December 19, 2009

Posted by:

Category: Nel Mondo, Tutto il resto

Tags:

ascesa del commercio cinese

Io sono sicuro che non sarà tanto facile arrestare l’ascesa del commercio dei cinesi in Italia.
Gli imprenditori di qualsiasi marchio prodotto in Italia possono fare tutto ciò che vogliono con i loro marchi, e quindi possono anche fare produrre la loro merce a qualsiasi paese gli faccia comodo.
Perché, voi…. nei loro panni cosa fereste? Ma suvvia, guardiamoci in faccia e ammettiamo di essere arrivati a una svolta epocale che insieme all’Euro ci metterà in ginocchio a tutti.
Il corso dell’evoluzione nel cambiamento degli eventi, e quindi la libera concorrenza dei mercati che adesso viene perpetrata non più a livello regionale, ma con la globalizzazione in atto, essa assume una naturale espansione globale e quindi di tipo intercontinentale, in una maniera inarrestabile e obbligata alle aziende per potersi economicamente salvare.
Non tarderà molto che forse in un futuro non molto lontano, qualche azienda si dovrà spostare su qualche altro pianeta incluso nel sistema solare.
Io consosco molto bene: “il lato oscuro della mente”, e posso dire che tutto quello che stà avvenendo nel delocalizzare le aziende italiane all’estero: tutto ciò deve assolutamente avvenire, per poter essere competitivi e non morire. Quindi, il processo della delocalizzazione delle aziende italiane è oramai inarrestabile e mai nessuno potrà più fermare questo accadimento.

This post was submitted by santoro.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Lavoro, Tutto il resto

Tags:

codice condotta imprese

Tempo fa c’era una campagna di Amnesty International e moltissime altre associazioni… si chiamava “meno beneficenza, più diritti”, Una campagna per incentivare le imprese a comportamenti rispettosi
dei diritti umani e dell’ambiente in tutto il mondo…
e gli obiettivi erano:
1)definire un codice di condotta per le imprese europee basato sui più importanti trattati internazionali in tema di lavoro, diritti umani e protezione dell’ambiente;
2)introdurre una base giuridica vincolante per la disciplina delle attività delle imprese europee all’estero;
3)introdurre l’obbligo della presentazione di un bilancio socio-ambientale accanto a quello finanziario;
4)attivare degli incentivi fiscali e finanziamenti per le imprese che possono dimostrare il raggiungimento di adeguati standard;
5)introdurre parametri etici e ambientali vincolati per le imprese che operano per conto degli stati e dell’unione europea, ed un adeguato meccanismo di controllo.

Sarebbe un bel passo avanti… se il prezzo della manodopera diventasse umano comincerebbe ad esserci un certo equilibrio…

Associazioni promotrici:
ARCI
AMNESTY INTERNATIONAL
ACTIONAID INTERNATIONAL
LEGAMBIENTE
COORDINAMENTO LOMBARDO NORD SUD
CTM ALTROMERCATO
LIBERA
CITTADINANZA ATTIVA
BANCA ETICA
UNIMONDO
ROBA DELL’ALTRO MONDO
SAVE THE CHILDREN
TRANSFAIR Italia
MANI TESE
AIFO – ASSOCIAZIONE ITALIANA AMICI DI RAOUL FOLLEREAU

This post was submitted by zuini.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Lavoro, Tutto il resto

Tags:

Made in China

amici

Guardiamo una persona “normale” non il solito imprenditore o “padrone” che dir si voglia… ovvero il comune cittadino. Nella sua mirco-economia cosa fa quando deve fare la spesa ? : Per i “grandi investimenti” va al super-iper-mercato o negli hard-discount, per le piccole cose dal verduriere sotto casa.
Magari a voi il paragone sembrerà forzato, ma se ci pensate bene… tutto è rapportabile.
Ora scusate se parlo da uno che sulla barricata dell’Imp-Exp. dai paesi asiatici ci è stato per molti anni, ovviamente traendone dei vantaggi economici.
Oggi che sono “fuori dalla mischia” quindi super-partes, senza volermi assumere il ruolo dell’economista, che perlatro non mi compete, credo semplicemente nella logica delle cose.
Lasciatemi fare giusto qualche esempio:
Guarda caso quando nel 1990 la Piaggio era praticamente l’unico produttore di Scooter ed a Taiwan già circolavano migliaia di scooter, gli stessi che oggi girano per le ns. strade.
Tutti prodotti a Taiwan all’80%. E’ bastato far cadere alcune restrizioni doganali.

Stesso periodo… la “Fiat” aveva praticamente il monopolio in Italia (sempre grazie alle barriere doganali) mentre in Belgio (ove le stesse non esistevano) il mercato era già saturo delle varie Toyota,Nissan, Honda ecc.
Entriamo in Europa (1993) apriamo le frontiere ed il gioco è fatto, anche noi siamo pieni di auto giapponesi (seppur a onor del vero prodotte parzialmente in Europa)

Se scrivessi l’avevo detto… probabilmente non mi credereste, ma l’avevo detto.

In certi settori (quello auto x es.) il prodotto Made in China non è ancora arrivato solo ed esclusivamente per mancanza di omologazione del prodotto (standard euro-2 euro-4).

Ma non illudetevi.. questa “barriera” è solo una carta velina.

Ci sarà poi sicuramente un “periodo tecnico” in cui l’utenza dovrà assimilare il nuovo prodotto, ma poi non c’è speranza, saremo invasi da auto e moto cinesi.
Un’altro settore di mercato ove il Made in Europe andrà “a gambe all’aria”.

Per contro, non dimentichiamoci di alcuni fattori:
1) la concorrenza del “Made in Asia” se da un lato ha fatto dei danni enormi alle aziende europee (ed ai suoi lavoratori) dall’altro canto ha favorito un abbattimento dei prezzi al consumo.

Se oggi entrate in un ipermercato ed uscite con una Mountain-Bike spendendo solo 50-60 Euro, dite grazie ai “cinesi”

Ora decidiamo bene da che parte della barricata vogliamo stare, e comunque credo che non esista la medecina che sana tutti i mali.

In un paese come il Brasile dove il blocco delle importazioni dei prodotti esteri è stato per anni quasi totale applicando i dazi doganali, il risultato è stato che il prodotto “made in Brazil” in generale era una porcheria, tecnologicamente antiquato e caro.
Solo ed esclusivamente perchè mancava la concorrenza dei prodotti esteri.

Oggi il Brasile ha liberalizzato l’import ed anche i Brasiliani possono finalmente premettersi la loro bella Mountain-Bike ed il loro Computer a prezzi decenti.

