Calo produzione Oppio.

La produzione del papavero da oppio è calata notevolmente in Afghanistan. Secondo l’ONU, 20 della 34 provincie del Paese saranno «opium-free» entro quest’anno. Anche nella provincia di Helmand, dominata dai Talebani (che si finanziano con lo spaccio di oppio) si vedono nei campi, secondo i pochi giornalisti che si sono avventurati lì, altre coltivazioni.
Il fatto curioso (e istruttivo) è che questo risultato non è stato raggiunto con operazioni di polizia armata, con eradicazioni forzate, incursioni e incendi di campi, nè con lanci di missili e bombardamenti NATO. I contadini afghani hanno cambiato coltivazioni spontaneamente.
Motivo: il rincaro dei prezzi cerealicoli, che ha reso conveniente coltivare grano anzichè papavero. Determinante è stato il fatto che il vicino Pakistan, come altri Paesi dell’area, ha vietato l’esportazione del suo grano, onde coprire prima il fabbisogno interno. Il calo repentino dell’offerta di grano pakistano in Afghanistan, e il conseguente rialzo dei prezzi, ha indotto i contadini ad ampliare le estensioni coltivate a grano per sè e per il proprio Paese.

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August 23, 2008

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Categoria: Nel Mondo, Tutto il resto

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Commenti (1)

dinolli

August 23rd, 2008 at 16:31    


Ciò viene esaltato come una vittoria del «libero mercato», una conferma della infallibile «mano invisibile» e della legge della domanda ed offerta . Potrebbe altrettanto bene essere giudicata una vittoria dell’autarchia, dell’autosufficienza alimentare. Soprattutto, dimostra che i contadini, fondamento delle società, sono i meno pagati nella catena dell’economia. Appena i loro prodotti sono compensati decentemente, essi tornano a «funzionare» come nutritori dei popoli.
Evidentemente, persino quando producevano oppio, i contadini afghani non ricevevano il «giusto» compenso, ossia proporzionato al valore «di mercato» della droga e dei suoi atroci derivati (eroina). I trafficanti fanno miliardi con una merce che, all’origine, hanno pagato come un qualsiasi prodotto agricolo o poco più. In ogni caso, non abbastanza da battere la «competizione» coi prezzi del grano, rincarato del 300% in dieci mesi.
Per i Talebani, il cambiamento di coltivazione può avere gravi effetti strategico militari. E’ improbabile che s’impadroniscano dei profitti granari, inoltrandolo per i canali clandestini che hanno in opera per l’oppio: non fosse altro, per il motivo che il grano si deve vendere a vagonate perchè sia profittevole come un pane di resina d’oppio che si può nascondere in un’auto. Ma c’è un motivo più profondo.

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