La Pubblica Amministrazione italiana deve pagare alle aziende per lavori fatti fare e mai pagati la bellezza di 90 miliardi di euro. E’ un vero stupro fatto all’economia del paese, una evasione criminale in piena regola che si affianca dolosamente all’evasione fiscale di 275 miliardi prodotta dai ladri privati. Se questi soldi fossero pagati a chi di dovere, ci sarebbe la mossa migliore per una ripresa economica e si eviterebbe a tante aziende sane di fallire per mancanza di liquidità, mentre i loro debiti sono sanzionati duramente da Equitalia e le banche rifiutano loro ogni credito di sopravvivenza pur essendo state lautamente rifocillate di ben 500 miliardi di euro dalla banca europea.
Il piccolo debitore viene ammazzato da Equitalia che esige l’immediato pagamento del suo debito, ma quando il debitore è lo Stato si tace come se questo abuso fosse legittimo. E l’Italia è l’unico paese in Europa a permettere questa indecenza. Ci sono debiti verso la pubblica amministrazione che non vengono ripagati nemmeno dopo 20 mesi, e l’azienda, intanto, che ha speso per i materiali o la manodopera o le tasse e non ha incasso, fa a tempo a fallire. Sono fallite così già migliaia di aziende italiane. Le banche e le pubbliche amministrazioni preferiscono trattenersi indebitamente i soldi e investirli in Borsa o in titoli tossici. Ma Monti, interrogato su questo, non è stato capace di dare una risposta esauriente. Davvero lo Stato intende far cassa sulle spalle delle imprese condannandole al fallimento? Chi è dunque il primo evasore d’Italia? Chi salta la rata di un mutuo, o chi ruba al cittadino dall’alto, condannandolo a morte?
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De Falco: «Sono De Falco da Livorno, parlo con il comandante?
Schettino: «Sì, buonasera comandante De Falco»
De Falco: «Mi dica il suo nome per favore»
Schettino: «Sono il comandante Schettino, comandante»
De Falco: «Schettino? Ascolti Schettino. Ci sono persone intrappolate a bordo. Adesso lei va con la sua scialuppa sotto la prua della nave lato dritto. C’è una biscaggina. Lei sale su quella biscaggina e va a bordo della nave. Va a bordo e mi riporta quante persone ci sono. Le è chiaro? Io sto registrando questa comunicazione comandante Schettino…».
Schettino: «Comandante le dico una cosa…»
De Falco: «Parli a voce alta. Metta la mano davanti al microfono e parli a voce più alta, chiaro?».
Schettino: «In questo momento la nave è inclinata…».
De Falco: «Ho capito. Ascolti: c’è gente che sta scendendo dalla biscaggina di prua. Lei quella biscaggina la percorre in senso inverso, sale sulla nave e mi dice quante persone e che cosa hanno a bordo. Chiaro? Mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza. E mi dice il numero di ciascuna di queste categorie. E’ chiaro?
Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal mare ma io la porto… veramente molto male… le faccio passare un’anima di guai. Vada a bordo, cazzo!»
Schettino: «Comandante, per cortesia…»
De Falco: «No, per cortesia… lei adesso prende e va a bordo. Mi assicuri che sta andando a bordo…».
Schettino: «Io sto andando qua con la lancia dei soccorsi, sono sotto qua, non sto andando da nessuna parte, sono qua…»
De Falco: «Che sta facendo comandante?»
Schettino: «Sto qua per coordinare i soccorsi…»
De Falco: «Che sta coordinando lì? Vada a bordo. Coordini i soccorsi da bordo. Lei si rifiuta?
Schettino: «No no non mi sto rifiutando».
De Falco: «Lei si sta rifiutando di andare a bordo comandante?? Mi dica il motivo per cui non ci va?»
Schettino: «Non ci sto andando perché ci sta l’altra lancia che si è fermata…».
De Falco: «Lei vada a bordo, è un ordine. Lei non deve fare altr
Mario L. 17.01.12 14:56|
sono la mamma di un ragazzo di 25 anni che fa il tassista a Milano.
Chissà la maggior parte delle persone che leggono diranno che sono la solita buonista, che non capisco niente, che difendo le castine ecc ecc.