L’Italia non è piu’ libera di decidere autonomamente dazi e sanzioni, fa parte della Comunità Europea e tutto viene deciso a Bruxelles.

A mio personale giudizio, l’unico modo per “bloccare i cinesi” è molto semplicemnte porre nuovamente delle barriere doganali che siano esse sotto forma di dazi o quant’altro.

Fare poi degli accordi bilaterali dove vi sia un bilancio dell’import-export dall’europa verso la cina e viceversa.
Ovvero: volete venderci 1 Euro di merce ? Acquistaeci 1 Euro di merce.

E’ impensabile che cosi’ all’improvviso il mercato interno del lavoro in Cina possa cambiare ed assimilarsi allo “Statuto del Lavoratori” del sig. Gino Giugni (era Lui ?)

Vedrei comunque benissimo la proposta di Controversial Controversial (che saluto, ringraziandolo per questo spazio)di mandare i ns. sindacalisti in Cina.

Magari è capace che li mettono ai lavori forzati in una risaia e cosiì finalmente almeno una volta nella vita lavorano anche loro.

Perchè non dimentichiamocelo i comunisti non mangiano i bambini… ma su certi argomenti s’incazzano e, a loro se gliela conti troppo in un attimo ti rimettono i carri armati in piazza.

Però buffa il destino…. l’europa socialista e/o socialdemocratica.. messa in ginocchio dai comunisti neo-capitalisti.

Grazie a chi mi ha letto, un saluto a tutti i cervelli liberi.

This post was submitted by zuini.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Lavoro, Tutto il resto

Tags:

il mondo del lavoro oggi

“In questi anni il mondo del lavoro è in rapida trasformazione. Sono finiti gli anni d’oro delle assunzioni facili, quel periodo della quasi piena occupazione che dal miracolo economico ci ha accompagnato fino a quasi tutti gli anni ’80. Oramai nel settore pubblico si assume pochissimo, la grande industria è in crisi ed oramai garantisce una piccola percentuale di posti di lavoro, i lavori di gran parte del terziario sono lavori a tempo determinato, con contratti a termine o lavori interinali. C’è molta più flessibilità che in passato, non c’è dubbio. Ma altri aspetti del vivere sociale non mostrano la medesima “flessibilità”…ad esempio se vuoi accedere ad un mutuo o a un prestito devi portare alle banche delle garanzie che il sistema lavoro di oggi non garantisce più, questa è un evidente contraddizione ma le cose funzionano così. Gli aumenti degli stipendi sono legati al tasso di inflazione programmata…ma per acquistare una casa oggi serve il doppio della cifra che serviva soltanto tre anni fa…nel frattempo gli stipendi non si sono certo raddoppiati rispetto a tre anni fa…ed acquistare una casa di proprietà è diventato sempre più difficile (e affittarla è altrettanto difficile…non basta uno stipendio intero…)…però i giornali insistono sul fatto che i giovani italiani sono “mammoni”…non vogliono lasciare il tetto di mamma e papà…ma seppur lo volessero…come mai potrebbero farlo viste le dinamiche dei prezzi delle case in costante crescita? E visti i lavori interinali che non garantiscono quelle certezze che però le banche ti chiedono se vuoi accedere ad un mutuo o a un prestito? Insomma…mi sembra che in questa nostra società di oggi ci siano delle evidenti contraddizioni…l’ultima, ma non in ordine di importanza…si fanno rimanere a lavoro coloro che sono in età da pensione (di anzianità) aumentandogli pure lo stipendio per restare…con buona pace dei posti di lavoro che non si liberano più….e ai giovani si offrono lavori interinali, part-time, a tempo determinato (altro che scontro tra generazioni…). E’ possibile per un giovane d’oggi, a queste condizioni, costruirsi un futuro?”

This post was submitted by zanella.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Lavoro, Tutto il resto

Tags:

i lavoratori cinesi

Ciao a tutti,
vorrei esprimere un concetto molto semplice che spero serva a calmare le anime di chi come noi soffre e percepisce la situazione economica difficile in cui l’Italia versa da un po’ di tempo.
La stessa situazione della Cina c’era circa 15 anni fa in ungheria, in repubblica ceca, vi erano le aziende con i dipendenti che dormivano nei pressi della azienda e mangiavano panino con metallo o legno o quant’altro avevano per le mani 15 ore al giorno. Tutti i nostri genitori del dopoguerra hanno fatto quella vita, la stessa dei Cinesi, per parecchi anni fino a che la situazione non è migliorata grazie anche al sudore degli operai. Il mondo evolve e le aziende in Italia ora sono costrette a “emigrare” per non soccombere al mercato, non crediate che faccia gola a nessuno trasferire anima e bagagli in Cina (almeno i manager che ci vanno). Le regole del mercato sono spietate e spetta a noi cercare di trovare una via di uscita. Io suggerirei intanto ai milioni di italiani di iniziare a risparmiare con spese intelligienti, ad usare poco o niente il cellulare e ad accontentarsi di quello che si ha. Vedo troppa gente sprecare montagne di soldi per avere cio’ che hanno gli altri solo perchè altrimenti si sentono disadattati. Ho visto coppie appena sposate chiedere finanziamenti alle banche (e qui mi scapperebbe una parolaccia … ) per le ferie !!! Ma siamo impazziti !! Gente con uno stipendio da 1000 euro cambiare il telefonino ogni 2 mesi e cambiare una suoneria alla settimana !! Ho letto da qualche parte che abbiamo speso una cifra pazzesca solo per i cambi di suoneria !! In Germania per far fronte alla crisi economica hanno ridimensionato gli stipendi e lavorano un pochino di piu’. Io credo che dobbiamo farci tutti un esamino di coscienza e pensare che si puo’ vivere anche in modo un pochino piu’ conforme alle nostre possibilità e fare il possibile per prepararci, studiare, elevare il nostro livello medio di cultura (pensiamo a come le lauree nuove vengono praticamente regalate agli studenti facendo corsi di 20 ore ed esami a quiz !! Io la Moratti la farei al forno con due patatine). Uno dei modi per trovare lavoro è usare un pochino di piu’ la testa e fare cio che non fanno le basse manovalanze cinesi .. secondo me chi si da da fare e non si fa prendere dal panico e si aspetta sempre qualche cosa da qualcuno troverà una via di uscita. Il mio vuole essere un messaggio di incoraggiamento a tenere duro in questo momento difficile per tantissime famiglie in difficoltà. Gli italiani sono da sempre un popolo che riesce a sollevarsi da mille tipologie diverse di situazioni. Tiriamo fuori la nostra creatività e facciamo cio’ che gli altri non sanno fare.
Tanto fra 10 anni i Cinesi chiederanno due cellulari a testa come noi … se non ci estinguiamo prima 10 anni non sono poi molti no ?

