persecuzione giudiziaria a fini politici

Tutta la propaganda di B si basa su emerite balle, ripetute come Vangelo dai suoi cloni.
Come quella della persecuzione giudiziaria a fini politici che fa ancora dire a qualcuno che la magistratura ‘rossa‘ smetterebbe di perseguitarlo se lui abbandonasse la politica.
Riguardo all’indebitamento che provocò la discesa in politica di B, risulta dal tradizionale rapporto di Mediobanca, che ogni anno analizza le 10 maggiori aziende italiane, che le aziende del gruppo Berlusconi avevano nel 1992 7.140 miliardi di lire di debiti, mentre il loro capitale netto ammontava a 1.053 miliardi.
Essendo questa situazione ad alto rischio di bancarotta, aumentata dal fatto che nel 1993 gli introiti pubblicitari televisivi registrarono una crescita pari a zero, le banche creditrici cominciarono in quel periodo a richiedere il saldo dei conti.
B annunciò il suo ingresso in politica il 26 gennaio 1994, ma già da prima, dal 1992 e nel 1993, la Fininvest, come tutte le altre grandi aziende nazionali, fu oggetto di indagini da parte del pool di Mani pulite e delle Procure di Torino e Roma(è una balla che le indagini partirono dalla sua discesa in campo).
Le iniziative giudiziarie avevano preceduto e non seguito la sua decisione di entrare in politica.
La Corte d’appello di Venezia, già nel 1990 aveva dichiarato B colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona, che indagava sulla sua iscrizione alla P2.
Tali indagini riguardarono varie vicende: presunte tangenti (ai partiti per la gestione delle discariche lombarde e per le licenze del supermercato Le Gru di Grugliasco, a funzionari pubblici per la vendita dei «palazzi d’oro», e altre ancora per gli spot sull’AIDS), le false fatture di Publitalia ’80, i finanziamenti ai congressi di partito e le frequenze televisive

January 20, 2011

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Categoria: Politica, Tutto il resto

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