUANO POLITICHE DI VENDITA ERRATE.
-SCAMBIATEVI I VESTITI NUOVI DEI FIGLI TRA AMICI.
-NON ANDATE AL CINEMA.
-USATE SPIAGGE LIBERE.
-PROTESTATE PER IL COSTO DELLA RACCOLTA DELL’IMMONDIZIA.
-PROTESTATE PER IL COSTO DEL’ENEL.

resistete…la Cina è vicina e ci liberera’!!!!!

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December 18, 2009

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la la pubblicità ci rende la vita migliore…

La pubblicità siamo noi!
Non è cattiva, ma un poco meretrice…
E come le donne da marciapiede, vende ciò che è “assolutamente” indispensabile, perché così si crede.
È democratica, la pubblicità: raggiunge tutti.
Si vincono anche le elezioni!
E ti fa comprare a costo mille ciò che ne costerebbe 10.
Ma è la gente che lo vuole…
Rammento un episodio capitatomi anni fa, quando ancora ero giovane.
Un amico doveva ASSOLUTAMENTE trovare una Lacoste nera a maniche lunghe.
Mi caricò in macchina – andava di moda la Golf e lui quella aveva! – e girammo 4 città per trovare l’indispensabile capo di abbigliamento: niente!
Disperato, pensai di contattare l’azienda per avere la certezza che esistesse, poi – piangendo – chiesi ad un vù cumprà visto all’angolo di una strada di fabbricarmela seduta stante per evitare il tracollo dell’orchite…
Niente Lacoste nera a maniche lunghe? E allora non compro nulla!
Ed è così per tutto…
Non si vive senza i Levis. Sono più buoni…
Guardate quanto guadagnano gli stilisti, che vendono il nulla.
E allora l’acqua più buona deve essere per forza “altissima e purissima”, male che vada deve essere quella che mette un uccello (per anni ho temuto fosse quello di Zambrotta!) sulla spalla di Del Piero!
È così anche per i libri! Anni fa tutti lessero il nome della rosa di Eco perché andava di moda!
Conosco chi è passato dall’almanacco del calcio ad Eco in un attimo, poi non ha letto più nulla in tutta la vita!
Chi, oggi, non ha letto il codice da Vinci!?
Sono due grandissimi libri, ma hanno avuto la fortuna di essere pubblicizzati ad arte.
Controversial afferma che internet è il futuro, la nuova frontiera, ma chi lo ha capito per primo è chi vende ciò che la gente vuole: pornografia!
I siti più visitati sono quelli! Nessuno li guarda, tutti detestano la pornografia, ma…
È come sapere, capire chi ha votato per Berlusconi: nessuno lo ha fatto!
E allora, come cazzo ha fatto a vincere le lezioni?
Perché ha le televisioni!
E la pubblicità che ne deriva…
Io non ho la televisione…
Preferisco farmi una bella passeggiata per le vie della mia città, respirando il gradevolissimo ossido di piombo, attento a non mangiare la dannosissima polenta!
Il fatto è che “crediamo” a quello che “qualcuno” ci dice, perché è più facile…
Da studente arrivai ad urlare ai miei compagni: “Siete talmente coglioni, che se vi mettono, nudi!, dentro ad un magazzino ricco di ogni ben di dio, per vestirvi avete bisogno di guardare fuori della finestra per vedere che cosa indossa la gente che passa per strada! Se passo io, siete fregati: vestireste tutti come me!”
Non è che la pubblicità ha forza, è l’uomo che è debole.
Per non sentirsi “inferiore” deve essere accettato, e per far questo deve “integrarsi”, diventare – come diceva il compianto Gaber – un pollo di allevamento…
Ai bambini si regala lo zainetto firmato che costa dieci volte di più, e per merenda le merendine del Mulino Bianco e le patatine dell’uomo ragno che le frigge insieme alle ragnatele!
La pubblicità esercita il suo mestiere, come la politica, le religioni, la moda…
È un serpente che si morde la coda, dopo averci pizzicato il culo…
La pubblicità è buona, dolce, mansueta: ci vuole bene!
Così come la produce e chi la commissiona…
Se funziona tanto bene, è perché siamo davvero bambini, ma viziati, perché figli del benessere.
Il superfluo è diventato indispensabile…
In ogni casa vi sono almeno 70mila televisioni e il DVD e 140mila telecomandi, la play station e non si cucina più senza il microonde e il risotto surgelato è più buono di quello fatto ancora col riso!
Siamo noi, la pubblicità.
Se un cane vuole morderci, lo evitiamo.
Con la pubblicità, al contrario, siamo sereni…
Ho scritto un sacco di puttanate, certo, retoriche e melense, ma leggete il numero del 740 di Armani…
Tutto è figlio di ciò che noi vogliamo.
Per fortuna che la pubblicità ci rende la vita migliore…

