January 20, 2011

Posted by: sebans

Category: Cultura

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i Cattolici debbono entrare in campo

I suoi avvocati-deputati, pagati da tutti noi (quindicimila euro mensili ,dicasi 15000), hanno deciso che la Procura di Milano non è competente, parlano solo delle ‘seratine eleganti’ non, dell’unico, l’unico, vero reato la CONCUSSIONE: è avvenuto a Milano,la ‘famigerata’ telefonatina, ad un funzionario dello stato, al quale vorrei sommessamente ricordare che lo Stato siamo noi, il ‘popolo’ è a noi ed alla sua dignità che deve rendere conto ed anche alla Repubblica che ha giurato di difendere!
Dopo diciasette anni di berlusconismo la Nazione è ‘infetta’ se il padre di una ragazzina arriva ad affermare: ”magari mia figlia stesse con B” con grande rammarico…
Ora i Cattolici debbono entrare in campo, in prima persona, così come li ha spesso richiamati il SS Padre, i valori Cristiani debbono prevalere sulla politica o no deputata Binetti? Lupi?, cosa insegna ai suoi figli?, come fa ad affermare che sono tutti fatti non veri? quello che è sconvogente è assistere all’ASSOLUZIONE di B da parte di tutto il PDL, capisco che abbiano ‘fifa’ rischiano di non essere ricanditati, ma un sulsulto di decenza nooo??? siete seduti su quello scranno non al servizio del sultano ma del ‘popolosovrano’, scusate la rima, se anche lui vi ha ‘scelti’ i fessi italiani vi hanno votato è a noi che dovete rendere conto!
La Lega potrebbe salvare la ‘situazione’, dell’Italia , ma dato che non la riconoscono, pensano solo al loro federalismo, ora sta ai patiti dell’opposizione ‘trattare’: si federalismo Berlusconi no: Votate in commissione solo se la lega darà una contropartita, in questo non c’è vergogna è per il bene del Paese tutto, anche della pattania!!! federalismo in cambio di ‘aria’ pulita : il lezzo è diventato irrespirabile. Se ne sono accorti anche ‘oltrTevere! e persino il popolo pattano!

November 18, 2010

Posted by: Gabriele

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come uscire dalla crisi

Uscire dalla crisi. Ma uscirne rinnovati. La ricerca e l’innovazione sono il volano da cui dipende il futuro. Un’idea illuminata ha permesso a Mark Zuckenberg di dar vita a un impero con bilanci a nove zeri, Facebook, con centinaia di dipendenti. Il Governo italiano ne è consapevole e ha istituito un fondo di 1,2 miliardi di euro a sostegno delle Pmi, per facilitarne lo sviluppo.

“Il fondo per le Pmi italiane creerà e salverà posti di lavoro e aiuterà le imprese italiane troppo piccole spesso nel mondo a crescere”, ha spiegato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Ed è proprio il Nord Est da cui si vuole partire. Considerato il laboratorio privilegiato per la ripresa economica. Le caratteristiche e le opportunità del fondo verranno presentate ufficialmente a Verona, in occasione del convegno “Oltre la crisi: strategia e finanza per il rilancio e lo sviluppo delle imprese”, previsto giovedì 25 novembre nella sala convegni Unicredit Group, alle ore 16.00. Un’opportunità per dibattere sulle prospettive di crescita del nostro territorio, e sulle modalità per organizzare un tessuto imprenditoriale all’avanguardia.

Interverranno:
- prof. Roberto Battaglia, direttore del dipartimento di economia aziendale dell’università di Verona;
- prof. Michele Rutigliano, docente del corso di Economia degli Intermediari Finanziari dell’università di Verona;
- Luca Penna, di Bain & Company;
- Massimiliano Bonamini, dello studio Bonamini & Partners;
- Piergiorgio Peluso, responsabile di UniCredit Corporate & Investment Banking Italia;
- Francesco Sogaro, responsabile del fondo di investimento italiano per le Pmi.

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La censura scatta in Danimarca, cancellata mostra di Surrend

La mostra avrebbe dovuto iniziare il 13 ottobre all’Old Town poster museum di Aarhus, una retrospettiva del duo artistico composto da Jan Egesborg and Pia Bertelsen, in arte Surrend, ma quando hanno annunciato che avrebbero esposto anche un dipinto che raffigura la famiglia reale danese in un vero e proprio orgia party, il museo ha cancellato la mostra. Gli artisti hanno gridato alla censura, il direttore del museo Thomas Bloch Ravn si è difeso dicendo che sono solo a caccia di attenzioni.

