March 1, 2011

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Italia ti amo

Vivo all estero,
In un paese organizzatissimo,pulitissimo,
In cui si lavora onestamente e si puo vede il frutto di questo lavoro.
L’Italia manca da morire,
Il clima, la storia, l’arte, i prodotti alimentari freschi e ancora fatti nel modo tradizionale,il mare bellissimo.mi mancano  meno  le scorrettezze,la mentalita feudale, i lavoratori disonesti che per anni hanno timbrato  e sono andati  a pesca,quelli che non pagano le tasse , quelli che  fanno lavori abusivi ,il razzismo tra le regioni e con quelli che vengono da fuori,
I giovani che stanno a casa di mamma fino ai trent’anni ,quelli che continuano a studiare per avere una scusa per non crescere mai….
Non  mi manca il lassismo creato dai sindacati 
Coloro che vanno in pensione  piu presto possibile e poi magari vivono anche all’estero:
E sono anche capaci di criticare  il nostro paese.
C’e gente che e partita dall’italia e continua a dissanguare il nostro paese facendosi  pagare sovvenzioni per servizi che all’Italia non danno nulla indietro.
Non mi manca la mentalita  dei pervertiti, che abusano della loro posizione,
La mentalita delle donne che non hanno ancora capito che il lavoro e fonte di liberta….
L’Italia fa schifo forse, ma la gente che pensa che andarsene sia una soluzione si sbaglia,
Perche una volta fuori non si torna piu,e siete proprio voi,gli insofferenti ,quelli che non  accettano lo status quo, che potreste  cambiare le cose.
Io dal mio angolo di mondo vi seguo con invidia, perche nella vostra scontentezza avete ancora la possibilita di creare un Italia migliore.
Dico sempre che il problema degli emigrati Italiani all’estero e uno solo:
Che non torneranno mai in Italia per portare quello che hanno imparato negli altri paesi.
Gli emigrati non tornano mai,o se tornano sono troppo pochi per cambiare le cose.
Io da quassu posso solo rimpiangere di essere partita,  io amo il nostro paese:
Ma forse per amare qualche cosa davvero bisogna prima averla persa.
Sto bene all’estero ma dico con orgoglio:
Ti amo Italia.

This post was submitted by Cristy.

February 27, 2011

Posted by: Gaspare Serra

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Sara Giudice “rottamatrice” del Pdl…

Esiste una difficoltà di “selezione della classe politica” e di “democrazia interna” ai partiti?
Ed esiste un problema di carenza di “meritocrazia” in politica (una “questione morale”, specie coniugata al femminile)?
Questi gli interrogativi sollevati da Sara Giudice, giovane militante prima di Forza Italia e poi del Pdl, dal 2006 consigliera circoscrizione a Milano.
Domande che l’hanno spinta ad intraprendere un’iniziativa “inedita” nel suo partito (per la quale è salita alla ribalta delle cronache nazionali): l’indizione di una petizione pubblica per chiedere le dimissioni di Nicole Minetti, “igienista dentale” del Premier eletta alle elezioni regionali del 2009 dopo essere stata inserita “in extremis” nel listino bloccato del governatore Formigoni!

Tale iniziativa era destinata a suscitare “infuocate polemiche” e prese di distanza nel Pdl (partito ontologicamente poco “propenso” alla dialettica interna…).
Quello che in pochi si sarebbero aspettati, invece, sono le ampie “simpatie” che la Giudice ha riscosso tra la sua stessa base: ad oggi, sono oltre “12 mila” le firma raccolte!
Adesso, però, la Giudice rischia di pagare “a caro prezzo” il coraggio mostrato nello sfidare pubblicamente il suo Presidente: la prospettiva che le si apre davanti è l’”allontanamento” dal partito!
Troppo “rischioso” concedere spazio e visibilità ad una “meteora” fuoriuscita dall’”orbita totalizzante” dal leader?

Convinto che sia sempre auspicabile “dar voce a chi non ne ha” (o a chi vorrebbero toglierla!), allora, ho invitato Sara Giudice a concedermi un’intervista per spiegare le sue ragioni e rispondere alle pesanti critiche ricevute (si è messa già in opera quella che Saviano ha definito la “macchina del fango”?).
Un’intervista che, in quanto di grande interesse politico-culturale (oltre che d’estrema attualità), ho deciso di porre alla vostra attenzione qui di seguito…

“SELEZIONE” DELLA CLASSE POLITICA, “MERITOCRAZIA” E “DEMOCRAZIA” INTERNA AI PARTITI:
NE PARLIAMO CON…

Gaspare Serra: Grazie per aver accettato di confrontarti liberamente con “noi” (uso il “plurale maiestatis” parlando anche a nome dei lettori…).
La prima domanda che sorge spontaneo porti è la seguente: quando (e perché) hai maturato l’idea di una petizione pubblica per chiedere le dimissioni di Nicole Minetti?
Sara Giudice: Ho contestato la sua candidatura al mio partito più di un anno fa, ancor prima che fosse formalizzata…
Il motivo? Semplicemente perché mi sono resa conto che la candidatura della Minetti sarebbe stato un esempio “estremamente negativo” per i giovani, una dimostrazione di facile “arrivismo”, di ricorso a scorciatoie e compromessi per puntare alla scalata sociale!

Quante firme hai raccolto ad oggi (e quante speri di aggiungerne)?
Cosa rispondi, inoltre, a coloro che denunciano che a firmare la petizione siano soprattutto elettori di sinistra (cui farebbe comodo strumentalizzare un certo “malessere” intero al Pdl)?
Le firme raccolte sono già più di “12.000” e la raccolta terminerà solo quando nessuno più firmerà.
La petizione (che è “pubblica”, quindi controllabile!) è stata sottoscritta, inoltre, per ben il “75%” da elettori di centrodestra delusi da come stanno andando le cose…

Cosa ti auguri di ottenere tramite questa iniziativa?
Mi auguro semplicemente di ridare “orgoglio” al centrodestra.
Noi abbiamo aderito al messaggio politico di Silvio Berlusconi perché ne abbiamo condiviso valori e speranze… Strada facendo, invece, ci siamo ritrovati con un personale politico dedito solo ai propri affari ed a soddisfare le propri esigenze “di ogni tipo”!
Essere uomini (e donne) impegnate in politica, invece, vuol dire a mio avviso avere anche un’etica ed un comportamento (sia pubblico che privato!) che deve essere di “esempio”.

Perché hai voluto esser presente alla manifestazione di Giuliano Ferrara (“In mutande, ma vivi”) dello scorso 12 febbraio?
L’accoglienza che hai ricevuto dal Presidente della tua regione, Roberto Formigoni, non lascia intendere che la tua sia una battaglia alquanto “solitaria” nel partito?
Ho voluto essere presente per testimoniare la contraddizioni di persone come Ferrara che ieri si battevano per il diritto alla vita e oggi per difendere i “capricci” del Premier, oppure della Santanchè che ieri di Berlusconi asseriva che al Premier piacevano solo “donne orizzontali” e che oggi (magari per interesse economico…) lo difende a spada tratta.
Quanto a Formigoni toccherà a lui spiegare al popolo di Comunione e Liberazione se i valori a cui si ispirano sono compatibili con la condotta del Premier o della Minetti…

In tempi non sospetti ti sei chiesta: “Cosa c’entrano le soubrette con il Consiglio regionale della più importante regione d’Italia?”.
Una risposta sembra essere indirettamente venuta dal Cavaliere, il quale, intervenuto telefonicamente a “l’Infedele”, ha difeso a spada tratta la Minetti, elogiandola quale studentessa modello (laureata con lode e dotata di un’ottima conoscenza della lingua inglese…).
Ma un titolo di studio e la conoscenza di una lingua straniera (requisiti, tra l’altro, non sempre sufficienti “nemmeno” per entrare nel mercato del lavoro…) sono idonei a “legittimare” una candidatura, ossia a comprovare la “stoffa politica” di un candidato?
Penso di no. E credo che nemmeno Berlusconi lo pensi.
Io credo (e son convinta che anche la maggioranza degli Italiani la pensi come me!) che la scelta di candidare la Minetti risponda “ad altri meriti”.

Non credi che l’attuale legge elettorale (o “Porcellum”, come ribattezzata dal suo ideatore, il ministro Calderoli!), privando i cittadini della facoltà di esprimere una preferenza e trasformando le elezioni in un “nomina dall’alto” (instaurando, di fatto, un sistema di “cooptazione” dei candidati), abbia contribuito allo “scadimento” del livello della classe politica italiana?
Se pochi segretari di partito hanno avuto conferito dalla legge il potere di definire la “nomenclatura” parlamentare, non è immaginabile che vengano facilmente aggiunti in lista, insieme a personalità autorevoli, amici, medici o avvocati di fiducia dei leader di partito… e, perché no, anche qualche “segretaria particolare”?
Del resto, è stata proprio una deputata del Pdl, l’on. Angela Napoli, a dichiarare che la “prostituzione” (credo intendesse dire anche “intellettuale”…) è oramai divenuta un criterio di selezione per entrare in Parlamento…
Credo proprio di si.
Lo scadimento generale della politica, il suo allontanarsi dagli interessi e bisogni della gente ed il mercato “vergognoso” della compravendita di parlamentari rappresentano una delle pagine più buie della seconda Repubblica, che l’attuale sistema elettorale ha enormemente incoraggiato.