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December 18, 2009

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non acquisto prodotti publicizzati

amici,

Effettivamente la pubblicità è veramente molto invadente. Io mi sono sempre difesa in vari modi :
- quando c’è la pubblicità in un programma che mi interessa approfitto per fare qualcosa (bagno, cucina, faccende…etc.);
- oppure registro e poi accelero durante la pubblicità ;
- per principio non compro i prodotti pubblicizzati ( a meno che non siano stati da me testati e ritenuti “il meglio”) infatti compro quasi sempre nei discount, molti prodotti sono nettamente migliori e non mi assillano, scelgo e quindi fatico perchè ne frequento almeno 4 tipi diversi però alla fine risparmio alla faccia dei pubblicitari.
Credo che un consiglio che darei ai pubblicitari è quello di spendere i soldi in iniziative benefiche e sociali, sponsorizzare qualcosa di veramente importante e socialmente utile. Vedrete che bella pubblicità. Se io sapessi che un prodotto, come è successo in alcuni casi, fa arrivare veramente i soldi ai missionari che stanno dalla parte dei morti di fame, penso che lo comprerei sicuramente. QUESTA E’ LA VERA STRADA DA INTRAPRENDERE SERIAMENTE ALTRO CHE SPOT ASSILLANTI E QUASI SEMPRE IDIOTI.

This post was submitted by martello.