CONTINUA A LEGGERE LA RASSEGNA SU http://www.immobilia-re.eu/house-living-and-business-rassegna-stampa-19-ottobre-2010/2/

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September 25, 2010

Posted by: extension

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Il culto delle extension naturali

Capelli corti? Bastano un paio d’ore ed i tuoi capelli tornano lunghi più di prima.
Nessuna formula magica, nessun fluido da bere, ma semplicemente delle "extension".

Nella donna, da sempre, i capelli sono stati associati, a tacer d’altro, a vitalità e sensualità. E ciò non sorprende se si considera che il viso e la soprastante capigliatura sono stati nel corso dei millenni la parte della figura femminile – e per molti secoli la sola – che ha ricevuto le maggiori cure ed attenzioni sia per una ragione di puro decoro esteriore sia quale strumento di seduzione. Nel secolo scorso le donne utilizzavano le parrucche, ma negli ultimi anni questa nuova tecnica di allungamento dei capelli ha ridato il sorriso a tante donne insoddisfatte dei propri capelli.

Come si montano le extension per capelli?

Ci sono diverse tipologie di montaggio delle hair extensions: a freddo con connettori, a caldo con cheratina, con clips fino ad arrivare a sistemi tecnologicamente avanzati e poco invasivi come il laser o gli ultrasuoni.

La capigliatura va preparata dividendola innanzitutto in due parti, davanti e dietro, effettuando una sorta di riga ad U dietro la nuca. Una prima riga di extension va applicata lasciando circa 2 cm dalla nuca e pochissimo spazio tra di loro. Con le righe successive, lo spazio tra le extension cresce e bisogna fare attenzione affinché quelle che vengono mese sui lati siano più sottili. Sui lati, infatti, i capelli propri sono più radi e quindi diventerebbe innaturale se vi fosse invece troppo volume. Quando le extension sono state applicate tutte, si può passare allo shampoo. È un momento delicato, poiché c’è il rischio di provocare dei nodi. Dopo lo shampoo, potrebbe essere utile applicare una maschera nutriente ed infine passare al taglio voluto.

Le extension naturali dopo l’applicazione fanno parte dei propri capelli e come tali vanno lavati, asciugati e pettinati, tagliati ed acconciati.

Consigli utili:

  • Non usare shampoo o crema a base alcolica
  • Non usare shampoo o crema agli acidi di frutta
  • Evitare shampoo da supermercato, utilizzate solo prodotti professionali
  • Non piastrare le cheratine
  • Non pettinare le cheratine bagnate
  • Tamponare i capelli prima di asciugarli per togliere gli eccessi d’acqua
  • Pettinare i capelli con una spazzola a setole di cinghiale
  • Asciugare le cheratine col phon a distanza

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August 10, 2010

Posted by: gioto

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mezzi di comunicazione viziati

dopo tantissimo tempo abbiamo sentito la necessità di ricominciare ad essere “intelligenti”, nel senso che il latino ci ha insegnato ad apprezzare di questa parola: leggere dentro la marea di sciocchezze che ci costringono ad assorbire, leggere dentro una costituzione modificata volutamente per non essere capita e per renderci cittadini ebeti, “idioti” (anche qui come i greci ci hanno insegnato …). Ci hai insegnato che abbiamo davanti a noi, intorno a noi un patrimonio fondamentale per vivere la vita adesso in questo paese, l’informazione, ma non quella che ci inoculano dei mezzi di comunicazione ormai viziati e deviati e comunque irrimediamilmente servi, ma quella che, se usata con intelligenza appunto ci rende liberi, una delle poche ma essenziali cose da passare ai nostri figli, perché solo così insegneremo loro a pensare, liberi e consapevoli.
Grazie e (speriamo!!) a presto

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August 7, 2010

Posted by: House Company

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La memoria di Hiroshima conta 2.053 atomiche