This post was submitted by vale vilo.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Economia, Tutto il resto

Tags:

le sponsorizzazioni di valentino rossi

Ma qui stiamo diventando tutti matti?!?Ma credete veramente che uno come Valentino Rossi ( che io ritengo una persona intelligente…) indossi un casco che potrebbe, in caso d’incidente ,salvargli la vita o limitare i danni, così senza chiedere niente, come indosserebbe una t-shirt?Ma io non credo proprio..non solo avrà chiesto garanzie su come e dove viene prodotto, ma avrà anche visitato lo stabilimento dove si produce per rendersi conto personalmente di tutto….magari ha conosciuto pure qualche operaio di quelli che adesso sono stati licenziati…che poi non gliene freghi niente, questo sì è possibile!
Io posso capire (ma non giustificare!) che uno come lui, faccia la pubblicità ad una birra, alla Telecom (x Alice…ah, a proposito, ma scaricare musica non è un reato?E allora lui perchè fa la pubblicità?) e tutto questo solo per soldi, ma non certo per il casco che indossa…su questo avrà voluto essere ben sicuro;quindi, secondo me, sa tutto …oh, se lo sa!
D’altra parte, la delocalizzazione delle varie imprese verso la Cina, non riguarda solo l’abbigliamento, le scarpe, i giocattoli, le auto,ma riguarda proprio tutto:io, per esempio, lavoro a Genova per una società che fa parte di un gruppo tedesco che costruisce cokerie e varie altre amenità del genere.Che mercato hanno scelto, secondo voi, per espandersi?Risposta: quello cinese e quello indiano e “tirano” tutti da matti.Come mai? Perchè lì sono talmente tanti che, a anche se le norme che regolano l’inquinamento e le paghe, praticamente non esistono e ogni tanto ne muore qualcheduno, trovano sempre altre persone disponibili a prendere il loro posto alle stesse condizioni cioè praticamente a garanzie zero!E non parlo solo degli stipendi, perchè in teoria i 100 € al mese che prendono loro per lavorare in condizioni a dir poco disumane, potrebbe avere più potere di acquisto dei nostri 1000 €, ma parlo delle ore giornaliere che devono lavorare,
delle conzioni in cui lavorano, niente riposi, ecc.ecc.
Morale?Morale….noi, qui in Italia, rischiamo di chiudere perchè lavoro non ce n’é!Quindi, quello che succede adesso per una fabbrica di Alessandria, succederà poi per una di Milano, poi per una di Torino, ecc.ecc. e piano piano ci troveremo “invasi” dai cinesi ( o chi per loro) e senza lavoro, perchè secondo me, il fondo non l’abbiamo ancora raggiunto (anche se i “nuovi poveri” sono sempre più numerosi), ma se continuiamo su questa strada, ci arriveremo presto!
Perchè non fare leggi che obblighino le industrie che vogliono trasportare le loro produzioni in Cina a non riportarle in Italia per la vendita, ma a venderle là pagando, però, le imposte sugli utili che ne ricavano in base alle normative italiane?
Buon fine settimana a tutti…

This post was submitted by vale vilo.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Salute, Tutto il resto

Tags:

cibi adulterati

Ogni tanto si scopre che quello che mangiamo non è quello che pensiamo di mangiare.
Mi ricordo del vino adulterato di un po’ di anni fa che nasceva come vino e ogni grossista lo diluiva con alcool metilico nelle proporzioni da indurti un po di mal di pancia senza ucciderti.Purtroppo il grossista che lo acquistava dal grossista precedente non sapeva della ‘diluizione’ e procedeva a diluirlo anch’esso fino a quando alcune persone non bevettero che alcool metilico credendolo vino e ne morirono.
Poi vennero i salmoni al mercurio, i maiali, i polli, la mucca, tutti impazziti per essere costretti a nustrirsi con il ‘mangime’? più strano, fatto anche addirittura da olii esausti.
Di una cosa si può star certi. Davanti a Dio Denaro non esiste piu’ il rispetto delle persone, alla loro salute, al rispetto della VITA.
Mi piacerebbe che ci fossero piu’ controlli, che i NAS fossero aumentati a dismisura per controllare ogni prodotto e che le pene per queste frodi si potessero avvicinare all’ergastolo e che le pene inflitte fossero scontate fino in fondo, perche’ quella roba forse non ti uccide subito, ma fra qualche anno chissa? forse un piccolo tumore di cui non se ne conosce mai la causa?
E poi’ si pensa mai ai bambini, alle creature che tutti dovrebbero proteggere?
Ho sempre creduto che le Persone fossero piu’ importanti di tutto il resto, che nessuno potesse mai pensare di approffittare della Vita in modo cosi’ assurdo e cosi’ viscido,…… ma forse devo smettere di fumare quella strana erba!!!
Il genere umano non si distingueva dalle bestie per la sua capacita’ di innalzarsi verso Dio?
Sono stufo di subire tutte le angherie e le prepotenze di questa societa’ che non mi appartiene piu’, possibile che nessuno capisca che il perdono delle colpe, immediato, automatico, senza il pagamento del delitto con la giusta pena non porti al pensiero che il delitto paga sempre e l’onesta’ non paga mai?
Un brindisi a tutti, con un bicchiere di latte, ovvio.

This post was submitted by cuioki.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Salute, Tutto il resto