televisione e politica in italia

Ovviamente ogni scrittore del mondo aspetta, accetta- addirittura è grato – per le critiche. Però quando uno scrittore viene demonizzato da persone che non lo hanno mai letto giustamente
lo scrittore si arrabbia. È come se ci fosse un giornalista che critica un calciatore senza mai darsi la briga di andare a vederlo giocare. Due settimane fa ho pubblicato un lungo saggio sulla televisione italiana per il Financial Times. NON mi aspettavo neanche che 1′articolo interessasse agli italiani. Era per i lettori inglesi ed americani. II risultato, però, è stato affascinante. Nel giro di una settimana, ho ricevuto più di 500 lettere ed e-mail di lettori italiani, ringraziandomi per aver raccontato una verità palese. Dall’altra parte, la risposta era agghiacciante. Sono stato sfidato sgarbatamente in tv, denunciato come “Trotzkista”, il Financial Times veniva paragonato a il manifesto da qualcuno che aveva “sentito dei brani”.
Allora, cosa ho scritto per suscitare una polemica tale? Scrissi, primo, che la televisione italiana è basata purtroppo sulla quantità invece della qualità, L’indice d’ascolto è diventato più importante del prodotto. Ciò va benissimo in un supermercato, dove esiste una vera scelta tra prodotti. Però per la televisione, in cui quasi tutti i canali si assomigliano, noi- gli spettatori italiani – non abbiamo una scelta. C’e pochissima diversità perché tutti sono alla caccia dello share d’ascolto e usano i mezzi più volgari per vincere “la battaglia dell’audience”.
La conseguenza è che la tv non è un mezzo per istruire o dibattere. II suo unico dovere è vendere: vendere spazi pubblicitari che poi vendono prodotti, Così personaggi televisivi diventano commesse insistenti. Esortano i loro “cari amici”-noi spettatori- a comprare dei prodotti in
innumerevoli “messaggi promozionali”. Poi ci sono le pubblicità che – nonostante il referendum di qualche anno fa e nonostante il canone Rai appaiono ogni quarto d’ora su ogni canale. Difficile far una tv di qualità se la vera intenzione è soltanto attrarre spettatori per alzare i prezzi dei”consi-gli consumistici”.
Poi, ho sottolineato che esiste un legame poco salutare tra la televisione e la politica. Come negarlo? Nei vecchi tempi, scrissi, la politica tentava di colonizzare la tv. Adesso, secondo me, vediamo il contrario. Non lo dicevo per fare allarmismo sullo stato della democrazia, ma per sottolineare le conseguenze deleterie sui nostri schermi. Faccio un solo esempio: Emilio Fede è un politico straordinario, geniale. Ma fare finta che sia un giornalista mi fa ridere. C’erano altre critiche (il maschilismo puro, la spinta sempre a “Karaoke-tv” e cabaret), ma anche molti comp1imenti. Ho nominato le emittenti locali (quelle di Parma in primo piano) come bastioni di qualità; il pubblico italiano l’ho descritto come meno supino dl quello britannico. Enrico Ghezzi -ho detto- Gad Lerner, Sveva Sagramola, Licia Colò sono tutti abilissimi.
Perché allora tante critiche? Sicuramente perché sono straniero e quelli che non mi hanno letto (e sono tanti) credono che l’articolo sia stato suggerito da una sorta di malinteso patriottismo britannico. Forse, anche, critiche perché ho detto le cose in un modo, diciamo, molto chiaro. Alla fine, però non ho scoperto l’acqua calda. Non avevo nessuno scoop. Ho semplicemente ripetuto la frase della moglie del presidente della Repubblica: “Tv deficiente”.
Delle tantissime lettere che ho ricevuto, centinaia erano di persone che mi ringraziavano. I gruppi cattolici, gli intellettuali, i genitori con bambini, soprattutto le donne: tutti sono stufi di una televisione volgare, basata sul peggio del modello americano: celebrità, nudità, pubblicità. Il nocciolo della questione è proprio questo. Scrissi che la tragedia della tv italiana è che non è proprio “italiana”. A me, 1′aggettivo suggerisce intelligenza, generosità, creatività. La televisione, però, rispecchia ben poco di un popolo di altissima cultura. È cabaret, karaoke e importazioni americane.
Capisco soltanto adesso, dopo settimane di polemiche, che la tv è una vacca sacra. Noi, gli spettatori, dobbiamo inchinarci ad adorarla. È intoccabile, indiscutibile. Perché dietro c’e palesemente più di quello che appare. La televisione italiana è 1′epicentro del potere del capo, e criticarlo è vietato.
La conseguenza? Certe persone nel governo adesso vorrebbero una protesta ufficiale sul livello diplomatico, una condanna all’ambasciata britannica a Roma per le parole pubblicate sul Financial Times. Tentiamo di immaginare la scena:
Sottosegretario agli Esteri: “Ambasciatore, vorrei fare una protesta ufficiale al governo di sua maestà”, Ambasciatore: “Mi dica”. “C’e stato un insulto gravissimo. Un vostro giornalista ha detto che ci sono troppi bikini in televisione”. “Accipicchia non lo sapevo”. “E non solo. Dice che Costanzo è sempre in tv, tranne il sabato, quando ci va sua moglie”. “Vergognose queste accuse”. “Poi ambasciatore, il giovane ha osato dire che non è normale avere un premier con tre reti televisive”. “Veramente una polemica internazionale”.
Pirandello 1′avrebbe scritto meglio, ma capite l’assurdità?
II punto più divertente è che il dibattito è stato condotto su un livello personale. Invece di rispondere alle mie idee, alcuni personaggi se la sono presa con me. Benissimo se avessero letto l’articolo, o il corrispondente capitolo (“I Mezzi di Seduzione”) del mio libro. Però no. Bastava smontare il “giovanotto” dargli del “comunista”, insinuare che si trattasse di una femminuccia inglese in parrucca, Altri sono andati all’attacco con il solito appello all’ascolto. Divertente questo, perché non negherei mai gli ascolti altissimi; scrissi semplicemente che c’è troppa quantità e pochissima qualità.
Ho iniziato 1′articolo blasfemo citando Karl Popper. “La democrazia”, disse, “non può esistere se non ha sotto controllo la sua televisione”. Secondo me, adesso in Italia sta succedendo precisamente il contrario. C’è un pericolo che lo studio televisivo diventi più potente del senato. Forse lo è già. Per me non è un bene, ne per la televisione ne per la politica. Ed e quello che ho scritto. Se ho offeso qualcuno chiedo scusa, ma credo che in questo caso a essere offensiva sia la nuda verità dei fatti.