Isao Hashimoto è l’artista giapponese che ha condotto un lavoro di ricerca che oggi in modo particolare vale la pena ricordare. Il 6 agosto 1945 alle ore 8.15 il velivolo militare Enola Gay sgancia su Hiroshima “Little Boy”, la prima bomba A(tomica). Di lì a tre giorni anche la città di Nagasaki avrebbe subìto lo stesso destino, la stessa barbara violazione e distruzione per le insensate ragioni della guerra. La resa del Giappone sarebbe arrivata il 15 agosto 1945. Non si contano i morti, i feriti, gli ammalati di leucemia o differenti patologie tumorali. “1945-1998? (del 2003) è il video che rappresenta la mappatura del planisfero animata con la sequenza delle 2.053 detonazioni nucleari partite 65 anni fa esatti fino agli ultimi esperimenti condotti da India e Pakistan. Il periodo di maggior intensità si registra tra il 1958 a il 1962. Stamattina le commemorazioni, cui hanno partecipato i rappresentanti di 74 nazioni, 55 mila persone e, per la prima volta, gli USA con il diplomatico per il Giappone Mr. John Roos. Il sindaco di Iroshima, Tadatoshi Akiba, dopo il minuto di silenzio, fa innalzare in volo 1.000 colombe in segno di pace, per poi dire Salutiamo questo 6 agosto con la rafforzata determinazione che mai nessuna persona dovrà in futuro sopportare tali orrori. All’inizio del secolo scorso Albert Einstein elaborò la teoria secondo la quale energia e massa sono equivalenti, ossia che è possibile trasformare la massa in energia e viceversa secondo l’equazione più e più volte sperimentata E = m + C2. Il processo di ottenimento dell’energia si chiama fissione, dal latino findere, spaccare. L’Uranio 235 è un nucleo atomico sufficientemente instabile da poter essere usato alla scopo. Lo si bombarda con un neutrone, l’atomo si spacca in due producendo cripto e bario e due o tre neutroni, liberi di innescare una reazione a catena su tutti gli altri atomi di uranio ivi apposti. La somma della massa dei due atomi di risultanza non fa quella dell’uranio, infatti la differenza è l’energia liberata. Immensa. Il prodotto di rifiuto consta di scorie radioattive instabili che impiegano 4 miliardi di anni per tornare a riposo. Giova ripetere che dal 1945 al 1998 le detonazioni sperimentali sono state 2.053. Nel 1939 Einstein e Leo Szilard scrissero una lettera all’allora presidente degli Stati Uniti, Franklin Delano Roosvelt, manifestando le loro personali preoccupazioni circa un uso improprio del nucleare, sottoforma di bomba atomica, arma di distruzione dal potenziale mostruoso. Le paure dei due scienziati erano rivolte alla Germania Nazista, per cui invitarono l’America a condurre proprie sperimentazioni e ricerche, cosa per la quale non si fecero pregare più di tanto. Il processo di fissione venne sperimentato per la prima volta nel 1945 a Chicago da un gruppo di scienziati capeggiati dal nostro Enrico Fermi, quindi immediatamente messo a punto per la bomba A che di lì a poco avrebbe distrutto Iroshima. Come dice un grandissimo saggio che vi sfido ad indovinare, Se i tempi non chiedono la tua parte migliore, inventa altri tempi (SOLUZIONE: onafetS inneB, 71-61 .vv II orbiL nailoaB)
Daniela Paola Aglione, HOUSE LIVING AND BUSINESS
Rassegna stampa ARTE del 7 agosto 2010

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July 13, 2010

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strumenti per l’Industria dell’Abitare

+ Un ciclo d’incontri sulla cultura dell’abitare

Stiamo preparando una trilogia per il Vostro successo a partire dalla green economy e dall’ecosostenibilità,
strumenti innovativi dell’Industria dell’Abitare per creare nuove opportunità di relazione economico-culturale:

- IMMOBILIA-RE, la prima guida all’Industria dell’Abitare.
- HOUSE, LIVING AND BUSINESS*, il web magazine per investire e abitare.
- ECOHOUSING ART, il concorso per abitare gli spazi in ecologica integrazione abitativa.

(*) Rassegna Stampa Quotidiana, l’informazione che ti guida non per caso.
Dal Lunedì al Venerdì a partire dalle ore 12,30
Web TV – ore 14,00/14,25 notizie, interviste, opinioni e le vostre telefonate.

News e approfondimenti su green economy, ecosostenibilità, sociologia, filosofia, eco-pensiero, energie rinnovabili,
urbanistica, architettura, edilizia, costruzioni, real estate, immobiliare, architettura d’interni, interior design, design,
arredamento, tecnologia, arte, cultura verde.
Fonti: quotidiani, magazine, webzine, siti, blog accuratamente citate.