Tags:

recupero tossicodipendenti

A questo proposito desidero riportare la mia esperienza lavorativa nel campo delle tossicodipendenze: si è trattato di una ricerca complessa che ha preso avvio dai progetti finalizzati alla prevenzione ed al recupero delle tossicodipendenze, finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia e presentati da vari soggetti istituzionali quali Comuni, Province, ASL, nonché dalle organizzazioni del Privato Sociale, sia per il triennio 1997 – 1999 che per il triennio 2000- 2002. L’obiettivo dello studio è stato quello di fornire, oltre alla lettura dei dati statistici riferiti ai progetti su menzionati, anche quello di tentare una analisi socio-tematica riferita a vari indicatori, quali le progettualità del territorio, le aree di intervento, l’iterazione di progetti, l’incidenza finanziaria.
Questo studio, svolto in collaborazione con la mia collega, anche lei interinale come me, mi ha dato la possibilità di utilizzare una metodologia di lavoro complessa (applicabile tra l’altro a tutti quei settori delle Politiche Sociali in cui si opera attraverso progetti) che, a partire dall’analisi dei dati e dalla predisposizione di tabelle, si è poi sviluppata attraverso elaborazioni grafiche e la stesura delle due relazioni, per i trienni di riferimento, su CD-ROM e che è poi stata presentata, come lavoro complessivo, in power point. Le diapositive contenute nel CD ROM sono state illustrate alla Direzione centrale salute e protezione sociale alla presenza, oltrechè del nostro Direttore di Servizio e dei nostri colleghi, anche di personale esterno quale un medico legale ed un tossicologo forense del Tribunale di Trieste.
Questa ricerca è stata spedita successivamente a tutte sei le Aziende per i Servizi Sanitari della Regione, all’ Istituto Superiore di Sanità e alle altre 19 Regioni. Tutto ciò partendo dal nulla o quasi e svolgendo un lavoro che, per metodologia e grado di difficoltà, avrebbe dovuto essere sviluppato da personale di qualifica ben superiore (funzionario) e non certamente da personale con qualifica di segretario amministrativo, quale quella da me ricoperta in tutto questo periodo di lavoro in Regione!!
Oltre a questo, mi sono altresì occupato della predisposizione di un censimento delle strutture residenziali per minori e degli asili nido della Regione, con relative successive elaborazioni grafiche; di recente ho seguito, assieme alla mia collega, le pratiche relative alle richieste di rimborso presentate dai Comuni della regione per gli assegni di maternità 2003, con conseguente predisposizione dei relativi decreti di impegno e di liquidazione.
Ho collaborato anche con il viceconsegnatario per la presa in carico e la registrazione dei materiali d’uso della Direzione centrale e, infine, ho aiutato spesso i colleghi/colleghe a risolvere i loro problemi informatici.
Cosa è servito, in sintesi, tutto ciò? Apparentemente a nulla, poiché tre anni e quattro mesi di lodevole servizio nell’Amministrazione regionale sono serviti unicamente per prender un calcio nel fondo schiena e trovarmi, a quasi 42 anni, in mezzo alla strada e senza prospettive!!
Se, contrariamente a quanto successo, ci fosse stata sin dall’inizio una attenzione da parte di questa Amministrazione regionale verso i lavoratori precari che, a diverso titolo, stavano già la lavorando da tempo in e per la regione, non ci troveremmo certamente in questa situazione di assurda e gratuita sofferenza umana.
Come si fa, poi, ad affermare che gli interinali non hanno affrontato selezioni oggettive nel corso della loro vita lavorativa in Regione? Tutti noi, (chi solo da interinale, chi invece da dipendente regionale a tempo determinato prima e interinale dopo), abbiamo affrontato in questi anni di lavoro in e per la Regione ripetutamente e per diverse volte (in occasione di ogni rinnovo di proroga) selezioni oggettive: infatti, le richieste di proroga dei rispettivi contratti dirette alla Direzione del personale sono sempre partite con lettera faxata dai Direttori centrali, sentiti i rispettivi direttori di servizio: se non sono queste selezioni oggettive, mi si dica cosa sono…
Si parla tanto di buon andamento della cosa pubblica ed allora come si conciliano gli investimenti fatti dalla Regione per la formazione dei lavoratori interinali con le regole di buon andamento gestionale della cosa pubblica, se poi si persegue una politica di dismissione dei lavoratori interinali? Tutto questo appare solo sperpero di denaro pubblico, un investimento in termini di risorse finanziarie ed umane gettato alle ortiche.
Urge un risveglio e soprattutto un riscatto delle coscienze di tutte le persone di buona volontà: 233 lavoratori interinali della regione, dopo anni di lodevole servizio nell’ Ente, anziché vedersi riconosciuta la loro dedizione al lavoro con una futura stabilizzazione del posto di lavoro, vengono brutalmente dismessi e sbattuti in mezzo alla strada: per chi, ultra-quarantenne come il sottoscritto, viene anche da un vissuto quotidiano che per troppi anni è stato difficile e pesante (figlio unico, con entrambi i genitori morti da oltre 15 anni!), questa assurda situazione rischia seriamente di portare ad una incipiente e devastante emarginazione sociale, dopo tanti anni di lotta per la conquista di un posto di lavoro stabile (e a tre esami da una brillante laurea in Economia).
In questi momenti di indicibile desolazione, con una vita sospesa tra un presente che non c’è più ed un futuro che non c’è proprio, rivendico con rabbia il mio ed il nostro più che legittimo diritto ad una futura stabilizzazione del posto di lavoro in Regione, perché la stabilizzazione del posto di lavoro è un valore, ma a 42 anni deve essere anche una certezza ed un diritto acquisito in una società che si definisce civile.

This post was submitted by selerio.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Spettacolo, Tutto il resto

Tags:

le fondazioni liriche sinfoniche

Ciao a tutti. Un aggiornamento sulla situazione alla Scala. I sindacalisti
della Cisl, dopo il fallito tentativo di pompieraggio, girano ora per il
teatro al grido di: “Estintori alla patria!”. Vanno dai lavoratori, con un
occhio di riguardo per quelli stagionali, chissà perché poi? e gli raccontano
su la bava, un po’ Beccaris, e la fava, molto Sodoma e poco Gomorra. La stessa
bava che sbrodolano addosso a tutti, senza distinzione di categorie lavorative,
quella per cui solo ieri si sono beccati i fischi e gli insulti dagli operai
della Fiat. Qualcun altro, poi, servo di tre cotte, si adopera solerte a
raccogliere firme di solidarietà e stima pro divin maestro di Molfetta, fuori
grande direttore dentro mezza calzetta, forse speranzoso di una congrua ricompensa.
Nel frattempo, l’8 marzo si è tenuta alla VII commisione del Senato la prevista
audizione sulla situazione, grave, del teatro, dove i rappresentanti sindacali
hanno illustrato le motivazioni a sostegno della lotta, rimarcando la mancata
trasparenza nella definizione dei nuovi assetti al vertice della Fondazione
e ribadendo la necessità di intervenire sulla legge 367/96 istitutiva delle
Fondazioni Lirico-Sinfonìche per riequilibrare poteri e funzioni nei CdA.
Per i prossimi giorni l’azione sarà caratterizzata dalle seguenti iniziative:
- domenica 13 alle ore 10, partecipazione all’iniziativa dei Liberi Loggionisti
presso la Sala Puccini del Conservatorio di Milano, assemblea pubblica, melomani,
appassionati dalla musica e del arte, cittadini e lavoratori scaligeri sono
invitati ad intervenire; – lunedì 14 pomeriggio, presidio in P.zza della
Scala in occasione del Consiglio Comunale; – martedì 15 sciopero generale
dei lavoratori delle fondazioni contro l’emandamento Asciutti che interviene
impropriamente sulle autonomie negoziali e sulle preroragative delle parti
sociali. Disperderemo nell’aria irrespirabile di Milano questa marmaglia mefitica e corrotta. Di mezze tacche, mezzi delinquenti, mezzi giornalisti, mezzi uomini, riciclatori di denaro sporco, chitarristi amministratori di
dubbia fama, uomini di fiducia del primo ministro, calvi indossatori di maglieria
intima da notte di Capodanno, mascellati direttori d’orchestra e sindacalista
tirapiedi ne abbiamo pieni i coglioni. Vano è spaventarci con le riunioni
segrete. Vano fare comunicati. Vano eleggere e nominare. Vano ficcare le
mani sporche in ciò che amiamo, perché la risposta sarà sempre e solo una:
VI FACCIAMO NERI

