le vacanze organizzate
Più che le vacanze, odio la massificazione che le vacanze organizzate implicano…gli animatori che ti calpestano i cabasisi, inducendoti a relazioni più o meno untuose con gli altri villeggianti cosparsi di creme protettive …per me le vacanze sono un momento di sviluppo della mia individualità che, nel resto dell’anno, se non calpestata è, per lo meno, trascurata…università, convivenza con i nervi schizzati di altre studentesse, docenti simili a dinosauri persi nelle foreste del tempo, etc etc che, per esplicite ragioni, inducono a smorzare i lati più aspri del carattere (quelli a cui sono anche più affezionata) e ad infonderti una diplomazia che fa campare formalmente tranquilli ma non fa di certo bene al fegato…perchè, almeno in vacanza, non dovrei fare quello che mi passa per il cervello? “No, grazie…preferisco starmene per i cavoli miei ad ascoltarmi De Andrè”…e lì le occhiate degli animatori …sottotitolo “anvedi l’asociale”…e che ti tormentano finchè non smuovi le carni dal telo e ti autoconvinci svogliatamente che il tiro alla fune nell’acqua, caspita, era proprio quello che ti ci voleva…per poi finire con l’invocare mentalmente che qualche ragazzetto ti tiri in testa un pallone per fingere l’infortunio e ritirarti a vita privata…ecchecaspita, un pò di tregua: sto in vacanza!…anche dalle convenzioni…quindi voglio essere selvatica e si, anche asociale…problemi?
Quest’anno mi sono concessa un giro del nord Europa in sacco a pelo…un calcio alle comodità della vita borghese di tutti i giorni (su cui assolutamente non sputo sopra, per carità) ma che mi ha fatto scoprire, in pochi giorni, in poche ore, tante cose…anche l’effetto catartico e liberatorio di una doccia…o gli strani e pittoreschi personaggi della zona dei canali di Copenaghen…diventare protagonista di una delle canzoni di De andrè, ecco…in un ambiente fatto di sottili contraddizioni che ti riempiono d’emozioni…una scorta di sentimenti fatti di visi, di canti d’ubriachi, di sorrisi di denti spezzati…capaci di farti campare di rendita per un altro anno…fino alle nuove vacanze, ecco…un’induzione al pensiero, a mettere in moto il meccanismo del cervello e non a perderlo tra le gag comiche più o meno trite e ritrite degli anfiteatri del villaggio…non un “pensa solo a divertirti” ma un semplice “pensa”…a cosa lo decidi tu…o la vita che ti scorre attorno…e non l’esistenza programmata e dorata proposta dalle agenzie di viaggi…ma, in fondo, ho vent’anni…e si…”m’innamoro di tutto”.
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