Ps: Cerchiamo protagonisti, selezioniamo le Eccellenze dell’Industria dell’Abitare

Agenda: Ciclo Incontri Ideecostruttive work in progress (5)
Giovedì 15 luglio 2010 ore 21,00
Design Library – via Savona, 11 – Milano
Ingresso Libero – accreditati mandando una mail a info@housecompany.it

Ne discutono
MASSIMO GIACON Illustratore, fumettista, artista neopop, designer
DARIO BREVI Artista
PAOLO ULIAN Designer
CARLO CASAGRANDE Designer
VALERIO CASTELLI Direttore Design Library
GIOVANNI PIVETTA Direttore editoriale HOUSE COMPANY EDIZIONI

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April 14, 2010

Posted by: House Company

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Architettura, Arte e Design e cultura dell’abitare

Architetti, artisti e designer energia creativa e responsabile per una crescita felice. Qui troveranno spazio poetiche, sperimentazioni, progetti, opere, prodotti e storie

Quando la cultura sposa il mercato l’approccio al consumo si evolve. Il livello di alfabetizzazione (Unesco 2008: i 7/8 della popolazione mondiale è alfabetizzata) e di scolarizzazione universitaria (Ocse 2008: il 23% degli europei è laureato), l’espansione dei mezzi di comunicazione e la penetrazione delle reti digitali, la diffusione dei temi legati alla sostenibilità ambientale e la conseguente responsabilizzazione della popolazione occidentale stanno lentamente trasformando il modus acquirendi.

Di pari passo, l’attenzione alla qualità diventa elemento imprescindibile nelle scelte d’acquisto che quindi smette d’essere la mera soddisfazione di un’esigenza compulsiva, surclassata da un semplice dato evolutivo: gli oggetti diventano soggetti.
I prodotti dell’umano intelletto acquisiscono in sé un’autenticità estetica e funzionale che non conosce precedenti. L’energia creativa intrinseca che permea gli oggetti-soggetti è mediata da una forte percezione personalizzata e da un livello di affezione-soddisfazione: non più l’esigenza baumiana (Zygmunt Baumann, Poznan, 1925 – filosofo e sociologo) di appropriazione di una fetta di modernità in una società liquida, non più la vebleniana (Thorstein Bunde Veblen, Valders 1857, Menlo Park 1929 – economista e sociologo) ostentazione del lusso. L’oggetto-soggetto diventa testimone fisico della ricerca di un senso qualitativo dell’esistenza (Maffesoli, Graissessac 1944), è frutto di uno spirito animale (Robert Shiller, Detroit – Michigan 1946), addirittura della serendipità. Persino Serge Latouche (Vannes, 1940) non potrebbe che essere ottimista di fronte a creatività e talento quando sono sintesi di un valore alto e altro, non determinato dalle sole leggi del libero mercato, bensì dalla riscoperta soggettività qualitativa, rappresentativa, funzionale… di una crescita felice?

Se frutto delle produzioni mentali – risultato di competenza, immaginazione, sogni, passioni impegnati nella ricerca di soluzioni in grado di coniugare il benessere umano nell’ambiente costruito e naturale – sono beni tanto “immateriali” quanto inestimabili, vorremmo venissero prodotti in quantità gargantuesca, dato che esprimono una forma di sviluppo che non intacca foreste, né minaccia biodiversità, anzi. Le produzioni allargate di questi intellettuali professionisti col loro tributo esperto ed immaginifico, rinnovano e garantiscono l’arricchimento individuale e collettivo. Questo arricchimento non è il feticistico, marxiano attaccamento alla merce, né il consumo per il consumo, bensì la valorizzazione degli oggetti-soggetti che diventano simboli unici, la risultante distillata delle capacità dell’umano intelletto.

Abitare l’investimento non è soltanto una felice formula propagandistica, ma un lifestyle che esprime processi e oggetti-soggetti costitutivi l’abitare: materiali ed immateriali, qualitativi e sensoriali, creativi e naturali. Dalla progettazione alle arti, dall’interior all’eco design, dal gardening all’illuminotecnica, ogni tessera diventa il prezioso elemento di un mosaico il cui disegno finale sconfina dalla propria casa – l’abitare individuale – verso un più ampio processo di vivere il territorio, la regione, lo stato, il mondo intero.

Dai prossimi numeri House, living and business amplia i propri contenuti editoriali con una nuova sezione dedicata all’eccellenze dell’Industria dell’Abitare: aziende, professionisti e operatori selezionati che, attraverso HOUSE, beneficiano delle competenze specifiche nell’ambito della comunicazione editoriale e del marketing strategico. In un contesto socioeconomico in rapida evoluzione, occorre emergere ed informare con mestiere, sapienza, gusto. Interlocutori ideali sono i nostri lettori, investitori responsabili ed esigenti che desiderano ricevere un’informazione competente, puntuale e completa sulle opportunità Made in Italy e internazionali che assolvano alle qualità superiori per abitare l’investimento.