This post was submitted by Tobias Jones.

December 18, 2009

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il sistema è marcio

Purtroppo non è solo la pubblicità il problema,
E’ tutto il sistema che sta diventando mostruoso, i capi, i grandi capi, che poi non sono i politici ma sono i grandi magnate dell’economia, i petrolieri insomma e oggi anche chi ha il monopolio delle telecomunicazioni, sono loro che stanno dettando legge in tutto il mondo.
La pubblicità è solo uno dei tanti tentacoli di questa piovra. Noi guardiamo la pubblicità, compriamo il prodotto, magari è anche di scarsa qualità ma non sappiamo, e nemmeno ci chiediamo, a chi abbiamo dato i soldi.
Quello che oggi spaventa è che la coscienza collettiva sta diminuendo, stiamo entrando in un vortice senza fine.
Abbiamo dimenticato, o comunque ci hanno fatto dimenticare che chi fa la politica siamo noi. Ci bombardano di modelli a cui assomigliare, status simbol sempre più sofisticati, con auto sempre più fighe, vestiti e gioielli firmati, calciatori miliardari circondati da splendide veline, ecc ecc. L’informazione è sempre più mirata ad “educare” a questo modello. La scuola infine ha modificato i suoi piani di insegnamento. Per dirne una, non verrà più insegnata nelle scuole la teoria di Darwin sull’evoluzione. Ragazzi stiamo tornando indietro di sessant’anni, ci stanno cancellando il cervello Anche per questo Controversial non è più trasmesso in TV, e la cosa deprimente è che purtroppo gli studenti di oggi saranno i governanti di domani. io spero veramente che tra loro ci sia sempre qualcuno con un “cervello non resettato”.
Gli economisti di oggi dicono che cancellare il debito delle nazioni povere non fa bene all’economia. E allora che vogliamo sperare, ora che anche Giovanni Paolo II non c’è più, quale autorità parlerà ancora di pace ed equità sociale nel mondo, diritti umani e tutto il resto?
Un abbraccio a tutti

This post was submitted by watermelon.