This post was submitted by awero.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Salute, Tutto il resto

Tags:

olio d’oliva adulterato

Spacciava per extravergine d’oliva ternano una miscela scadente di olio d’oliva e olio di semi di girasole. La frode alimentare è stata scoperta in Romagna, ma potrebbe avere ramificazioni in molte altre regioni d’Italia. Un uomo, residente a Cervia, in provincia di Ravenna, è stato denunciato dalla guardia di finanza per una lunga serie di reati: dalla frode in commercio e contro le industrie nazionali alla contraffazione di opere industriali, fino alla vendita di prodotti con segni mendaci. L’indagato – secondo la ricostruzione delle fiamme gialle – provvedeva personalmente a miscelare i vari tipi di olio che poi versava in latte di alluminio da cinque litri, su cui collocava delle etichette false, prodotte da una ditta di San Marino, con la scritta “Olio extravergine di oliva Colli Umbri”. Per rendere più credibile il raggiro, c’era anche l’indicazione del produttore: un fantomatico frantoio oleario “Colli Umbri” di Torre Orsina. L’olio è stato venduto in grandi quantità a negozi di generi alimentari e ristoranti. Secondo i riscontri effettuati dalla finanza, soltanto nel secondo semestre del 2004, sarebbero state poste in commercio circa quattromila latte da cinque litri di olio adulterato, per un totale di ventimila litri. Dopo aver scoperto la maxitruffa, le fiamme gialle si sono quindi concentrate sul presunto frantoio ternano indicato nelle etichette. Si è così accertato che il nominativo utilizzato non corrisponde ad alcuna impresa esistente, ma riproduce in parte il nome di un consorzio umbro che ha cessato la sua attività da dieci anni. L’utilizzo del nome “Colli Umbri” richiama però un olio di grande qualità, a denominazione di origine protetta. Ragion per cui il finto produttore è stato denunciato anche per i reati di vendita con prodotti falsi e frode contro le industrie nazionali. Le indagini della finanza sono state particolarmente laboriose. Ad insospettire i militari, che stavano controllando delle fatture di vendita nel corso di normali controlli fiscali in alcuni supermercati della Romagna, sono stati i prezzi delle confezioni d’olio eccessivamente bassi. Nel corso della successiva ispezione nel laboratorio clandestino, sono stati trovati trentadue bidoni da venticinque litri, poco meno di centosessanta latte da cinque litri, una trentina di bottiglie e un recipiente in vetroresina. Ancora da accertare la provenienza dell’olio di semi di girasole anche se, in casi analoghi, il prodotto arrivava dall’Est europeo. Tutto il materiale è stato sequestrato e inviato all’Arpa di Ravenna per essere sottoposto ad accurati esami di laboratorio. Le indagini proseguono e non si escludono ulteriori sviluppi sin dai prossimi giorni.

This post was submitted by alterman.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Scienza, Tutto il resto

Tags:

i brevetti sulle medicine

Le industrie farmaceutiche godono di un monopolio ventennale su questi cocktail
ed usano questo potere per massimizzare i profitti.

Intendiamoci, i brevetti sulle medicine – anche secondo me – non sono una
cosa sbagliata. I costi della ricerca devono essere ammortizzati in qualche
modo. E la privativa, a livello sociale, è un forte incentivo.

Quando i leaders africani si sono accorti della carneficina cercarono di
procurarsi i farmaci a prezzi inferiori, alcuni di questi approvarono una
legge che consentiva l’importazione delle medicine brevettate prodotte/vendute
in un’altra nazione con il consenso del titolare del diritto (le c.d. importazioni
“parallele”: generalmente consentite dalle norme dei trattati internazionali
sul commercio nonché, specificamente, all’interno dell’Ue). Le medicine vendute
p.es. in india potevano essere importate in africa.

Il governo usa si oppose al decreto, esercitò pressioni sul sud africa per
modificare la legge: nel 1998 l’office of the united states trade representative
inserì il sud-africa tra i paesi passibili di sanzioni commerciali.

Nello stesso anno oltre 40 società farmaceutiche iniziarono azioni legali
nei tribunali africani per contrastare la decisione governativa. Agli stati
uniti si aggiunsero poi altri stati europei.

Tutti contestano la violazione degli obblighi delle norme internazionali
consistente nella discriminazione dei brevetti farmaceutici. I governi chiedono
il rispetto delle norme indipendentemente dalle conseguenze sulla cura dell’AIDS
nel paese.

Consideriamo inoltre che il farmaco, in questo caso, non è una “risorsa scarsa”
ovvero se lo esportiamo in africa non è vero che poi non ce n’è per gli occidentali.
Peraltro, non si realizza nemmeno un danno per le case farmaceutiche: una
cura da 1.500 dollari non la vendi certo ad un africano.

Le case farmaceutiche hanno paura che i beni rientrino in usa (piuttosto
che in europa) a prezzi inferiori (mercato grigio) , inoltre, potrebbe esserci
poi qualcuno che, in nord america (o europa), si inalbera perché le pastiglie
costano 1 dollaro in africa e 1.500 dollari in usa (e in eurpa).

Sembrerebbe che, di fatto, le azioni dei governi e delle corp. abbiano bloccato
non solo le importazioni parallele (con il sistema delle licenze brevettuali)
ma anche il flusso di conoscenze su come utilizzare sostanze presenti in
africa per produrre medicine per l’AIDS.

Questo è gravissimo.