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April 14, 2010

Posted by: House Company

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Edoardo Salzano, Italia, un Paese di commedianti

La voce critica di Eddyburg, Piano Casa, Housing sociale e progetti delle Archistar.
L’urbanistica democratica, gli abitanti hanno diritto a vivere in città possibili

Edoardo Salzano, professione urbanista. Una vita da intellettuale comunista, un cattolico laico che vive la politica come attivazione morale e che ha difeso, come amministratore, l’urbanistica dall’assalto di una politica senza più etica. Dal 2003, dopo aver redatto piani regolatori in tutta Italia e dopo aver insegnato all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia per oltre due decenni, Salzano dedica la sua vita alla divulgazione di un’urbanistica del piano, soprattutto attraverso eddyburg.it, dove vengono lanciate anche campagne contro lo sfruttamento del suolo e il consumo dello spazio pubblico. Oggi, dopo il significativo contributo del 2007 con la pubblicazione di Ma dove vivi? La città raccontata – Editore Corte del Fontego, 2007 – ottuagenario ci lascia le sue Memorie di un Urbanista – Editore Corte del Fontego, 2010 – per ricominciare con nuovo slancio l’impegno della vita, è stato appena eletto presidente della Rete dei comitati e delle associazioni per la difesa del territorio e dell’ambiente del Veneto.
Lo hanno spesso etichettato quale illuminista giacobino insomma un ispiratore, in urbanistica, del Regime del Terrore – ma per dirla con Michel Foucault – Il terrore non esiste solo quando alcune persone comandano altre e le fanno tremare, ma regna quando anche coloro che comandano tremano, perché sanno di essere presi a loro volta, come quelli su cui esercitano il potere, nel sistema generale dell’obbedienza. A questo proposito vi invitiamo a leggere un illuminante articolo del 1992 Affari & Urbanistica. Gli strumenti urbanistici di Tangentopoli che ci racconta una storia attualissima dell’urbanistica italiana, un attraversamento guidato nell’Italia da prima delle “mani sulla città” allo “svillettamento” padano; dalla proposta di legge Sullo alla urbanistica contrattata; dall’idea di piano agli immobiliaristi, al pari del suo ultimo saggio Memorie di un Urbanista.
Ma chi è Edoardo Salzano, è un uomo che pensa il mestiere dell’urbanista come quello del diplomatico, non ammette l’esistenza di interessi privati. Ha un’idea precisa: la città, le decisioni sulle trasformazioni territoriali vanno sottoposte a processi decisionali pubblici. La stessa idea della pianificazione urbanistica è evaporata. Se l’am­biente continua a essere propizio al maturare di una nuova Tangentopoli e al suo rapido diffondersi, artificial­mente costruito mediante la delegittimazione dell’urbanistica, lo svuotamento della pianifi­cazione e la demolizione delle leggi della politica fondiaria. Occorre in primo luogo – il vulnus del pensiero di Salzano – che la pianificazione territoriale e urbana diventi il metodo ge­nerale che la pubblica amministrazione adotti, a tutti i livelli (comunale, provinciale e me­tropolitano, regionale, nazionale) per decidere quantità, qualità e localizzazione degli in­terventi sul territorio, secondo procedure trasparenti.

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January 8, 2010

Posted by: attolo

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cambio contratto telecom

Cari lettori, tempo fa, il mio fidanzato ha avuto una proposta da un operatore telecom di cambiare contratto con il vantaggio di usufruire di tariffe più basse, e inoltre in omaggio un telefonino “aladin” e due videotelefoni che gli sarebbero stati recapitati gratuitamente.
Firmato il contratto, l’operatore telecom lascia la copia del documento alla segretaria del mio fidanzato il quale si era rimesso al lavoro.
l’operatore lascia il numero di telefono e il codice di riferimento per eventuali informazioni e chiarimenti.
circa un mese dopo arrivano i telefoni, e dopo qualche giorno anche la fattura degli apparecchi da pagare . Il malcapitato cerca di contattare l’operatore ma con scarsi risultati perchè il telefono è inesistente e il codice operatore idem.
Con sua grande sorpresa il malcapitato vedendo il contratto nota che in fondo al terzo foglio c’è scritto a penna ( scritto dopo la firma )che i telefoni erano a carico del contraente per l’intera somma.Naturalmente il malcapitato telefona anche alla telecom e dopo vari tentativi un signore si è degnato di dire di contattare l’associazione consumatori .
Naturalmente le tariffe proposte dall’operatore non corrispondono, anche queste risultano fasulle.
il malcapitato si è rivolto ad un avvocato il quale consiglia di lasciare cadere la cosa in quanto le lettere di protesta per la compagnia telefonica sono all’ordine del giorno, l’unica è fare causa con la modica cifra di 2000’00 euro.

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