December 18, 2009

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La pubblicità ingannevole

CAri amici

Inspiegabilmente e ripetutamente mi massacro l’anima a decifrare il ruolo della vita umana all’interno della comunità mondo. Mi ribello alle forme di vita che esistono nell’occidente moderno e tecnologico. Guardando quello che accade mi dico che non può esserci un futuro migliore, ma sempre peggiore. Ci vorranno almeno vent’anni per rimettere a posto i danni che l’attuale governo ha fatto e continua a fare in questi anni di potere, almeno in Italia. Un potere assoluto e riluttante, un potere che attraverso la parola democrazia continua a svolgere un ruolo strumentale e transitorio. Lo scettro del potere attraverso la televisione, la censura e altre forme di occultamento della verità e di fascicoli. Ma il popolo italiano è ignorante. Siamo pecore che seguono un pastore che sotto la maschera nasconde la sua vera natura di lupo. Moriremo e stiamo morendo e insieme a noi la nostra semplice economia e i nostri valori, le nostre capacità e le nostre virtù. Ci stanno ammazzando pian piano. Ma se le pecore nascondessero sotto la propria lana, lo spirito di libertà vera? Sarebbero costrette a uccidere il pastore-lupo. Ma uccidere non è democratico. Forse cacciarlo via dall’ovile? No. Ammazzarlo.
Sono stanco e depresso. Sono rovinato dalle notizie che passano continuamente ai TG: uguali e comandate. Vanno in onda solo le notizie che vuole il pastore.
Fra Cristoforo, nei Promessi Sposi diceva: “Verrà un giorno…” riferendosi alle angherie di Don Rodrigo. Lo dico anche io.
Verrà un giorno in cui il pastore verrà ucciso o massacrato dalle parole del popolo. Si sta scherzando con le famiglie italiane, con i nostri figli e con le nostre economie. Mentre l’Italia va a puttane c’è il pastore che dice che va tutto bene e gli ignoranti gli credono. Credono al lupo e alle sue fantasie. Andremo alla rovina totale, all’autodistruzione in questo modo. Eppure è tutto così chiaro. La pubblicità ingannevole che passa su tutti i cartelloni elettorali delle nostre città non deve farci ridere ma farci riflettere. Esiste una legge per la pubblicità ingannevole, ma col pastore non vale. Esiste una legge che ti fa finire in galera se rubi i soldi a qualcuno, ma per il pastore non vale.
Vedrete quando il pastore si toglierà la maschera: un lupo affamato si preparerà a sbranarvi.
Ma prima che questo accada qualcuno come me avrà agito. Qualche pecora che non avrà nulla da perdere, pecora malata terminale di mondo così schifoso.

This post was submitted by yogouy.

December 18, 2009

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la pubblicita occulta

Guardando la tv tempo fa, mi è venuta spontanea una domanda : quante palanche avrà sborsato il sig.Briatore per poter esporre in un programma di intrattenimento con buoni ascolti, tutti gli sponsor della sua squadra corse??
Infatti in studio era presente la vettura di formula 1 e il buon Fisichella che indossava la sua bella tuta ignifuga dove erano ben visibili gli sponsor…..
Mi e successo poi di vedere in altre trasmissioni delle magliette di squadre di calcio dove lo sponsor era nascosto da strisce di nastro adesivo.
Ora chiedo a qualcuno se può rispondere alle seguanti domande :
- Briatore ha pagato per la pubblicità (occulta)?
- se ha pagato chi ha intascato?
- chi ha intascato ha emesso regolare fattura?
- la pubblicità occulta non è vietata?
- perchè nel caso della squadra di calcio lo sponsor è stato nascosto?
- è stato nascosto perchè si è rifiutato di pagare il qualcuno di cui sopra?

Tempo fa avevo visto una pubblicità occulta della Technogym su rete 4, in un programma (mi sembra la macchina del tempo) condotto da cecchi paone, avevo segnalato la cosa a striscia la notizia ma, che mi risulti, non ne ha mai parlato.
Saluti a tutti

This post was submitted by winter loh.