Certo non sono i brevetti la ragione più importante del fatto che gli africani
non hanno accesso alle medicine ma il prezzo dei farmaci ha effetto sulla
domanda ed i brevetti sul prezzo.

In africa stanno morendo a pacchi… noi fra 30 anni come ci giustificheremo
davanti ai nostri figli ?

Come si risolvono – senza colpevoli omissioni – questi problemi in concreto
? io penso che anche il boicottaggio sia un modo per esprimere una volontà
politica, per affermare un senso “etico” che non può mancare neanche nelle
multinazionali: non è possibile perseguire unicamente il profitto senza promuovere
il progresso sociale.

Una società (e per tale ritenendosi tutti i soggetti coinvolti) che non persegua,
insieme al profitto, anche il progresso e la pace sociale, è destinata a
fallire autodistruggendosi. Adesso chi sta pagando per i “danni” che le multinazionali
disseminano nel mondo ? Chi pagherà per l’africa ? Chi sta pagando per l’irak
?

Se non troviamo un giusto equilibrio tra i brevetti ed il pubblico dominio
la carneficina continuerà.

Il punto è che, adesso, a decidere “chi fa cosa” sono le corp. ed io penso
che l’ultima parola sulla “salute mondiale” non debba essere lasciata a questi
soggetti

This post was submitted by sweet man.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Salute, Tutto il resto

Tags:

Latte adulterato

Broker importavano siero di latte marcio dalla Francia che veniva “rigenerato” come latte buono.

I falsari del latte di alcune società di Mantova producevano e conservavano il latte adulterato in 12 silos, per una capacità complessiva di 500.000 litri.

Il latte “riciclato” e i suoi derivati venivano poi commercializzati attraverso normali canali di vendita (negozi e supermercati).

Povera mucca… già è diventata “pazza” quando ha scoperto che a farsi il culo per produrre il latte era solo lei, mentre Tanzi & co. facevano i miliardi.

Adesso è stata completamente esautorata.

Il latte non lo fa più lei, lo fanno i maiali in doppio petto.

This post was submitted by sweet man.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Cultura, Tutto il resto

Tags:

L’avvocato Carlo Taormina

Carlo Taormina è il noto avvocato che da tempo impazza sui media, l’uomo capace di sorprendere la nazione con le sue dichiarazioni esplosive, sia che vertano su delitti insoluti e seguitissimi (come quello di Cogne), sia che si tratti di presunti scandali internazionali (come la controversia su Telekom Serbia del 2003). Nato il 17 dicembre 1940 a Roma, Carlo Taormina è e cresciuto nella capitale e si è laureato in Giurisprudenza nella gloriosa università “La Sapienza”.

In un primo momento della sua carriera, dopo un percorso accidentato e faticoso come avvocato in vari studi legali, decide di entrare in magistratura. In seguito, forte del suo spirito combattivo e indomito, prende consapevolezza che le maglie della burocrazia giudiziaria gli vanno troppo strette e preferisce dedicarsi alla libera professione.

E’ così più libero di seguire le sue piste e i suoi interessi, spesso indirizzati in molteplici direzioni. La carriera non gli impedisce infatti di coltivare un’altra grande passione: quella per l’insegnamento. Nel 1975 diventa dopo regolare concorso professore ordinario presso la cattedra di Procedura penale della facoltà di giurisprudenza di Macerata.

In veste di Avvocato attento agli aspetti più reconditi di ogni vicenda, patrocina i procedimenti giudiziari più importanti della recente storia d’Italia. La faciloneria non gli appartiene e infatti si incarica dei casi più intricati e difficili. La strage di Ustica è fra questi.
Sprezzante dell’opinione comune, difende gli ufficiali e i sottufficiali accusati di aver nascosto elementi utili a stabilire le cause dell’incidente aereo che sui cieli di Ustica il 27 giugno del 1980 costò la vita a 81 persone.

Una decina di anni più tardi scoppia il bubbone di Tangentopoli, un evento che non poteva non trovare Carlo Taormina in prima linea. Molti dei protagonisti eccellenti di quella stagione non trovano di meglio che affidarsi alle sue mandibole d’acciaio, mandibole che quando agguantano un caso non lo mollano neanche a morire. Le sue dichiarazioni contro i “giudici giustizialisti” sono rimaste famose e gli hanno attirato molte antipatie, soprattutto da parte della sinistra.

Da quel momento in poi l’aggressività di Carlo Taormina si è potuta esercitare su molti altri casi scomodi, a partire dallo scandalo che ha coinvolto l’ex capitano delle “SS” Erich Priebke, che Taormina ha debitamente rappresentato nel processo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine, fino all’omicidio di Marta Russo, dove il prode avvocato è arrivato a denunciare i PM Italo Ormanni e Carlo La Speranza per una registrazione dell’interrogatorio di Gabriella Alletto, in cui sembra non siano stati rispettati i diritti del testimone e le procedure canoniche.

In seguito si è buttato nel vortice della politica attiva, assommando così sulla sua persona ben tre cariche diverse: avvocato, docente e parlamentare. Dopo aver aderito alle file di Forza Italia, è stato sottosegretario all’Interno del governo Berlusconi, carica da cui ha dato le dimissioni – con grande sorpresa di tutti – dopo la pubblicazione da parte del quotidiano “la Repubblica” di un articolo su Telekom Serbia, in cui lo si accusava di essere il manovratore occulto di quello scandalo.

Lo stesso Taromina, interpellato dall’Ansa, ha così dichiarato: “Confesso, sono io il burattinaio, il puparo di tutta questa vicenda, mi autodenuncio per concorso in calunnia con Paoletti, Marini e Pintus”, aggiungendo di aver “creato difficoltà a Forza Italia e a Berlusconi”.

Ma l’imprevedibile Carlo Taormina non è tipo che rimane a girarsi i pollici a vuoto ed è più che probabile che ci sarà da aspettarsi da lui, per il futuro, più di una sorpresa.

This post was submitted by revolver.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Economia, Tutto il resto

Tags:

le carte revolving

Non entro nel merito della questione di chi, in maniera più o meno discutibile, cede la propria immagine a favore dei “ladri con i guanti bianchi”, ma intervengo per evidenziare, brevemente, il fenomeno attualmente “di moda” che interessa il credito al consumo.