Tempo fa hai dichiarato: “Quando si parla di dare spazio alle donne, mi chiedo quali siano le donne a cui pensa il mio partito e se la tanto citata meritocrazia valga per tutte o solo per talune…”.
Permettimi, allora, una domanda indiscreta: credi che tu, potendo certamente vantare un curriculum pari (se non superiore!) a quello della Minetti, avresti potuto sedere al suo posto in Consiglio regionale se solo avessi trovato il modo giusto per entrare nelle “simpatie” del Presidente (magari varcando i cancelli di Arcore per qualche “innocente” cena)?
No, non ci ho mai pensato perché ho sempre creduto che la meritocrazia, alla fine, venisse premiata!
Poi, purtroppo, i casi della Minetti e delle altre ragazze che, intercettate, rivelavano di auspicare come premio per la loro presenza alle feste di Arcore magari ad un posto in Parlamento (a spese dei contribuenti…) credo abbiano messo una “pietra tombale” alla speranza che questo sistema sia attento ai valori e al merito…
Ecco perché “darsi da fare” per cambiarlo, per dimostrare che esiste un Paese che fa sacrifici, che lavora e che è composto da tanti giovani perbene che sono la parte migliore del nostro Paese e sui quali bisogna investire.

Già ben prima del “caso Minetti” non erano mancati segni di una “anomalia” -politicamente parlando!- nel rapporto tra il Cavaliere e le donne…
Come giustificare la nomina a Ministro della Repubblica della show girl Mara Carfagna, o le farneticanti aspirazioni di un’appena maggiorenne Noemi Letizia, dichiarante in un’intervista di considerare -grazie ai servigi di “Papi Silvio”- la carriera parlamentare una possibile alternativa a quella dello spettacolo?
E come dimenticare i “corsi accelerati” di diritto europeo tenuti da Frattini e Brunetta, in occasione delle ultime elezioni europee, per “formare” un gruppo di donne di spettacolo cui il Cavaliere avrebbe promesso una candidatura all’Euro-Parlamento?
Sorge spontaneo, allora, chiedersi: perché i giovani del Pdl non hanno denunciato prima certe “anomalie” nella selezione della classe politica (specie femminile)?
E com’è possibile che abbiano accettato che il gruppo dirigente storico di Forza Italia (formato da personalità come Giuseppe Pisanu, Antonio Martino, Marcello Pera, Giuliano Urbani…) fosse sostituito da figure alquanto “surreali” quali la Santanché e la Brambilla?
Non penso, in tutta onestà, che tutti gli esempi portati rappresentino il modello Minetti di cui stiamo parlando…
Ad ogni modo, credo che nessuno potesse immaginare un simile decadimento nella selezione della classe politica come quello avvenuto negli ultimi due anni, dalle elezioni europee in avanti.

La linea del Pdl nei confronti del caso Minetti, dettata dal coordinatore lombardo Guido Podestà, sembra delineata: “Nessuno -ha dichiarato Podestà- è colpevole fino a quando non c’è una sentenza passato in giudicato. La presunzione d’innocenza è un concetto fondamentale ed è la base del vivere civile”.
Non credi, però, che nel partito si faccia un pò di confusione tra giudizio penale (spettante alla magistratura) e giudizio politico (che gli elettori dovrebbero poter esprimere, sulla base anche di acclarate condotte private, “prescindendo” da eventuali responsabilità penali)?
E non credi che tale confusione sia dettata dall’anomalia di un Premier coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari, dai quali emergono “fatti” suscettibili di un giudizio non proprio “esaltante”?
Conosco bene Guido Podestà ed è una persona che stimo molto: la sua è stata solo una dovuta “difesa d’ufficio” nei confronti della Minetti e del Premier…
Podestà ha una figlia della mia stessa età, una ragazza preparata e che ha fatto sacrifici per studiare e laurearsi: sono pronta a scommettere, in realtà, che la pensa esattamente come me!
Per il resto, credo anche che Berlusconi sia stato oggetto di “troppa attenzione” da parte di uno sparuto gruppo di magistrati, ma la Magistratura merita il nostro rispetto.
Chi è “uomo di Stato”, per intendersi, ha il dovere di rispettare gli altri organi dello Stato.

Ritieni che il problema della selezione della classe politica riguardi solo le donne?
Sembrerebbe “non solo”, a dire il vero, stando almeno ad alcune discutibili candidature ed incarichi assegnati nel tuo partito (basti citare i casi Previti, Dell’Utri, Cosentino, Verdini, Brancher…).
Il problema di una cattiva selezione della classe politica credo riguardi sia gli uomini che le donne, sia la destra come la sinistra…
Nel nostro Paese, a mio avviso, si dovrebbe introdurre anzitutto il “limite di due mandati” per gli eletti, a tutti i livelli di governo (Comuni, Province, Regioni e Parlamento): questo, infatti, “obbligherebbe” i partiti a rinnovare la propria classe dirigente.
Tale rinnovamento, invece, oggi è molto lento e ostacolato, perché quando qualche nuova personalità politica emerge la vecchia nomenclatura tende a ridimensionarla per timore di perdere il posto.
Il risultato, così, è quello di vedere da un lato all’altro del Parlamento politici che occupano comodamente la propria poltrona da 20/30 anni senza alcuna volontà di lasciare libero il proprio posto!
Nella più grande democrazia al mondo, gli Stati Uniti, il Presidente invece dura in carica “al massimo” 8 anni (due mandati, per l’appunto): perché mai questo non sarebbe possibile anche in Italia?

Qual’è il tuo giudizio sulla manifestazione delle donne (“Se non ora, quando?”) dello scorso 13 febbraio?
Penso che sia stata una grande manifestazione per affermare che ci sono donne nel nostro Paese che lavorano, sorreggono e accudiscono la famiglia, fanno politica con passione e sacrifici e vogliono essere valutate per quello che sono e non solo per come appaiono!
E’ il segno che c’è ancora un Paese orgoglioso di affermare dei valori, da destra come da sinistra. Per questo ho partecipato con orgoglio alla manifestazione.

Ti va certamente riconosciuto il merito di non nasconderti “dietro un dito”: di giocare “a carte scoperte” la tua battaglia politica su di un campo rivelatosi non proprio “amico”…
Ma come rispondi a coloro che ti accusano di esserti prestata al gioco di Michele Santoro (che ti ha concesso in più occasioni la ribalta televisiva di “Annozero”) per farti pubblicità e spianarti la strada in vista di una tua prossima candidatura alle Amministrative?
A chi mi dice che questa battaglia la conduco per averne un vantaggio personale rispondo che, se avessi voluto trarne veramente vantaggio, sarei stata “buona e zitta” ad aspettare il mio turno… invece ho preferito mettermi in discussione rischiando tutto!
Vorrei ricordare che mio padre, che è stato un importante esponente del PdL milanese (tra l’altro ex Presidente del Consiglio Comunale di Milano), probabilmente “pagherà le spese” per questa mia scelta, finendo con l’essere emarginato e isolato nel partito… E’ stato comunque lo stesso ad incoraggiarmi nella mia battaglia, perché mi ha insegnato che far politica vuol dire credere in alcuni valori “non negoziabili”!
Capisco che può essere complicato comprendere ciò da parte di chi proviene da Pubblitalia, Mediaset oppure Edilnord… ma far politica vuol dire esprimere e difendere valori, non prodotti da vendere o comprare!

Tu hai posto un problema di “assenza di democrazia” e di “mancanza di dialogo interno” nel Pdl.
Per questo hai dichiarato: “Vogliono mandarmi via dal partito, non sopportano il dibattito interno…”.
Non credi che la tua posizione sia molto vicina a quella assunta negli ultimi due anni da Gianfranco Fini (co-fondatore del partito)?
E non temi -senza voler fare paragoni avventati!- di fare la stessa fine dell’attuale leader del Fli, ossia di essere “messa alla porta” (subendo magari lo stesso “trattamento” riservato al Presidente Fini dai giornali più vicini al Premier…)?
Si, questo è un partito “leaderistico”: quello che fa il leader è legge e chi contraddice questa legge è messo da parte!
Un po’ in tutti i partiti, in realtà, c’è questo aspetto, dettato anche da una forte “personalizzazione” che i partiti hanno assunto in questi anni…
Se pensiamo, poi, che con l’attuale legge elettorale i capi dei partiti nominano pure i deputati, capisci come l’omologazione al pensiero del leader sia pressoché “totale”!
Quando, come nel mio caso, c’è una voce fuori dal coro, allora la prima reazione è quella di “rimuoverla”, non certo di comprenderne le ragioni… Ecco perché spero che questa voce diventi un “insieme di voci”: più saremo, più sarà difficile toglierci dal coro!