i giornalisti delle tv libere

A proposito di televisioni libere…

sono una donna ormai alla soglia dei 37 anni, Ho sempre amato scrivere. Non dico che lo faccio bene, ma mi piace. Beh cosa può fare una bimba che ama tanto scrivere se non la scrittrice, ma anche la giornalista mi parve un bel modo di lavorare facendo una cosa che mi veniva spontanea. Così per dieci anni, dopo aver compiuto studi regolari, ho ceduto alle lusinghe di una TV privata. Dall’85 al ’95 ho contribuito, assieme ad altri colleghi, a farla diventare una TV molto seguita. Facevamo inchieste, interviste scomode, reportage. Io realizzavo una rubrica tutta dedicata all’ambiente (sai con l’ILVA, l’AGIP, la CEMENTIR e l’Arsenale Militare ce n’è di lavoro!). Dimenticavo un piccolo particolare: pochi di noi erano assunti, e quasi nessuno percepiva uno stipendio regolare.
Così abbiamo ceduto ad un’altra tentazione, ci siamo iscritti al sindacato.
Sintetizzo: a dieci anni di distanza siamo tutti fuori. Fuori da quella TV, fuori dal mercato del lavoro (perchè etichettati come facinorosi), fuori tempo, per aver sprecato molte delle nostre energie e dei nostri anni migliori in un impegno per la giustizia che non ha prodotto niente.
Eravamo lì, in TV, dalla mattina alla sera ma il giudice ha pensato bene di dover verificare in questi dieci anni se noi eravamo veramente lì.
I colleghi?
Ma scherziamo? I giornalisti “seri” non pregiudicano la loro immagine per una storia così. Abbiamo chiamato anche i paladini d’allora, quelli che affollavano le TV nazionali con show, tribune, mega inchieste. Li abbiamo invitati ad investigare su una TV che vedeva rinnovata la concessione ministeriale pur non avendo uno straccio di giornalista, pur non essendo in regola con il versamento dei contributi, con bancarotte fraudolete, con teste di legno da tutte le parti. NIENTE!
I politici?
Quelli nazionali neanche a parlarne.
Quelli locali? Alla fine sono rimasti uno sparuto gruppetto che la stampa, per solidarietà con gli editori, si guardava bene di far parlare.
Che beffa! Traditi da quelli come noi.
Pian piano siamo diventati trasparenti. Volti noti si, ma quasi senza anagrafe.
Dei dieci giornalisti epurati da quella TV, solo uno fa la professione in un giornale, gli altri, come me, si arrangiano facendo uffici stampa, informazione quasi carbonara, o altro.
Più volte ho pensato di cambiare approccio con le cose di questa città, di adeguarmi per tirare a campare. Di essere meno “comunista” per strappare una convenzione. Ma la mia curiosità, la mia ricerca continua di un pizzico di giustizia, di un pizzico di vero, sono le rughe del mio volto, la mia “malattia” in un mondo di iniezioni al botulino.

This post was submitted by ascione carka.

December 18, 2009

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la pubblicità dei materassi in tv

Non siete seccati dalla pubblicità dei materassi Eminflex?
Vi siete domadati xché dura più delle altre pubblicità?
Io sì e sono andato a rintracciare un articolo del 2002 facilmente reperibile con una ricerca in rete : ALTRO CHE WANNA MARCHI: LA MAFIA SUL MATERASSO A MOLLE EMINFLEX, articolo di Alberto Statera per Affari e Finanza che riporta una storia che, se vera, sarebbe al tempo stesso agghiacciante per le sue implicazioni, ma utile a svelare il castello di truffe e crimini che si può nascondere nei fatturati della pubblicità, soprattutto televisiva: una storia infinita che si intreccia “in solido” con quella di Vn Famoso Politico e della Sva Azienda….
In queste ore si sa che un governo serio dovrebbe pensare a come trovare le risorse per contenere il debito e rilanciare l’economia.
Fate due conti: il mercato pubblicitario globalmente vale annualmente ben 9000 (novemila) milioni di Euro di fatturato scalati dagli utili di aziende che pubblicizzano in prevalenza prodotti già ben noti e di scarso contenuto tecnologico o valore aggiunto. Se, come é immaginabile uno sconto (che é prassi arrivi al 50% + N% per il target annuale)venisse rimborsato all’estero e non ricontabilizzato in Italia(in quanto gli agenti pubblicitari sovente sono organizzati in società con sedi estere la cui contabilità é spesso “caraibica” o “monegasca come la sede sociale), avremmo che 4500 milioni all’anno potrebbero ritornare “puliti” nelle mani sinistre dei “big spender” industriali. Con queste risorse chiunque potrebbe pagare mazzette e “premi” sottobanco ad ogni livello per sostenere artificialmente il mercato. Lo stesso meccanismo di “spaccio” di fatture potrebbe essere alla base delle innumerevoli e incomprensibili sponsorizzazioni miliardarie in ogni campo.
Perché non si vuole approfondire l’argomento con qualche bella indagine?
E se, per cominciare, si consentisse di scaricare fiscalmente solo la pubblicità su prodotti nuovi?
;)

This post was submitted by sunrise.

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