-crescita del credito al consumo del 19% circa.
-crescita delle carte revolving a quota 8.500.000

Molto diffuse, le carte revolving stanno prendendo piede per la loro praticità.
Il TAEG -medio- delle carte revolving diffuse in italia è del 17% (si parte da un minimo di 9.38%)
Se il finanziamento dura fino ad un anno vanno aggiunti 11€ di bollo.
Se il finanziamento supera i docici mesi si avrà come onere un’imposta sostitutiva dello 0,25% sull’importo erogato.
Sono adatte per prestiti di breve durata.

Credit-shopping. Prestiti facili, e subito. Comperiamo i soldi virtualmente, ma pagandoli a caro prezzo.

L’espressione “ladri con i guanti bianchi” purtoppo non mi appartiene. La usò molti anni fa un noto imprenditore che opera nel settore della pasta, e che stimo.

This post was submitted by revolver.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Cultura, Tutto il resto

Tags:

Boicottare i prodotti mediaset

Boicottare i prodotti mediaset non è difficile…sono per la maggior parte cose completamente superflue(alla mia università a Firenze c’è un poster con tutti i loghi delle aziende pubblicizzate …ma la maggior parte dei ragazzi(anche i contrari al boicottaggio) non compra neanche un decimo dei prodotti sponsorizzati.
Piuttosto bisogna stare attenti alle reti aziendali…evitare la nestlè ma comprare danone è completamente inutile.
E dirglielo, sì. Io non vi compro perchè il vostro comportamento fa schifo. Alla Coca cola gliel’ho detto. Ma non mi hanno considerato molto.

This post was submitted by zabitollo.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Economia, Tutto il resto

Tags:

le finanziarie private

Il proliferare di queste finanziarie private o non private, e il conseguente proliferare di pubblicità e quindi l’utilizzo di “facce note ” utilizzate come acchiappacitrulli sono direttamente proporzionali alle difficoltà e alle crisi economico-sociali che un paese attraversa.
Se tornate indietro con la mente e i ricordi, negli anni a cavallo tra gli ’80 ed ’90 ed in fasi alterne durante gli anni 90, la pubblicità che reclamizzava tali finanziarie era spesso sporadica e legata a periodi dell’anno ben precisi tipo, Natale, Pasqua e il periodo estivo di Luglio e Agosto ( per le vacanze ).
Di fatto, le finanziarie che hanno fatto o potevano fare “cartello” sapevano che chi si rivolgeva a loro lo faceva per aver la possibilità di acquistare un’auto o farsi una vacanza senza passare dalla propria banca dove magari si aveva già un mutuo contratto e si sarebbe dovuto dare troppe spiegazioni.
La cosa adesso è ben più triste e pericolosa.
Qui stiamo vivendo un periodo ormai troppo lungo di stagnazione e questo è il preludio alla recessione economico-industriale.
Qui stiamo mettendo a repentaglio non solo uno stile di vita o delle abitudini acquisite o la vacanza al mare.
Qui stiamo perdendo il potere d’acquisto, il diritto al lavoro e si sta compromettendo il futuro delle generazioni più giovani.
Queste finanziarie lo sanno e come squali o avvoltoi si muovono su di un territorio pieno di deboli e disperati che ora contraggono un prestito magari per sanare una situazione precaria con il fisco o pagano gli arretrati dell’affitto o per andare dal dentista perchè il potere d’acquisto delle loro buste paga non riesce più a contenere i bisogni primari.
Ecco allora le finaziarie che si affacciano con i volti rilassanti e rassicuranti di mercenari che per 10.000 o 20.000 € portano, così come faceva Caronte, le anime pie verso le fornaci delle finanziarie.
Il problema è che siamo in pochi a ” vedere” e che invece siamo in milioni e milioni a “non voler vedere” sperando che le cose prima o poi vadano a posto da se.
FORSE E’ ANCHE ORA CHE LE BANCHE SI FACCIANO UN ESAME DI COSCIENZA E CHE SMETTANO DI FARE COME LE FINANZIARIE E PROVINO, IN PERIODI BUI COME QUESTI, A FARE VERAMENTE LE BANCHE LIBERANDO IL DENARO CONCENTRATO NELLE LORO CASSE E RIMETTENDOLO IN CIRCOLO CON TASSI A PORTATA DI FAMIGLIA.

This post was submitted by anilo.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Economia, Tutto il resto

Tags:

Indebitarsi – mi sono Indebitato

“Ragazzi…..ma la gente si indebita per far vedere che ha i soldi quando invece è morta di fame!”

Io mi sono indebitato per:
- il mutuo della casa
- la lavatrice nuova (quella vecchia dopo 12 anni non ce la faceva più)
- il dentista (apparecchio ortodontico per mio figlio)
- la macchina (utilitaria cilindrata 1200)
- la Vespa di seconda mano (avrei potuto farne a meno se avessi potuto usufruire di trasporti pubblici decenti, per esempio autobus che percorrono 7 km in meno di 50 minuti)

Mi sono indebitato proprio perchè il mio stipendio, un tempo dignitoso, ora è -quasi- da morti di fame.
Far vedere che ho soldi, come dici tu, non è nemmeno l’ultimo dei miei pensieri.

This post was submitted by willow.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Tutto il resto, Vita Frugale

Tags:

Vivere al di sopra delle possibilità

PER CHI SI LAMENTA E FA L’ELENCO DEI PRESTITI.

Una volta eravamo tutti operai o figli di operai (lameno la buona parte), e nessuno si sognavdi andare in inverno al mare, men che meno alle maldive!
Nessun operaio firmva prestiti per macchina da 50 milioni e le moto erano quelle che ti passavano usate…..INTANTO LA GENERAZIONE PRECEDENTE HA COMPRATO CASE, con stipendi da operai.
POI SONO ARRIVATI GLI ANNI 90!
dove tutti non volevano fe piu’ gli operai e si paragonavano ai ricchi: ferie di qui, ferie di la, nesuno si sposa, tutti nelle discoteche, macchinoni da favola..TUTTO CON STIPENDI DA OPERAI!!!
e le banche giu’ a prestare, per farci vivere fuori dalle nostre possibilità.
Adesso purtroppo ci si accorge che con unos tipendio da operaio vivi?
E’ DA SEMPRE COSI!
solo che tanti poveracci hanno voluto dimenticarsi del loro status, è hanno giocato a fare i RICCHI!
questo di oggi è il risultato di cose sbagliate fatte 15 anni fa!!!!
Torniamo a vivere secondo i modelli di possibilità vera, il calcolo è semplice:
“VUOI UNA COSA?? METTI VIA I SOLDI, ULNDO LI HAI LA COMPRI!!!”
ma noi vogliamo il tutto subito, e il nostro egoismo manco piu’ le famiglie fa nascere, tutti soli per spendere di piu!!!
ma facciamoci l’esame di coscenza prima d’inveire contro tutto e tutti!