Recentemente hai dichiarato: “Noi stiamo dando una grande lezione alla politica… Io la chiamo generazione 1000 euro, perché con grande difficoltà affronta i problemi del Paese…”.
Credi che il Presidente Berlusconi sia in grado di affrontare i seri problemi cui hai fatto cenno?
Non credi, piuttosto, che i suoi “guai” politici (la rottura con i finiani, dopo quella con i casiniani…) e giudiziari (quattro processi a suo carico in corso…) rischiano di condizionare pesantemente l’azione di governo?
Io ho “sperato” di si, in tanti abbiamo sperato nella rivoluzione liberale che avrebbe cambiato la storia di questo Paese e che ci aveva promesso dalla discesa in campo.
La speranza, però, ha ormai lasciato il posto all’“illusione” ed oggi non penso più che Berlusconi possa portare questo Paese fuori dai gravi problemi che sta attraversando…

Si vocifera di “corteggiamenti” nei tuoi confronti (precisiamo: proposte di candidatura!) mossi sia dal Fli sia dall’Udc che da la Destra di Storace… Di contro, tu hai lasciato intendere la possibilità di costituire una nuova lista civica, chiamata “Generazione mille euro”.
Dove sta la verità? Hai già deciso se candidarti alle prossime Amministrative di primavera?
Nessun partito mi ha offerto candidature.
Tanti elettori e militanti di altri partiti (sia di destra che di sinistra), invece, mi hanno scritto e sostenuta, esortandomi ad andare avanti, a non fermarmi: ho sentito il bisogno di andare al congresso del Fli, allora, proprio per ringraziarli pubblicamente!
Il nostro obiettivo è quello di portare una novità, una “ventata di freschezza” nel panorama politico italiano (sia a livello locale che nazionale), e ci proveremo partendo da Milano e da quelle altre città italiane dove riusciremo a presentarci al voto con liste civiche che si rifaranno allo slogan di “Generazione 1000 euro”.
Noi sfidiamo la vecchia politica e ci rivolgiamo a tutti quelli che vogliono un Paese migliore. E’ una sfida ma anche un invito a tutti coloro che vogliano unirsi a noi: siamo in tanti e cresceremo ancora!

Hai dichiarato di volerti rivolgere a quella “generazione dei giovani per bene che studiano, lavorano e non scende a compromessi”.
Credi di parlare solo ai giovani del Pdl delusi dalla gestione del loro partito oppure anche a giovani di diversa estrazione politica?
E in che modo credi che si debbano rapportare i partiti di oggi con le ideologie di ieri?
Io mi rivolgo a tutti, giovani e meno giovani, al mondo delle professioni e del lavoro, a tutti quelli che credono nel merito e nella possibilità di cambiare questo Paese: a distanza di “150 anni”, un’altra Italia è possibile! A tutti coloro che credono in questa possibilità, noi diciamo: non ci interessa da dove venite ma diteci se possiamo fare un pezzo di strada insieme.
I partiti oggi, tramontate le ideologie, sono chiamati ad essere portatori di valori ed a rappresentare al meglio le istanze della società, invece mai come in questo periodo sono lontani dal sentire comune.

Molti ti hanno definita “la rottamatrice” del Pdl (adattando un termine coniato dal sindaco di Firenze, il democratico Matteo Renzi…).
Accetti di “buon cuore” tale definizione?
Si, e dico al sindaco Renzi (dimostrazione vivente di come le cose possono cambiare!) che è vero che bisogna rottamare le idee e non gli uomini… ma se le idee camminano sulle gambe di questi uomini forse è utile rottamare anche loro!

A dimostrazione di una tua “coerenza” di fondo, fin dal primo momento in cui è stata avanzata la candidatura della Minetti, nel febbraio 2009, tu ti sei chiesta (“provocatoriamente” immagino…): “Che senso ha continuare con il mio impegno in politica?”.
Ad oltre un anno di distanza ti sei data una risposta?
Si, il senso l’ho ritrovato nella voglia di dire “basta” a questo modo di intendere la politica e le istituzioni.
C’è un Paese migliore che dobbiamo far rinascere, una paese di gente onesta, che lavora e fa sacrifici, che spesso prende porte in faccia ma non abdica alla propria dignità… un Paese che non merita che la sua parte migliore, rappresentata dai giovani, sia costretta ad andare all’estero per esprimere il proprio talento!
Noi vogliamo per noi questa Italia. Per questo io mi sono messa in gioco e traggo energia per il mio impegno politico dai tanti che mi sostengono.

ANALISI SU BERLUSCONI… ED IL “POST-BERLUSCONISMO”

Era il 1994 quando il magnate italiano delle tv commerciali, Silvio Berlusconi, è “sceso in campo” (abusando di un’immagina calcistica…) annunciando una “rivoluzione liberale”, riuscendo a smontare pezzo per pezzo l’allora Pds (presentatosi alle elezioni come una “macchina da guerra” e rivelatosi un “carretto rattoppato”…) e segnando, di fatto, l’inizio della seconda Repubblica.
Sembra trascorsa un’epoca geologica da allora (si potrebbe dire di essere passati dall’età delle “monetine” -di Craxi- a quella delle “papine” -di Silvio!-).
Eppure il quadro (salvo qualche “ritocco estetico”) è rimasto sostanzialmente immutato: un universo politico avente il suo centro di gravità permanente, oggi come ieri, in Silvio Berlusconi!
Molta acqua (a volte “fango”!) è scorsa sotto i ponti…
Eppure Mister B. resite ancora al suo posto, contro ogni responso impietoso dell’anagrafe e nonostante le numerose separazioni (politiche e non…) e bufere (giudiziarie) patite, indomito come un Cavaliere (o un don Chisciotte…) su quel “teatrino della politica” oramai si direbbe ridotto a “festino”!

In questi 17 anni, però, l’Italia che nel ’94 accoglieva Berlusconi come “salvatore della Patria” è profondamente cambiata…
Se non altro perché, nel frattempo, è maturata quella generazione di giovani che allora si sono affacciati per la prima volta in politica affascinati dal carisma dell’“homo novus” di Milano e sedotti dal suo messaggio politico (tutto “lustrini e pailettes”!), generazione chiamata oggi alla prova più difficile: trarre un bilancio di questa lunghissima “stagione del berlusconismo”, facendo i conti non più con gli slogan elettorali bensì con la cruda realtà dell’Italia.
Una realtà che testimonia come quella rivoluzione “messianicamente” annunciata nel ’94 non solo non è stata portata a termine ma non si è mai nemmeno avviata!

Se fino a ieri Berlusconi brillava ancora di “luce propria” agli occhi di molti Italiani, ciò si doveva soprattutto alla sua auto-rappresnetazione di imprenditore “fattosi da sé” (che ha costruito le sue fortune puntando sul merito, sulle capacità e sull’innovazione) e “prestato alla politica” (rifiutante il linguaggio politichese per parlare “con la pancia” ed “alla pancia” del Paese).
Gli scandali (sessuali) e le “rotture” (politiche) di questi ultimi due anni, però, rendono sempre più “riflessa” la luce di cui ha amato attorniarsi il Cavaliere (autoproclamatosi “unto dal Signore”!).
Così sono due le questioni aperte che pesano come un “macigno” sulla reputazione del Premier, rischiando di infliggere un “colpo di grazia” a un’immagine di per sé già abbastanza “tirata”:

PRIMO:

Come può un elettore di centrodestra accettare il fatto che il Cavaliere, da campione della “meritocrazia” quale si è presentato, abbia trasformato la politica in una “merce di scambio” con la quale soddisfare i “piaceri più segreti” di giovani promesse dello spettacolo pronte a tutto per un posto di “ripiego” in Parlamento?
Basta leggersi la cronaca degli ultimi mesi (dal caso Noemi a quello Ruby, dalla candidatura di Nicole Minetti alla nomina a ministro di Mara Carfagna…) per porsi il dubbio se l’on. Daniela Santanché non avesse proprio tutti i torti quando, nel 2008, dichiarava senza pudore: “Silvio è ossessionato da me, ma non gliela do”, ed ancora “Silvio vede le donne solo in orizzontale”!
L’impressione è che nel Pdl il tanto sbandierato valore del “merito” -per mutuare un neologismo di Paolo Guzzanti- sia finito schiacciato sotto i tacchi di una “mignottocrazia”!

