acquisto di 131 caccia-bombardieri F-35
le Commissioni Difesa di Senato e Camera hanno espresso parere favorevole (con l’astensione del Pd) sul piano governativo per l’acquisto di 131 caccia-bombardieri F-35 e per l’ampliamento della base aerea di Cameri (Novara) dove i velivoli verranno assemblati.
Un piano di riarmo che ci costerà 13 miliardi di €. Una spesa enorme.
Non è previsto nessun esame in aula
Velivoli ‘stealth’ di quinta generazione che dal 2014 dovrebbero progressivamente sostituire tutta la flotta aerea d’attacco italiana, attualmente composta dai Tornado e dagli Amx dell’Aeronautica e dagli Harrier-II della Marina. 69 F-35A a decollo convenzionale verrebbero destinati alle forze aeree, mentre 62 F-35B a decollo rapido o verticale andrebbero a finire sui ponti delle portaerei ‘Garibaldi’ e ‘Cavour’
Per la ‘difesa’ propriamente detta dello spazio aereo italiano sono già stati spesi oltre 7 miliardi di euro per l’acquisto di 121 caccia Eurofighter in sostituzione dei vecchi F-104.
Pur definendo il programma come “destinato alla difesa nazionale”, il testo che La Russa enuncia chiaramente la destinazione d’impiego degli F-35 “nelle missioni internazionali a salvaguardia della pace” in virù della loro “spiccata capacità di impiego fuori area”
Un affare per Finmeccanica
I caccia F-35 sono il frutto del programma di riarmo internazionale Joint Strike Fighter lanciato dagli USA a meta’ degli anni ’90, al quale hanno aderito molti Paesi alleati, tra cui l’Italia nel 1996 con il primo governo Prodi (adesione confermata nel 1998 dal governo D’Alema e nel 2002 dal secondo governo B). Il nostro Paese partecipa al consorzio industriale Jsf – guidato dalla statunitense Lockheed Martin – tramite l’Alenia, l’azienda aeronautica del gruppo Finmeccanica
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