aziende costrette a delocalizzare
Buon giorno a tutti,
leggo sempre più spesso che le aziende italiane sono “costrette” a delocalizzarsi per sopravvivere alla concorrenza internazionale che produce a costi più bassi : se assumiamo ciò come verità, qualcuno degli assertori di questa teoria mi sa indicare quale prodotto di azienda “delocalizzata” è stato soggetto di decremento del prezzo di vendita al pubblico ?
Io invece ho la netta sensazione che tutto quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi non nè altro che la realizzazione delle aspettative avide di chi vuol massimizzare il proprio profitto, contro ogni etica industriale che aveva animato gli Imprenditori (la “I” maiuscola in questo caso non è un errore)che avevano caratterizzato il 20° secolo (ad esempio FORD, HONDA, MARZOTTO,FERRARI e il già citato OLIVETTI).
Siamo tutti consapevoli della delicatissima situazione in cui già ci troviamo, viviamo questo momento con la massima preoccupazione, ma dobbiamo essere anche convinti che cambiamenti di rotta sono possibili e che questo è di competenza della classe politica dirigente che noi voteremo.
Solo un’alta qualità dei nostri politici ci può portare fuori dal crack del sistema Italia.
Chi ha queste qualità si faccia avanti e riconoscere dalla gente comune (oscuramenti televisi di regime permettendo).
Il nostro futuro si stà costruendo oggi.
This post was submitted by manolo.

Commenti (2)
assioe
December 19th, 2009 at 13:46
continuate a costuire la roba in cina tanto poi qui non la venderete piu perche la gente è tutta disoccupata
manilan
December 19th, 2009 at 13:55
mi chiedo fino a quando l’europa e gli stati uniti potranno tollerare queste delocalizzazioni perchè fra un pò in occidente saremo quasi tutti disoccupati e poi vedremo dove esporteranno i cinesi quando questi magnifici mercati occidentali si saranno trasformati in immensi bacini di uomini che vivono al livello di sussistenza.mi chiedo come si finanzieranno gli stati se saremo un paese che importa solamente e senza una domanda interna crollata per la caduta del pil dovuta alla delocalizzazione selvaggia.
quando nessuno avrà più i soldi ,chi pagherà il debito pubblico,chi finanzierà lo stato sociale,chi finanzierà i nostri politici?
Forse sono domande troppo complesse che la nostra “lungimirante” classe dirigente non ha preso in considerazione.A chi mi dice che la cina è anche un opportunità perchè è un mercato di103 miliardi di persone io rispondo che bisogna investire in quel paese ma che non bisogna delocalizzare.SE si obbligassero le aziende a aprire le fabbriche nei paesi in cui vogliono vendere si risolverebbero molti problemi di lavoro ,non ci sarebbe questo problema della “competitività”,ci sarebbe meno inquinamento perchè non ci sarebbero trasporti di migliaia di km delle merci ,ci sarebbero meno economie discala per le aziende e prezzi per i vari paesi in linea con i costi di produzione di quel paese.Ma fino a quando i politici saranno burattini delle multinazionali e noi saremo così caproni da subire tutto ,le cose non potranno che andare sempre peggio.
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