SECONDO:

E come può persino il più fedele berlusconiano non ammettere che il “leader maximo” del Pdl, da esegeta della “politica dei fatti” quale si è auto-rappresentato, non sia riuscito minimamente a cambiare il volto “stanco, vecchio e ingessato” non tanto suo quanto del nostro Paese?
Poniamoci tutti una domanda: l’Italia che il Cavaliere lascerebbe oggi in eredità agli Italiani (dopo 9 anni di suo governo negli ultimi 17!) sarebbe un Paese migliore di quello che gli Italiani gli hanno generosamente affidato nel ‘94?
Lascio alla coscienza ed onestà intellettuale di ognuno di voi la facoltà di rispondere…

Non posso non notare, però, come l’Italia di oggi è lo specchio di un Paese rivelatosi “drammaticamente incapace”:

1- di realizzare le “riforme costituzionali” necessarie a completare la fase di transizione alla seconda Repubblica (l’unica riforma organica della Costituzione è stata quella del Titolo V nel 2001, opera del centrosinistra… E se è vero che il centrodestra ci ha provato nel 2006, è anche vero che gli Italiani hanno “bocciato senza appello”, tramite referendum costituzionale, una riforma ritenuta capace solo di “dividere” sia le forze politiche che il Paese!);

2- di “liberalizzare” l’economia e la società italiana, smantellando quella serie di privilegi ad appannaggio esclusivo della casta delle corporazioni professionali (le uniche liberalizzazioni di rilievo che si ricordino sono state quelle Bersani… paradossalmente oggi rimesse in discussione!);

3- di alleggerire il “carrozzone” della pubblica amministrazione, tramite un’opera di sburocratizzazione ed abolizione degli enti inutili, in primis le Province (l’unica riforma di sistema che si ricordi, così, è la legge Bassanini del 1997, sempre opera del centrosinistra…);

4- di avverare quel “miracolo economico” profetizzato nel ’94 (basti ricordare un dato: secondo il Fmi, negli ultimi 10 anni il Pil italiano è cresciuto di più solo di Haiti, collocandosi al 179simo posto in una classifica di 180 paesi al mondo!);

5- di conseguire la tanto attesa riduzione della “pressione fiscale”, necessaria per dar sollievo alle finanze familiari degli Italiani (secondo l’Ocse, piuttosto, la pressione fiscale in Italia è salita, dal 2000 al 2009, dal 42,2% al 43,5% del Pil! Senza considerare il fatto che l’approvazione del federalismo municipale, in giunta d’arrivo, rischia secondo molti osservatori di provocare un’ulteriore “stangata” per i contribuenti!);

6- e di sanare il “gap infrastrutturale” che ci vede fanalino di coda in Europa (dieci anni fa il Cavaliere, dagli studi di “Porta a Porta”, presentava agli Italiani una mappa piena di strade, ponti, trafori e ferrovie che avrebbero dovuto cambiare il volto del Paese… Ad oggi, le nostre strade sono il “50%” di quelle tedesche e francesi, il che costa 40 miliardi di euro alla nostra economia e circa 3.000 euro l’anno ad ogni impresa! Dell’inizio dei lavori del Ponte di Messina, ovviamente, nemmeno l’ombra… Senza considerare il fatto che il ministro Tremonti, avventuratosi nei giorni scorsi in un viaggio ferroviario Roma-Reggio Calabria, ha dichiarato: “a sud i moscerini sono più veloci dei treni”! Per recuperare il “tempo perduto”, così, il Cipe, lo scorso dicembre, con delibera n.121 ha varato l’ennesimo piano infrastrutturale, con 250 opere pubbliche dal costo di ben “125 miliardi”. Peccato, però, che in cassa di miliardi ne residuano solo 43!).

ED ORA? COSA ASPETTARSI?

E’ arrivato il momento che anche il popolo del centrodestra (specie quella generazione di 20-30enni cresciuti sotto l’”orbita berlusconiana”) si ponga seriamente delle domande sugli atavici “problemi” di questo Paese e sulla manifesta incapacità del berlusconismo di offrire vere “soluzioni” (diverse dagli “inviti all’ottimismo”, dagli incitamenti al consumismo… e dalle esortazioni, per le donne, di sposarsi l’uomo giusto per risolvere i propri problemi finanziari!)

Non suonano come “stonate”, dunque, le prime “voci di dissenso” che si alzano dalla base del Pdl contro la gestione del partito e l’immobilismo del Governo (tra le quali annoverare quelle di Sara Giudice…).
La petizione “anti-Minetti” non raggiungerà certamente le “10 milioni” di firme che si propone, contestualmente, il Pd (nel qual caso, però, per chiedere le dimissioni di Berlusconi, non della sua igienista dentale!).
Nonostante tutto, tale iniziativa acquisisce una rilevanza “ancor maggiore” di quella promossa da Bersani, se non altro perché non era affatto scontato che una consigliera circoscrizionale del Pdl mettesse in discussione il proprio leader e, al contempo, conquistasse così tanti consensi tra i propri elettori!

I risultati di questa coraggiosa (solitaria?) battaglia politica intestina al Pdl si valuteranno solo nel tempo…
Quel che è già certo, però, è che la “questione morale” aperta da alcuni giovani nel Pdl rivela come esista anche “un altro centrodestra”: un popolo liberal-conservatore che, oltre che nel carisma berlusconiano, fa affidamento in dei valori “non negoziabili”, direi “pre-berlusconiani” (quali il merito, la famiglia…), che possono rappresentare un retroterra “culturale” (non volendo usare l’obsoleto termine “ideologico”) su cui un futuro centrodestra potrà costruire ciò che, prima o poi, sarà inevitabile, ossia il “post-Berlusconi”.
Finché Berlusconi rimarrà in campo il suo potere “carismatico” (e -aggiungerebbe probabilmente Fini- “finanziario”…) potrà tranquillamente sopprimere sul nascere ogni “ribellione interna”… (un pò come il suo amico Gheddafi -per fare un paragone azzardato- sta tentando di fare in Libia!).
Quel che il Cavaliere non potrà impedire, invece, è che, su ciò seminato “oggi” da quell’elettorato di centrodestra che lo vota solo per mancanza di “alternative” (come “male minore”…), potrà nascere “domani” qualcosa di profondamente diverso (che probabilmente non si chiamerà Fli… ma certamente nemmeno Pdl!).

Gaspare Serra

Blog “Panta Rei”: http://gaspareserra.blogspot.com

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February 24, 2011

Posted by: vacanzebimbi

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Alle terme con i bambini: quando andarci?

Autunno e primavera sono senz’altro i periodi migliori per soggiornare alle terme con i bambini: in autunno le terme sono l’ideale per rafforzarsli e preparali nel migliore dei modi alla brutta stagione, in primavera, invece, con un periodo di cure termali si fanno sparire i residui dei malanni tipici della stagione fredda.
Ma dove andare alle terme con i bambini?
Finalmente è in linea su www.vacanzebimbi.it la  prima di una serie di guide dedicate ai migliori stabilimenti termali per i bambini.
E la prima guida tratta delle terme di una regione che in fatto di ospitalità per i bambini non è seconda a nessuno: l’Emilia Romagna.
Dalle terme di Castel San Pietro a quelle di Salsomaggiore, da quelle di Castrocaro a quelle di Cervia, da quelle di le Riccione a quelle sul mare di Rimini, le terme dell’Emilia Romagna sono pronte ad accogliere i vostri bambini con nuovi reparti, spazi per loro e soprattutto tanta attenzione.
Sulla Guida potete trovare tante informazioni utili, insieme a una presentazione dei migliori hotel per bambini della zona e le loro super offerte e promozioni per le vacanze pasquali, per i primi ponti d’estate, per la voglia di mare che, dopo un freddo inverno, si fa sempre più sentire.
In fondo alla Guida, una storiella da colorare per i vostri bambini, alcune notiziole e giochi perché la Guida vuole essere, come tutte le guide pubblicate da vacanzebimbi, un’occasione anche per giocare e leggere (inutile ricordare quanto sia importante leggere con e per i bambini!) con i vostri bimbi.
Dimenticavo, non potevamo non aggiungere qualche invitante proposta benessere e relax che le terme offrono per la cura del nostro corpo, perché è vero che le mamme sono tutte belle, ma perché non esserlo ancora di più?

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LOMBO SCIATALGIA!

L’agopressione riduce i dolori nella zona lombare!
L’agopressione sembra essere più efficace della fisioterapia per combattere i dolori lombari.
Questo è ciò che afferma uno studio pubblicato sul presigioso British Medical Journal.

La lombo sciatalgia colpisce almeno una volta nella vita la maggioranza della popolazione (80%). Per lombalgia cronica intendiamo un dolore a livello
della zona lombare della colonna vertebrale che viene percepito, senza interruzione, da almeno 6 mesi.

L’agopressione è una tecnica che normalmente prevede l’uso del pollice o delle punte delle dita che premono sui punti dolenti, esattamente come accade nella stimolazione dell’agopuntura.

Lisa-Li-Chen Hsieh, medico Taiwanese, assieme ad alcuni collaboratori hanno reclutato 129 pazienti con dolori cronici di lombo sciatalgia alla clinica ortopedica in Kaohsiung, Taiwan.***
I pazienti dovevano rispondere ad alcuni
questionari prima di essere casualmente divisi in due gruppi. Un gruppo di 64 pazienti ha ricevuto 6 trattamenti di agopressione e 65 pazienti trattamenti di fisioterapia. I ricercatori hanno analizzato i risultati subito dopo questi trattamenti e poi nuovamente dopo 6 mesi.