Come di recente detto anche da te noi italiani siamo un paese che crede agli asini che volano e questo governo che rappresenta le banche e le grandi corporations ci sta mettendo tutti uno contro l’altro.
La questione delle liberalizzazioni è fumo negli occhi, non è così che si creeranno maggiori posti di lavoro e non è così che si affronta la vera questioni delle liberalizzazioni. Perchè non liberalizzano sul serio la telefonia, i grandi apparati che detengono il monopolio in italia ?
Io vorrei solo far capire agli italiani quanto sia ipocrita questo governo che rappresenta le banche e i poteri forti di questo paese.
L’italico, razza in via di espansione, sta mettendo in minoranaza l’Italiano. Come lo scoiattolo bruno sta rubando lo spazio vitale a quello rossiccio.
L’italico ha sempre una scusante per tutto e non si prende le sue respnsabilità.
L’italico ha il suo referente politico nei partiti quali la Lega e il PDL, il PD e il Centro degli Azzurri Caccagironi. Grida che è italiano oppure padano, ma nelle sue vene scorre sangue viglacco.
Forse essere razzisti con questa gente, con le baby sitter che hanno abbandonato i piccoli di tre anni nell’asilo nido sulla nave al loro destino, con un comandante che nega l’evidente, come fanno i politici che lui forse avrà eletto, dicevo essere razzisti con questa gente non è reato e neanche a mio avviso sbagliato.
Se non si recide il cordone ombelicale con la vigliaccheria, la pressapochezza, l’irrespnsabilità che ha caraterizzato in Italia la stagione degli anni ’90 e i primi 11 del nuovo millennio, si finisce non solo adagiati su un fianco, ma a picco come l’Andrea Doria o il Titanic.
Qualche fesso penserà ma che c’entrano Berlusconi e Bersani, Bossi e Casini con la vigliaccheria di un singolo?
Ma perchè il comportamento culturale viene semplicemente temprato da chi appunto è in sala di comando. Un Tremonti che dice va tutto bene, siamo i migliori in Europa, un Minchiolini che ne fa il megafono per tre anni e non subisconon nessuna copnseguenza del loro comportamento irresponsabile, danno il “buon” esempio a tutto un popolo che di per se, già tende al menefreghismo civico.
Nell’anno dell’anniversario dell’unità d’Italia, Roma capitale (i cui sfarzi, in piena crisi, sono stati finanziati con 150 milioni di euro) può vantare nel 2011 un altro triste primato: quello di essere la Capitale della violenza.
Oggi si conta il 35° omicidio del 2011/12; i tentativi di stupro, non si contano; le rapine, all’ordine del giorno; le aggressioni a danno degli immigrati, non fanno più notizia.
Ogni inutile parola di cordoglio istituzionale, dovrebbe cedere il posto al silenzio difronte alla brutalità di uno sparo in pieno viso di una neonata di 6 mesi che oltre lei, uccide il papà che la tiene in grembo.
Ma alcune considerazioni vanno fatte su una città che brillava storicamente per la sua tolleranza e civiltà, visto che è la culla del cattolicesimo e dell’impero Romano.
Nel 2008 il suo sindaco fascista Alemanno ha vinto le elezioni riempiendo i muri della capitale con cartelloni che ineggiavano alla sicurezza ed alla tranquillità dei suoi cittadini.
Oggi, nella tragicità del momento, si affida ad un comunicato stampa dal suo luogo estero di vacanza per chiedere lo Stato d’assedio.
Lui che fino al terzultimo omicidio parlava di piccola criminalità…
Oggi che Roma conta più omicidi del periodo della banda della Magliana.
Oggi che il Presidente fantasma di destra della regione, Polverini, non si sà nemmeno dove sia.
Oggi che a presidiare un territorio così vasto ci sono solo 40 volanti di Polizia a fronte di 200 di 10 anni fa.
Non ci sono i soldi per la benzina ed il questore chiama le volanti dalla provincia, ma poi i soldi spuntano per mantenere 1000 poliziotti per presidiare la Val di Susa.
Oggi dove la mancanza di socialià e di presenza dei cittadini nei quartieri più degradati,la ferocia della crisi economica, lascia campo libero alla malavita organizzata.