This post was submitted by willow.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Economia, Tutto il resto

Tags:

Carta ATTIVA di AGOS ITAFINCO

Ciao a tutti!

Volevo portare a testimonianza una mia esperienza a riguardo di queste legali usuraie e truffaldine forme di prestito.

Ho lavorato per qualche mese in un call center attivando ALICE per conto di telecom prima, per poi passare ad un programma di telemarketing di AGOS ITAFINCO gestito in outsourcing dal suddetto call center.

Premetto, e non commento, che i dipendenti, tutti ovviamente precari, del call center guadagnavano (parlo di circa 1 anno fa) circa 4 EUR all’ ora netti e che per mantenere il posto erano obbligati a raggiungere un minimo di attivazioni giornaliere/settimanali.

Agos Itafinco è stata forse una delle prime finanziarie a commercializzare le ormai diffusissime carte revolving. Parlo della ben pubblicizzata CARTA ATTIVA.

La carta revolving permette anche a chi non possiede un conto corrente di usufruire degli “enormi vantaggi” di acquistare qualunque prodotto o di ritirare contanti presso sportelli bancomat e di restituendo le somme utilizzate in comode rate mensili a tassi d’ interesse al limite dell’ usura (se ben ricordo eravamo intorno al 17.6%) o con bollettini postali (se non si ha un conto corrente) o con addebito in conto corrente (se lo si ha).

La carta ATTIVA veniva inviata disATTIVAta, senza che fosse richiesta, ai clienti che in passato avevano usufruito di un finanziamento AGOS ITAFINCO, che so … per l’ acquisto del televisore, presso un qualunque supermercato.
Nei vari fogli che il cliente aveva firmato, vi era, presumo scarsamente leggibile (non ho mai visto questi moduli), l’ autorizzazione a ricevere promozioni da parte di AGOS, che così, molto gentilmente, invia l’ ATTIVA a casa, conoscendo già tutti i dati dal cliente e ovviamente il suo grado di solvibilità.

Poco tempo dopo aver ricevuto la carta, il cliente riceve una chiamata da un operatore del call center che si informa se “per caso” avesse ricevuto la famosa ATTIVA, “sa quella della pubblicità, quella recante il marchio VISA …”
Viene quindi chiesto al cliente se voglia attivarla “tanto non le costa nulla, poi non si sa mai avesse bisogno di acquistare la lavatrice tra un mese e non avesse i soldi …”
La carta è ovviamente gratuita il primo anno, poi ha un costo di 10/15 EUR che ovviamente non viene mai menzionato.

Al cliente che accetta l’ attivazione, e qui sta il vero certo guadagno di AGOS, viene chiesto se voglia ricevere in anticipo una somma di denaro (tra i 1000 e i 2500 EUR) sul proprio conto, AGOS è talmente gentile che in massimo 3-4 giorni vi fa trovare sul conto dei soldi, di cui magari nemmeno avete bisogno, e che ovviamente dovrete restituire all’ interesse indicato.

E garantisco che non sono pochi coloro che accettano, capendo poco o nulla di quello che viene loro detto, di ricevere il famigerato bonifico sul proprio conto.

Gli operatori call center vengono appunto valutati sulla base di quanti clienti contattati acconsentono di ricevere questo primo prestito.

Personalmente non so quanto sia legale tutta questa pratica svolta al telefono (si accerta semplicemente l’ identità della persona al telefono) svolta da uno SCONOSCIUTO operatore che mai potrà essere ricontattato dal cliente (se acquisto un bene o un servizio in un negozio almeno so con chi incazzarmi e almeno ho in mano una ricevuta …)

Certamente AGOS fa leva sulle belle facce della pubblicità e l’ ignoranza della gente (“è vero che il tasso è del 17,5% annuale, però se lei mi ripaga i 500 EUR della lavatrice in 4 mesi allora l’ interesse non è del 17,5% ma sarà circa del 6%” e altre stronzate simili …) per rifilare prestiti inutili a costi esorbitanti.

E la cosa che mi fa incazzare veramente è che se io ho bisogno di comprarmi l’ hi-fi 5.1 nuovo (tra l’ altro le carte revolving, visto il limite delle somme erogate non alto, servono alla fine per comprare solo del superfluo !!!) risparmio 4 mesi e poi se posso me lo compro o compro qualcosa di meno caro.
Perché mai dovrei chiedere a prestito dei soldi e pagare carissimo il servizio per avere quello che voglio qualche mese prima ?????

Per la cronaca ho lavorato per CARTA ATTIVA per 3 giorni.
Penso di aver di averne attivate qualcuna (4-5)
Non ho mai “bonificato” nessuno
Sono andato via per la totale mancanza di etica e correttezza verso il cliente (almeno questa è la mia opinione).

E state lontano dalle carte …

This post was submitted by attico.

December 19, 2009

Posted by:

Category: Economia, Tutto il resto

Tags:

chiedere un prestito ad una società finanziaria

Facce televisive rassicuranti per rovinare la gente
Molti cosiddetti personaggi dello spettacolo, ad esempio Rita Dalla Chiesa, Corrado Tedeschi o Emanuela Folliero, fanno da testimonial a subdole finanziarie prestasoldi al limite dell’usura.

Chi va a chiedere un prestito ad una società finanziaria è tutelato dalla legge 142/1992, incorporata nel decreto legge 385/1993; un’accozzaglia di norme tipo “Obbligo di Taeg (tasso annuo effettivo globale)”, “spese studio pratica”, ecc. totalmente incomprensibili.

Il poveraccio cha ha bisogno del finanziamento firma il modulo prestampato per 10.000 euro impegnandosi a versare 750 euro per istruttoria pratica, e non fa caso ad una “clausolina” che dà mandato alla finanziaria “di agire per conto e in nome suo presso istituti di credito o enti finanziari allo scopo di ottenere quanto richiesto alle migliori condizioni”.

In pratica permette alla società di girare l’operazione di credito ad un’altra società che si farà viva dopo un po’ di tempo chiedendo interessi maggiori e un’altra provvigione.

La legge non prevede restrizione o barriera a questo raggiro e non si può pretendere la restituzione della prima provvigione.

Vergognatevi!
Sarebbe molto più onesto che prestaste i vostri soldi invece che la vostra faccia.

P.S. prima di attivare qualsiasi forma di finanziamento informatevi sempre presso l’Unione Nazionale Consumatori.

This post was submitted by siniscalco.

« Older Entries   Newer Entries »