Il gruppo che ha ricevuto i trattamenti di agopressione dimostrava un calo del dolore cronico pari all’ 89%, un risultato nettamente superiore rispetto al gruppo trattato con la fisioterapia.
Questo miglioramento è durato più di 6 mesi!
I pazienti trattati con l’agopressione hanno inoltre avvertito meno dolori alle gambe, più energia e un significativo calo di assenze dal lavoro
dovute ai dolori cronici sofferti prima dei trattamenti.

Gli scienziati affermano che, con questi studi, si evidenzia come l’agopressione abbia un effetto
superiore rispetto alla fisioterapia per quanto riguarda i dolori, lo stato funzionale e la disabilità. I loro risultati confermano gli studi precedenti, che già affermavano come l’agopressione sia un valido trattamento per la lombo sciatalgia cronica.

Il tappetino chiodato apparve per la prima volta in Russia negli anni 80, dove era già utilizzato nella sanità con risultati davvero strepitosi.
I pazienti non avevano più bisogno delle medicine tradizionali
per curarsi e stare meglio, e tanti di loro guarivano! Una ricerca molto ampia venne fatta in diversi ospedali
Russi dove i risultati emersi erano davvero eccezionali.

Il tappetino riduceva le infiammazioni, rinforzava il sistema immunitario,
costituiva nuove cellule del tessuto,
migliorava il metabolismo e riduceva lo stress! I medici Russi erano sbalorditi di come questo strumento cosi semplice poteva avere una capacità cosi potente sul nostro fisico. Influiva positivamente anche sullo stato psicofisico, diminuiva l’aggressività e aumentava la compassione umana.
Si avvertiva anche un effetto positivo sulla depressione.

E’ per questi motivi che vi invitiamo ad avvicinarvi a questa nuova tecnica naturale! Siamo convinti che se proverete il tappetino chiodato YANTRA
poi non vorrete più farne a meno!
Il tappetino YANTRA offre a milioni di persone un concreto sostegno per i dolori cronici e dona sollievo alla muscolatura dolorante e affaticata.

La qualità superiore e gli aghi calibrati determinano il tappetino YANTRA come un valido aiuto, di cui si può aver fiducia e dal quale si può anche pretendere di avere lo strumento giusto per arrangiarsi da soli.
In un importante studio-pilota fatto ad
agosto/settembre 2009 si evidenzia che il 97,6% dei nostri clienti sono soddisfatti e continuano a raccomandarlo ad amici e parenti.
Questo è già accaduto a milioni di persone in Svezia e nel mondo, ora tocca a noi Italiani usufruire
di questa sensazionale tecnica naturale!

Fonte: BMJ 2006; 332 : 696 doi: 10.1136/bmj.38744.672616.AE (Published 17 February 2006)
Treatment of low back pain by acupressure and physical therapy: randomised controlled trial
*** Lisa Li-Chen Hsieh, PhD student, Chung-Hung Kuo, chief and orthopedist, Liang Huei Lee, attending medical neurologist, Amy Ming-Fang Yen, assistant professor, Kuo-Liong Chien, associate professor, Tony Hsiu-Hsi Chen, professor.

Testo/traduzione:© Lorenzo Callegari
Diplomato nel 1989 all’istituto
Swedish School of Ortopaedic Massagetherapy Stoccolma, Svezia
e nel 1992 all’Istituto Ginnico di Copenhagen, Danimarca.
Team Yantra

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February 13, 2011

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VIII fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili

VIII fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili

Le nuove tendenze degli stili di vita alternativi: da una riscoperta “gustosa” del valore degli scarti alla moda etica, dal fenomeno degli swap parties ai nuovi prodotti per la mobilita’ ciclabile, passando per servizi per rendere sostenibile il proprio ufficio e proposte per rendere più piacevole il nostro tempo libero.

Dal 25 al 27 marzo 2011 torna Fa’ la cosa giusta!, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, dopo il successo della passata edizione, che ha visto la partecipazione di 65mila visitatori (+30% rispetto al 2009), 620 espositori (+25%) e 1400 studenti partecipanti al Progetto Scuole.

Quest’anno la grande protagonista sarà l’alimentazione, con una sezione speciale completamente dedicata al cibo buono e giusto: non solo agricoltura biologica o biodinamica, produttori a filiera corta o a km zero, ma anche ricette contro lo spreco e percorsi interattivi alla scoperta dei nostri prodotti culinari.

Da non perdere, all’interno della sezione speciale “Mangia come parli”, l’iniziativa “La cucina fa spettacolo”: in un spazio attrezzato con prodotti e elettrodomestici eco-friendly, cuochi milanesi, food blogger, consorzi di produttori, semplici appassionati e “vip” dei fornelli si alterneranno nel presentare ricette legate alla tipicità, al riuso degli scarti, alla sperimentazione, all’identità della nostra cultura.

Naturalmente ci sarà spazio anche per la moda critica e sostenibile, che si presenta al grande pubblico e ai media nazionali dopo il successo di So critical so fashion, il primo salone della moda critica in Italia (che tornerà a settembre 2011). Saranno protagonisti i piccoli marchi indipendenti che propongono una moda bella e originale, sempre molto glamour, ma allo stesso tempo ricca di valori etici ed estetici.

Fa’ la cosa giusta! sarà anche molto altro: 12 le sezioni tematiche, dedicate alle famiglie, come Monelli Ribelli (giochi, prodotti e laboratori per i più piccoli), Abitare Sostenibile (per scoprire come vivere meglio in case sane e energeticamente efficienti) ed Ecoprodotti (tutte le novità per vivere quotidianamente in modo naturale).

In occasione dell’anno europeo del volontariato, particolare attenzione sarà dato al Terzo settore all’interno delle sezioni Pace e partecipazione, Commercio equo e solidale e Sprigioniamoci!, l’unica vetrina in Italia per le centinaia di prodotti e servizi d’eccellenza che quotidianamente vengono realizzati in carcere: alimentari, abbigliamento e accessori, ma anche spettacoli teatrali, laboratori per le scuole, fino al catering e al giardinaggio.

Non mancheranno anche le proposte per le aziende, sempre all’insegna delle scelte ecologiche ed innovative, che saranno raccolte all’interno della sezione Servizi sostenibili per le imprese. E poi, turismo solidale, editoria indipendente, mobilità sostenibile e molto altro ancora.

Non finisce qui: oltre allo shopping a qualità totale (bello, buono, giusto e verde) e ai laboratori di auto-produzione, Fa’ la cosa giusta! offrirà anche un ampio programma di incontri culturali e molti momenti di convivialità con degustazioni e punti ristoro tanto sostenibili quanto gustosi.

FA’ LA COSA GIUSTA! 2011
da venerdì 25 a domenica 27 marzo 2011
fieramilanocity, viale Scarampo 14, Milano (MM1 Lotto Fiera)
padiglioni 2 e 4, ingresso da Porta Scarampo

per informazioni:
www.falacosagiusta.org

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February 13, 2011

Posted by: Movolo

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COPENAGHEN destinazione dell’anno

La Danimarca sbaraglia tutti, anche i classici delle destinazioni da viaggio, con il fascino nordico della sua capitale.
È Copenaghen, infatti, la più amata dagli europei per il 2011: questo il risultato dello European Consumer Choice Awards (ECA) che dal 2010 ha aggiunto alle categorie in concorso la “destinazione dell’anno”. Per il nuovo anno è il nord Europa che si aggiudica il primo posto con la città della sirenetta.
Si diceva sirenetta appunto, ma Copenaghen, vale molto più che una foto affianco alla bella donzella dalla coda di pesce da postare in facebook. Chi conosce già la città danese, saprà che di città che sanno coniugare realtà storica e natura, semplicemente natura, ce ne sono poche: dal Palazzo reale di Amalienborg ai giardini Tivoli non ci si può certo stupire se la città ha ottenuto ben 2894 voti.
Le preferenze dei consumatori hanno poi affidato il secondo posto a Barcellona e il terzo a Berlino. Scorrendo il podio, dunque, si passa in un battibaleno dalla vitalità e solarità di Barcellona alla stravaganza notturna imperante diCambia longitudine, cambia latitudine ma non si può che esser d’accordo con la classifica pubblicata dall’ECA.
E l’Italia? Ovviamente è la nostra capitale a rientrare nella top ten. Sebbene sia fuori dal podio e si classifichi quarta, Roma non potrebbe mai essere esclusa dai sogni dei consumatori. La città eterna potrebbe essere stata già visitata anche milioni di volte, ma suscita sempre la voglia di ritornarci.
Prima in classifica per il 2010 era stata Lisbona: il Portogallo si conferma una delle destinazioni più in voga degli ultimi tempi grazie alla grande offerta turistica a prezzi ridotti, grazie all’economicità del costo della vita e alla possibilità di essere raggiunto con numerosi voli low cost.
L’ECA è nata nel 2008 e premia la “destinazione dell’anno”da sole due edizioni ma, senza ombra di dubbio, in molti farebbero volentieri parte della commissione selezionatrice, visto che è a questa che spetta l’arduo compito di scegliere quali saranno le città in nomination dopo, però, averle visitate. Se si è tra i comuni mortali chiamati semplicemente a votare, non resta altro che viaggiare per la top ten, magari per constatare che i voti siano effettivamente meritati!
La Redazione,
Movolo.it

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February 13, 2011

Posted by: sahr

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Basta intercettazioni! che fare a riguardo?

30 milioni negli ultimi 10 anni. Un dato che mette ansia dal momento che il numero delle famiglie italiane ammonta a 21 milioni e 600 mila unita` e` possibile affermare che in ogni famiglia italiana il ?Grande Orecchio? e` entrato almeno una volta. IL costo di questo ascolto affidato dalle Procure di tutta Italia a ditte esterne e` di quasi 300 milioni di euro l` anno. Di conseguenza, negli ultimi cinque anni, lo Stato ha speso circa 1,250 miliardi di euro, ovvero 2.500 miliardi di vecchie lire, per cosi` dire, in telefonate.
In dieci anni 30 milioni di spiati. Ma come si arriva a tale cifra? L`Eurispes ha ricavato tale numero sulla scorta dei dati ufficiali e in base all`ipotesi che ogni utenza intercettata possa avere coinvolto almeno 100 soggetti distinti (familiari, amici, colleghi di lavoro, fornitori di servizi, ecc.) arrivando cosi` all`incredibile cifra di quasi 30 milioni di italiani. Tutti delinquenti? No, ovviamente. Tale inquietante dato esalta in maniera inconfutabile un ricorso per cosi` dire allo strumento investigativo delle intercettazioni. E pensare che l`uso delle intercettazioni e` ben regolato dalla legge. Come è noto, l?intercettazione è ?consentita?, previa autorizzazione concessa con decreto motivato al P.M. dal G.I.P., solo in relazione a ben delimitate gravi ipotesi delittuose e solo ?quando vi sono gravi indizi di reato e l’intercettazione è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini? (art. 267 c.p.p.).
Dalla lettura di questi dati non può, però, non sorgere il dubbio che, nonostante i rammentati limiti di legge, si ricorra sovente a questo invasivo strumento d?indagine, al solo scopo di evitare altri metodi oggettivamente piu’ difficoltosi, meno rapidi e di effetto mediatico non altrettanto evidente. L’escamotage spesso utilizzato, allo scopo di poter disporre le intercettazioni, è la contestazione del reato di associazione a delinquere per consentire indagini su reati di minore gravità.
Si potrebbe, dunque, trarre una prima conclusione: le intercettazioni telefoniche sono certamente necessarie per le indagini, ma non tutte le indagini necessitano dell’uso dello strumento delle intercettazioni. Peraltro, se l?eventuale abuso d’indagine incide, come è ovvio, su diritti fondamentali del cittadino (art. 15 della Costituzione: ?la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili?), assai piu’ pericoloso e dannoso è l’uso distorto che spesso viene fatto, attraverso la pubblicazione sulla stampa, delle trascrizioni delle intercettazioni.
In verità, sovente vengono pubblicati fatti, circostanze, dettagli e nomi di persone che nulla hanno a che vedere con le indagini stesse che, però, solleticano maggiormente la curiosità dell’opinione pubblica. Il rischio, quindi, c`e` per tutti di finire sul giornale mentre si parla con un caro amico o con il partner, magari perche` egli stesso sotto intercettazione in quanto collega di lavoro di un soggetto indagato.
Al fine di rendere questo rischio nullo e` necessario ricorrere a soluzioni che risolvono il problema alla radice?. In pratica ricorrere a strumenti di comunicazione sicuri e non intercettabili . Da nessuno. E` il caso del servizio di telefonia mobile KryptoMobile di Kryptotel. Acquistando online questo servizio e` possibile effettuare telefonate criptate direttamente dal proprio cellulare Iphone in tutto il mondo verso altri cellulari che usano il servizio KryptoMobile. Un modo sicuro per parlare al telefono liberamente senza il timore di essere ascoltati da orecchi indiscreti.

Casa produttrice: Kryptotel

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February 13, 2011

Posted by: Gaspare Serra

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FORTI “VENTI DI CENSURA” DAL NORD-EST ???

“Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la mia vita affinché tu lo possa dire…”
(Voltaire)

AUTORI “SCOMODI” AL POTERE: IN ARRIVO UN “INDICE DEI LIBRI PROIBITI”?

Nel Veneto hanno iniziato a circolare “liste di proscrizione” di autori “sgraditi” al centrodestra, dei cui testi vari amministratori locali avrebbero chiesto la rimozione da ogni scuola e biblioteca pubblica!
Primo in lista? Ovviamente Roberto Saviano!
Un recente servizio del Tg3 dello scorso 21 gennaio, infatti, ha rivelato come nella biblioteca civica del comune di Preganziol (seguita a ruota da altre Amministrazioni) “Gomorra” (best-seller venduto in “2 milioni” di esemplari solo in Italia e tradotto in “43 lingue” nel mondo) è stato ritirato dagli scaffali!

La motivazione ufficiale del “bando veneto” sarebbe la necessità di una presa di distanza dai cd. “autori pro-Battisti”, firmatari nel 2004 di un appello per la liberazione di Cesare Battisti.
Autori che, in realtà, non hanno certo “inneggiato al terrorismo”, limitandosi piuttosto a sollevare dubbi sulla regolarità del processo -a loro dire, “sommario”- a carico del terrorista rosso e ad invocare un “atto di clemenza” in favore dello stesso per chiudere la pagina nera degli “anni di piombo” senza l’ostinata ricerca di “capri espiatori”.

Com giudicare tale forma di “boicottaggio letterario”?
Francamente l’appello alla “gogna mediatica” lanciato da alcuni esponenti pidiellini veneti, Paride Costa e Roberto Bovo (e prontamente raccolto, tra l’altro, dagli assessori alla Cultura della provincia di Venezia e della regione Veneto), a danno di intellettuali responsabili semplicemente di avere offerto una “lettura diversa” di una vicenda (storica, umana e giudiziaria) così complessa, appare un atto d’inaccettabile arroganza, di “terrorismo culturale”!

E’ di chiara evidenza che il caso Battisti sia solo un pretesto per “mettere all’indice” alcuni scrittori “scomodi”, per imbavagliare -in qualche modo, “punire”- qualsiasi forma di esplicito “dissenso”, per avallare una “porcata censoria” bella e buona!
Lo conferma il fatto che Saviano, bersaglio principale dell’iniziativa, da oltre un anno abbia già ritirato la sua firma in calce all’appello “incriminato”.
Considerando, poi, che i primi inviti ai bibliotecari affinché rimuovessero i libri di Saviano dalle biblioteche sarebbero circolati subito dopo la trasmissione-evento “Viani via con me”, si tratta forse di una “ritorsione” in risposta alle recenti polemiche tra lo scrittore di Gomorra e il ministro Maroni???

Il fatto stesso che si concepisca una simile “provocazione” è sintomatico della “bassezza etica e morale” raggiunta da una classe politica che offre segni sempre più evidenti di “squilibrio e intolleranza”.
Alcuni amministratori pubblici hanno dato l’impressione, infatti, di voler amministrare un bene pubblico -quale la Cultura- come se si trattasse di una “cosa loro”!
Siamo al “delirio d’onnipotenza”, al superamento di ogni “limite di decenza”!
Il clima che si cerca di fomentare è da vera e propria “caccia alle streghe” (o ai “Premi Strega”, quale Tiziano Scarpa!), che rischia di alimentare l’odio politico nei confronti di chi manifesta un minimo “spirito critico” nei confronti del pensiero pubblico prevalente.

L’aspetto più grave del boicotaggio “sui generis” adottato in Veneto, infine, è che non si tratta di una censura “ad actum” (di un testo in particolare, per i suoi contenuti) bensì “ad personam” (di una lista di scrittori), così finendo col censurare delle opere letterarie in base alle presunte credenziali morali e politiche dei loro autori!
Ma se la politica pretende di definire “il bene e il male”, perché non chiedere la rimozione anche di opere come l’autobiografia di Erik Priebke o il “Mein Kampf” di Adolf Hitler?
E perché non censurare i testi di quegli autori atei, come Piergiorgio Odifreddi, che osano porre dubbi persino sull’esistenza storica di Gesù Cristo?!
Semplice: perché la cultura o è “libera” o “non è” cultura, bensì qualcos’altro (ad esempio, “propaganda”!).
Se prevalesse questa “logica censoria”, allora, il rischio maggiore sarebbe di veder ampliare “a dismisura” l’elenco degli autori “messi all’indice”: se oggi si “criminalizzano” quaranta intellettuali firmatari di un appello, chi garantisce che domani la schiera degli “sgraditi”, degli “anti-italiani”, dei “nemici del Popolo”, non si allarghi a ricomprendere tutti coloro che esprimano un’opinione politicamente “scorretta” o, comunque, “minoritaria”???

“Democrazia” non vuol mai dire “dittatura della maggioranza”: esprimere un’opinione è sempre un “diritto”, mai un “privilegio” concesso a chi si conforma al giudizio più comune!
Un Paese, infatti, può dirsi pienamente libero solo quando si dimostra capace di accettare tutte le idee, anche le più “scomode” o isolate: questo è il prezzo che “si deve” pagare per distinguersi da paesi come la Cina, la Russia o la Libia!

Ciò detto, perché la politica, piuttosto che occuparsi di redigere “liste nere” d’autori sgraditi, non si interroga sul fatto che il numero di lettori in Italia scende di anno in anno (come testimoniato dagli ultimi dati del Censis e dell’Istat)?
E perché gli amministratori locali, piuttosto che “svuotare” ancor di più le nostre biblioteche, non si impegnano a riempirle, considerando che in Italia, ogni 100 abitanti, ci sono solo 70 libri nelle biblioteche pubbliche (contro i “246″ libri negli Stati Uniti, 237 in Francia, 231 in Giappone, 188 nel Regno Unito, 127 in Germania, 93 in Spagna e 88 in Grecia, come ci rivela una tabella della European House-Ambrosetti)?!

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI, FACCIO RINVIO ALLA PAGINA:

http://gaspareserra.blogspot.com/2011/01/ultimi-censori-caccia-dautore.html

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Gaspare Serra

Blog “Panta Rei”: http://gaspareserra.blogspot.com

Pagina “Panta Rei”: http://www.facebook.com/blog.di.GaspareSerra

Gruppo “Per la libertà d’informazione e di satira”:

http://www.facebook.com/group.php?gid=48446802407&ref=mf

Pagina “Diritto di critica”: http://www.facebook.com/libera.espressione

Profilo facebook “Gaspare Serra IV”: www.facebook.com/Gaspare.Serra.IV

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February 13, 2011

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Andarsene dall’Italia

Come molti altri anch’io voglio andarmene da questo paese, la classe dirigente di questo paese è esasperante, nel “corriere della sera” scriveva Luigi Pirandello ora come giornalisti abbiamo e.fede, siamo passati nella politica da: De Gasperi, Pertini, Croce, Nenni a previti, dell’utri e scillipoti. Abbiamo avuto industriali come Olivetti ora festeggiamo marchionne. Mentre lo scudo fiscale aiuta chi evade con 1000 euro una famiglia non vive più, hanno cancellato la dignità di milioni di persone, ecco perché me ne andrò appena giunto in pensione. Non mi riconosco nel modo di pensare corrente, dove la donna è considerata un oggetto, nel nord quello che erano gli immigrati del sud ora sono gli extra-comunitari, dove quello che conta non sono gli interessi generali ma il fregare il vicino, non è per questa cultura che ho dedicato più di 50 anni della mia vita. Un paese dove non è neppure possibile ringiovanire la classe politica, negli altri paesi chi perde l’elezioni cambia vita, questi se perdono ci riprovano e stanno lì a vita.

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VALIDITA’ DELLE YANTRASLIPPERS!

GLI ESPERTI CONFERMANO LA VALIDITA’ DELLE YANTRASLIPPERS!
Hai i piedi stanchi, le gambe doloranti, problemi d’ insonnia e dolori muscolari?
Le nuove YANTRA SLIPPER™, un successo moderno, una tradizione antica di 5000 anni!
Finalmente sono sbarcate in Italia le famose YANTRA SLIPPER™, hanno venduto milioni di paia in tutto il mondo. Le YANTRA SLIPPER™ sono brevettate e tutti i punti di pressione presenti sulla suola sono elastici, quindi adatte a tutti i tipi di piedi e peso delle persone.
Ci sono 41 punti di pressione sulle YANTRA SLIPPER™ connessi con i vari organi del nostro corpo. Alcuni di questi punti sono di colore rosso e rappresentano i principali punti di pressione, inoltre per offrire un trattamento più potente sono anche magnetici.

La Dott.ssa Birgit Sjölander, specialista in ortopedia e neurofisiologia conferma la validità delle Yantraslipper.

– ” Mi sono interessata alle Yantraslipper in quanto ho un’ottima conoscenza del sistema motorio del piede e della sua muscolatura”.

Ho voluto e potuto provare di persona le Yantraslipper per valutare la validità e gli effetti.

– “Possono veramente aiutare in diverse circostanze e per parecchi tipi di problemi e dolori dovuti a tensioni del nostro corpo. Personalmente ho avvertito, usando le slipper circa mezz’ora per due giorni consecutivi, una forte diminuzione del dolore cronico nella gamba, dovuto ad un incidente”!
– Le consiglio veramente e sono ottime per il bilanciamento della postura”, dice la Dott.ssa Birgit Sjölander.

Fonte: Dott.ssa Birgit Sjölander, specialista in ortopedia e neurofisiologia
www.saventus.com/

Una recente ricerca fatta dal Dott. Thomas Lundeberg, primario al Karolinska Sjukhuset a Solna, Svezia, sottolinea l’importanza dell’uso del piede.
– Ogni volta che si appoggia il piede a terra, si liberano enzimi per il nostro benessere, afferma il dottore.
Camminare fa bene alla salute, si sapeva già, ma completare il cammino con massaggi e agopressione migliora la memoria, funge da antistress e da antidolorifico.

Fonte: Dott. Thomas Lundberg/Aftonbladet.se

La podologa Dott.ssa Nina Wikström Tier di Kvissleby, Svezia afferma:
–Il mio dolore causato da un colpo di frusta è diminuito tantissimo. Questo dolore mi impediva di muovermi bene, avvertivo tensione e i dolori mi creavano parecchi problemi. Usando le Yantraslipper sto molto meglio e i dolori stanno diminuendo.
–Ho provato le Yantraslipper per un po’ di tempo e ho notato un netto miglioramento della circolazione del sangue in tutto il corpo.

Sono ottime anche per un bel massaggio profondo ai piedi, dice Nina.
Fonte: Podologa Dott.ssa Nina Wikström Tier, Kvissleby, Svezia.

Traduzione:© Lorenzo Callegari
Diplomato nel 1989 all’istituto Swedish School of Ortopaedic Massagetherapy Stoccolma, Svezia e nel 1992 all’Istituto Ginnico di Copenhagen, Danimarca.
Team Yantra www.tappetoyantra.com

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l’efficacia dei tappetini chiodati!

Gli studi effettuati confermano l’efficacia dei tappetini chiodati!
Il tappetino chiodato allevia i dolori, ora abbiamo la certezza!
Gli amici del tappetino chiodato possono finalmente gioire.
Uno studio scientifico Svedese fatto dall’Università di Karlstad conferma l’efficacia del tappetino.
-”Lo studio è probabilmente il primo fatto nel mondo”, dice Anette Kjellgren, docente di psicologia e capogruppo degli scienziati.
Lo studio è stato condotto in collaborazione con Lena Werngren, dottoressa all’ospedale civile nella regione Värmland.
Sono stati sottoposti pazienti con dolori cronici, e la dottoressa rivela di non essere sorpresa del risultato ottenuto.
– “ No, non sono affatto sorpresa, dice la dottoressa. Tanti dei miei pazienti facevano uso del tappetino da anni e hanno sempre confermato che erano molto tranquilli, e che il tappetino rafforzava le terapie in atto”.
– “Abbiamo cosi deciso di studiare la cosa più accuratamente”.
Il gruppo si componeva solo di 35 persone perché uno dei requisiti richiesti era di non aver mai provato il tappetino prima, considerato che in Svezia quasi tutti lo possiedono, era difficile trovare persone che non lo conoscessero!
– “Il risultato è stato impressionante, considerata anche la difficoltà a raccogliere risultati soddisfacenti con un gruppo di persone cosi ristretto. Il tappetino “taglia” i dolori. La nostra ipotesi è questa: quando un dolore concorrenziale stimola un’area già dolorante si va a “ spegnere” il dolore originale.
Il dolore aggiunto che si percepisce filtra il dolore principale”.
–“In quei casi si avverte sollievo grazie alla congestione nei canali nervosi, i dolori non sono percepiti come prima, un po’ come succede quando si soffia su una ferita”, conclude la dottoressa Kjellgren.
©Lorenzo Callegari
Team Yantra 23/12/201o
www.tappetoyantra.com
Fonte: Dagens Nyheter 2010-09-06 – Av Bertil Åkesson/TT

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December 14, 2010

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una ricerca interiore

scopo: trovare se stessi.
È strutturato in modo che le domande esistenziali: Chi c’ è dentro? e Chi
sono io? siano la base di una ricerca interiore di riflessione, meditazione, che
inaspettatamente si apre nel contatto profondo con la nostra vera natura, come
un lampo improvviso che squarcia il cielo.
Allora ci si accorge che tutto quello che si è sempre cercato fuori e lontano,
tutto quello che si è sempre rimandato a un altro tempo, che si è proiettato su
qualcun altro, è qui e ci appartiene.
L’ intero condizionamento cade, l’ identificazione con il piccolo io si dissolve in
un attimo di consapevolezza.
Che cosa offre l’ intensivo:
Toccare con mano che chi sei veramente non ha niente a che vedere con l’ età, i
gusti personali, le vicende della vita, la tua identità o ego.
Scoprire che il bene più prezioso che possiedi sei tu.
Che hai tutto il diritto di avere una vita soddisfacente e che possiedi le risorse
per viverla appieno.
Godere di momenti di silenzio in cui l’ Essere può riconoscersi e espandersi.
Migliorare il tuo modo di comunicare e ascoltare, sviluppando la capacità di
entrare in contatto con sensazioni, emozioni, pensieri, nel momento presente.
Sperimentare la pratica Zen del Koan che come un indovinello rompicapo ti
riporta continuamente a te stesso.
Il ritiro è in isolamento è quindi indispensabile essere completamente liberi da
impegni familiari e lavorativi per tre giorni.

This post was submitted by torone.

December 11, 2010

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LA VERGOGNA DEI POLITICI

Gent.mi Sig.RI Politici Italiani in un periodo come questo di profonda crisi non solo lavorativa ma soprattutto economico-familiare in quanto come leggevo erroneamente nell’articolo che le famiglie annaspano ad arrivare a fine mese
poichè senza stipendi non c’è neanche l’inizio del mese come se non bastasse vi preoccupate con menti diaboliche ad inventarvi di tutto per prendervi sotto forme di tasse anche quel poco che oggi abbiamo per poter mangiare. Forse per formare altri casi Fallara? concludo semplicemente dicendovi che vi dovete umanamente Vergognare

This post was submitted by ANTONIO.

December 10, 2010

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wikileaks

Dont touch WIKILEAKS, faked DEMOCRACY!!!

Non toccate wikileaks

liberate assange

Thank for all

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December 1, 2010

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Accor: vendita azioni Club Méd

buongiorno a tutti!!

sto affrontando un caso di studio riguardo il gruppo Accor, leader nel settore alberghiero.
Se qualcuno conosce questa impresa, o si applica a interpretare le mie informazioni mi sarebbe molto di aiuto a capire un particolare passaggio.!!

Nel 2004 Accor investe acquistando il 28,9 % delle azioni del gruppo Club med (azienda che fornisce servizi turistici), diventandone azionista di maggioranza!

All’acquisto Accor sottoscrive accordi con club med riguardo all’attuazzione di determinate strategie per creare insieme nuove sinergie.

Nel giro di DUE anni Accor rivende quasi interamente queste azioni, a MENO di quanto le aveva acquistate..

Le mie domande sono:
1) gli accordi presi con club med saranno quindi stati interrotti?

2) escludendo l’ipotesi di averla acquistata a puro fine speculativo poichè dalla vendita ricaverà una minus valenza, quali sono i motivi plausibili secondo voi??

grazie a tutti !!!

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November 30, 2010

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l’effetto collaterale dei farmaci

riguardo al problema dei media che si occupano
di farmaci, vorrei parlare del “caso lipobay”. il termine “caso” è dovuto
al fatto che la notizia fu data in estate, quando i giornalisti, essendo
i politici in vacanza, non sanno più di che parlare. tanto si parlò di
quella vicenda che sembrava che il lipobay servisse per suicidarsi.
non intendo con ciò negare o mancare di rispetto alle tragedie che sono
state causate. tuttavia, l’effetto collaterale, potenzialmente letale,
di quel farmaco (la rabdomiolisi, un danno ai tessuti muscolari, compreso
il muscolo cardiaco), è comune a tutta la sua classe (le statine, i farmaci
attualmente più usati contro il colesterolo), solo che, essendo il lipobay
effettivamente più potente, compare più frequentemente. allora bastava
dimunuire la dose per scongiurare gli effetti tossici, ma ormai si era
montato il caso….(sbatti il mostro in prima pagina). altrimenti, se anche
le altre statine sono potenzialmente altrettanto tossiche, perchè quelle
altre sono ancora in commercio con i loro fatturati miliardari? un’altra
osservazione: la possibilità di rabdomiolisi aumenta notevolmente, e sembra
che per la maggior parte dei decessi si fosse in questa condizione, in
concomitante terapia con farmaci di un’altra classe, i fibrati. è
comprensibile ed era anche prevedibile che molti decessi avvenissero negli
stati uniti, dove i fibrati sono farmaci di libera vendita. ma in italia
questi sono farmaci con obbligo di ricetta medica e l’indicazione di non
associare i due farmaci compariva nel foglietto illustrativo. con questo
non intendo certo accusare le vittime di negligenza, perchè il foglietto
illustrativo di un farmaco è fatto per essere letto da un professionista
del settore. sono i medici che, a mio avviso, avrebbero dovuto attenersi
a quelle indicazioni, sperando che almeno le conoscessero. che razza di
mondo è se chi dovrebbe conoscere e curare si comporta con faciloneria?

This post was submitted by arista.

November 30, 2010

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l’utilità dei vaccini

Non entro nel merito della polemica sui vaccini…l’utilità dei vaccini è stata ampiamente dimostrata (sono l’unica arma in grado di eradicare una malattia, vedi il vaiolo, che è l’unica malattia sicuramente eradicata dal mondo e, forse, sembra la poliomielite, ma i dati sono meno certi).
Invece vorrei segnalare un problema legato alla OXCARBAZEPINA (Tolep in Italia, Trileptal nella maggior parte dei paesi del mondo, prodotto da Novartis).
Segnalazione da parte della ditta (Novartis):
alcuni pazienti hanno sviluppato reazioni cutanee gravi, tali da mettere in pericolo la vita; alcuni casi hanno necessitato il ricovero e in casi “molto rari” – quanti? – alcuni sono deceduti.

Siccome l’alternativa al Tolep esiste (da 30 anni), ossia il suo precursore, la carbamazepina (Tegretol) che costa 1/3 e ha lo stesso effetto, chiedete al vostro Medico (neurologo, medico di medicina generale, psichiatra, neuropsichiatra infantile, pediatra) se realmente esiste la necessità di proseguire con tale farmaco o se non è consigliabile ritornare alla carbamazepina.
Questo è il mio consiglio da medico.

This post was submitted by zionna.

November 27, 2010

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l’immondizia a Napoli

non si scappa, non avete via di uscita la colpa è solamente dei napoletani tutti

Non tutti sono incapaci a napoli ma si sono messi da parte vista l’impossibilita di fare qualcosa e hanno lasciato il campo ai peggiori.

Tiratevi su le maniche e organizzate una raccolata differenziata autogestita, Preparate un grande nastro trasportatore sul quale fate scorrere i rifiuti e separateli.
Avete un sacco di disoccupati fateli fare qualcosa

This post was submitted by cercingetorice.

November 20, 2010

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l’indifferenza oggi

Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva; e la massa ignora, perché non se ne preoccupa: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

This post was submitted by ololo.

November 18, 2010

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come uscire dalla crisi

Uscire dalla crisi. Ma uscirne rinnovati. La ricerca e l’innovazione sono il volano da cui dipende il futuro. Un’idea illuminata ha permesso a Mark Zuckenberg di dar vita a un impero con bilanci a nove zeri, Facebook, con centinaia di dipendenti. Il Governo italiano ne è consapevole e ha istituito un fondo di 1,2 miliardi di euro a sostegno delle Pmi, per facilitarne lo sviluppo.

“Il fondo per le Pmi italiane creerà e salverà posti di lavoro e aiuterà le imprese italiane troppo piccole spesso nel mondo a crescere”, ha spiegato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Ed è proprio il Nord Est da cui si vuole partire. Considerato il laboratorio privilegiato per la ripresa economica. Le caratteristiche e le opportunità del fondo verranno presentate ufficialmente a Verona, in occasione del convegno “Oltre la crisi: strategia e finanza per il rilancio e lo sviluppo delle imprese”, previsto giovedì 25 novembre nella sala convegni Unicredit Group, alle ore 16.00. Un’opportunità per dibattere sulle prospettive di crescita del nostro territorio, e sulle modalità per organizzare un tessuto imprenditoriale all’avanguardia.

Interverranno:
- prof. Roberto Battaglia, direttore del dipartimento di economia aziendale dell’università di Verona;
- prof. Michele Rutigliano, docente del corso di Economia degli Intermediari Finanziari dell’università di Verona;
- Luca Penna, di Bain & Company;
- Massimiliano Bonamini, dello studio Bonamini & Partners;
- Piergiorgio Peluso, responsabile di UniCredit Corporate & Investment Banking Italia;
- Francesco Sogaro, responsabile del fondo di investimento italiano per le Pmi.

This post was submitted by Gabriele.

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